La Commissione europea ha reso disponibili i nuovi programmi di lavoro di Horizon Europe per il periodo 2026-2027, offrendo un quadro aggiornato delle opportunità di finanziamento per ricerca e innovazione rivolte a università, centri di ricerca, imprese, enti pubblici e organizzazioni della società civile. I documenti rappresentano uno strumento centrale per orientarsi tra bandi, topic e priorità strategiche del programma.

I work programmes coprono l’intera architettura di Horizon Europe, includendo l’introduzione generale, le Marie Skłodowska-Curie Actions, le infrastrutture di ricerca, i cluster tematici, gli ecosistemi europei dell’innovazione, le azioni WIDERA per l’ampliamento della partecipazione, le Missioni dell’UE e il New European Bauhaus. Insieme, questi documenti definiscono gli ambiti su cui l’Unione europea intende concentrare investimenti e azioni nei prossimi due anni.

Il ruolo dei programmi di lavoro è cruciale perché traducono le priorità politiche europee in opportunità concrete di finanziamento, specificando obiettivi, risultati attesi e tipologie di azioni finanziabili. Attraverso i bandi previsti, Horizon Europe continua a sostenere progetti in settori chiave come salute, transizione verde, digitale, energia, mobilità, sicurezza e competitività industriale, con un forte accento sull’impatto e sulla collaborazione internazionale.

Rimangono inoltre consultabili i programmi di lavoro precedenti, che consentono di monitorare l’evoluzione delle priorità e di prepararsi in modo strategico alle nuove call. La definizione dei work programmes si inserisce in un processo che ha coinvolto anche consultazioni con la comunità europea della ricerca e dell’innovazione, rafforzando l’allineamento tra bisogni reali e strumenti di finanziamento.

Nel contesto di Horizon Europe 2021-2027, e in vista delle future prospettive oltre il 2027, la pubblicazione dei nuovi programmi di lavoro rappresenta un passaggio fondamentale per chi intende sviluppare progetti competitivi, pianificare partenariati e contribuire agli obiettivi strategici dell’Unione europea.

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La Commissione europea ha pubblicato il nuovo bando Networks of Towns, nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values (CERV), con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione dei cittadini alla vita democratica dell’Unione attraverso la creazione e il consolidamento di reti transnazionali di città.

Il bando sostiene progetti capaci di promuovere scambi tra cittadini di diversi Paesi, favorire il senso di appartenenza europea e sviluppare una cooperazione duratura tra autorità locali e organizzazioni della società civile.

Con una dotazione complessiva di 12 milioni di euro, l’iniziativa punta a sostenere reti di comuni e autorità locali che intendano lavorare insieme su temi di interesse comune legati ai valori dell’UE, ai diritti fondamentali e alla democrazia partecipativa. I progetti dovranno adottare un approccio inclusivo e dal basso, valorizzando il coinvolgimento diretto dei cittadini – in particolare giovani, gruppi sottorappresentati e comunità a rischio di discriminazione – nei processi decisionali a livello locale, nazionale ed europeo.

Il bando incoraggia interventi che promuovano la cittadinanza europea, la diversità, la parità di genere, la lotta a discriminazione, odio e polarizzazione, nonché la prevenzione della violenza e l’inclusione sociale. Particolare attenzione è riservata all’uso di strumenti innovativi e digitali per il coinvolgimento civico e al ruolo delle attività culturali come leva per rafforzare la partecipazione democratica, anche in linea con l’iniziativa del New European Bauhaus.

Le attività finanziabili includono workshop, seminari, conferenze, incontri tra esperti, eventi pubblici, percorsi formativi, campagne di sensibilizzazione e scambi di buone pratiche tra autorità pubbliche e organizzazioni della società civile.

I progetti dovranno essere realizzati da consorzi di almeno quattro partner provenienti da quattro Paesi diversi, di cui almeno due Stati membri dell’UE, e avere una durata compresa tra 12 e 24 mesi. Il contributo minimo richiedibile è pari a 100.000 euro, senza un tetto massimo prefissato.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 16 aprile 2026.

Scopri i dettagli sul portale Funding & Tenders della Commissione.

È aperto fino al 16 marzo 2026 il nuovo Call for Residency Hosts 2025–2026 di Culture Moves Europe, il programma di mobilità culturale finanziato da Europa Creativa e implementato dal Goethe-Institut.

Il bando è rivolto a enti giuridici che desiderano ospitare residenze artistiche accogliendo artisti e professionisti della cultura provenienti da altri Paesi partecipanti al programma Creative Europe.

L’iniziativa sostiene la creazione di ecosistemi culturali più connessi, inclusivi e sostenibili, incoraggiando collaborazioni transnazionali e interdisciplinari. Le residenze possono coinvolgere da 1 a 5 artisti e avere una durata compresa tra 21 e 90 giorni, da realizzarsi in un unico periodo continuativo tra l’8 giugno 2026 e il 7 giugno 2027, nel Paese in cui l’ente ospitante è legalmente registrato.

Possono candidarsi organizzazioni non profit, ONG, enti pubblici, fondazioni, imprese culturali e liberi professionisti, purché attivi in uno dei settori supportati dal programma: architettura, patrimonio culturale, design e fashion design, letteratura, musica, arti performative e arti visive. Gli enti devono dimostrare di avere strutture, competenze e risorse adeguate per ospitare la residenza, garantendo spazi di lavoro, alloggio, tutoraggio artistico e condizioni di lavoro dignitose per i partecipanti.

Ogni progetto di residenza deve perseguire almeno due obiettivi strategici tra esplorazione, creazione, connessione, apprendimento e trasformazione. In particolare, i progetti orientati alla trasformazione sociale sono chiamati ad allinearsi ai valori del New European Bauhaus, integrando sostenibilità ambientale, inclusione e qualità estetica.

Il sostegno finanziario è erogato sotto forma di contributo forfettario, calcolato in base alla durata della residenza, al numero di artisti ospitati e ad eventuali maggiorazioni. Il contributo include una indennità di ospitalità per l’ente, una diaria giornaliera per gli artisti, un rimborso viaggio e possibili top-up per mobilità green, visti, famiglie con figli, territori ultraperiferici e bisogni di accessibilità. Il finanziamento massimo può arrivare fino a 55.000 euro, estendibili a 60.000 euro in presenza di misure di accessibilità.

La procedura di selezione si articola in due fasi. Nella prima, gli enti presentano il progetto di residenza; i risultati saranno comunicati entro il 5 maggio 2026. I soggetti selezionati accedono poi alla seconda fase, dedicata alla scelta degli artisti e alla compilazione della Residency Info Card, necessaria per la conferma definitiva del contributo e la firma dell’accordo di sovvenzione.

Con questo bando, Culture Moves Europe rafforza il proprio impegno a favore della mobilità artistica, della diversità culturale e della cooperazione europea, offrendo agli enti culturali un’occasione concreta per aprirsi a nuove reti, sperimentazioni e pratiche creative condivise.

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Il Regno Unito e l’Unione europea hanno raggiunto un accordo che consentirà a Londra di rientrare nel programma Erasmus+ a partire dal 2027, ponendo fine a una lunga fase di esclusione seguita alla Brexit. L’intesa rappresenta un nuovo passo nel progressivo riavvicinamento tra UK e UE in materia di ricerca e istruzione, dopo l’associazione britannica a Horizon Europe formalizzata nel 2024.

L’accordo è stato confermato congiuntamente il 17 dicembre e si basa su termini finanziari ritenuti equilibrati, capaci di garantire una corrispondenza più equa tra il contributo britannico e i benefici derivanti dalla partecipazione al programma. Questo assetto ha consentito di superare uno degli ostacoli principali che, negli anni successivi alla Brexit, aveva impedito il ritorno del Regno Unito in Erasmus+.

Dopo l’uscita dall’UE nel 2019, il governo conservatore guidato da Boris Johnson aveva infatti deciso di non aderire al programma, nonostante un ampio consenso dell’opinione pubblica britannica. La scelta era motivata principalmente da ragioni economiche, legate a un saldo negativo stimato in circa 2 miliardi di sterline, dovuto al maggior numero di studenti europei accolti nel Regno Unito rispetto a quelli britannici in mobilità verso l’estero.

Il cambio di scenario politico nel 2024, con la vittoria elettorale del Partito Laburista, ha riaperto il dialogo con Bruxelles e rafforzato l’orientamento del Regno Unito verso una maggiore integrazione nei programmi europei. La svolta è arrivata nel maggio 2025, in occasione di un vertice UE–UK, quando la Commissione europea ha annunciato l’intesa di principio sul rientro in Erasmus+.

Dopo mesi di negoziati sui contributi finanziari, il governo britannico ha ora confermato che verserà circa 570 milioni di sterline per il periodo 2027–2028, beneficiando di uno sconto del 30% rispetto alle condizioni previste dall’accordo commerciale e di cooperazione post-Brexit. Il ritorno in Erasmus+ segna così un passaggio simbolico e concreto verso una nuova fase di cooperazione europea, con effetti rilevanti per studenti, università e istituzioni educative di entrambe le sponde della Manica.

 

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La Commissione Europea ha pubblicato il bando “Networks of European Festivals” (CREA-MEDIA-2026-FESTNET), rivolto alla creazione e al consolidamento di reti di festival audiovisivi europei.

L’iniziativa si inserisce nel programma Europa Creativa – MEDIA, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione, la circolazione delle opere europee e la crescita dei pubblici, soprattutto quelli giovani e meno raggiunti.

Il bando mette a disposizione un budget complessivo di 6 milioni di euro, destinato a reti composte da una entità di coordinamento e almeno 3 festival membri, con un limite che impedisce la concentrazione di più del 20% dei festival in un solo Paese. Ogni rete dovrà includere festival che programmando almeno 50% di opere non nazionali provenienti da almeno 15 Paesi MEDIA, assicurando così una copertura geografica ampia e diversificata.

Le attività finanziate riguardano azioni coordinate e collaborative per ampliare e rinnovare i pubblici, lo sviluppo sostenibile della rete, iniziative condivise, scambio di competenze, uso di tecnologie digitali e supporto economico ai festival membri, anche tramite finanziamento a terze parti fino a 100.000 euro.

Particolare attenzione è riservata a sostenibilità ambientale, inclusione, diversità, equilibrio di genere e modelli di gestione rappresentativi. I progetti dovranno avere una durata di 24 mesi e proporre strategie concrete e misurabili di impatto sugli spettatori, anche attraverso strumenti digitali innovativi.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 14 aprile 2026.

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La Commissione europea ha pubblicato il nuovo Work Programme 2026-2027 del programma CERV – Citizens, Equality, Rights and Values, delineando priorità, budget e azioni che guideranno gli investimenti europei nei prossimi due anni. Contestualmente, è stato reso disponibile il calendario indicativo dei bandi CERV 2026, che si apriranno tra dicembre 2025 e l’autunno 2026.

Il nuovo Work Programme conferma CERV come il principale strumento dell’UE dedicato alla promozione dei valori dell’Unione, della democrazia, dei diritti fondamentali, dell’uguaglianza e della partecipazione dei cittadini. Per il 2026 sono previsti 279,7 milioni di euro, che saliranno a quasi 300 milioni nel 2027, con una ripartizione equilibrata tra le quattro aree chiave del programma: Union Values, Equality & Rights, Citizens’ Engagement & Participation e Daphne.

Il WP 2026-2027 integra le nuove priorità politiche dell’Unione, tra cui le future strategie europee 2026-2030 sull’uguaglianza di genere, l’antirazzismo, i diritti delle vittime e l’attuazione della Carta dei Diritti Fondamentali. Il documento rafforza inoltre l’attenzione al ruolo delle organizzazioni della società civile, considerate attori essenziali nel presidio dello spazio civico e nella promozione dei valori europei.

Un capitolo significativo del Work Programme è dedicato alla creazione di un ambiente civico sicuro, alla protezione dei difensori dei diritti umani, alla risposta alle minacce online e offline e al sostegno a forme di partecipazione attiva, inclusa quella dei giovani, delle comunità vulnerabili e dei gruppi a rischio di discriminazione. Allo stesso tempo, viene confermata la centralità della lotta contro antisemitismo, anti-Muslim hatred, razzismo, LGBTIQ-fobia, nonché la promozione dei diritti delle persone con disabilità.

Sul fronte della partecipazione democratica, il Work Programme dà continuità alle iniziative per rafforzare il dialogo civico, sostenere processi elettorali liberi e inclusivi, e contrastare disinformazione e interferenze straniere. Ampio spazio è riservato anche alla Memoria europea, con nuove linee dedicate alla comprensione storica condivisa e alla resilienza democratica.

Parallelamente, la Commissione ha diffuso il calendario dei bandi CERV 2026, riportando date indicative di pubblicazione, apertura e chiusura. Tra le opportunità più rilevanti, il bando Gender Equality aprirà già l’11 dicembre 2025, mentre i bandi dedicati alla partecipazione civica (Networks of Towns, Citizens Engagement, Town Twinning) si susseguiranno tra dicembre 2025 e aprile 2026. Il bando Remembrance è previsto a maggio 2026, mentre quello Daphne si aprirà a metà maggio.

Per il settore Union Values, il bando più significativo – CERV-2026-Citizens-VALUES, con oltre 110 milioni di euro – sarà pubblicato a fine ottobre 2026, con chiusura prevista a marzo 2027.

Di seguito una sintesi delle principali scadenze dei bandi CERV 2026:

  • Gender Equality23.000.000 €: pubblicazione 11 dicembre 2025 – chiusura 14 aprile 2026
  • National Roma Contact Points1.500.000 €: pubblicazione 4 dicembre 2025 – chiusura 9 aprile 2026
  • Data Protection / GDPR2.300.000 €: pubblicazione 22 gennaio 2026 – chiusura 21 maggio 2026
  • Networks of Towns12.000.000 €: pubblicazione 9 dicembre 2025 – chiusura 16 aprile 2026
  • Citizens Engagement30.000.000 €: pubblicazione 15 gennaio 2026 – chiusura 29 aprile 2026
  • Town Twinning6.000.000 €: pubblicazione 17 febbraio 2026 – chiusura 23 settembre 2026
  • European Remembrance28.000.000 €: pubblicazione 12 maggio 2026 – chiusura 1 ottobre 2026
  • Daphne21.000.000 €: pubblicazione 30 aprile 2026 – chiusura 16 settembre 2026
  • Operating Grants – SGA39.900.000 €: pubblicazione 3 marzo 2026 – chiusura 7 maggio 2026
  • Operating Grants – Disability SGA7.700.000 €: pubblicazione 19 febbraio 2026 – chiusura 2 luglio 2026
  • Charter / Strategic Litigation26.000.000 €: pubblicazione 21 aprile 2026 – chiusura 15 settembre 2026
  • Union Values110.750.000 €: pubblicazione 27 ottobre 2026 – chiusura 9 marzo 2027

Per tutte le informazioni sui bandi in apertura, collegati al portale Funding & Tenders della Commissione.

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La Commissione europea ha lanciato l’Invito a presentare proposte 2026 – EAC/A15/2025 nell’ambito del Corpo europeo di solidarietà, aprendo una nuova stagione di finanziamenti dedicati al volontariato internazionale e ai progetti guidati dai giovani.

Il bando si fonda sul Regolamento (UE) 2021/888 e sul Programma di lavoro annuale 2026, confermando la volontà dell’UE di promuovere l’impegno civico, la solidarietà e la partecipazione attiva delle nuove generazioni.

Con una dotazione stimata in 129,59 milioni di euro, l’invito sostiene una vasta gamma di attività, tra cui progetti di volontariato, gruppi di volontariato in settori ad alta priorità, progetti di solidarietà guidati dai giovani, nonché il marchio di qualità per ospitare volontari sia nelle attività di solidarietà sia nel settore degli aiuti umanitari. Il bando include inoltre opportunità specifiche nell’ambito del Corpo volontario europeo di aiuto umanitario.

L’invito è aperto a organizzazioni pubbliche e private, enti non profit, autorità locali e gruppi informali di giovani registrati sulla piattaforma ufficiale. La partecipazione copre i 27 Stati membri, i Paesi EFTA/SEE, Turchia e Macedonia del Nord, con la possibilità di coinvolgere soggetti di Paesi terzi quando ciò risponde agli interessi dell’Unione.

Le scadenze variano in base all’azione: i progetti di volontariato e i progetti di solidarietà prevedono diverse tornate tra febbraio e ottobre 2026, mentre i gruppi di volontariato in settori ad alta priorità chiudono il 3 marzo 2026 e le iniziative di aiuto umanitario il 23 aprile 2026. Le candidature per il marchio di qualità per le attività di solidarietà restano aperte su base continuativa.

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Il Programma Interreg VI A Italia–Francia Marittimo 2021–2027 ha pubblicato il IV Avviso dedicato ai Piccoli Progetti, un’opportunità mirata a rafforzare la cooperazione tra territori italiani e francesi attraverso iniziative “people-to-people”. L’obiettivo è accrescere la fiducia reciproca, rafforzare il senso di appartenenza transfrontaliero e coinvolgere in modo diretto cittadini e società civile.

Il bando si concentra sulla Priorità 5 – “Una migliore governance transfrontaliera”, in particolare sull’Obiettivo Specifico ISO6.3, volto a promuovere scambi, incontri e attività congiunte tra le popolazioni dei territori interessati (Liguria, Toscana, Sardegna, Corsica e Provence-Alpes-Côte d’Azur).

Un avviso pensato per avvicinare le comunità dei due lati del mare

Il nuovo Avviso sostiene iniziative concrete che mirano a superare barriere linguistiche, culturali e sociali, favorendo l’emergere di una identità comune dell’area marittima. I progetti dovranno coinvolgere in modo attivo giovani, associazioni locali, enti pubblici, realtà culturali e soggetti del terzo settore, anche stimolando la partecipazione di nuovi attori mai coinvolti prima nel Programma.

Il bando richiama esplicitamente due cornici strategiche comunitarie:

  • il Nuovo Bauhaus Europeo, che promuove iniziative creative e sostenibili con forte radicamento territoriale;
  • il Trattato del Quirinale tra Italia e Francia, in particolare sugli scambi tra giovani, cultura, società civile e cooperazione transfrontaliera.

Attività ammissibili: cultura, ambiente, comunità

Le azioni finanziabili includono attività congiunte socio-culturali e ambientali, percorsi partecipativi, iniziative simboliche e formative, scambi tra giovani e cittadini, laboratori artistici, linguistici e interculturali, fino a piccoli eventi o micro-percorsi condivisi fra comunità dei due Paesi.

Tutte le iniziative devono integrare le tematiche trasversali del Programma:
digitalizzazione, insularità, giovani, sostenibilità, pari opportunità e non discriminazione.

Chi può partecipare

Sono ammessi organismi pubblici, enti di diritto pubblico, GECT, enti privati no-profit ed organismi internazionali con sede nell’area eleggibile.

Il partenariato deve includere almeno un soggetto italiano e uno francese, fino a un massimo di 5 partner. Gli organismi privati devono esistere da almeno tre anni ed essere iscritti in registri nazionali riconosciuti (es. RUNTS o RNA).

Dotazione finanziaria e budget dei progetti

Il bando mette a disposizione 3,57 milioni di euro (FESR + contropartite nazionali).
Ogni progetto deve avere un budget complessivo tra 100.000 e 160.000 euro, con massimale di 50.000 euro per partner e un minimo di 20.000. Il cofinanziamento è composto per l’80% da risorse FESR e per il 20% da contropartite nazionali.

Il termine per la presentazione di progetti è fissato entro e non oltre le ore 12:00:00 del 20/04/2026

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Il confronto tra Parlamento europeo e Commissione si è intensificato nelle ultime settimane in merito alla proposta di bilancio pluriennale 2028–2034, che prevede un ammontare complessivo prossimo ai 2.000 miliardi di euro. Diversi gruppi politici dell’Eurocamera hanno evidenziato criticità legate alla struttura del piano e al nuovo sistema di gestione dei fondi.

Richiesta di revisione da parte dei gruppi parlamentari

PPE, S&D, Renew Europe e Verdi/ALE hanno trasmesso alla Presidente della Commissione una lettera congiunta nella quale sollecitano una revisione approfondita della proposta. Le richieste principali riguardano:

Le principali richieste includono:

  • Revisione del sistema di allocazione delle risorse: Aggiornare le modalità con cui i fondi vengono assegnati agli Stati membri.
  • Mantenimento della distinzione tra fondi: Conservare la separazione tra le risorse destinate all’agricoltura e quelle per la coesione.
  • Ruolo rafforzato per il Parlamento Europeo: Assicurare una partecipazione più incisiva del Parlamento europeo nel processo negoziale.

I gruppi firmatari esprimono particolare preoccupazione per l’introduzione dei nuovi Piani di partenariato nazionali e regionali, ai quali verrebbe destinata quasi metà della dotazione complessiva. Tale modello, secondo i deputati, rischierebbe di accentrare eccessivamente la gestione dei fondi presso Commissione e governi nazionali, riducendo il coinvolgimento delle regioni e dello stesso Parlamento.

Agricoltura e Coesione: L’esigenza di preservare i due Pilastri

I gruppi parlamentari si oppongono alla proposta della Commissione di accorpare i fondi agricoli e quelli di coesione in un’unica cornice finanziaria. A loro avviso, mantenere dotazioni distinte è essenziale per garantire chiarezza, prevedibilità e continuità a beneficio dei destinatari e delle autorità locali.

Secondo le prime analisi, la nuova proposta comporterebbe una riduzione in termini reali delle risorse destinate alla Politica agricola comune e alla Politica di coesione, che storicamente sono tra le voci di spesa più rilevanti del bilancio europeo.

La posizione della Commissione europea

La Commissione Europea ha ribadito la propria disponibilità al dialogo, sottolineando l’esigenza di un bilancio comunitario più flessibile, in grado di affrontare meglio crisi e priorità emergenti. L’Esecutivo ha evidenziato che l’attuale bilancio ha già vincolato oltre il 90% delle sue risorse. Pertanto, per finanziare interventi urgenti, come il sostegno all’Ucraina (tramite lo Strumento per l’Ucraina) e i prestiti SAFE per la difesa, è indispensabile ricorrere a strumenti straordinari.

 

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La Commissione europea ha presentato la “Culture Compass for Europe”, un quadro strategico pensato per guidare le politiche culturali dell’UE e posizionare la cultura al centro dello sviluppo sociale ed economico del continente.

L’iniziativa nasce in un periodo di forte trasformazione, con l’obiettivo di fare della cultura un motore di coesione, democrazia e competitività. Secondo l’ultimo Eurobarometro, l’87% dei cittadini europei considera fondamentale dare rilievo al patrimonio culturale per rafforzare il senso di appartenenza all’Europa.

Il piano affronta sfide cruciali per il settore culturale e creativo, come le condizioni lavorative precarie degli artisti, le restrizioni alla libertà artistica, le disuguaglianze nell’accesso alla cultura e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle pratiche artistiche. La “Culture Compass” definisce quattro linee strategiche: tutelare i valori europei e i diritti culturali, sostenere artisti e professionisti della cultura, usare cultura e patrimonio come leva di resilienza e competitività, e rafforzare le partnership culturali internazionali.

Tra le iniziative annunciate spiccano la Carta europea degli artisti, un Premio europeo per le arti performative, la creazione di un EU Cultural Data Hub e il lancio di una rete di Giovani Ambasciatori della Cultura. Inoltre, è previsto un aggiornamento della strategia UE sulle relazioni culturali internazionali, un piano volontario per i pass culturali nazionali e una strategia dedicata all’intelligenza artificiale applicata alla cultura.

Con questa nuova bussola strategica, la Commissione punta a consolidare la cultura come collante dell’identità europea, ponte tra le generazioni e leva di innovazione e solidarietà, rafforzando il ruolo dell’arte e del patrimonio come cuore pulsante del progetto europeo.

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