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Dal 1° settembre 2025 sarà possibile presentare le proposte per il nuovo bando del programma europeo DUT (Driving Urban Transitions), volto a sostenere la trasformazione urbana verso la neutralità climatica, la resilienza ambientale e l’inclusione sociale.

La Driving Urban Transitions (DUT) Call 2025 rappresenta il quarto bando promosso nell’ambito della Partnership Europea DUT, cofinanziata dalla Commissione Europea tramite il programma Horizon Europe. L’obiettivo è finanziare progetti di ricerca e innovazione transnazionali per guidare le città europee verso un futuro sostenibile, resiliente e inclusivo.

Il bando è rivolto a un’ampia gamma di soggetti, purché organizzati in consorzi transnazionali composti da almeno tre partner di tre Paesi diversi.

I Soggetti ammissibili sono: Università, enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, PMI e grandi imprese(con alcune condizioni), ONG e attori sociali e culturali.

Il Requisito obbligatorio richiesto prevede la presenza nel consorzio di almeno un’autorità locale o un soggetto urbano rilevante.

Ogni progetto potrà includere anche elementi trasversali tra più TP e dovrà riferirsi ad almeno una delle seguenti tre aree strategiche:

  1. 15-minute City: mobilità di prossimità, riduzione dell’uso dell’auto privata, promozione di trasporto pubblico e mobilità attiva.
  2. Circular Urban Economies: economia circolare urbana, uso efficiente delle risorse, rigenerazione degli spazi e benessere comunitario.
  3. Positive Energy Districts (PED): quartieri a energia positiva, produzione locale da fonti rinnovabili, efficienza energetica e coinvolgimento dei cittadini.

Per il bando sono previsti i seguenti contributi:

  • Contributi per progetto: 1–2 milioni di euro
  • Cofinanziamento UE: fino al 30% del budget nazionale ammissibile
  • I fondi saranno erogati dalle agenzie nazionali o regionali dei Paesi partecipanti

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) partecipa con 1 milione di euro, destinati alle regioni target del Sud Italia tramite fondi PN RIC 2021–2027 (linea MUR–ERDF).

Il contributo massimo per ogni singolo progetto é di € 200.000,00.

Il contributo previsto è il seguente: il 70% per ricerca industriale e il 25% per sviluppo sperimentale

I soggetti ammissibili al MUR sono: PMI, Università, enti e organismi di ricerca e grandi imprese (solo congiuntamente a una PMI).

La Domanda nazionale obbligatoria è da presentare entro il 17 novembre 2025 (solo per partner italiani). L’ avviso integrativo è disponibile prossimamente sul sito MUR.

Le scadenze del bando sono le seguenti:

 Fase 1- Pre-proposte
  • Apertura: 01/09/2025
  • Chiusura: 17/11/2025

Fase 2 – Proposte complete

  • Apertura: 20/02/2026
  • Chiusura: 23/04/2026

Nei prossimi mesi è previsto un Infoday ufficiale dedicato al bando per avere maggiori dettagli rispetto alle modalità di partecipazione

 

La Commissione europea ha presentato il 16 luglio 2025 la proposta ufficiale per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’Unione, relativo al periodo 2028‑2034. Il pacchetto raggiunge un valore complessivo di circa 2.000 miliardi di euro, pari all’1,26% del PIL europeo, e si propone come una risposta strategica alle nuove sfide globali in materia di sicurezza, difesa, competitività industriale, coesione sociale e resilienza europea.

Uno degli elementi centrali del nuovo bilancio è la creazione di un Fondo europeo per la competitività che potrà contare su oltre 400 miliardi di euro, dedicati a sostenere settori chiave come tecnologie pulite, digitale, biotecnologie, difesa e spazio. Accanto a questo, sarà potenziato il programma Horizon Europe, che riceverà 175 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione.

Sul fronte della difesa, la Commissione propone un aumento significativo degli stanziamenti, con un fondo di 131 miliardi di euro destinato a rafforzare la sicurezza interna e le capacità strategiche dell’Unione. Anche la mobilità militare, le infrastrutture critiche e la cybersicurezza riceveranno nuovi impulsi finanziari, così come il meccanismo Connecting Europe Facility, che raddoppia il suo budget.

Grande attenzione viene dedicata alla coesione territoriale e all’agricoltura, con uno stanziamento rispettivamente di 218 miliardi di euro e 300 miliardi di euro, mantenendo così una forte componente redistributiva in favore delle regioni meno sviluppate e del mondo rurale.

Il nuovo QFP triplica inoltre i fondi destinati alla gestione delle migrazioni e dei confini esterni, per un totale di 34 miliardi di euro, e prevede un meccanismo europeo di crisi con circa 400 miliardi di euro in prestiti per affrontare emergenze di natura economica, energetica o sanitaria.

Sul piano internazionale, il pacchetto include un sostegno strutturale alla ricostruzione e al percorso europeo dell’Ucraina, con un fondo dedicato da 100 miliardi di euro, e rafforza gli strumenti di azione esterna attraverso Global Europe, che disporrà di 200 miliardi di euro per politiche di vicinato, cooperazione e allargamento.

Per garantire la sostenibilità del nuovo bilancio, la Commissione propone una riforma del sistema delle risorse proprie, introducendo nuovi strumenti di finanziamento quali entrate derivanti dal sistema ETS, dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), da una tassa sul tabacco, dai rifiuti elettronici e da una base imponibile comune per le grandi imprese. L’obiettivo è generare circa 58,5 miliardi di euro all’anno, riducendo al contempo la pressione sui contributi diretti degli Stati membri.

La proposta sarà ora oggetto di intense trattative tra i Paesi dell’Unione e il Parlamento europeo. Serve l’unanimità dei 27 Stati membri per l’approvazione finale, e non sono mancate le prime reazioni critiche: alcuni governi esprimono preoccupazioni per le nuove imposte europee, mentre le ONG ambientaliste e le organizzazioni agricole temono un possibile calo reale dei fondi rispetto all’inflazione.

Il pacchetto, ambizioso e articolato, punta a rafforzare la capacità dell’Unione di agire con unità e rapidità di fronte alle trasformazioni geopolitiche, economiche e climatiche. Si apre ora una fase di confronto che determinerà il futuro assetto finanziario dell’Europa per il prossimo decennio.

Per ulteriori dettagli, leggi il comunicato stampa della Commissione.

EIT Urban Mobility ha lanciato la Strategic Innovation Open Call, un’opportunità per innovatori e stakeholder europei impegnati nello sviluppo di soluzioni ad alto impatto per le sfide più urgenti della mobilità urbana.

L’obiettivo è accelerare l’adozione di soluzioni innovative, de-rischiando il percorso di sviluppo e favorendo la diffusione su larga scala di tecnologie e servizi destinati a città, autorità pubbliche e operatori della mobilità. Il bando promuove la collaborazione lungo il cosiddetto triangolo della conoscenza dell’EIT (educazione, ricerca e business), con l’aggiunta di un quarto partner essenziale: le città.

La Call si concentra su cinque settori chiave in cui l’Europa può generare impatto attraverso l’innovazione:

  • Logistica urbana
  • Trasporto pubblico
  • Gestione dei dati della mobilità
  • Elettrificazione dei trasporti e carburanti alternativi
  • Salute e mobilità

La dotazione complessiva per il periodo 2026-2028 è di 60 milioni di euro, con più cut-off per la presentazione delle proposte. Il primo cut-off prevede un budget indicativo di 9 milioni di euro.

Ogni progetto potrà ricevere fino a 2 milioni di euro di finanziamento EIT, con un contributo massimo pari al 65% dei costi eleggibili. È richiesta una co-finanziabilità minima del 35% per tutte le proposte.

Possono candidarsi consorzi composti da almeno due entità giuridiche indipendenti, stabilite in almeno due Stati membri dell’UE e/o Paesi terzi associati a Horizon Europe.

Nota: Per casi particolari (es. Svizzera, università ungheresi), è necessario consultare il Call Manual.

Il bando prevede una procedura di scadenza a più fasi:

    • 1° cut-off: 23 settembre 2025

    • 2° cut-off: febbraio 2026

    • 3° cut-off: giugno 2026

    • 4° cut-off: febbraio 2027

 

Per tutti i dettagli sul bando, collegati qui.

L’Unione Europea ha lanciato una nuova iniziativa strategica per rafforzare l’innovazione nell’intelligenza artificiale (IA), con un piano di investimenti che ammonta a 50 miliardi di euro.

Questo intervento si inserisce nel quadro della crescente attenzione della Commissione Europea verso la promozione della ricerca e dello sviluppo tecnologico avanzato, con l’intento di consolidare il ruolo dell’Europa come leader globale nell’adozione responsabile e sicura dell’intelligenza artificiale.

Il programma prevede che i fondi siano destinati a una serie di progetti focalizzati sull’avanzamento delle capacità dell’IA e sulla creazione di modelli di IA più complessi, scalabili e affidabili. L’iniziativa punta anche a sviluppare tecnologie che possano rispondere alle sfide sociali e industriali emergenti, come il miglioramento della sanità, la sostenibilità ambientale e la sicurezza pubblica.

Un aspetto fondamentale dell’iniziativa è la creazione di una nuova infrastruttura tecnologica: l’Unione Europea prevede l’istituzione di quattro gigafabbriche dedicate all’IA, ovvero grandi centri di ricerca e sviluppo che ospiteranno tecnologie avanzate, tra cui supercomputer di ultima generazione, che serviranno per la formazione di modelli complessi e l’elaborazione di enormi volumi di dati.

Questi investimenti saranno accompagnati da una serie di politiche volte a garantire un ambiente sicuro e etico per l’applicazione dell’IA, promuovendo la cooperazione tra le diverse industrie e i centri di ricerca, in modo da sviluppare soluzioni che possano essere utilizzate in modo responsabile. Un altro obiettivo cruciale del piano è quello di attrarre investimenti privati. Infatti, per sostenere questa iniziativa, l’Unione Europea prevede che i fondi pubblici si affianchino a circa 150 miliardi di euro provenienti dal settore privato, portando l’investimento totale in IA a circa 200 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.

Questo intervento segue la linea del programma “Digital Compass” dell’UE, che stabilisce obiettivi per la trasformazione digitale dei vari settori e mira a rafforzare la competitività tecnologica del continente. Inoltre, con l’intento di supportare startup, PMI e ricercatori, l’UE intende rendere l’Europa un hub di innovazione per l’intelligenza artificiale, favorendo la collaborazione tra i paesi membri e stimolando l’adozione di soluzioni IA in vari ambiti industriali.

L’iniziativa è vista come un passo decisivo per rafforzare la posizione dell’Europa nel panorama globale dell’intelligenza artificiale, mettendo l’accento non solo sull’innovazione tecnologica ma anche sulla creazione di un ecosistema in grado di supportare un’IA etica, sicura e inclusiva.

Per ulteriori informazioni, collegati qui.

Guidate dal team ATTUNE Italia di InEuropa e di UniSiena, gli studenti delle diverse squadre hanno messo in atto delle campagne che proponessero nuove possibili scelte e strategie di intervento sostenibili sia da parte dell’Università di Siena che da parte degli individui.

Il Programma ATTUNE  è un processo di apprendimento innovativo che favorisce la cooperazione tra tutti gli attori del campus a livello verticale e orizzontale.

Si tratta di un percorso testato e validato da cinque università europee, che affronta direttamente il tema del cambiamento climatico nel campus universitario e promuove e incoraggia tutti i membri della comunità universitaria all’azione. I vari materiali possono essere adattati e personalizzati in base alle esigenze della singola università.

L’obiettivo è quello di innescare un processo di cambiamento concreto che possa avere un impatto ambientale positivo nel medio e lungo termine.

Scopri le azioni che hanno realizzato per rendere UniSiena più sostenibile!

La Commissione Europea ha pubblicato un report sull’iniziativa Food 2030, un progetto nato per stabilire una strategia di visione che possa collegare i più importanti programmi di investimento comunitario su un tema trasversale come la nutrizione e la sostenibilità, da Horizon Europe al Green Deal.

Il report fa il punto della situazione riguardo alle strategie “dal produttore al consumatore” e stabilisce undici percorsi di azione dove ricerca e innovazione possono fornire benefici collaterali legati alla nutrizione.

L’obiettivo di Food 2030 è infatti quello di migliorare la nutrizione, il clima, e la circolarità intervenendo sulle comunità nei vari livelli di governance.

In particolare, i percorsi d’azione indicati nel documento sono:

  • Governance per il cambiamento dei sistemi alimentari
  • Trasformazione dei sistemi alimentari urbani
  • Cibo dall’oceano e dalle risorse d’acqua dolce
  • Proteine alternative per il cambiamento dietetico
  • Spreco alimentare e sistemi alimentari efficienti sotto il profilo delle risorse
  • Il mondo del microbioma
  • Nutrizione e diete sane sostenibili
  • I sistemi di sicurezza alimentare del futuro
  • Sistemi alimentari Africa
  • Dati e trasformazione digitale
  • Sistemi alimentari a inquinamento zero

Nello specifico, il report sottolinea il fatto che queste iniziative non vadano intraprese in maniera isolata, ma che un approccio sistemico, olistico, interdisciplinare e transdisciplinare di cultura della ricerca e dell’innovazione siano fondamentali per il successo e il reale impatto di Food 2030.

Per scaricare la pubblicazione completa collegati qui.

Nome progetto: Architecture and Remembrance: the discrimination of architects in Nazi-fascist regimes

Acronimo: ARCH MEM

Progetto concluso

Capofila: FONDAZIONE DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI PIANIFICATORI PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI MILANO (FOAMI)

Breve descrizione
Il progetto intende recuperare e valorizzare la memoria degli architetti che non hanno potuto svolgere il loro lavoro a causa delle misure discriminatorie adottate durante i regimi nazifascisti in Italia, Europa Centrale e in diversi altri paesi, sensibilizzando sia la comunità professionale che il pubblico in generale.

Obiettivi del progetto:

– Favorire la ricerca all’interno degli archivi interni e stimolare la produzione di output che possano tradurre per diversi target di pubblico informazioni, storie e risultati della ricerca storica e architettonica.

– Comprendere, grazie a uno specifico focus di ricerca, in modo più preciso le dinamiche e le conseguenze dei regimi nazifascisti in un quadro più ampio di eventi storici, illuminando un pezzo di storia finora non sufficientemente indagato.

Attività del progetto
Dopo un incontro operativo di avvio progettuale tra i partner, il metodo di lavoro sarà supportato da una ricerca condotta all’interno di associazioni professionali, biblioteche ed enti legati alla cultura ebraica, con un’attività di networking con comunità ed esperti della popolazione ebrea.

La situazione della ricerca relativa alla persecuzione degli architetti e ingegneri ebrei nella seconda metà degli anni ’30 e durante gli anni della Seconda guerra mondiale è incompleta, nonostante il numero di professionisti coinvolti e il loro livello qualitativo siano piuttosto elevati sia in Italia che in Europa. La ricerca proposta dal partner CDEC intende esaminare gli archivi pubblici, quelli degli ordini professionali coinvolti e la letteratura storiografica che si è occupata in modo inorganico di questo tema. Finora l’argomento è stato trattato con studi limitati e opere commemorative, di cui si terrà certamente conto. La ricerca proposta sarà condotta con metodo storico e si avvarrà della collaborazione e della sinergia di tutti gli enti e istituti che finora si sono occupati della persecuzione degli ebrei in Europa.

Infine verranno realizzati: un video-documentario, una mostra sugli architetti colpiti dagli atti discriminatori, una graphic novel, e una pubblicazione.


Partenariato:

  1. FONDAZIONE DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI PIANIFICATORI PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI MILANO (FOAMI) – ITALIA
  2. UNIVERZITA KOMENSKEHO V BRATISLAVE – SLOVACCHIA
  3. FONDAZIONE CENTRO DI DOCUMENTAZIONE EBRAICA CONTEMPORANEA ONLUS (CDEC) – ITALIA
  4. FONDAZIONE MAXXI MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI DEL XXI SECOLO – ITALIA
  5. ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI BOLOGNA – ITALIA
  6. ORDINE DEGLI ARCHITETTI P.P.C. DI ROMA E PROVINCIA – ITALIA
  7. ORDINE ARCHITETTI P.P.C. DI FERRARA – ITALIA

Durata: Il progetto ha una durata di 18 mesi, da aprile 2022 a settembre 2023

Contributo: 137.280,00 €

Climate and cultural based design and market valuable technology solutions for Plus Energy Houses

Programma e bando

Horizon2020, Innovative Actions

Progetto attivo 

Breve descrizione

CULTURAL-E mira a definire soluzioni modulari e replicabili per le case energetiche Plus Energy Houses (PEH), tenendo conto delle differenze climatiche e culturali, e coinvolgendo tutti gli attori chiave coinvolti nel ciclo di vita dell’edificio; intende creare ambienti interni confortevoli, efficienti e convenienti.

CULTURAL-E svilupperà tecnologie e set di soluzioni personalizzabili in base a specifici contesti e richieste energetiche, oltre a realizzare un’ottimizzazione completa del rapporto valore/costo dei PEH. I set di tecnologie di progettazione per l’assemblaggio saranno prodotti e guidati da un’attenta mappatura dei climi europei, degli archetipi edilizi e delle abitudini energetiche culturali, massimizzando la quota di domanda coperta da fonti rinnovabili (verso Ø emissioni in fase operativa).

I set di soluzioni CULTURAL-E sono il risultato di un processo di progettazione incentrato sull’utente e mirano a raggiungere e mantenere le migliori condizioni ambientali interne a costi contenuti. Le case diventano rigenerative per l’ambiente interno ed esterno nel ciclo di vita, con costi aggiuntivi minimi, garantendo così un solido ritorno dell’investimento.

Per aumentare la replicabilità delle soluzioni e l’adozione di un design “cultura-centrico”, i principali attori del mercato coinvolti nello sviluppo delle PEH sono supportati da strumenti e linee guida dedicate che favoriranno lo sviluppo di modelli di business solidi e inclusivi.

InEuropa srl supporta la partecipazione al progetto di ABITCOOP, in qualità di partner.


Azioni

    • Comprensione dei fattori culturali e climatici per il design delle Plus Energy Houses (PEH)
    • Sviluppo di tecnologie pre-ingegnerizzate centrate sull’utente e piano di utilizzo per accelerare l’assorbimento da parte del mercato
    • Definizione di set di soluzioni e modelli di business personalizzati per le Plus Energy Houses (PEH), per la massimizzazione dei benefici da esse derivanti
    • Azioni dimostrative delle Plus Energy Houses (PEH)

Risultati

  • Aumento dell’assorbimento da parte del mercato degli edifici Plus Energy Houses (PEH), attraverso la proposta di misure volte a superare determinate barriere (di mercato, della clientela ecc.);
  • Creazione di strumenti di progettazione, tecnologie intelligenti, metodologie (es. per la valutazione economica) e raccomandazioni politiche per facilitare la costruzione di PEH.

Coordinatore 

EURAC – Accademia Europea di Bolzano (Italia)

Partner

  • RMIT – Royal Melbourne Institute of Technology Spain sl (Spagna)
  • Unive – Universita Ca’ Foscari Venezia (Italia)
  • Universitaet Stuttgart (Germania)
  • Brunel University London (Regno Unito)
  • Ace – Conseil Des Architectes D’europe (Belgio)
  • Nobatek Inef 4 (Francia)
  • Sintef as (Norvegia )
  • Steinbeis Innovation Ggmbh (Germania)
  • ICIE – Istituto cooperativo per l’innovazione Scrl (Italia)
  • Vilogia Sa (Francia)
  • Oslo Kommune (Norvegia)
  • Wilhelm Nusser Gmbh Systembau (Germania)
  • Abitcoop (Italia)
  • Advantic Sistemas y Servicios sl (Spagna)
  • Ventive Ltd (Regno Unito)
  • Eurofinestra sas di Ecosistema srl (Italia)
  • Vortice Elettrosociali spa (Italia)

Durata

Il progetto ha una durata di 5 anni (1 ottobre 2019 – 30 settembre 2024)

Budget totale 

La sovvenzione UE è di € 7.999.950,76 su un budget totale di € 9.641.336,25.

Ente finanziatore

Commissione Europea – DG Ricerca ed Innovazione

Nome progetto
TOURiBOOST – Reorienting tourism education with digital, social and intercultural competences to support local stakeholders tackle strategic innovation in heritage tourism

Acronimo
TOURiBOOST

Programma e bando

Erasmus Plus – Azione Chiave 2 “Cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche” – Partenariati strategici per l’istruzione superiore, bando 2018

Breve descrizione

TOURiBOOST ha l’obiettivo di innovare l’esperienza turistica sfruttando la cultura e il patrimonio come propulsori dello sviluppo dell’industria del turismo. Il progetto identifica alcuni nodi problematici che vuole contribuire a risolvere: scarsi investimenti nel settore culturale che portano alla mancanza di prodotti innovativi e a una debole competitività del settore; necessità dell’industria del turismo e delle istituzioni culturali di mettersi al passo con le tecnologie digitali evolvendo i propri mezzi e le proprie strategie di design dei servizi per non perdere il pubblico contemporaneo, specie quello più giovane; frammentazione degli stakeholder responsabili della gestione del patrimonio culturale; necessità di equilibrare l’uso e la protezione del patrimonio culturale attraverso metodi resilienti che garantiscano un turismo sostenibile; scarsa consapevolezza del patrimonio culturale specialmente tra i giovanissimi e necessità di sviluppare il loro interesse e la capacità di critica nei confronti della cultura.

Obiettivi

>sviluppare e prototipare un nuovo curriculum formativo multidisciplinare per stimolare l’innovazione dell’esperienza del patrimonio e migliorare la cooperazione tra gli stakeholder

>sviluppare e testare il “Tourism Experience Design” quale processo di design di nuovi prodotti e servizi esperienziali legati al patrimonio culturale

>favorire la mentalità e lo spirito imprenditoriale e stimolare la collaborazione tra imprese e il settore del patrimonio culturale per rafforzare la creatività, l’occupabilità e nuovi percorsi professionali

>migliorare la trasparenza e il riconoscimento delle qualifiche e competenze nel settore turistico e culturale, incluse quelle sviluppare in contesti non-formali

>coinvolgere gli stakeholder e i giovani in un processo formativo tramite l’uso dei nuovi media e delle competenze digitali combinate con ricchezza di contenuti e pensiero critico

Attività

Le principali attività del progetto consistono in:

IO1: sviluppo di una metodologia per sostenere lo sviluppo delle capacità degli stakeholder del settore turistico con l’obiettivo di promuovere il turismo legato al patrimonio culturale

IO2: sviluppare l’educazione degli stakeholder per creare esperienze turistiche culturali e servizi di qualità sul territorio

IO3: applicazione degli strumenti sviluppati nel progetto per coinvolgere stakeholder locali nell’innovazione del turismo

IO4: validazione delle competenze professionali per sostenere l’accesso degli stakeholder ai mercati chiave del turismo e agli investimenti per l’innovazione

IO5: sviluppo di uno “Smart Skills Observatory in Heritage Tourism”

Risultati

  • Investimento in capitale umano e innovazione del processo di sviluppo dei prodotti turistici legati al patrimonio culturale locale, migliorando le competenze e aiutando a individuare nuove opportunità di business e prodotti legati al territorio
  • Maggiore produttività e competitività del patrimonio culturale
  • Migliore cooperazione tra mondo accademico e imprenditoriale nel settore del patrimonio culturale aumentando le capacità di innovazione e di sviluppo di prodotti e servizi smart in grado di offrire esperienze turistiche innovative

Coordinatore
Necmettin Erbakan Üniversitesi (Turchia)

Partenariato 

  • TURSAB – Türkiye Seyahat Acentaları Birliği (Turchia)
  • Kodolanyi Janos Foiskola (Ungheria)
  • Stichting PRIME (Olanda)
  • InEuropa (Italia)
  • ARTIFACTORY (Grecia)

Durata
Il progetto ha una durata di 24 mesi (1° settembre 2018 – 31 agosto 2020)

Budget
La sovvenzione europea ricevuta è di € 238.980,00.

Ente finanziatore

Erasmus+ Programme – Turkish National Agency

Ulteriori informazioni sul progetto

La Commissione europea ha proposto le dieci nuove idee di Partnership UE da lanciare nella seconda metà di Horizon Europe.

I partenariati si configurano come iniziative in cui l’Unione europea, le autorità nazionali e/o il settore privato si impegnano insieme per sostenere lo sviluppo e l’attuazione di un programma di attività di ricerca e innovazione.

I partner rappresentano industrie, università e organizzazioni di ricerca che hanno una missione di servizio pubblico a livello locale, regionale, nazionale o internazionale o le organizzazioni della società civile, comprese le fondazioni e le ONG.

Le dieci nuove Partnership saranno opereranno nei seguenti settori:

  1. Brain Health;
  2. Forests and Forestry for a Sustainable Future;
  3. Innovative Materials for EU (I’M for EU);​
  4. In-Orbit Demonstration and Validation;​
  5. Raw Materials for the Green and Digital Transition​;
  6. Resilient Cultural Heritage;
  7. Social Transformations and Resilience;
  8. Solar Photovoltaics;
  9. Textiles of the Future;
  10. Virtual Worlds.

La selezione proposta nella fase preparatoria verrà discussa con gli Stati membri e i Paesi associati, già coinvolti tramite il forum di coordinamento della Partnership Knowledge Hub, e sarà soggetto a modifiche tramite una consultazione strutturale aperta fino a settembre 2023.

La formalizzazione del portfolio avverrà con l’adozione del Piano strategico 2025-2027.

Scopri ulteriori dettagli nel sito ufficiale della Commissione.