Terzo giorno a Bucarest per InEuropa

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Siamo giunti al terzo giorno di formazione a Bucarest per lo staff di InEuropa srl relativamente al progetto DROP-IN (Erasmus + KA2 partenariati strategici).
Oggi InEuropa è stata protagonista con ben due interventi. In primo luogo, Daniela Ottolini (psicologa, coinvolta in qualità di esperta scientifica) ed Irene Pignatti (collaboratrice, coinvolta in qualità di youth worker) hanno presentato la situazione dei giovani ESL e Drop-out in Italia, insieme alle politiche e buone prassi applicate per cercare di contrastare la situazione dell’abbandono scolastico e la marginalizzazione. Focus principale sulla Regione Emilia Romagna e la città di Modena (dove InEuropa srl ha sede). Successivamente, Monica Monti ha presentato alcuni progetti europei ed internazionali ai quali InEuropa srl partecipa, da considerare buone prassi che possono contribuire a rendere l’istruzione più interessante ai giovani, far scoprire loro opportunità e settori di lavoro innovativi e quindi di riflesso contribuire a combattere l’abbandono scolastico. Nello specifico sono stati presentati i progetti GrEAT e GAMIFY YOUR TEACHING (entrambi finanziati da Erasmus + KA2 partenariati strategici) e l’iniziativa WATEREXPLORER (finanziata da HSBC).
Anche CARDET e Schottener Foundation hanno presentato la situazione, le politiche e le buone prassi a Cipro e in Romania.
Dopo un “social lunch” tutti insieme, i partecipanti si sono spostati presso il Regional Center for Integration dove si è tenuto un incontro con alcuni mediatori interculturali e youth workers, i quali hanno spiegato di cosa si occupano e hanno illustrato il progetto “INTERACT” anche attraverso la visione di un video. Si tratta di un progetto dell’International Organization for Migration (IOM), Mission in Romania in partenariato con l’Associazione Ecumenica delle Chiese in Romania – AIDRom, Schottener Foundation, Craiova Global Help Association e l’Associazione Nazionale degli Esportatori ed Importatori in Romania. La loro principale mission è quella di integrare nella società i migranti che arrivano ogni giorno in Romania, insegnando loro lingua (così che riescano a trovare più facilmente un lavoro) e coinvolgendoli in varie attività. Inoltre i dipendenti e i volontari cercano di mettere “a proprio agio” i migranti anche celebrando con loro le festività, facendogli mantenere comunque la loro tradizione.