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La Commissione europea ha lanciato l’Invito a presentare proposte 2026 – EAC/A15/2025 nell’ambito del Corpo europeo di solidarietà, aprendo una nuova stagione di finanziamenti dedicati al volontariato internazionale e ai progetti guidati dai giovani.

Il bando si fonda sul Regolamento (UE) 2021/888 e sul Programma di lavoro annuale 2026, confermando la volontà dell’UE di promuovere l’impegno civico, la solidarietà e la partecipazione attiva delle nuove generazioni.

Con una dotazione stimata in 129,59 milioni di euro, l’invito sostiene una vasta gamma di attività, tra cui progetti di volontariato, gruppi di volontariato in settori ad alta priorità, progetti di solidarietà guidati dai giovani, nonché il marchio di qualità per ospitare volontari sia nelle attività di solidarietà sia nel settore degli aiuti umanitari. Il bando include inoltre opportunità specifiche nell’ambito del Corpo volontario europeo di aiuto umanitario.

L’invito è aperto a organizzazioni pubbliche e private, enti non profit, autorità locali e gruppi informali di giovani registrati sulla piattaforma ufficiale. La partecipazione copre i 27 Stati membri, i Paesi EFTA/SEE, Turchia e Macedonia del Nord, con la possibilità di coinvolgere soggetti di Paesi terzi quando ciò risponde agli interessi dell’Unione.

Le scadenze variano in base all’azione: i progetti di volontariato e i progetti di solidarietà prevedono diverse tornate tra febbraio e ottobre 2026, mentre i gruppi di volontariato in settori ad alta priorità chiudono il 3 marzo 2026 e le iniziative di aiuto umanitario il 23 aprile 2026. Le candidature per il marchio di qualità per le attività di solidarietà restano aperte su base continuativa.

Per ulteriori dettagli e per scaricare guida e bando, collegati qui.

La Commissione europea ha pubblicato ufficialmente la Guida Erasmus+ 2026 e il nuovo Invito a presentare proposte EAC/A12/2025, aprendo la stagione di finanziamento 2026 del programma dedicato a istruzione, formazione, gioventù e sport.

La Guida rappresenta il riferimento normativo per la partecipazione al programma: descrive requisiti, criteri di valutazione, modalità di finanziamento, ammissibilità, riconoscimento delle competenze e obblighi di comunicazione dei risultati. Rimangono confermate anche le priorità trasversali del programma, che orientano la valutazione delle proposte.

Priorità e struttura della Guida 2026

La Guida 2026 conferma le quattro priorità trasversali:

  • Inclusione e diversità
  • Transizione digitale
  • Sostenibilità ambientale in linea con il Green Deal europeo
  • Partecipazione democratica e cittadinanza attiva

La struttura rimane articolata nelle tre tradizionali Azioni Chiave:

Azione Chiave 1 – Mobilità individuale
Riguarda studenti, discenti, personale scolastico e universitario, giovani, animatori socioeducativi e personale del settore sportivo. Include mobilità di breve e lungo termine, scambi giovanili, attività di partecipazione e scambi virtuali Erasmus+. Confermati il supporto linguistico tramite OLS, le norme di sicurezza, le assicurazioni obbligatorie e il riconoscimento delle competenze acquisite tramite strumenti europei come Europass e Youthpass.

Azione Chiave 2 – Cooperazione tra organizzazioni e istituzioni
Finanzia partenariati, innovazione, capacity building e attività di sviluppo professionale. Comprende Erasmus Mundus, Alleanze per l’innovazione, Centri di eccellenza professionale, cooperazione internazionale nel settore dell’istruzione, VET, gioventù e sport, oltre agli eventi sportivi europei senza scopo di lucro.

Azione Chiave 3 – Sviluppo delle politiche e cooperazione
Sostiene reti di collaborazione, dialogo politico, European Youth Together e tutte le azioni Jean Monnet, aperte globalmente nel campo dell’istruzione e della ricerca sull’integrazione europea.

La Guida ribadisce l’obbligo di garantire accessibilità per tutti i partecipanti, l’uso del logo UE nella comunicazione, la pubblicazione dei materiali prodotti in modalità open access e il monitoraggio della qualità dei progetti.

Il nuovo bando Erasmus+ 2026

L’Invito EAC/A12/2025, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 12 novembre 2025, definisce nel dettaglio tutte le azioni finanziabili, le scadenze, i requisiti di candidatura e il budget complessivo.

Azioni aperte nel 2026

Azione Chiave 1 – Mobilità individuale

  • Mobilità nei campi istruzione, formazione e gioventù
  • Attività di partecipazione dei giovani
  • DiscoverEU – Azione per l’inclusione
  • Mobilità del personale nel settore sportivo
  • Scambi virtuali Erasmus+

Azione Chiave 2 – Cooperazione

  • Partenariati di cooperazione
  • Partenariati su scala ridotta
  • Partenariati europei per lo sviluppo scolastico
  • Partenariati per l’eccellenza
  • Centri di eccellenza professionale
  • Erasmus Mundus
  • Alleanze per l’innovazione
  • Capacity Building (istruzione superiore, VET, gioventù e sport)
  • Eventi sportivi europei senza scopo di lucro

Azione Chiave 3 – Politiche e cooperazione

  • European Youth Together
  • Azioni e reti Jean Monnet
  • Dibattito politico Jean Monnet

Chi può partecipare

Possono candidarsi organismi pubblici e privati attivi nei settori dell’istruzione, formazione, gioventù e sport. Per alcune azioni sono ammissibili anche gruppi informali di giovani.

Il programma è aperto ai 27 Stati membri, ai Paesi EFTA/SEE (Islanda, Liechtenstein e Norvegia), ai Paesi candidati (Turchia, Macedonia del Nord, Serbia) e, a seconda delle azioni, a Paesi terzi non associati.
Le Azioni Jean Monnet sono aperte a organizzazioni di qualsiasi Paese del mondo.

Budget

Il budget complessivo dell’Invito è pari a 4,473 miliardi di euro, ripartiti come segue:

  • 3.977,562 miliardi per istruzione e formazione (incluse le azioni Jean Monnet)
  • 421,8315 milioni per il settore gioventù
  • 74,053 milioni per lo sport

L’importo può essere aggiornato a seconda delle eventuali modifiche del programma di lavoro annuale Erasmus+.

Scadenze 2026 (ora di Bruxelles)

Azione Chiave 1

  • Mobilità istruzione superiore: 19 febbraio 2026, ore 12.00
  • Mobilità IFP, scuola e adulti: 19 febbraio 2026, ore 12.00
  • Mobilità personale sportivo: 12 febbraio 2026, ore 12.00
  • DiscoverEU Inclusione: 12 febbraio 2026, ore 12.00
  • Mobilità gioventù: 12 febbraio 2026, ore 12.00 e 1 ottobre 2026, ore 12.00
  • Scambi virtuali Erasmus+: 26 marzo 2026, ore 17.00
  • Accreditamenti IFP, scuola e adulti: 29 settembre 2026, ore 12.00
  • Accreditamenti gioventù: 29 settembre 2026, ore 12.00

Azione Chiave 2

  • Partenariati di cooperazione (istruzione, formazione, gioventù, escluso ONG europee): 5 marzo 2026, ore 12.00
  • Partenariati di cooperazione ONG europee e sport: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Partenariati su scala ridotta (scuola, VET, adulti, gioventù): 5 marzo 2026, ore 12.00
  • Partenariati su scala ridotta sport: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Partenariati europei per lo sviluppo scolastico: 9 aprile 2026, ore 12.00
  • Centri di eccellenza professionale: 3 settembre 2026, ore 17.00
  • Erasmus Mundus: 12 febbraio 2026, ore 17.00
  • Alleanze per l’innovazione: 10 marzo 2026, ore 17.00
  • Capacity Building istruzione superiore: 10 febbraio 2026, ore 17.00
  • Capacity Building VET: 26 marzo 2026, ore 17.00
  • Capacity Building gioventù: 26 febbraio 2026, ore 17.00
  • Capacity Building sport: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Eventi sportivi locali europei: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Eventi europei su larga scala: 22 gennaio 2026, ore 17.00

Azione Chiave 3

  • European Youth Together: 26 febbraio 2026, ore 17.00
  • Azioni e reti Jean Monnet: 3 febbraio 2026, ore 17.00

Per tutti i dettagli e per scaricare i documenti ufficiali, collegati qui.

L’Unione Europea prosegue il percorso verso una gestione più moderna e condivisa del patrimonio culturale. Il programma ECHOES ha annunciato la seconda open call dedicata a progetti di engagement e collaborazione, con l’obiettivo di sostenere le istituzioni impegnate nella conservazione, digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale. La call sarà aperta dall’11 novembre 2025 al 30 gennaio 2026.

Il bando finanzia attività volte a rafforzare le competenze digitali del settore e a diffondere la conoscenza della European Collaborative Cloud for Cultural Heritage (ECCCH), la piattaforma europea che mette a disposizione infrastrutture condivise, strumenti avanzati – come intelligenza artificiale, tecnologie 3D, sistemi di annotazione e archiviazione intelligente – e uno spazio collaborativo per lavorare sul patrimonio sia materiale sia immateriale.

Potranno partecipare istituzioni del patrimonio culturale come musei, archivi, biblioteche, enti di conservazione, fondazioni o reti professionali del settore, con sede in uno Stato membro o in un Paese associato a Horizon Europe. Le candidature sono possibili in forma singola o in consorzio.

Il coordinatore del progetto deve essere un’organizzazione senza scopo di lucro, pubblica o privata, attiva nel campo del patrimonio culturale (Cultural Heritage Institutions – CHIs). Sono ammessi anche enti “ombrello” o reti formali che rappresentano gruppi di istituzioni.

Il bando prevede il finanziamento di 20 progetti, ciascuno con una durata tra 12 e 24 mesi, e un contributo massimo di 29.800 euro. Fra le attività ammissibili rientrano workshop, webinar, corsi online, toolkit formativi, eventi informativi e iniziative di co-creazione, pensate per favorire la collaborazione e la diffusione degli strumenti digitali previsti dalla ECCCH.

La call punta così a costruire una comunità più ampia e competente, capace di sfruttare in modo consapevole le tecnologie digitali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale europeo.

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L’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura (EACEA) ha pubblicato il nuovo bando “CREA-CROSS-2026-MEDIALITERACY – NEWS – Media Literacy”, nell’ambito della sezione Cross-Sectoral del programma Europa Creativa. L’iniziativa punta a sostenere progetti di alfabetizzazione mediatica transfrontalieri e innovativi, capaci di rispondere alle sfide del panorama digitale in continua evoluzione.

Obiettivi e priorità

L’obiettivo principale è rafforzare la capacità critica dei cittadini europei di fronte alla disinformazione e alla manipolazione dell’informazione, promuovendo una comprensione consapevole dei media e un ambiente informativo libero, pluralistico e inclusivo.

Le priorità del bando si concentrano su tre linee d’azione:

  1. Sviluppare soluzioni innovative per aiutare i cittadini a riconoscere e contrastare disinformazione, manipolazione e altre minacce online.
  2. Valorizzare e ampliare le buone pratiche esistenti nel campo della media literacy, favorendo la cooperazione tra diverse aree culturali, linguistiche e nazionali d’Europa.
  3. Promuovere inclusione, cittadinanza attiva e resilienza democratica, anche contro interferenze nei processi decisionali dei cittadini.

I progetti dovranno basarsi su una analisi dei bisogni dei Paesi e dei gruppi target coinvolti e potranno collaborare con i nodi regionali dell’European Digital Media Observatory (EDMO), per condividere buone pratiche e sinergie.

Attività finanziabili

Il bando finanzia una vasta gamma di attività, tra cui:

  • Creazione e diffusione di contenuti multilingue e interattivi per migliorare le competenze digitali e la comprensione dei media.
  • Sviluppo di strumenti di alfabetizzazione mediatica per cittadini, formatori, giornalisti e creatori di contenuti.
  • Progetti pilota e soluzioni innovative, anche con l’integrazione di tecnologie come l’intelligenza artificiale, purché accompagnate da valutazioni etiche e di trasparenza.
  • Attività di formazione e scambio di buone pratiche tra regioni e Paesi europei.
  • Eventi pubblici, workshop e iniziative comunitarie per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini.

Impatto atteso

I progetti selezionati contribuiranno a rafforzare la collaborazione europea nel campo dell’alfabetizzazione mediatica, sviluppando strumenti concreti per contrastare la disinformazione e migliorare la capacità dei cittadini di comprendere e valutare criticamente l’informazione. L’obiettivo finale è accrescere la resilienza sociale e democratica di fronte alle sfide del digitale.

Requisiti di partecipazione

Possono partecipare enti pubblici e privati, organizzazioni non profit, media, università, istituti di ricerca, ONG, autorità pubbliche e organizzazioni internazionali con sede nei Paesi partecipanti a Europa Creativa.
Ogni proposta deve essere presentata da un consorzio di almeno tre enti indipendenti provenienti da tre Paesi eleggibili diversi.

Budget e scadenza

Il bando dispone di un budget complessivo di 3 milioni di euro, con un finanziamento massimo di 500.000 euro per progetto e una copertura del 70% dei costi ammissibili.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata all’11 marzo 2026, ore 17:00.

Per tutti i dettagli e per scaricare il bando completo, collegati qui.

L’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura (EACEA) ha pubblicato il bando “CREA-CROSS-2026-JOURPART – Journalism Partnerships”, nell’ambito del programma Europa Creativa, sezione Cross-Sectoral Strand. L’obiettivo è rafforzare un ecosistema mediatico libero, pluralista e innovativo, capace di rispondere alle sfide strutturali e tecnologiche che attraversano il settore giornalistico europeo.

Il bando prevede due linee di azione:

  • Journalism Partnerships – Collaborations, dedicata alla sostenibilità economica e alla trasformazione digitale dei media. Finanzia progetti di collaborazione transfrontaliera che sviluppino nuovi modelli di business, tecniche di produzione, standard professionali e reti di scambio tra operatori del settore.

  • Journalism Partnerships – Pluralism, mirata a rafforzare l’indipendenza e la diversità dei media. Sostiene organizzazioni che offrano sovvenzioni a terzi (regranting) per favorire media locali e regionali, giornalismo investigativo, media comunitari e realtà che producono informazione di interesse pubblico.

Tra le attività ammissibili figurano formazione e mentoring, creazione di piattaforme di scambio e innovazione, eventi e workshop, sviluppo di strumenti tecnici e modelli editoriali sostenibili, nonché azioni di mappatura delle buone pratiche e campagne di sensibilizzazione per la libertà dei media. Tutti i progetti devono garantire indipendenza editoriale, rispetto degli standard professionali, attenzione alla sostenibilità ambientale e promozione di diversità, inclusione e parità di genere.

Il bando dispone di un budget complessivo di 13,8 milioni di euro, suddiviso equamente tra le due linee:

  • 6,9 milioni di euro per Collaborations (fino a 2 milioni per progetto, copertura massima 80% dei costi ammissibili);

  • 6,9 milioni di euro per Pluralism (fino a 2,5 milioni per progetto, copertura massima 90% dei costi ammissibili).

Possono candidarsi enti pubblici e privati, media, ONG, fondazioni, università, centri di ricerca e organizzazioni non profit attive nel settore dell’informazione, con sede in Paesi partecipanti a Europa Creativa.

  • Per la linea Collaborations è richiesto un consorzio di almeno tre entità indipendenti di tre Paesi diversi;

  • Per la linea Pluralism è ammessa anche una singola organizzazione o un consorzio di almeno due enti.

Le domande devono essere presentate online tramite il portale Funding & Tenders entro il 4 febbraio 2026 (ore 17:00 CET).
L’avvio dei progetti è previsto nel novembre 2026, con una durata massima di 24 mesi.

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La Commissione europea ha aperto la prima tornata di bandi dello Strand MEDIA del programma Europa Creativa 2026, dando ufficialmente il via alla nuova stagione di finanziamenti per il settore audiovisivo.

Le call pubblicate abbracciano l’intera filiera del contenuto creativo e si rivolgono a produttori, distributori, sviluppatori di videogiochi, piattaforme digitali e operatori di mercato interessati a sviluppare, coprodurre o distribuire opere ad alto potenziale europeo e internazionale:

Questa nuova programmazione conferma l’impegno della Commissione nel sostenere un settore audiovisivo più competitivo, digitale e transnazionale, favorendo sia la fase creativa che quella di distribuzione e commercializzazione.

Le call dedicate alla co-produzione internazionale, alla circolazione dei film, alla partecipazione a mercati e piattaforme professionali e allo sviluppo di nuove tecnologie e modelli di business rappresentano strumenti strategici per ampliare la portata dei contenuti europei e promuoverne la diffusione oltre i confini nazionali.

 

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La European Health and Digital Executive Agency (HaDEA) ha ufficialmente lanciato i nuovi bandi EU4Health previsti dal Work Programme 2025, in linea con le priorità strategiche della Commissione europea per un’Unione più resiliente in ambito sanitario.

Con un budget complessivo di oltre 56,8 milioni di euro, il pacchetto finanzierà progetti dedicati a prevenzione, lotta al cancro, salute cardiovascolare, uso avanzato dei dati sanitari e sviluppo di dispositivi medici innovativi, con particolare attenzione ai bisogni pediatrici e alle tecnologie emergenti.

Tra le opportunità disponibili:

  • Programmi di screening oncologico per cancro gastrico, polmonare e alla prostata
  • Iniziative su intelligenza artificiale e dati sanitari per la salute cardiovascolare
  • Azioni di prevenzione lungo tutto il ciclo di vita
  • Potenziamento del database EURIPID per il monitoraggio dei prezzi dei farmaci
  • Sostegno ai dispositivi medici orfani, con focus sui pazienti pediatrici
  • Accesso e riutilizzo dei dati sanitari attraverso lo European Health Data Space
  • Contributi per eventi e conferenze in ambito sanitario europeo

Possono partecipare organizzazioni pubbliche e private con sede nei Paesi UE — comprese regioni ultraperiferiche e territori d’oltremare — e nei Paesi associati al programma.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 6 gennaio 2026.

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Il programma Interreg CENTRAL EUROPE ha aperto il quarto bando strategico di capitalizzazione, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione transnazionale e ridurre gli ostacoli derivanti dalle frontiere nei flussi economici, sociali e politici tra le regioni dell’Europa centrale.

Le iniziative selezionate saranno riconosciute come operazioni di rilevanza strategica e dovranno puntare a valorizzare e riutilizzare i risultati già maturati da precedenti progetti europei, trasformandoli in soluzioni concrete e durature a beneficio delle politiche territoriali e settoriali.

Il bando mira in particolare a:

  • Trasferire i risultati esistenti nelle politiche pubbliche (upstreaming) o amplificarne l’applicazione in nuovi territori e settori (down-streaming);
  • Creare sinergie tra più progetti già finanziati, favorendo un reale impatto transnazionale;
  • Coinvolgere attivamente attori pubblici e privati, incluse organizzazioni internazionali, per garantire governance condivisa e sostenibile.

Il budget complessivo ammonta a 23 milioni di euro, suddivisi tra le seguenti priorità:

  • Innovazione e competenze – 5,4 milioni
  • Energia pulita, resilienza climatica, economia circolare, ambiente e mobilità urbana sostenibile – 14 milioni
  • Trasporti rurali e nelle aree periferiche – 1,8 milioni
  • Governance territoriale – 1,8 milioni

Possono partecipare enti pubblici e di diritto pubblico, organizzazioni private con o senza scopo di lucro e organismi internazionali, purché con personalità giuridica e sede in uno dei paesi eleggibili: Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Germania (regioni centrali e meridionali), Ungheria, Italia (regioni del Nord e Centro), Polonia, Slovacchia e Slovenia.

Ogni proposta deve coinvolgere almeno tre partner finanziatori provenienti da tre Paesi diversi, di cui almeno due situati nelle regioni ammissibili del programma.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 27 novembre 2025.

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La Commissione europea ha pubblicato il Work Programme 2026 di Europa Creativa, confermando il supporto ai settori culturali e creativi con un budget di 380 milioni di euro. Il documento conferma la struttura in tre strand principali – Cultura, Media e Intersettoriale – ma introduce aggiustamenti significativi nelle priorità e nella ripartizione del budget, per rispondere alle nuove sfide che il settore culturale e creativo europeo si trova ad affrontare.

Le principali novità rispetto al WP 2025

Rispetto all’edizione precedente, il WP 2026 punta con maggiore decisione su:

  • Innovazione digitale e intelligenza artificiale applicata ai contenuti culturali e audiovisivi
  • Internazionalizzazione delle opere europee, con un rafforzamento dei meccanismi di distribuzione e circolazione
  • Inclusione e diversità, con misure specifiche per giovani, minoranze linguistiche e aree periferiche
  • Sostenibilità ambientale, che diventa criterio trasversale per tutti i bandi
  • Resilienza e condizioni di lavoro degli operatori culturali, con un’attenzione crescente al fair pay e alla stabilità dei modelli professionali

Come viene ripartito il budget

Il Work Programme conferma la suddivisione del budget lungo i tre strand principali:

Strand Focus prioritari 2026 Destinatari principali
Cultura Cooperazione europea, mobilità artistica, supporto a editoria e patrimonio Enti culturali, istituzioni, ONG, reti
Media Sviluppo, produzione e distribuzione audiovisiva; videogiochi e immersive content Case di produzione, broadcaster, studi di game design
Intersettoriale Innovazione, policy labs e supporto ai media indipendenti Hub creativi, centri ricerca, organizzazioni media

I numeri completi saranno confermati al momento della pubblicazione degli inviti a presentare proposte, ma il WP 2026 indica un rafforzamento dello strand Media e un aumento delle risorse per azioni transnazionali e interdisciplinari.

Opportunità per i beneficiari italiani

Per l’Italia, storicamente tra i Paesi più attivi su Europa Creativa, si aprono spazi interessanti in particolare per:

  • Cooperative partnership di piccola scala nello strand Culture (ideali per associazioni culturali e PMI creative)
  • Produzione audiovisiva e VR nello strand Media
  • Progetti pilota su innovazione e AI per la cultura nello strand Cross-sectoral

Fondamentale prepararsi in anticipo, dato che i bandi premieranno proposte che coniugano impatto culturale e sostenibilità organizzativa.

Quando usciranno i bandi e come prepararsi

Le prime call 2026 sono attese tra fine 2025 e gennaio 2026, con scadenze distribuite fino all’estate. Per chi intende candidarsi, è consigliabile:

  • Attivare da subito partnership europee stabili
  • Definire chiaramente l’impatto sociale e ambientale del progetto
  • Monitorare le Punti di Contatto Nazionali (Creative Europe Desk Italia) per supporto gratuito

 

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Per scaricare il documento completo, vai qui.

La Commissione europea ha lanciato il bando “Call for proposals to promote equality and to fight against racism, xenophobia and all other forms of discrimination“, nell’ambito del programma CERV – Citizens, Equality, Rights and Values. Il bando ha una dotazione complessiva di 20 milioni di euro per finanziare progetti volti a contrastare discriminazioni, odio e intolleranza in tutte le loro forme.

L’iniziativa mira a promuovere l’uguaglianza e a combattere le disuguaglianze e le discriminazioni fondate su sesso, origine razziale o etnica, religione o credo, disabilità, età e orientamento sessuale. Il bando sostiene inoltre la tutela dei diritti fondamentali, la coesione sociale e il rafforzamento delle politiche di inclusione, sia online che offline.

Il bando si articola in sei priorità tematiche, ciascuna con focus e requisiti specifici:

  • P1 – Discriminazione e razzismo (13,2 milioni €): contrasto a razzismo strutturale, antigypsyism, razzismo anti-nero e anti-asiatico.
  • P2 – Antisemitismo: progetti per prevenire l’odio antisemita e promuovere la vita ebraica (open call + call ristretta per autorità pubbliche).
  • P3 – Odio anti-Musulmano: iniziative contro stereotipi e discriminazioni verso i musulmani (open + restricted).
  • P4 – Diversità nei luoghi di lavoro: promozione delle Diversity Charters e dell’inclusione nel settore pubblico e privato.
  • P5 – Uguaglianza LGBTIQ: supporto a persone e famiglie LGBTIQ, con attenzione a discriminazioni multiple.
  • P6 – Autorità pubbliche: sostegno a enti pubblici per sviluppare piani strategici contro ogni forma di intolleranza.

Possono partecipare consorzi composti da almeno due soggetti con personalità giuridica (coordinatore + partner), pubblici o privati, a seconda della priorità. Le organizzazioni non profit sono generalmente ammesse come coordinatrici, mentre le autorità pubbliche sono obbligatorie per le call ristrette (P2.2, P3.2, P6). I progetti possono essere sia nazionali che transnazionali, con preferenza per questi ultimi.

I progetti devono avere una durata compresa tra 12 e 36 mesi (a seconda della priorità). In base alle priorità, il contributo dell’Unione europea sarà:

  • P1 e P4: tra 150.000 € e 750.000 €
  • P2, P3 e P5: tra 100.000 € e 500.000 €
  • P6: minimo 100.000 €, senza limite massimo

Sono finanziabili attività quali:

  • Formazione e capacity building per operatori e vittime;
  • Campagne di sensibilizzazione, anche attraverso media e social;
  • Monitoraggio, raccolta dati, reportistica su episodi discriminatori;
  • Sviluppo e attuazione di piani d’azione nazionali;
  • Scambio di buone pratiche e cooperazione tra attori pubblici e privati.

Tutti i progetti devono prevedere un approccio di genere e intersezionale, integrando analisi e strumenti per evitare impatti negativi non intenzionali.

La scadenza per partecipare è fissata al 23 ottobre 2025. Le domande devono essere presentate online tramite il Funding & Tenders Portal, includendo tutta la documentazione prevista: moduli tecnici, budget, CV, report delle attività pregresse, e — se necessario — policy di tutela dei minori.

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