La Commissione europea ha pubblicato il bando PPPA-2026-SOCIAL-COHESION – Advancing Social Cohesion in the Face of Polarized Public Discourse, un progetto pilota volto ad affrontare la crescente polarizzazione del dibattito politico online e a rafforzare la coesione sociale e la resilienza democratica nell’Unione europea.

L’iniziativa rientra nel quadro delle azioni pilota e preparatorie e si inserisce tra le misure connesse al Democracy Shield, con l’obiettivo di sviluppare una metodologia scientificamente solida, indipendente e neutrale per l’analisi del discorso politico digitale, nel pieno rispetto della libertà di espressione e del pluralismo delle opinioni.

Il bando promuove l’impiego di strumenti digitali avanzati e soluzioni di Intelligenza Artificiale, in conformità con il GDPR, per monitorare le dinamiche di polarizzazione, individuare narrazioni divisive e analizzare le interazioni tra dimensione online e offline. Tra le attività ammissibili figurano ricerca interdisciplinare, sviluppo di strumenti di analisi e monitoraggio, elaborazione di report e dashboard, nonché la sperimentazione di strategie di mitigazione e percorsi di scambio di conoscenze a livello europeo. È inoltre prevista l’organizzazione di una conferenza paneuropea e la creazione di una European User Network per favorire il confronto tra stakeholder e la diffusione dei risultati.

Il bando mette a disposizione un budget complessivo di 785.000 euro, con un cofinanziamento europeo fino all’85%, e prevede il finanziamento di un unico progetto della durata indicativa di 15 mesi.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 31 marzo 2026.

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La Commissione europea ha adottato la relazione di valutazione dedicata ai primi dieci anni di Europa Creativa, il principale programma dell’Unione a sostegno dei settori culturali e creativi. Il documento comprende sia la valutazione finale del periodo 2014–2020 sia la valutazione intermedia dell’attuale programmazione, offrendo un quadro complessivo dei risultati raggiunti e delle prospettive future.

Dall’analisi emerge un contributo significativo alla tutela della diversità culturale europea e al rafforzamento della competitività dell’industria audiovisiva, in particolare attraverso il filone MEDIA. I dati indicano che film e serie sostenuti dal programma hanno beneficiato di una circolazione transnazionale nettamente superiore rispetto alle opere non finanziate, con una maggiore presenza nelle trasmissioni televisive, nelle sale cinematografiche e sulle piattaforme di streaming.

Il rapporto evidenzia inoltre un deciso impulso alla cooperazione europea, con un incremento delle coproduzioni e un coinvolgimento più ampio dei Paesi con minore capacità produttiva nel settore audiovisivo. Le opere sostenute hanno ottenuto anche un rilevante riconoscimento internazionale, testimoniato da numerose candidature e premi nei principali festival e concorsi.

Tra gli elementi di maggiore impatto figura il rafforzamento degli strumenti finanziari a favore delle imprese culturali e creative, che hanno facilitato l’accesso al credito, mobilitato consistenti investimenti privati e aperto la strada a nuovi strumenti di equity per l’audiovisivo. A partire dal 2021, il programma ha ampliato il proprio raggio d’azione sostenendo anche iniziative nel settore dei media e dell’informazione, con l’obiettivo di promuovere indipendenza, pluralismo e alfabetizzazione mediatica.

Guardando avanti, la valutazione sottolinea la necessità di adattare costantemente il sostegno europeo ai profondi cambiamenti tecnologici, di mercato e geopolitici in atto, confermando il ruolo strategico di Europa Creativa nel panorama culturale europeo e la sua centralità nel rafforzare un ecosistema creativo competitivo e resiliente.

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La Commissione europea, attraverso la European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency (CINEA), ha pubblicato il bando CEF-E-2026-CBRENEW – Cross-border Renewable Energy Projects nell’ambito del programma Connecting Europe Facility – Energy.

L’iniziativa punta a rafforzare la cooperazione energetica tra Stati membri sostenendo progetti congiunti nel settore delle energie rinnovabili, contribuendo agli obiettivi del Green Deal europeo, di REPowerEU e al rafforzamento della sicurezza energetica dell’Unione.

Il bando si rivolge esclusivamente a progetti che abbiano già ottenuto lo status ufficiale di CB RES (Cross-border Renewable Energy Project), riconosciuto dalla Commissione europea.

La call si articola in due linee di finanziamento. La prima, “CEF-E-2026-CBRENEW – STUDIES”, sostiene le attività preparatorie necessarie a portare i progetti a un livello avanzato di maturità tecnica e finanziaria. Sono ammissibili studi di fattibilità, progettazione tecnica, valutazioni di impatto ambientale, indagini geofisiche, modelli finanziari, preparazione delle procedure di appalto e attività di ingegneria, con l’obiettivo di rendere l’iniziativa pronta per la fase realizzativa.

La seconda linea, “CEF-E-2026-CBRENEW – WORKS”, finanzia invece la realizzazione concreta delle infrastrutture transfrontaliere, coprendo attività di procurement, installazione di componenti e sistemi, lavori di costruzione, test e messa in esercizio. Per accedere ai finanziamenti è necessario dimostrare benefici socio-economici e ambientali significativi, un’effettiva integrazione nel sistema energetico europeo e la sostenibilità commerciale del progetto, resa possibile anche grazie al contributo europeo.

Con questa nuova call, il programma CEF Energy rafforza il sostegno a infrastrutture rinnovabili condivise, favorendo un modello energetico europeo più integrato, resiliente e sostenibile, basato sulla cooperazione tra Stati membri e sull’accelerazione della transizione verde.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 12 marzo 2026.

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Sono ufficialmente aperte le candidature per l’edizione 2026 dei REGIOSTARS Awards, il riconoscimento che valorizza i progetti di sviluppo regionale più innovativi sostenuti dai fondi della Politica di coesione europea.

Ogni anno, il premio mette in evidenza iniziative capaci di generare un impatto concreto sui territori, distinguendosi per innovazione, approcci originali e risultati tangibili. Possono candidarsi i progetti che abbiano contribuito in modo significativo alla crescita economica, sociale o ambientale della propria regione, che continuino a produrre effetti positivi anche dopo la loro conclusione e che presentino caratteristiche di replicabilità e possibilità di ampliamento.

Le candidature saranno suddivise in cinque categorie, ispirate agli obiettivi strategici della Politica di coesione europea:

  • Un’Europa intelligente e competitiva
  • Un’Europa verde
  • Un’Europa connessa
  • Un’Europa sociale e inclusiva
  • Un’Europa più vicina ai cittadini

Le proposte saranno esaminate da una giuria composta da accademici di alto profilo, che selezionerà i vincitori delle cinque categorie. La fase finale di valutazione si svolgerà a Bruxelles nell’ambito della EURegionsWeek, prevista per ottobre 2026.

Accanto al giudizio della giuria, è prevista anche una votazione pubblica online: sarà il pubblico a scegliere il proprio vincitore tra i 25 progetti finalisti.

Oltre al riconoscimento ufficiale, i progetti premiati beneficeranno di una campagna di comunicazione dedicata, volta a dare ampia visibilità ai risultati raggiunti.

Il termine ultimo per presentare la propria candidatura è fissato al 22 maggio 2026.

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La Commissione europea ha pubblicato il nuovo bando CERV-2026-GE – Call for proposals to promote gender equality, nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values (CERV), con una dotazione complessiva di 23.000.000 di euro.

L’obiettivo è sostenere progetti capaci di tradurre in azioni concrete le politiche europee sulla parità di genere, rafforzando i diritti delle donne e promuovendo un cambiamento strutturale nei contesti lavorativi, politici, economici e culturali.

Il bando si inserisce nel quadro strategico europeo delineato dalla Roadmap for Women’s Rights e dalla futura Strategia UE per la parità di genere 2026–2030, e mira a sostenere interventi che abbiano un impatto reale sull’attuazione delle direttive e delle politiche dell’Unione. I progetti finanziati dovranno andare oltre la dimensione puramente teorica o di ricerca, puntando su capacity building, strumenti operativi, formazione, campagne di sensibilizzazione e cooperazione tra attori pubblici e privati.

Il bando è articolato in quattro priorità tematiche, ciascuna con un proprio budget indicativo. La prima riguarda il work-life balance e la condivisione delle responsabilità di cura, con un’attenzione particolare alle politiche aziendali family-friendly, alla valorizzazione del lavoro di cura – spesso svolto da donne – e al coinvolgimento attivo degli uomini sia nella cura informale sia nelle professioni del care. A questa priorità sono destinati 7 milioni di euro.

La seconda priorità, con un budget di 5 milioni di euro, è dedicata alla parità salariale e all’attuazione della Direttiva sulla trasparenza retributiva. I progetti dovranno supportare datori di lavoro, parti sociali e autorità pubbliche nello sviluppo di sistemi di pay reporting, strumenti digitali, modelli di valutazione neutra delle mansioni e percorsi formativi per prevenire e contrastare le discriminazioni salariali di genere.

La terza priorità mette al centro la partecipazione e rappresentanza equilibrata di donne e uomini nei processi decisionali, sia in ambito politico sia economico. Con una dotazione di 6 milioni di euro, il bando sostiene iniziative per rafforzare la leadership femminile, promuovere mentoring e formazione per candidate ed elette, migliorare le politiche pubbliche e supportare l’attuazione della Direttiva “Women on Boards”.

Infine, la quarta priorità, finanziata con 5 milioni di euro, è dedicata al contrasto agli stereotipi di genere nei media e nella pubblicità. L’obiettivo è favorire un cambiamento culturale attraverso la formazione di professionisti del settore, lo sviluppo di codici di condotta, campagne di sensibilizzazione e iniziative che promuovano una rappresentazione non discriminatoria di donne e uomini, con particolare attenzione al ruolo dei media nel plasmare l’immaginario collettivo.

I progetti possono essere nazionali o transnazionali, anche se la Commissione incoraggia fortemente le partnership europee. Possono partecipare autorità pubbliche, organizzazioni della società civile, enti di parità, parti sociali, enti di formazione e altri stakeholder rilevanti, nel rispetto dei criteri di ammissibilità del programma CERV. Ogni proposta deve concentrarsi su una sola priorità tematica.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 28 aprile 2026.

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La Commissione europea ha aperto il bando SOCPL-2026-SOC-DIALOG – Support for Social Dialogue, un’iniziativa finanziata nell’ambito delle Social Prerogatives and Specific Competencies Lines (SOCPL) e gestita dalla DG Occupazione, Affari sociali e Inclusione.

L’obiettivo è rafforzare il dialogo sociale europeo, sostenendo la capacità delle organizzazioni rappresentative di lavoratori e datori di lavoro di affrontare le grandi trasformazioni del mercato del lavoro e contribuire in modo strutturato alle politiche sociali e occupazionali dell’Unione.

Con una dotazione complessiva di 13,25 milioni di euro, il bando intende finanziare tra 25 e 40 progetti che promuovano il dialogo sociale a livello intersettoriale e settoriale, favorendo consultazioni, negoziazioni, scambi di buone pratiche e azioni congiunte. Le proposte dovranno dimostrare una chiara dimensione europea o transnazionale, coinvolgendo partner di più Stati membri e, ove pertinente, anche dei Paesi candidati all’UE.

Le azioni sostenute si concentrano su temi strategici come lavoro di qualità, transizione giusta verso la neutralità climatica, digitalizzazione e intelligenza artificiale, carenza di competenze e riqualificazione professionale, rafforzamento della contrattazione collettiva, nuove forme di lavoro, mobilità intra-UE, parità di genere e inclusione sociale. Un’attenzione particolare è riservata ai progetti che contribuiscono all’attuazione delle raccomandazioni UE sul rafforzamento del dialogo sociale e che migliorano il coinvolgimento dei partner sociali nel Semestre europeo.

Possono candidarsi organizzazioni dei partner sociali a livello europeo, nazionale o regionale, singolarmente o in partenariato, purché sia garantito un adeguato coinvolgimento delle rappresentanze sia dei lavoratori sia dei datori di lavoro. I progetti potranno avere una durata compresa tra 12 e 36 mesi e un budget indicativo tra 150.000 e 700.000 euro, con un tasso di cofinanziamento fino al 90%, che può salire al 95% per le iniziative direttamente collegate a negoziazioni formali ai sensi dei Trattati UE.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 15 aprile 2026.

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È aperta la prima call per i Collaboration Grants del programma Culture Helps Solidarity, iniziativa sostenuta da Europa Creativa e attiva fino al 2028 con l’obiettivo di supportare operatori culturali ucraini nel mantenere viva la creatività, la coesione sociale e il dialogo comunitario durante e dopo la guerra. Il programma è attuato dalla European Cultural Foundation, in collaborazione con partner ucraini e tedeschi, e combina finanziamenti, mentoring, formazione e scambi professionali.

Il bando è dedicato a progetti di cooperazione tra organizzazioni ucraine e organizzazioni dei Paesi partecipanti a Europa Creativa, che utilizzano arte e cultura come strumenti per favorire l’accesso alla partecipazione culturale e sostenere l’integrazione di sfollati interni e rifugiati, con una particolare attenzione ai gruppi vulnerabili, come i veterani, e al benessere mentale. Vengono privilegiati i partenariati guidati da organizzazioni ucraine, attive nel Paese o in esilio, in collaborazione con partner europei, soprattutto dei Paesi confinanti.

Il fondo mette a disposizione contributi fino a 20.000 euro per partenariati composti da due organizzazioni e fino a 30.000 euro per partenariati di tre o più soggetti. I progetti selezionati potranno avere una durata massima di 12 mesi, con avvio non prima del 1° giugno 2026, e coprire una vasta gamma di costi, dalla produzione culturale alla comunicazione, dai compensi professionali alle spese di viaggio e gestione, nel rispetto dei criteri di proporzionalità e coerenza del budget. Il cofinanziamento non è obbligatorio, ma è raccomandato che il contributo copra al massimo l’80% dei costi complessivi.

Oltre al sostegno economico, i partenariati beneficiari accederanno a un pacchetto obbligatorio di supporto non finanziario, che include mentoring individuale, webinar, community call online e almeno un incontro di networking in presenza, rafforzando così le competenze organizzative e il dialogo interculturale a livello europeo.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 31 marzo 2026, mentre il 19 febbraio 2026 è previsto un evento online di matchmaking e informazione, pensato per facilitare l’incontro tra potenziali partner e la costruzione di proposte congiunte. Attraverso questa call, Culture Helps Solidarity intende contribuire allo sviluppo di relazioni culturali durature tra Ucraina ed Europa, promuovendo una cultura della solidarietà come elemento chiave del futuro europeo del Paese.

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La Commissione europea ha reso disponibili i nuovi programmi di lavoro di Horizon Europe per il periodo 2026-2027, offrendo un quadro aggiornato delle opportunità di finanziamento per ricerca e innovazione rivolte a università, centri di ricerca, imprese, enti pubblici e organizzazioni della società civile. I documenti rappresentano uno strumento centrale per orientarsi tra bandi, topic e priorità strategiche del programma.

I work programmes coprono l’intera architettura di Horizon Europe, includendo l’introduzione generale, le Marie Skłodowska-Curie Actions, le infrastrutture di ricerca, i cluster tematici, gli ecosistemi europei dell’innovazione, le azioni WIDERA per l’ampliamento della partecipazione, le Missioni dell’UE e il New European Bauhaus. Insieme, questi documenti definiscono gli ambiti su cui l’Unione europea intende concentrare investimenti e azioni nei prossimi due anni.

Il ruolo dei programmi di lavoro è cruciale perché traducono le priorità politiche europee in opportunità concrete di finanziamento, specificando obiettivi, risultati attesi e tipologie di azioni finanziabili. Attraverso i bandi previsti, Horizon Europe continua a sostenere progetti in settori chiave come salute, transizione verde, digitale, energia, mobilità, sicurezza e competitività industriale, con un forte accento sull’impatto e sulla collaborazione internazionale.

Rimangono inoltre consultabili i programmi di lavoro precedenti, che consentono di monitorare l’evoluzione delle priorità e di prepararsi in modo strategico alle nuove call. La definizione dei work programmes si inserisce in un processo che ha coinvolto anche consultazioni con la comunità europea della ricerca e dell’innovazione, rafforzando l’allineamento tra bisogni reali e strumenti di finanziamento.

Nel contesto di Horizon Europe 2021-2027, e in vista delle future prospettive oltre il 2027, la pubblicazione dei nuovi programmi di lavoro rappresenta un passaggio fondamentale per chi intende sviluppare progetti competitivi, pianificare partenariati e contribuire agli obiettivi strategici dell’Unione europea.

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La Commissione europea ha pubblicato il nuovo bando Networks of Towns, nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values (CERV), con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione dei cittadini alla vita democratica dell’Unione attraverso la creazione e il consolidamento di reti transnazionali di città.

Il bando sostiene progetti capaci di promuovere scambi tra cittadini di diversi Paesi, favorire il senso di appartenenza europea e sviluppare una cooperazione duratura tra autorità locali e organizzazioni della società civile.

Con una dotazione complessiva di 12 milioni di euro, l’iniziativa punta a sostenere reti di comuni e autorità locali che intendano lavorare insieme su temi di interesse comune legati ai valori dell’UE, ai diritti fondamentali e alla democrazia partecipativa. I progetti dovranno adottare un approccio inclusivo e dal basso, valorizzando il coinvolgimento diretto dei cittadini – in particolare giovani, gruppi sottorappresentati e comunità a rischio di discriminazione – nei processi decisionali a livello locale, nazionale ed europeo.

Il bando incoraggia interventi che promuovano la cittadinanza europea, la diversità, la parità di genere, la lotta a discriminazione, odio e polarizzazione, nonché la prevenzione della violenza e l’inclusione sociale. Particolare attenzione è riservata all’uso di strumenti innovativi e digitali per il coinvolgimento civico e al ruolo delle attività culturali come leva per rafforzare la partecipazione democratica, anche in linea con l’iniziativa del New European Bauhaus.

Le attività finanziabili includono workshop, seminari, conferenze, incontri tra esperti, eventi pubblici, percorsi formativi, campagne di sensibilizzazione e scambi di buone pratiche tra autorità pubbliche e organizzazioni della società civile.

I progetti dovranno essere realizzati da consorzi di almeno quattro partner provenienti da quattro Paesi diversi, di cui almeno due Stati membri dell’UE, e avere una durata compresa tra 12 e 24 mesi. Il contributo minimo richiedibile è pari a 100.000 euro, senza un tetto massimo prefissato.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 16 aprile 2026.

Scopri i dettagli sul portale Funding & Tenders della Commissione.

È aperto fino al 16 marzo 2026 il nuovo Call for Residency Hosts 2025–2026 di Culture Moves Europe, il programma di mobilità culturale finanziato da Europa Creativa e implementato dal Goethe-Institut.

Il bando è rivolto a enti giuridici che desiderano ospitare residenze artistiche accogliendo artisti e professionisti della cultura provenienti da altri Paesi partecipanti al programma Creative Europe.

L’iniziativa sostiene la creazione di ecosistemi culturali più connessi, inclusivi e sostenibili, incoraggiando collaborazioni transnazionali e interdisciplinari. Le residenze possono coinvolgere da 1 a 5 artisti e avere una durata compresa tra 21 e 90 giorni, da realizzarsi in un unico periodo continuativo tra l’8 giugno 2026 e il 7 giugno 2027, nel Paese in cui l’ente ospitante è legalmente registrato.

Possono candidarsi organizzazioni non profit, ONG, enti pubblici, fondazioni, imprese culturali e liberi professionisti, purché attivi in uno dei settori supportati dal programma: architettura, patrimonio culturale, design e fashion design, letteratura, musica, arti performative e arti visive. Gli enti devono dimostrare di avere strutture, competenze e risorse adeguate per ospitare la residenza, garantendo spazi di lavoro, alloggio, tutoraggio artistico e condizioni di lavoro dignitose per i partecipanti.

Ogni progetto di residenza deve perseguire almeno due obiettivi strategici tra esplorazione, creazione, connessione, apprendimento e trasformazione. In particolare, i progetti orientati alla trasformazione sociale sono chiamati ad allinearsi ai valori del New European Bauhaus, integrando sostenibilità ambientale, inclusione e qualità estetica.

Il sostegno finanziario è erogato sotto forma di contributo forfettario, calcolato in base alla durata della residenza, al numero di artisti ospitati e ad eventuali maggiorazioni. Il contributo include una indennità di ospitalità per l’ente, una diaria giornaliera per gli artisti, un rimborso viaggio e possibili top-up per mobilità green, visti, famiglie con figli, territori ultraperiferici e bisogni di accessibilità. Il finanziamento massimo può arrivare fino a 55.000 euro, estendibili a 60.000 euro in presenza di misure di accessibilità.

La procedura di selezione si articola in due fasi. Nella prima, gli enti presentano il progetto di residenza; i risultati saranno comunicati entro il 5 maggio 2026. I soggetti selezionati accedono poi alla seconda fase, dedicata alla scelta degli artisti e alla compilazione della Residency Info Card, necessaria per la conferma definitiva del contributo e la firma dell’accordo di sovvenzione.

Con questo bando, Culture Moves Europe rafforza il proprio impegno a favore della mobilità artistica, della diversità culturale e della cooperazione europea, offrendo agli enti culturali un’occasione concreta per aprirsi a nuove reti, sperimentazioni e pratiche creative condivise.

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