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L’instabilità geopolitica e le crescenti tensioni internazionali stanno rafforzando la fiducia dei cittadini nell’Unione europea. È quanto emerge dall’Eurobarometro della primavera 2026 del Parlamento europeo, che fotografa un’opinione pubblica sempre più orientata a considerare l’UE un punto di riferimento in uno scenario globale caratterizzato da conflitti, incertezze economiche e nuove sfide per la sicurezza. Il 75% degli europei considera oggi l’Unione un fattore di stabilità, con un incremento di 8 punti percentuali rispetto all’autunno 2025, mentre il 74% giudica vantaggiosa l’appartenenza del proprio Paese all’UE, eguagliando il valore più alto mai registrato dall’indagine.

Accanto alla fiducia cresce anche la richiesta di un’Europa più forte e capace di agire. Il 68% dei cittadini auspica un ruolo più incisivo dell’Unione nella protezione dalle crisi globali e dai rischi per la sicurezza, mentre il 73% ritiene che l’UE debba disporre di maggiori risorse per affrontare le sfide internazionali. Tra gli ambiti considerati prioritari per rafforzare il ruolo globale dell’Europa figurano la difesa e la sicurezza (39%), l’indipendenza energetica (35%), in forte crescita rispetto al 2025, e la competitività economica.

Il sondaggio evidenzia anche alcune specificità italiane. Nel nostro Paese la percezione dell’UE come elemento di stabilità è superiore alla media europea: l’81% degli italiani considera infatti l’Unione un punto di riferimento in un contesto internazionale instabile, mentre il 71% ritiene che dovrebbe assumere un ruolo ancora più importante nella protezione dei cittadini dalle crisi globali. Inoltre, gli italiani individuano nell’indipendenza energetica la principale priorità strategica per rafforzare la posizione dell’Europa nel mondo, indicata dal 44% degli intervistati, davanti alla difesa e sicurezza (35%).

Sul piano economico permane tuttavia un clima di preoccupazione. Inflazione, aumento dei prezzi e costo della vita rappresentano la principale priorità che i cittadini chiedono al Parlamento europeo di affrontare, indicata dal 47% degli europei e dal 51% degli italiani. Seguono economia e creazione di posti di lavoro (35% nell’UE e 39% in Italia) e difesa e sicurezza (34%). Nonostante queste preoccupazioni, la qualità della vita nell’Unione continua a essere valutata positivamente: l’83% degli europei si dichiara soddisfatto, anche se quasi tre cittadini su dieci (29%) temono un peggioramento del proprio tenore di vita nei prossimi anni.

L’indagine registra infine un rafforzamento della fiducia nel funzionamento dell’Unione. Il 59% degli intervistati si dichiara soddisfatto della democrazia europea, con un aumento di 5 punti percentuali rispetto alla fine del 2025, raggiungendo il livello più elevato degli ultimi anni. Un risultato che conferma come, di fronte alle trasformazioni dello scenario internazionale, i cittadini guardino sempre più all’Unione europea come a un attore chiamato a garantire stabilità, sicurezza e capacità di risposta alle sfide comuni.

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La Commissione europea ha presentato la proposta di bilancio annuale dell’Unione europea per il 2027, prevedendo 199,9 miliardi di euro in impegni di spesa per sostenere le principali priorità politiche e strategiche dell’UE. Si tratta dell’ultimo bilancio dell’attuale Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, in vista dell’adozione della futura programmazione finanziaria 2028-2034.

La proposta arriva in un contesto caratterizzato da forti pressioni economiche e geopolitiche, segnato negli ultimi anni dalla pandemia, dalla crisi energetica, dall’inflazione, dalla guerra in Ucraina e dalle crescenti tensioni internazionali. Per questo motivo, il bilancio 2027 mira a rafforzare la capacità dell’Unione di rispondere alle nuove sfide, sostenendo al tempo stesso crescita economica, resilienza e sicurezza.

Dal punto di vista finanziario, la quota più consistente delle risorse è destinata alla Coesione, Resilienza e Valori, che potrà contare su 75,8 miliardi di euro, di cui 58,5 miliardi per la coesione economica, sociale e territoriale e 17,3 miliardi per interventi legati alla resilienza e ai valori europei. Seguono le risorse dedicate alle Risorse naturali e all’Ambiente, pari a 57,2 miliardi di euro, all’interno delle quali oltre 40,5 miliardi saranno destinati ai pagamenti diretti e alle misure di mercato della politica agricola.

Un investimento significativo riguarda anche il capitolo Mercato unico, Innovazione e Digitale, che riceverà 21,9 miliardi di euro per sostenere la competitività europea, la ricerca, l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale. Ulteriori risorse saranno destinate a programmi strategici come Erasmus+, il Connecting Europe Facility e il Programma per il Mercato Unico, considerati strumenti chiave per rafforzare la crescita economica e la competitività dell’Unione.

La proposta prevede inoltre un rafforzamento delle politiche in materia di sicurezza e difesa, con uno stanziamento di 3,1 miliardi di euro, in linea con gli obiettivi del piano ReArm Europe/Readiness 2030. Le risorse sosterranno investimenti nella ricerca per la difesa, nello sviluppo della capacità industriale europea, nella mobilità militare e nel rafforzamento della resilienza strategica dell’Unione.

Per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori, il settore Migrazione e gestione delle frontiere potrà contare su 5,8 miliardi di euro, cui si aggiungeranno 1,2 miliardi di euro supplementari derivanti dalla revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale per sostenere l’attuazione del Patto sulla migrazione e l’asilo attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione e lo Strumento per la gestione delle frontiere e dei visti.

La proposta conferma anche il sostegno europeo all’Ucraina. Oltre alle risorse previste nell’ambito dello Ukraine Facility, il bilancio include 1,15 miliardi di euro per il nuovo Ukraine Support Loan, destinato a sostenere il Paese nel contesto della guerra di aggressione russa.

Completano il quadro 15,5 miliardi di euro per le azioni esterne dell’Unione e i rapporti con i Paesi partner, 13,7 miliardi di euro per l’amministrazione pubblica europea e 5,9 miliardi di euro destinati agli strumenti speciali tematici.

La proposta sarà ora esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea, che dovranno approvare formalmente il bilancio entro la fine del 2026 affinché possa entrare in vigore il 1° gennaio 2027.

Per i dettagli, leggi il comunicato stampa ufficiale.

La Commissione europea ha presentato il 16 luglio 2025 la proposta ufficiale per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’Unione, relativo al periodo 2028‑2034. Il pacchetto raggiunge un valore complessivo di circa 2.000 miliardi di euro, pari all’1,26% del PIL europeo, e si propone come una risposta strategica alle nuove sfide globali in materia di sicurezza, difesa, competitività industriale, coesione sociale e resilienza europea.

Uno degli elementi centrali del nuovo bilancio è la creazione di un Fondo europeo per la competitività che potrà contare su oltre 400 miliardi di euro, dedicati a sostenere settori chiave come tecnologie pulite, digitale, biotecnologie, difesa e spazio. Accanto a questo, sarà potenziato il programma Horizon Europe, che riceverà 175 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione.

Sul fronte della difesa, la Commissione propone un aumento significativo degli stanziamenti, con un fondo di 131 miliardi di euro destinato a rafforzare la sicurezza interna e le capacità strategiche dell’Unione. Anche la mobilità militare, le infrastrutture critiche e la cybersicurezza riceveranno nuovi impulsi finanziari, così come il meccanismo Connecting Europe Facility, che raddoppia il suo budget.

Grande attenzione viene dedicata alla coesione territoriale e all’agricoltura, con uno stanziamento rispettivamente di 218 miliardi di euro e 300 miliardi di euro, mantenendo così una forte componente redistributiva in favore delle regioni meno sviluppate e del mondo rurale.

Il nuovo QFP triplica inoltre i fondi destinati alla gestione delle migrazioni e dei confini esterni, per un totale di 34 miliardi di euro, e prevede un meccanismo europeo di crisi con circa 400 miliardi di euro in prestiti per affrontare emergenze di natura economica, energetica o sanitaria.

Sul piano internazionale, il pacchetto include un sostegno strutturale alla ricostruzione e al percorso europeo dell’Ucraina, con un fondo dedicato da 100 miliardi di euro, e rafforza gli strumenti di azione esterna attraverso Global Europe, che disporrà di 200 miliardi di euro per politiche di vicinato, cooperazione e allargamento.

Per garantire la sostenibilità del nuovo bilancio, la Commissione propone una riforma del sistema delle risorse proprie, introducendo nuovi strumenti di finanziamento quali entrate derivanti dal sistema ETS, dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), da una tassa sul tabacco, dai rifiuti elettronici e da una base imponibile comune per le grandi imprese. L’obiettivo è generare circa 58,5 miliardi di euro all’anno, riducendo al contempo la pressione sui contributi diretti degli Stati membri.

La proposta sarà ora oggetto di intense trattative tra i Paesi dell’Unione e il Parlamento europeo. Serve l’unanimità dei 27 Stati membri per l’approvazione finale, e non sono mancate le prime reazioni critiche: alcuni governi esprimono preoccupazioni per le nuove imposte europee, mentre le ONG ambientaliste e le organizzazioni agricole temono un possibile calo reale dei fondi rispetto all’inflazione.

Il pacchetto, ambizioso e articolato, punta a rafforzare la capacità dell’Unione di agire con unità e rapidità di fronte alle trasformazioni geopolitiche, economiche e climatiche. Si apre ora una fase di confronto che determinerà il futuro assetto finanziario dell’Europa per il prossimo decennio.

Per ulteriori dettagli, leggi il comunicato stampa della Commissione.

Con 441 voti favorevoli, 173 contrari e 70 astensioni, il Parlamento europeo ha adottato le sue priorità per il bilancio dell’Unione del 2026. Le linee guida approvate indicano un chiaro orientamento verso un’Europa più resiliente, sicura e sostenibile, con investimenti strategici in difesa, innovazione, transizione verde e digitale.

Difesa e sicurezza al centro del bilancio

I deputati europei hanno chiesto un rafforzamento della capacità di difesa e sicurezza dell’UE, con fondi dedicati anche alla sicurezza informatica e alle infrastrutture a duplice uso. La politica di coesione resta un pilastro, insieme al sostegno al settore agricolo e all’attuazione del Patto su migrazione e asilo.

Più investimenti in salute, giovani, clima e competitività

Il Parlamento sollecita inoltre maggiori risorse per ricerca, sanità, occupazione giovanile, energia e industria. L’obiettivo: rafforzare la competitività economica e chiudere il divario di competenze, favorendo un’Europa più autonoma sul piano strategico e industriale. Centrale anche il sostegno ai programmi educativi e culturali rivolti alle nuove generazioni.

Impegno per l’Ucraina e attenzione al debito del NextGenerationEU

Tra le priorità figura il pieno sostegno all’Ucraina, in un contesto globale instabile e segnato dalla riduzione di molti finanziamenti internazionali. I deputati avvertono inoltre che il rimborso del debito contratto con il piano NextGenerationEU non deve avvenire a scapito dei fondi e programmi UE già esistenti.

Halicki (PPE): “Compromesso forte e condiviso”

“Dopo negoziati difficili, abbiamo prodotto linee guida equilibrate che rispecchiano i valori di tutti i gruppi politici. Abbiamo consegnato una posizione forte, dimostrando che il Parlamento è pronto a difendere le priorità dei cittadini”, ha dichiarato Andrzej Halicki (PPE, Polonia), relatore del testo.

Prossime tappe

La Commissione europea presenterà la proposta ufficiale per il bilancio 2026 a giugno. Il testo sarà poi negoziato con il Consiglio e dovrà essere approvato entro la fine dell’anno.

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