Il quarto bando per le Azioni Innovative della European Urban Initiative (EUI) sarà lanciato all’inizio del 2026 e metterà a disposizione 60 milioni di euro FESR per sostenere sperimentazioni urbane ad alto tasso di innovazione.
L’obiettivo è permettere alle città di testare soluzioni creative e audaci in condizioni reali, superando il limite delle risorse locali e dei rischi che spesso bloccano le idee più ambiziose. La logica del programma è chiara: favorire il ruolo delle città come luoghi di innovazione, dove nuovi prodotti, servizi o processi possano essere provati sul campo per poi diventare modelli replicabili altrove.
La call sarà aperta a tutte le autorità urbane degli Stati membri, in particolare a quelle con più di 25.000 abitanti o a gruppi di città che presentano una candidatura congiunta. La Commissione guarda con attenzione soprattutto alle città piccole e medie, a quelle con minore esperienza sui fondi europei e alle realtà dinamiche che intendono sperimentare nuove soluzioni, ma non dispongono delle risorse per farlo autonomamente. Non potranno invece partecipare le autorità già finanziate nelle tre precedenti call del programma.
Le idee progettuali dovranno essere nuove, sperimentali e capaci di andare oltre la prassi ordinaria, con un chiaro legame a una sfida urbana del territorio. Ogni proposta sarà guidata da un’autorità urbana e strutturata come un partenariato locale. Il bando punta infatti a soluzioni che migliorino l’efficacia dell’azione pubblica e che rafforzino la capacità interna di innovazione delle amministrazioni, un elemento decisivo perché i progetti pilota non restino esperimenti isolati, ma lascino competenze e modelli da riutilizzare nel lungo periodo.
Le tematiche saranno collegate alla futura Cities Agenda, prevista entro la fine del 2025, e riguarderanno settori centrali per lo sviluppo delle città europee: competitività economica, edilizia e abitazioni, ambiente e energia pulita, mobilità, digitalizzazione, inclusione sociale, sicurezza e resilienza urbana.
La durata prevista dei progetti sarà di 24 mesi, con un tetto massimo di 2 milioni di euro per ciascuna proposta e un cofinanziamento pari all’80%, a conferma della volontà di rendere la sperimentazione accessibile anche ai comuni con risorse limitate.
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