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La Commissione europea ha aperto il bando CERV-2026-DAPHNE, finanziato nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values (CERV), con una dotazione complessiva di 21 milioni di euro destinata a sostenere progetti per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere e della violenza contro i minori.

Il bando si articola in cinque priorità: sostegno alle organizzazioni intermediarie che finanziano organizzazioni della società civile attive nel settore; protezione e supporto alle vittime e ai sopravvissuti alla violenza di genere; prevenzione della violenza di genere; supporto all’attuazione della Direttiva europea sulla violenza contro le donne e la violenza domestica e della Convenzione di Istanbul; rafforzamento dei sistemi integrati di protezione dell’infanzia attraverso un approccio multidisciplinare e coordinato. Ogni proposta deve riferirsi a una sola priorità.

Le attività finanziabili comprendono, tra le altre, azioni di formazione e capacity building, campagne di sensibilizzazione, sviluppo di strumenti e metodologie operative, programmi di prevenzione, rafforzamento dei servizi di supporto alle vittime, cooperazione tra autorità pubbliche, organizzazioni della società civile e altri soggetti competenti, nonché iniziative volte a migliorare i sistemi di protezione dei minori e il coordinamento tra i diversi attori coinvolti.

Le caratteristiche dei progetti variano in base alla priorità scelta. Per la Priorità 1 sono previsti contributi compresi tra 1 e 2,5 milioni di euro, una durata di 36 mesi e la possibilità di presentare candidature sia individuali sia in partenariato. Per le Priorità 2, 3, 4 e 5 il contributo richiesto deve essere compreso tra 200.000 e 600.000 euro, con una durata progettuale tra 12 e 24 mesi. Per le priorità 2, 3 e 5 è obbligatorio il partenariato, mentre per la priorità 4 possono candidarsi anche singole autorità pubbliche. I progetti possono avere carattere nazionale o transnazionale.

Il finanziamento sarà erogato in forma di lump sum e coprirà fino al 90% dei costi ammissibili del progetto.

Le candidature potranno essere presentate fino al 3 novembre 2026.

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La Commissione europea ha aperto un nuovo bando nell’ambito del programma Single Market Programme (SMP Food) per finanziare progetti dedicati alla prevenzione dello spreco alimentare e al recupero delle eccedenze alimentari, mettendo a disposizione un budget complessivo di 4 milioni di euro.

L’iniziativa si inserisce nel percorso europeo verso il raggiungimento degli obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030 e punta a promuovere modelli più sostenibili lungo l’intera filiera agroalimentare.

Il bando finanzierà progetti capaci di applicare su larga scala soluzioni già mature, favorendo la collaborazione tra imprese, organizzazioni del terzo settore, innovatori e soggetti impegnati nella redistribuzione degli alimenti. Particolare attenzione sarà riservata alle azioni che consentono di prevenire lo spreco alla fonte e di recuperare gli alimenti ancora destinabili al consumo umano.

Tra le attività ammissibili figurano lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi, l’introduzione di tecnologie e strumenti digitali innovativi, il miglioramento dei sistemi di confezionamento ed etichettatura, nonché iniziative per valorizzare sottoprodotti ed eccedenze alimentari. Sono inoltre previste misure di sostegno per banche alimentari e organizzazioni di redistribuzione, con interventi dedicati a logistica, tracciabilità, stoccaggio e formazione.

Possono partecipare enti pubblici e privati con sede negli Stati membri dell’Unione europea. I progetti dovranno avere una durata compresa tra 18 e 24 mesi e potranno beneficiare di un contributo europeo pari al 50% dei costi ammissibili, per un importo indicativo di 300.000 euro per progetto.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 15 ottobre 2026.

 

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La Commissione europea ha presentato la proposta di bilancio annuale dell’Unione europea per il 2027, prevedendo 199,9 miliardi di euro in impegni di spesa per sostenere le principali priorità politiche e strategiche dell’UE. Si tratta dell’ultimo bilancio dell’attuale Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, in vista dell’adozione della futura programmazione finanziaria 2028-2034.

La proposta arriva in un contesto caratterizzato da forti pressioni economiche e geopolitiche, segnato negli ultimi anni dalla pandemia, dalla crisi energetica, dall’inflazione, dalla guerra in Ucraina e dalle crescenti tensioni internazionali. Per questo motivo, il bilancio 2027 mira a rafforzare la capacità dell’Unione di rispondere alle nuove sfide, sostenendo al tempo stesso crescita economica, resilienza e sicurezza.

Dal punto di vista finanziario, la quota più consistente delle risorse è destinata alla Coesione, Resilienza e Valori, che potrà contare su 75,8 miliardi di euro, di cui 58,5 miliardi per la coesione economica, sociale e territoriale e 17,3 miliardi per interventi legati alla resilienza e ai valori europei. Seguono le risorse dedicate alle Risorse naturali e all’Ambiente, pari a 57,2 miliardi di euro, all’interno delle quali oltre 40,5 miliardi saranno destinati ai pagamenti diretti e alle misure di mercato della politica agricola.

Un investimento significativo riguarda anche il capitolo Mercato unico, Innovazione e Digitale, che riceverà 21,9 miliardi di euro per sostenere la competitività europea, la ricerca, l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale. Ulteriori risorse saranno destinate a programmi strategici come Erasmus+, il Connecting Europe Facility e il Programma per il Mercato Unico, considerati strumenti chiave per rafforzare la crescita economica e la competitività dell’Unione.

La proposta prevede inoltre un rafforzamento delle politiche in materia di sicurezza e difesa, con uno stanziamento di 3,1 miliardi di euro, in linea con gli obiettivi del piano ReArm Europe/Readiness 2030. Le risorse sosterranno investimenti nella ricerca per la difesa, nello sviluppo della capacità industriale europea, nella mobilità militare e nel rafforzamento della resilienza strategica dell’Unione.

Per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori, il settore Migrazione e gestione delle frontiere potrà contare su 5,8 miliardi di euro, cui si aggiungeranno 1,2 miliardi di euro supplementari derivanti dalla revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale per sostenere l’attuazione del Patto sulla migrazione e l’asilo attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione e lo Strumento per la gestione delle frontiere e dei visti.

La proposta conferma anche il sostegno europeo all’Ucraina. Oltre alle risorse previste nell’ambito dello Ukraine Facility, il bilancio include 1,15 miliardi di euro per il nuovo Ukraine Support Loan, destinato a sostenere il Paese nel contesto della guerra di aggressione russa.

Completano il quadro 15,5 miliardi di euro per le azioni esterne dell’Unione e i rapporti con i Paesi partner, 13,7 miliardi di euro per l’amministrazione pubblica europea e 5,9 miliardi di euro destinati agli strumenti speciali tematici.

La proposta sarà ora esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea, che dovranno approvare formalmente il bilancio entro la fine del 2026 affinché possa entrare in vigore il 1° gennaio 2027.

Per i dettagli, leggi il comunicato stampa ufficiale.

La Commissione europea ha inaugurato la EU Innovation Platform, una nuova iniziativa digitale concepita per facilitare l’accesso alle risorse europee dedicate all’innovazione e favorire lo sviluppo di un ecosistema più integrato a livello continentale. Presentata a Bruxelles durante l’European Innovation Summit, la piattaforma rappresenta una delle azioni previste dalla Strategia europea per startup e scaleup per rafforzare la capacità innovativa dell’Unione.

L’obiettivo è quello di riunire in un unico spazio digitale informazioni, servizi e opportunità oggi distribuiti tra diversi programmi e strumenti europei. Attraverso la piattaforma, gli utenti possono individuare più facilmente occasioni di finanziamento, iniziative di supporto, eventi di settore e contenuti utili per lo sviluppo delle proprie attività innovative.

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è l’utilizzo di un sistema di raccomandazione personalizzato, in grado di orientare gli utenti verso le opportunità più adatte in base al profilo dell’organizzazione, al settore di riferimento, all’area geografica e allo stadio di avanzamento del progetto.

In questa prima fase, la piattaforma è destinata principalmente ai beneficiari di finanziamenti europei che stanno lavorando alla valorizzazione commerciale delle proprie innovazioni. L’intenzione della Commissione europea è però quella di ampliare progressivamente la platea dei destinatari, coinvolgendo anche investitori, grandi imprese, consulenti e nuovi innovatori, con l’obiettivo di creare una rete europea sempre più dinamica e interconnessa a sostegno della crescita, della competitività e dell’innovazione.

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La Commissione europea ha ufficialmente aperto la Call for Individual Mobility 2025-2026 nell’ambito dell’iniziativa Culture Moves Europe, il programma finanziato da Creative Europe e gestito dal Goethe-Institut per sostenere la mobilità internazionale di artisti e professionisti della cultura. L’azione mette a disposizione contributi economici per realizzare progetti di collaborazione, ricerca, formazione o creazione artistica in un altro Paese europeo, favorendo sostenibilità, inclusione e diversità geografica e settoriale.

La call è strutturata come bando a sportello con valutazione mensile, attivo dal 1° ottobre 2025 al 30 aprile 2026 (con l’unica pausa di dicembre). Le scadenze per la presentazione delle candidature coincidono con l’ultimo giorno di ogni mese: ottobre, novembre, gennaio, febbraio, marzo e aprile. Ogni candidatura viene valutata entro otto settimane dalla relativa deadline, e i progetti potranno iniziare non prima di due mesi dalla data di valutazione, previa firma del Grant Agreement.

Possono candidarsi artisti, creativi e operatori culturali maggiorenni, attivi in uno dei settori coperti dal bando – architettura, design e fashion design, patrimonio culturale, letteratura, musica, arti performative e arti visive – purché legalmente residenti in uno dei Paesi di Creative Europe, incluse Regioni ultraperiferiche e Territori d’Oltremare. Le candidature possono essere individuali o di gruppo (fino a cinque persone), a condizione che ogni partecipante collabori con un partner internazionale basato nel Paese di destinazione, che deve essere diverso da quello di residenza.

Le mobilità devono avere una durata compresa tra 7 e 60 giorni per i singoli, oppure tra 7 e 21 giorni per i gruppi, da trascorrere interamente sul posto in collaborazione con il partner ospitante. Sono ammissibili anche progetti virtuali o ibridi, in particolare per motivi di disabilità o sicurezza internazionale. Il sostegno finanziario copre una quota fissa di viaggio (400 o 800 euro a seconda della distanza), una daily allowance di 85 euro al giorno per coprire vitto e alloggio, oltre a una serie di top-up per promuovere mobilità sostenibile (green travel), genitorialità, visti, residenze ultraperiferiche e accessibilità per persone con disabilità.

Il processo di valutazione tiene conto di pertinenza progettuale, necessità della mobilità, livello di preparazione, potenziale impatto e sostenibilità ambientale. Per facilitare l’accesso, l’intera procedura di candidatura avviene online in lingua inglese, tramite il Goethe Application Portal, e non richiede alcun livello linguistico specifico: è consentito l’uso di strumenti di traduzione automatica, purché il progetto risulti chiaro e leggibile.

Culture Moves Europe si conferma uno degli strumenti più concreti dell’UE per favorire la circolazione delle competenze creative, sostenendo sia giovani emergenti sia professionisti affermati. Con un approccio flessibile e inclusivo, la call offre l’opportunità di esplorare nuovi linguaggi, costruire relazioni transnazionali e sviluppare percorsi professionali oltreconfine, contribuendo alla costruzione di uno spazio culturale europeo realmente condiviso.

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