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L’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura (EACEA) ha pubblicato il nuovo bando “CREA-CROSS-2026-MEDIALITERACY – NEWS – Media Literacy”, nell’ambito della sezione Cross-Sectoral del programma Europa Creativa. L’iniziativa punta a sostenere progetti di alfabetizzazione mediatica transfrontalieri e innovativi, capaci di rispondere alle sfide del panorama digitale in continua evoluzione.

Obiettivi e priorità

L’obiettivo principale è rafforzare la capacità critica dei cittadini europei di fronte alla disinformazione e alla manipolazione dell’informazione, promuovendo una comprensione consapevole dei media e un ambiente informativo libero, pluralistico e inclusivo.

Le priorità del bando si concentrano su tre linee d’azione:

  1. Sviluppare soluzioni innovative per aiutare i cittadini a riconoscere e contrastare disinformazione, manipolazione e altre minacce online.
  2. Valorizzare e ampliare le buone pratiche esistenti nel campo della media literacy, favorendo la cooperazione tra diverse aree culturali, linguistiche e nazionali d’Europa.
  3. Promuovere inclusione, cittadinanza attiva e resilienza democratica, anche contro interferenze nei processi decisionali dei cittadini.

I progetti dovranno basarsi su una analisi dei bisogni dei Paesi e dei gruppi target coinvolti e potranno collaborare con i nodi regionali dell’European Digital Media Observatory (EDMO), per condividere buone pratiche e sinergie.

Attività finanziabili

Il bando finanzia una vasta gamma di attività, tra cui:

  • Creazione e diffusione di contenuti multilingue e interattivi per migliorare le competenze digitali e la comprensione dei media.
  • Sviluppo di strumenti di alfabetizzazione mediatica per cittadini, formatori, giornalisti e creatori di contenuti.
  • Progetti pilota e soluzioni innovative, anche con l’integrazione di tecnologie come l’intelligenza artificiale, purché accompagnate da valutazioni etiche e di trasparenza.
  • Attività di formazione e scambio di buone pratiche tra regioni e Paesi europei.
  • Eventi pubblici, workshop e iniziative comunitarie per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini.

Impatto atteso

I progetti selezionati contribuiranno a rafforzare la collaborazione europea nel campo dell’alfabetizzazione mediatica, sviluppando strumenti concreti per contrastare la disinformazione e migliorare la capacità dei cittadini di comprendere e valutare criticamente l’informazione. L’obiettivo finale è accrescere la resilienza sociale e democratica di fronte alle sfide del digitale.

Requisiti di partecipazione

Possono partecipare enti pubblici e privati, organizzazioni non profit, media, università, istituti di ricerca, ONG, autorità pubbliche e organizzazioni internazionali con sede nei Paesi partecipanti a Europa Creativa.
Ogni proposta deve essere presentata da un consorzio di almeno tre enti indipendenti provenienti da tre Paesi eleggibili diversi.

Budget e scadenza

Il bando dispone di un budget complessivo di 3 milioni di euro, con un finanziamento massimo di 500.000 euro per progetto e una copertura del 70% dei costi ammissibili.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata all’11 marzo 2026, ore 17:00.

Per tutti i dettagli e per scaricare il bando completo, collegati qui.

L’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura (EACEA) ha pubblicato il bando “CREA-CROSS-2026-JOURPART – Journalism Partnerships”, nell’ambito del programma Europa Creativa, sezione Cross-Sectoral Strand. L’obiettivo è rafforzare un ecosistema mediatico libero, pluralista e innovativo, capace di rispondere alle sfide strutturali e tecnologiche che attraversano il settore giornalistico europeo.

Il bando prevede due linee di azione:

  • Journalism Partnerships – Collaborations, dedicata alla sostenibilità economica e alla trasformazione digitale dei media. Finanzia progetti di collaborazione transfrontaliera che sviluppino nuovi modelli di business, tecniche di produzione, standard professionali e reti di scambio tra operatori del settore.

  • Journalism Partnerships – Pluralism, mirata a rafforzare l’indipendenza e la diversità dei media. Sostiene organizzazioni che offrano sovvenzioni a terzi (regranting) per favorire media locali e regionali, giornalismo investigativo, media comunitari e realtà che producono informazione di interesse pubblico.

Tra le attività ammissibili figurano formazione e mentoring, creazione di piattaforme di scambio e innovazione, eventi e workshop, sviluppo di strumenti tecnici e modelli editoriali sostenibili, nonché azioni di mappatura delle buone pratiche e campagne di sensibilizzazione per la libertà dei media. Tutti i progetti devono garantire indipendenza editoriale, rispetto degli standard professionali, attenzione alla sostenibilità ambientale e promozione di diversità, inclusione e parità di genere.

Il bando dispone di un budget complessivo di 13,8 milioni di euro, suddiviso equamente tra le due linee:

  • 6,9 milioni di euro per Collaborations (fino a 2 milioni per progetto, copertura massima 80% dei costi ammissibili);

  • 6,9 milioni di euro per Pluralism (fino a 2,5 milioni per progetto, copertura massima 90% dei costi ammissibili).

Possono candidarsi enti pubblici e privati, media, ONG, fondazioni, università, centri di ricerca e organizzazioni non profit attive nel settore dell’informazione, con sede in Paesi partecipanti a Europa Creativa.

  • Per la linea Collaborations è richiesto un consorzio di almeno tre entità indipendenti di tre Paesi diversi;

  • Per la linea Pluralism è ammessa anche una singola organizzazione o un consorzio di almeno due enti.

Le domande devono essere presentate online tramite il portale Funding & Tenders entro il 4 febbraio 2026 (ore 17:00 CET).
L’avvio dei progetti è previsto nel novembre 2026, con una durata massima di 24 mesi.

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La Commissione europea ha aperto la prima tornata di bandi dello Strand MEDIA del programma Europa Creativa 2026, dando ufficialmente il via alla nuova stagione di finanziamenti per il settore audiovisivo.

Le call pubblicate abbracciano l’intera filiera del contenuto creativo e si rivolgono a produttori, distributori, sviluppatori di videogiochi, piattaforme digitali e operatori di mercato interessati a sviluppare, coprodurre o distribuire opere ad alto potenziale europeo e internazionale:

Questa nuova programmazione conferma l’impegno della Commissione nel sostenere un settore audiovisivo più competitivo, digitale e transnazionale, favorendo sia la fase creativa che quella di distribuzione e commercializzazione.

Le call dedicate alla co-produzione internazionale, alla circolazione dei film, alla partecipazione a mercati e piattaforme professionali e allo sviluppo di nuove tecnologie e modelli di business rappresentano strumenti strategici per ampliare la portata dei contenuti europei e promuoverne la diffusione oltre i confini nazionali.

 

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La European Health and Digital Executive Agency (HaDEA) ha ufficialmente lanciato i nuovi bandi EU4Health previsti dal Work Programme 2025, in linea con le priorità strategiche della Commissione europea per un’Unione più resiliente in ambito sanitario.

Con un budget complessivo di oltre 56,8 milioni di euro, il pacchetto finanzierà progetti dedicati a prevenzione, lotta al cancro, salute cardiovascolare, uso avanzato dei dati sanitari e sviluppo di dispositivi medici innovativi, con particolare attenzione ai bisogni pediatrici e alle tecnologie emergenti.

Tra le opportunità disponibili:

  • Programmi di screening oncologico per cancro gastrico, polmonare e alla prostata
  • Iniziative su intelligenza artificiale e dati sanitari per la salute cardiovascolare
  • Azioni di prevenzione lungo tutto il ciclo di vita
  • Potenziamento del database EURIPID per il monitoraggio dei prezzi dei farmaci
  • Sostegno ai dispositivi medici orfani, con focus sui pazienti pediatrici
  • Accesso e riutilizzo dei dati sanitari attraverso lo European Health Data Space
  • Contributi per eventi e conferenze in ambito sanitario europeo

Possono partecipare organizzazioni pubbliche e private con sede nei Paesi UE — comprese regioni ultraperiferiche e territori d’oltremare — e nei Paesi associati al programma.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 6 gennaio 2026.

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Il programma Interreg CENTRAL EUROPE ha aperto il quarto bando strategico di capitalizzazione, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione transnazionale e ridurre gli ostacoli derivanti dalle frontiere nei flussi economici, sociali e politici tra le regioni dell’Europa centrale.

Le iniziative selezionate saranno riconosciute come operazioni di rilevanza strategica e dovranno puntare a valorizzare e riutilizzare i risultati già maturati da precedenti progetti europei, trasformandoli in soluzioni concrete e durature a beneficio delle politiche territoriali e settoriali.

Il bando mira in particolare a:

  • Trasferire i risultati esistenti nelle politiche pubbliche (upstreaming) o amplificarne l’applicazione in nuovi territori e settori (down-streaming);
  • Creare sinergie tra più progetti già finanziati, favorendo un reale impatto transnazionale;
  • Coinvolgere attivamente attori pubblici e privati, incluse organizzazioni internazionali, per garantire governance condivisa e sostenibile.

Il budget complessivo ammonta a 23 milioni di euro, suddivisi tra le seguenti priorità:

  • Innovazione e competenze – 5,4 milioni
  • Energia pulita, resilienza climatica, economia circolare, ambiente e mobilità urbana sostenibile – 14 milioni
  • Trasporti rurali e nelle aree periferiche – 1,8 milioni
  • Governance territoriale – 1,8 milioni

Possono partecipare enti pubblici e di diritto pubblico, organizzazioni private con o senza scopo di lucro e organismi internazionali, purché con personalità giuridica e sede in uno dei paesi eleggibili: Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Germania (regioni centrali e meridionali), Ungheria, Italia (regioni del Nord e Centro), Polonia, Slovacchia e Slovenia.

Ogni proposta deve coinvolgere almeno tre partner finanziatori provenienti da tre Paesi diversi, di cui almeno due situati nelle regioni ammissibili del programma.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 27 novembre 2025.

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La Commissione europea ha pubblicato il Work Programme 2026 di Europa Creativa, confermando il supporto ai settori culturali e creativi con un budget di 380 milioni di euro. Il documento conferma la struttura in tre strand principali – Cultura, Media e Intersettoriale – ma introduce aggiustamenti significativi nelle priorità e nella ripartizione del budget, per rispondere alle nuove sfide che il settore culturale e creativo europeo si trova ad affrontare.

Le principali novità rispetto al WP 2025

Rispetto all’edizione precedente, il WP 2026 punta con maggiore decisione su:

  • Innovazione digitale e intelligenza artificiale applicata ai contenuti culturali e audiovisivi
  • Internazionalizzazione delle opere europee, con un rafforzamento dei meccanismi di distribuzione e circolazione
  • Inclusione e diversità, con misure specifiche per giovani, minoranze linguistiche e aree periferiche
  • Sostenibilità ambientale, che diventa criterio trasversale per tutti i bandi
  • Resilienza e condizioni di lavoro degli operatori culturali, con un’attenzione crescente al fair pay e alla stabilità dei modelli professionali

Come viene ripartito il budget

Il Work Programme conferma la suddivisione del budget lungo i tre strand principali:

Strand Focus prioritari 2026 Destinatari principali
Cultura Cooperazione europea, mobilità artistica, supporto a editoria e patrimonio Enti culturali, istituzioni, ONG, reti
Media Sviluppo, produzione e distribuzione audiovisiva; videogiochi e immersive content Case di produzione, broadcaster, studi di game design
Intersettoriale Innovazione, policy labs e supporto ai media indipendenti Hub creativi, centri ricerca, organizzazioni media

I numeri completi saranno confermati al momento della pubblicazione degli inviti a presentare proposte, ma il WP 2026 indica un rafforzamento dello strand Media e un aumento delle risorse per azioni transnazionali e interdisciplinari.

Opportunità per i beneficiari italiani

Per l’Italia, storicamente tra i Paesi più attivi su Europa Creativa, si aprono spazi interessanti in particolare per:

  • Cooperative partnership di piccola scala nello strand Culture (ideali per associazioni culturali e PMI creative)
  • Produzione audiovisiva e VR nello strand Media
  • Progetti pilota su innovazione e AI per la cultura nello strand Cross-sectoral

Fondamentale prepararsi in anticipo, dato che i bandi premieranno proposte che coniugano impatto culturale e sostenibilità organizzativa.

Quando usciranno i bandi e come prepararsi

Le prime call 2026 sono attese tra fine 2025 e gennaio 2026, con scadenze distribuite fino all’estate. Per chi intende candidarsi, è consigliabile:

  • Attivare da subito partnership europee stabili
  • Definire chiaramente l’impatto sociale e ambientale del progetto
  • Monitorare le Punti di Contatto Nazionali (Creative Europe Desk Italia) per supporto gratuito

 

Per ulteriori dettagli sulle novità del programma, collegati qui.

Per scaricare il documento completo, vai qui.

La Commissione europea ha lanciato il bando “Call for proposals to promote equality and to fight against racism, xenophobia and all other forms of discrimination“, nell’ambito del programma CERV – Citizens, Equality, Rights and Values. Il bando ha una dotazione complessiva di 20 milioni di euro per finanziare progetti volti a contrastare discriminazioni, odio e intolleranza in tutte le loro forme.

L’iniziativa mira a promuovere l’uguaglianza e a combattere le disuguaglianze e le discriminazioni fondate su sesso, origine razziale o etnica, religione o credo, disabilità, età e orientamento sessuale. Il bando sostiene inoltre la tutela dei diritti fondamentali, la coesione sociale e il rafforzamento delle politiche di inclusione, sia online che offline.

Il bando si articola in sei priorità tematiche, ciascuna con focus e requisiti specifici:

  • P1 – Discriminazione e razzismo (13,2 milioni €): contrasto a razzismo strutturale, antigypsyism, razzismo anti-nero e anti-asiatico.
  • P2 – Antisemitismo: progetti per prevenire l’odio antisemita e promuovere la vita ebraica (open call + call ristretta per autorità pubbliche).
  • P3 – Odio anti-Musulmano: iniziative contro stereotipi e discriminazioni verso i musulmani (open + restricted).
  • P4 – Diversità nei luoghi di lavoro: promozione delle Diversity Charters e dell’inclusione nel settore pubblico e privato.
  • P5 – Uguaglianza LGBTIQ: supporto a persone e famiglie LGBTIQ, con attenzione a discriminazioni multiple.
  • P6 – Autorità pubbliche: sostegno a enti pubblici per sviluppare piani strategici contro ogni forma di intolleranza.

Possono partecipare consorzi composti da almeno due soggetti con personalità giuridica (coordinatore + partner), pubblici o privati, a seconda della priorità. Le organizzazioni non profit sono generalmente ammesse come coordinatrici, mentre le autorità pubbliche sono obbligatorie per le call ristrette (P2.2, P3.2, P6). I progetti possono essere sia nazionali che transnazionali, con preferenza per questi ultimi.

I progetti devono avere una durata compresa tra 12 e 36 mesi (a seconda della priorità). In base alle priorità, il contributo dell’Unione europea sarà:

  • P1 e P4: tra 150.000 € e 750.000 €
  • P2, P3 e P5: tra 100.000 € e 500.000 €
  • P6: minimo 100.000 €, senza limite massimo

Sono finanziabili attività quali:

  • Formazione e capacity building per operatori e vittime;
  • Campagne di sensibilizzazione, anche attraverso media e social;
  • Monitoraggio, raccolta dati, reportistica su episodi discriminatori;
  • Sviluppo e attuazione di piani d’azione nazionali;
  • Scambio di buone pratiche e cooperazione tra attori pubblici e privati.

Tutti i progetti devono prevedere un approccio di genere e intersezionale, integrando analisi e strumenti per evitare impatti negativi non intenzionali.

La scadenza per partecipare è fissata al 23 ottobre 2025. Le domande devono essere presentate online tramite il Funding & Tenders Portal, includendo tutta la documentazione prevista: moduli tecnici, budget, CV, report delle attività pregresse, e — se necessario — policy di tutela dei minori.

Per ulteriori dettagli, collegati qui.

È online il nuovo bando CERV-2025-CITIZENS-REM, dedicato alla Memoria Europea nell’ambito del programma Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori (CERV). L’obiettivo è finanziare progetti che approfondiscano e valorizzino la memoria dei principali eventi storici europei del Novecento e che contribuiscano a rafforzare democrazia, diritti umani e Stato di diritto.

Il bando si articola in 4 priorità tematiche, ciascuna legata a eventi chiave e alla loro memoria:

  • CERV-2025-CITIZENS-REM-TRANSITION (Transizioni democratiche): progetti sulla transizione e sul consolidamento dei sistemi democratici e dei diritti fondamentali in Europa, partendo dalle esperienze dei regimi totalitari e autoritari.

  • CERV-2025-CITIZENS-REM-HOLOCAUSTJEW (Memoria dell’Olocausto ebraico): iniziative per approfondire la memoria della Shoah e contrastarne la negazione e la distorsione, trasmettendo la memoria dei crimini e dei loro testimoni.

  • CERV-2025-CITIZENS-REM-GENCRIME (Genocidi e crimini di guerra): progetti sulla memoria dei genocidi e dei crimini contro l’umanità nel XX secolo, con attenzione particolare a gruppi perseguitati come Rom e LGBTIQ.

  • CERV-2025-CITIZENS-REM-HISTMIGRATION (Storia della migrazione e decolonizzazione): iniziative che riflettano sulla memoria dei processi migratori, sulla decolonizzazione e sulla costruzione di società europee multiculturali.

Il budget totale è di 18 milioni di euro, suddivisi in 1,9 milioni per la transizione democratica, 9 milioni per la memoria dell’Olocausto ebraico, 2,4 milioni per genocidi e crimini di guerra e 4,7 milioni per migrazioni e decolonizzazione. Le domande devono richiedere un contributo minimo di 50.000 € e devono essere presentate entro il 1° ottobre 2025.

Possono partecipare enti pubblici e privati no-profit dei Paesi membri dell’UE e dei Paesi associati al programma CERV, oltre a organizzazioni internazionali. Le proposte devono coinvolgere almeno 2 partner (capofila e un co-applicant) e possono includere eventi pubblici, mostre, corsi di formazione, digitalizzazione e raccolta di testimonianze, scambio intergenerazionale e altre azioni culturali e di sensibilizzazione.

Le proposte selezionate contribuiranno a sviluppare una memoria europea condivisa, trasmettere i principi e i valori dell’UE e favorire la partecipazione dei cittadini e dei gruppi più vulnerabili. Particolare attenzione è rivolta alla promozione dell’uguaglianza di genere, dei diritti dei gruppi minoritari e alla lotta contro antisemitismo, antigypsyism, razzismo e discriminazioni di ogni tipo.

Per ulteriori dettagli, collegati al portale Funding & Tenders della Commissione.

È ufficialmente aperta la terza call per progetti classici del programma Interreg Alpine Space 2021–2027, che sostiene la cooperazione transnazionale nelle regioni alpine. Con un budget complessivo di 27,8 milioni di euro (FESR), la call finanzia progetti che affrontano sfide ambientali, promuovono la transizione verde e digitale, e rafforzano la sostenibilità territoriale attraverso soluzioni innovative e condivise.

Una call tematica e mirata

A differenza delle precedenti, questa call si concentra su tre obiettivi specifici ben definiti, tutti in linea con le priorità strategiche europee e regionali. I progetti candidabili devono insistere su almeno uno dei seguenti ambiti:

  • Tutela della biodiversità e infrastrutture verdi (Priorità 1): si punta alla sperimentazione di soluzioni per il ripristino ecologico, all’uso di soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions), al rafforzamento delle infrastrutture verdi e blu, alla valorizzazione dei paesaggi alpini e all’adattamento ai cambiamenti climatici, in particolare allo scioglimento del permafrost e al ritiro dei ghiacciai.
  • Economia circolare e uso efficiente delle risorse (Priorità 2): si promuovono iniziative pilota per coinvolgere i consumatori, contrastare la polarizzazione tra aree urbane e rurali e sviluppare approcci congiunti per prodotti e processi circolari, valorizzando le sinergie tra attori economici.
  • Digitalizzazione sostenibile (Priorità 3): i progetti possono sviluppare soluzioni digitali in settori ancora poco esplorati (es. educazione, pubblica amministrazione, energia rinnovabile), migliorare la raccolta dati e la cybersicurezza, favorire l’inclusione digitale e sostenere la trasformazione di PMI, cittadini e comunità nei settori del turismo, della mobilità e dell’innovazione sociale.

Chi può partecipare e con quali risorse

La call è aperta a organizzazioni pubbliche e private dei sette Paesi dell’area alpina (Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Slovenia e Svizzera). I partenariati devono essere composti da almeno quattro Paesi diversi, con una partecipazione ideale di 7–12 partner. Il capofila deve essere un ente pubblico o equivalente.

Ogni progetto può richiedere un finanziamento compreso tra 1 e 3 milioni di euro, con una durata prevista tra 24 e 36 mesi. Il cofinanziamento FESR copre fino al 75% delle spese eleggibili per i Paesi UE partecipanti.

Un approccio trasformativo e transnazionale

I progetti dovranno generare risultati tangibili e trasferibili, contribuendo a obiettivi strategici come EUSALP, Green Deal europeo, Agenda 2030 e Alpine Convention. Sono incoraggiati approcci cross-settoriali, percorsi di transizione verde e digitale, e il coinvolgimento di reti innovative e stakeholder locali. La dimensione sperimentale è centrale: il programma privilegia progetti che testino soluzioni in contesti reali, con impatto concreto sui territori.

Tempistiche da tenere a mente

Le candidature si presentano in due fasi tramite la piattaforma JEMS. La scadenza per la fase 1 è fissata al 10 luglio 2025 (ore 13:00). I progetti selezionati saranno invitati alla fase 2, con termine per l’invio definitivo il 29 gennaio 2026. L’avvio dei progetti è previsto a partire da giugno 2026.

Per scaricare il bando e conoscere ulteriori dettagli, collegati qui.

Il Programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027 ha lanciato il suo terzo invito a presentare proposte.

Il programma si focalizza su innovazione e sostenibilità nell’economia blu del mare Adriatico, valorizzando esperienze di cooperazione passate e creando sinergie con EUSAIR. Gli obiettivi saranno perseguiti attraverso 5 priorità e 7 obiettivi specifici

  1. Crescita sostenibile nell’economia blu 
    1. Sviluppare e potenziare le capacità di ricerca e innovazione e l’adozione di tecnologie avanzate.  
    2. Sviluppare competenze per la specializzazione intelligente, la transizione industriale e l’imprenditorialità.  
  2. Ambiente condiviso verde e resiliente 
    1. Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione dei rischi da disastri, con approcci basati sugli ecosistemi.  
    2. Potenziare la protezione e la conservazione della natura, della biodiversità e delle infrastrutture verdi, anche nelle aree urbane, riducendo tutte le forme di inquinamento.  
  3. Trasporto marittimo e multimodale sostenibile 
    1. Sviluppare e potenziare la mobilità nazionale, regionale e locale sostenibile, resiliente al clima, intelligente e intermodale, incluso un miglior accesso alla TEN-T e alla mobilità transfrontaliera.  
  4. Cultura e turismo per uno sviluppo sostenibile  
    1. Potenziare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, inclusione sociale e innovazione sociale.  
  5. Governance integrata per una cooperazione più forte  
    1. Altre azioni per sostenere una governance della cooperazione più efficace. 

In particolare, il programma mira a selezionare progetti transfrontalieri di alta qualità, in cui le organizzazioni possano collaborare per affrontare problemi tematici comuni e bisogni concreti dell’area.

Nello specifico, il terzo bando si concentra su temi e azioni specifiche che non sono stati affrontati in modo sufficiente nelle call precedenti. Questa selezione si basa su un’analisi delle lacune (Gap Analysis) effettuata sui progetti delle prime due chiamate. 

Tutte le proposte di progetto presentate devono rientrare in una delle seguenti due tipologie:

  • Progetti standard: Progetti di cooperazione che rispondono a bisogni concreti o potenziali, testando soluzioni transfrontaliere. Possono includere la realizzazione di nuove soluzioni, servizi, strategie, piani d’azione congiunti, formazione comune, e la creazione di nuove strutture di governance. Possono avere una durata tra i 24 e i 30 mesi. Devono basarsi su concetti innovativi, ma è anche incoraggiato il rafforzamento dei progetti precedenti.
  • Progetti di piccola scala: Progetti di cooperazione mirati a coinvolgere nuovi gruppi target e migliorare la coesione sociale, economica e territoriale. Hanno una durata più breve (dai 12 ai 18 mesi), coinvolgono piccole partnership e affrontano bisogni tangibili locali, promuovendo la cooperazione tra cittadini e istituzioni, migliorando la collaborazione legale e amministrativa transfrontaliera e rafforzando le capacità degli attori principali.

Il budget del bando ammonta a 34.759.000 euro. Le candidature si apriranno il 7 maggio e termineranno l’8 luglio 2025

 

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