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di Barbara Grazzini e Carlos Oppe

Prima di entrare nel vivo dell’Educator’s Conference di Mombasa, vogliamo raccontare il percorso che ci ha portati fin là e ciò a cui abbiamo assistito durante la nostra permanenza. Perché quei dieci giorni in Kenya non sono stati solo un viaggio professionale. È stata un’esperienza che ci è entrata sottopelle e da allora ci è rimasta dentro.

Siamo atterrati con il nostro team e con le nostre famiglie, e ci siamo lasciati avvolgere dal Paese. Prima siamo entrati nel Parco Tsavo Est e lo Tsavo Ovest: paesaggi sconfinati, natura selvaggia, il tempo che rallenta fino ad adattarsi al ritmo della savana. Il verde intenso della boscaglia, le strade di terra rossa, un orizzonte ocra che sembrava non finire mai, cieli così azzurri che le nuvole sembravano disegnate su una tela. Tramonti come fuoco. Per qualche giorno, l’unica cosa che contava era guardare, ascoltare, respirare.

Ci siamo spostati sulla costa, nella cittadina di Watamu. Un Kenya diverso. Il caos dei mercati, tuk-tuk, moto e auto con i clacson sempre accesi, che si muovono tra mucche e capre che si nutrono di plastica e rifiuti. L’odore di terra secca, il caldo, i volti, le voci, mille dinamiche nuove da assorbire tutte in una volta. Abbiamo parlato con la gente per strada. Abbiamo scoperto che molte famiglie italiane hanno costruito negli anni legami forti con la comunità.

E poi abbiamo incontrato un maestro. Un insegnante di scuola elementare conosciuto per caso, che parlava un italiano e un inglese perfetti e che ci ha semplicemente invitati a visitare la sua scuola. Abbiamo detto di sì. Quello che abbiamo trovato era una piccola scuola di villaggio piena di bambini orfani in divise immacolate, che ci hanno accolto cantando “Jambo Bwana”, la canzone keniota di benvenuto. Ci hanno abbracciati, hanno giocato con i nostri telefoni, ci hanno raccontato le loro giornate, volevano sapere cosa avevamo portato. Le loro maestre erano attente, generose, piene di energia, determinate a dare a questi bambini un futuro.

Da lì, il nostro autista di tuk-tuk ci ha portati alla scuola di suo figlio in un’altra zona della città: una scuola pubblica con classi dall’asilo alle medie. Ormai sapevamo “Jambo Bwana” a memoria e l’abbiamo cantata insieme a ogni classe che ci accoglieva; ma fuori dal cancello, abbiamo notato tre bambini che giocavano con vecchi copertoni, sbirciando nel cortile della scuola. Non potevano entrare. Alcuni erano orfani, altri avevano famiglie che non potevano permettersi la retta annuale di 25 euro.

Quell’immagine ci è rimasta dentro. E con essa la domanda: cosa possiamo fare? Una donazione non risolve le cose. I gessetti, il materiale scolastico, i piccoli regali che avevamo portato erano una goccia nell’oceano. Non garantiscono un’istruzione per tutti, non mettono un pasto sano in ogni piatto, non costruiscono il mondo sicuro che questi bambini meritano. La risposta onesta è che non abbiamo una risposta; siamo entrati alla conferenza portando con noi quella domanda, e ciò ha cambiato il modo in cui abbiamo ascoltato tutto quello che è venuto dopo.

Poi è arrivata Mombasa, dove i clacson di tuk-tuk, moto e auto sono diventati la colonna sonora della città, tra mercati coperti e negozi che si riversano nelle strade, centinaia di persone in movimento continuo da un luogo all’altro. Era la città che ci avrebbe ospitati per i tre giorni successivi.

La Conferenza

Dal 1° al 3 maggio 2026, l’Aga Khan Academy di Mombasa — partner del progetto Just Maps guidato da GAP Spain e coordinato da InEuropa — ha ospitato l’Educator’s Conference 2026, un evento internazionale che ha riunito educatori, insegnanti e dirigenti scolastici dall’Africa e da altri continenti attorno al tema “Educating for Impact: Local Roots, Global Reach” (“Educare per generare impatto: radici locali, portata globale”). Tre giorni concepiti come un unico percorso, in cui ogni sessione si costruiva sulla precedente, intrecciando riflessioni, strumenti ed esperienze per ripensare il ruolo dell’educazione in un mondo interconnesso.

L’intervento di apertura è stato affidato alla Dott.ssa Chizoba Imoka-Ubochima dalla Nigeria, che ha parlato della storia familiare come strumento per comprendere la cultura e le radici locali — un punto di partenza che ci è sembrato profondamente giusto dopo quello che avevamo appena visto lungo la strada.

Sono seguite otto sessioni, che si sono mosse dall’identità e dalla visione del leader educativo, attraverso i valori personali e le aspirazioni professionali, fino alla dimensione globale e al ruolo che le scuole africane stanno giocando nel ridisegnare i curricula a livello mondiale. Fiducia nelle comunità, pensiero sistemico, educazione ambientale esperienziale, service learning — un quadro ricco e stratificato, tutto orientato verso la stessa idea: insegnare bene significa saper leggere il proprio contesto locale e collegarlo a orizzonti più ampi.

All’interno di questo percorso, abbiamo introdotto la metodologia LEGO® Serious Play® con due sessioni intitolate Transformative Bricks: imparare facendo, pensare con le mani prima ancora che con le parole.

Barbara di InEuropa ha condotto i workshop LSP, supportata da Carlos e dai nostri colleghi Andrea Pignatti e Juan Manuel Redondo. E qui è successa una cosa speciale: le nostre cinque figlie, tra i 16 e i 26 anni, sono venute con noi e hanno lavorato come assistenti per tutto l’evento. Si sono sedute accanto ai partecipanti, hanno supportato le attività, si sono connesse con studenti e insegnanti da tutto il mondo, hanno preso parte ad altri workshop, hanno ascoltato i dibattiti su “pensare globale, agire locale”. Sono tornate a casa con qualcosa che non avremmo potuto dare loro in nessun altro modo — amicizie, prospettive e un’esperienza di vita che resterà con loro per sempre.

Attraverso il gioco e lo storytelling visivo, i partecipanti hanno trasformato grandi idee — cittadinanza globale, sostenibilità ambientale, giustizia sociale — in modelli che si potevano toccare, condividere, indicare. Insegnanti, educatori e un gruppo di studenti dell’Aga Khan Academy hanno costruito rappresentazioni delle loro comunità, dei loro valori, delle loro sfide quotidiane e delle loro speranze. Mattoncino dopo mattoncino, sono emerse storie diverse ma profondamente connesse. Inquinamento dell’acqua, gestione dei rifiuti — con la plastica come tema ricorrente — povertà energetica, necessità di proteggere le aree verdi, ripensare la mobilità, garantire un accesso equo alla città. Gli stessi temi che avevamo visto con i nostri occhi sulla costa e per le strade di Mombasa tornavano qui, plasmati in mattoncini e colori dalle mani di chi vive la propria quotidianità in queste vivaci comunità africane.

Non si è trattato solo di un esercizio creativo. Il punto era proprio il passaggio dall’astratto al concreto: rendere idee complesse legate alla Global Citizenship Education qualcosa di tridimensionale e condivisibile. Ogni costruzione aveva un posto. Ogni storia diventava parte di una narrazione collettiva.

I due workshop si sono svolti il 1° e il 2 maggio con circa 78 partecipanti suddivisi in piccoli gruppi di lavoro. La dinamica ha spinto le persone oltre la riflessione individuale: pezzi separati, messi insieme, hanno cominciato ad assomigliare a una visione condivisa di ciò che una comunità può essere.

Ciò che ci è rimasto, al di là dei modelli sui tavoli, è stato esattamente questo: la possibilità di vedere e toccare come le realtà locali possano dialogare con le sfide globali. Uno scambio sincero tra educatori provenienti per lo più dall’Africa, tutti con la stessa domanda: come educhiamo oggi, tenendo a mente il domani?

Oltre ai workshop

La conferenza ci ha dato spazio anche per qualcos’altro. Noi due, coordinatori del progetto europeo Just Maps, abbiamo incontrato i ventuno studenti del gruppo Just Mappers dell’Aga Khan Academy per rivedere le loro ricerche. Questi ragazzi stanno mappando alcune zone della loro città per individuare sfide e opportunità e trasformarle in proposte concrete da portare al governo locale e agli stakeholder. Il loro focus è la sostenibilità ambientale e stanno lavorando su tre questioni: le migliaia di tuk-tuk che intasano il traffico cittadino e aumentano l’inquinamento, che potrebbero essere convertiti all’elettrico; lo spreco alimentare prodotto dai ristoranti locali, dove un intervento reale è possibile; e l’espansione della piantumazione di mangrovie nelle aree verdi e umide della città — piante che purificano l’aria e tengono fisicamente insieme la linea costiera, proteggendola dall’erosione.

Tre proposte, diverse per portata, ma costruite tutte sulla stessa logica: partire da ciò che si conosce e si vive ogni giorno e immaginare soluzioni reali a partire da lì.

L’energia di questi giovani Just Mappers era contagiosa. Nove di loro voleranno a Saragozza nell’ottobre 2026 per l’incontro transnazionale del progetto, dove studenti da Kenya, Italia, Spagna, Irlanda e Polonia condivideranno il loro lavoro di mappatura e costruiranno insieme visioni per città più giuste e sostenibili. Mesi di ricerca locale che si trasformeranno in una conversazione globale.

Per chiudere i tre giorni, Carlos di GAP Spain è entrato in scena come giudice di un vivace dibattito: “L’educazione non riguarda più l’intelligenza; riguarda chi sa usare meglio l’IA”. Quattro studenti a favore della mozione, quattro insegnanti contro. Gli studenti sono stati così brillanti e convincenti che i quattro giudici hanno assegnato loro la vittoria all’unanimità. Un finale all’altezza di una conferenza che ha messo al centro non solo la conoscenza, ma la capacità di agire, di stare insieme e di cambiare le cose.

Siamo tornati a casa con i mattoncini riposti in valigia, le canzoni di quei bambini ancora nelle orecchie e la stessa domanda con cui eravamo entrati — cosa possiamo fare?  Non abbiamo una risposta netta, ma abbiamo un’idea più chiara di dove cominciare: dal locale, dalle relazioni, dalle mani che costruiscono. E dalla prossima generazione, la nostra e la loro, che già sa che pensare globale e agire locale non è uno slogan. È l’unica strada da percorrere.

Il 10 e l’11 aprile scorsi, l’Istituto Comprensivo Umberto I di Lanciano ha ospitato un’intensa sessione di laboratori creativi che ha visto protagonisti 184 studenti e 9 insegnanti. Sotto la guida dei facilitatori Barbara Grazzini e Andrea Pignatti di InEuropa, dieci classi – ripartite tra le prime della secondaria Umberto I e le primarie dei plessi Principe di Piemonte e Rocco Carabba – hanno sperimentato un modo innovativo di osservare e ripensare il proprio territorio. Questa iniziativa rappresenta un nuovo traguardo in una collaborazione storica che dura ormai dal 2015, nata grazie all’impegno della professoressa Rosato e cresciuta nel tempo attraverso progetti internazionali come Waterexplorer e Just Action, fino all’attuale ruolo dell’IC Umberto I come partner ufficiale di Just Maps, progetto europeo su educazione alla cittadinanza globale ideata e coordinata proprio da InEuropa.

L’adozione della metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® ha permesso di trasformare il concetto di mappatura partecipativa in un’azione fisica e tridimensionale. Attraverso la costruzione di modelli con i mattoncini, ogni studente ha avuto l’opportunità di dare forma alla propria percezione degli spazi quotidiani, rendendo visibili idee che spesso faticano a trovare espressione solo con le parole. Nonostante i tempi ristretti e la numerosa partecipazione, l’entusiasmo ha contagiato anche il corpo docente, partecipe di un processo in cui la prospettiva del singolo è diventata valore collettivo per la creazione di mappe 3D. Le narrazioni emerse dai modelli hanno messo a nudo le criticità delle aree analizzate, come la scarsità di zone verdi, l’accessibilità ridotta, i rifiuti e il peso del traffico urbano, ma hanno anche saputo celebrare la ricchezza delle relazioni umane. Tra i mattoncini sono apparsi i racconti di persone che osservano il mondo dalle finestre, con gesti quotidiani come lo scuotere i panni, l’importanza dell’acqua e del verde, il valore dei collaboratori scolastici, la centralità della maestra e l’importanza di strumenti quotidiani come una penna o un banco, visti come cardini della vita scolastica.

L’efficacia del metodo si è manifestata nella capacità di coinvolgere attivamente ogni partecipante, garantendo a tutti lo spazio per contribuire e condividere. Gli insegnanti hanno evidenziato come questa esperienza abbia permesso di scoprire lati inediti della personalità degli alunni, facendo emergere in appena un’ora di workshop emozioni, timori e punti di forza individuali che spesso restano sommersi. Oltre all’aspetto pedagogico, l’attività ha confermato la potenza del “gioco serio” nel creare scenari condivisi e stimolanti, dove l’inclusione diventa una pratica naturale. Questo percorso a Lanciano si inserisce in una più ampia fase pilota che vedrà il suo culmine a ottobre 2026. In quell’occasione, a Saragozza, gli studenti dei cinque paesi partner – Italia, Spagna, Irlanda, Polonia e Kenya – si riuniranno per tre giorni di laboratorio intensivo coordinato da InEuropa, pronti a presentare le loro mappe e proposte concrete alle amministrazioni locali, trasformando l’osservazione dei ragazzi in un vero motore di cambiamento per l’intera comunità.

In un mondo aziendale sempre più complesso, le parole a volte non bastano per allineare visioni e persone. Per questo InEuropa ha scelto di portare il metodo LEGO® Serious Play® (LSP) all’interno di realtà industriali d’eccellenza, trasformando il gioco in uno strumento strategico di analisi e coesione.

Recentemente, abbiamo guidato due percorsi intensi presso un importante gruppo ceramico e una primaria azienda leader nel settore dei trasporti, dimostrando come la “conoscenza nelle mani” possa sbloccare soluzioni inedite.

Ceramica: un’Identità Condivisa in una Giornata

Presso un’importante azienda del settore ceramico, il focus è stato concentrato sulla Core Identity aziendale. In una singola, intensa giornata di lavoro, i partecipanti hanno utilizzato i mattoncini per dare forma ai valori profondi del Gruppo.

L’obiettivo è stato quello di fare emergere la percezione individuale del brand e fonderla in un modello collettivo che ha permesso di rafforzare il senso di appartenenza e di rendere tangibili i valori aziendali.

Settore Trasporti: tre Giorni tra Strategia e Resilienza

Per una grande realtà nel settore della logistica e dei trasporti, abbiamo invece strutturato un intervento di tre giorni, un vero e proprio “stress-test” sistemico dell’organizzazione.

Dopo aver definito l’identità del team, il lavoro si è spostato sulla costruzione sul concetto di Azienda.

La fase più sfidante è stata l’analisi delle problematiche interne ed esterne (cambiamenti normativi, fluttuazioni del mercato, criticità logistiche). Attraverso la simulazione di scenari dinamici, il team ha potuto riflettere su dove e come poter agire.

Due esperienze presso aziende leader in Emilia-Romagna che hanno apprezzato il percorso fatto da InEuropa.

Con la metodologia LEGO® Serious Play®, InEuropa continua a supportare le aziende non solo nel fare “squadra”, ma nel costruire sistemi capaci di navigare la complessità del mercato moderno con consapevolezza e agilità.

Due giornate intense e piene di entusiasmo e partecipazione hanno visto 27 tra insegnanti ed educatori dell’IC Leopardi di Castelnuovo Rangone lavorare e costruire insieme per individuare e condividere strategie di comunicazione efficaci e di partecipazione attiva di tutto il personale della scuola, al fine di incentivare la collaborazione interna ed esterna e favorire il benessere di tutti gli attori all’interno di ogni ordine, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, passando dalla primaria.

Facilitata da Barbara Grazzini e Andrea Pignatti attraverso la metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®, l’esperienza ha permesso ad ogni partecipante di aprirsi, condividere i propri obiettivi e di esprimere le proprie opinioni e idee in modo creativo e concreto in un’atmosfera serena e divertente, portando utili spunti per costruire insieme una scuola migliore, organizzata, incentivante e motivante, che possa affrontare le sfide quotidiane in modo condiviso e partecipato da tutti.

Da gennaio a maggio InEuropa ha promosso un ciclo di laboratori rivolti a bambine e bambini tra gli 8 e 11 anni presso le scuole primarie Anna Frank di Montale e Don Milani di Castelnuovo Rangone dell’l’Istituto Comprensivo Giacomo Leopardi. Il ciclo di laboratori rientra nell’ambito del progetto “Esperti in didattica Indoor e Outdoor con Lego Serious Play” realizzato dall’Istituto Comprensivo G. Leopardi di Castelnuovo Rangone stesso – finanziato dal PNRR Missione 4: Istruzione e Ricerca – Componente 1 Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione – Investimento 3.1 Nuove competenze e nuovi linguaggi nell’ambito della Missione 4.

All’interno del progetto sono stati realizzati 20 laboratori prevalentemente incentrati sulla metodologia Lego® Serious Play® (LSP), che hanno visto la partecipazione di oltre 45 alunni e alunne. Gli incontri sono stati condotti da Barbara Grazzini e Andrea Pignatti supportati dallo staff di InEuropa, i quali hanno accompagnato i partecipanti in un percorso esperienziale volto a esplorare i propri valori e il significato del lavoro di squadra. Durante i workshop è stato dato rilievo al concetto di collaborazione, intesa come strumento per affrontare insieme — in modo creativo e partecipativo — i temi legati alla cittadinanza attiva e globale.

Attraverso la metodologia LSP gli studenti e le studentesse hanno imparato a conoscersi tra di loro e a dare un significato ai valori che li uniscono, dando forma concreta a concetti come il rispetto, la collaborazione, l’ascolto e la responsabilità. Tramite il gioco, ogni costruzione è diventata l’occasione per condividere esperienze, esprimere emozioni e riflettere sul significato di essere parte di una comunità.

L’attività è stata arricchita da esercizi di team building e momenti di riflessione ispirati al progetto Just Action, finanziato dal programma europeo Erasmus Plus, grazie al quale InEuropa ha messo a disposizione degli insegnanti materiali educativi gratuiti e replicabili.

L’entusiasmo e il coinvolgimento degli insegnanti hanno confermato il valore di questo approccio ludico-educativo, capace di affrontare temi complessi in modo accessibile e coinvolgente.

Progetto: BufalEU: contrastare le fake news sull’Europa con la tecnologia e il gioco

Finanziato nell’ambito di: Bando per la promozione della cittadinanza europea 2024

Soggetto attuatore: Fondazione Collegio San Carlo (Modena)

Periodo: ottobre-dicembre 2024

Obiettivo del progetto: facilitare la mobilitazione degli studenti universitari sul tema del contrasto alle fake news, un tema cruciale per salvaguardare il diritto all’informazione e garantire il corretto funzionamento di una società democratica, in un contesto storico caratterizzato da forti tensioni e crescente disorientamento.

Numero workshop LEGO® SERIOUS PLAY®: 6 per oltre 40 studenti coinvolti

L’utilizzo della metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® con studenti e studentesse universitari ha avuto l’obiettivo di affrontare il tema della disinformazione attraverso il gioco, creando un ambiente in cui i partecipanti potessero esprimersi liberamente, senza timore di giudizio. Il focus è stato sul contrasto alle fake news riguardanti l’Unione Europea, un tema su cui gli studenti si sono confrontati, creando un modello condiviso che illustrerà come le notizie errate sono state analizzate e corrette.

Si è concluso con successo il primo ciclo di laboratori destinati a studenti dagli 8 agli 11 anni della scuola primaria Anna Frank di Montale, dell’Istituto Comprensivo “Giacomo Leopardi” di Castelnuovo Rangone.

I 9 laboratori, condotti da Barbara Grazzini e Andrea Pignatti, hanno permesso ai bambini e alle bambine di mettersi in gioco per identificare e riflettere sui propri valori e sui valori del gruppo, affrontando tematiche legate alla cittadinanza globale, attraverso l’utilizzo e l’adattamento della metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®

I mattoncini lego hanno stimolato la creatività, la libertà di esprimere le proprie idee e le proprie emozioni in modo partecipativo al 100%, hanno inoltre aiutato a capire il valore di ogni individuo ed il valore aggiunto della condivisione e del lavoro di squadra avendo l’opportunità di attivare il pensiero critico del gruppo e sviluppare un approccio al problem solving. Il metodo LEGO® SERIOUS PLAY® è stato combinato con attività di team building e riflessione che InEuropa stessa ha prodotto in particolare nell’ambito del progetto europeo Just Action, a disposizione gratuitamente di ogni insegnante sul portale del progetto.

Il successo di questa iniziativa confermato dalle insegnanti che hanno seguito con attenzione ogni singolo incontro, sottolinea l’efficacia dell’uso di strumenti ludico-educativi per affrontare tematiche di grande rilevanza sociale e formativa. L’auspicio è che progetti simili possano essere estesi e replicati, contribuendo alla crescita consapevole delle nuove generazioni.

A marzo è prevista la continuazione del percorso con il secondo ciclo di laboratori, che coinvolgeranno gli studenti della scuola primaria Don Milani, ampliando così l’impatto di questa esperienza educativa.

Il 10 dicembre si è svolto l’evento conclusivo del progetto BufalEU, promosso dalla Fondazione Collegio San Carlo di Modena e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna.

Il progetto, nato dall’esigenza di sviluppare una maggiore consapevolezza sulle modalità di diffusione delle fake news e sugli strumenti per contrastarle, ha proposto una metodologia innovativa che, attraverso workshop e attività laboratoriali basati sul modello LEGO® SERIOUS PLAY®, ha favorito lo sviluppo di competenze critiche e di cittadinanza attiva tra gli studenti del Collegio.

Grazie ai workshop, gestiti dai formatori di InEuropa, i ragazzi hanno potuto avere un’idea più chiara delle fake news e dei meccanismi che vi sono alla base, soprattutto al fine di poter reagire alla loro diffusione e generazione.

Inoltre, il progetto ha rappresentato anche un momento di riflessione sull’impatto che le fake news possono avere all’interno dell’Unione Europea e su cosa sta facendo la Commissione in una logica di politiche e di interventi diretti.

L’evento conclusivo, svoltosi presso il Teatro della Fondazione Collegio San Carlo, ha rappresentato un momento di sintesi dei risultati ottenuti e insieme un’occasione di approfondimento sul rapporto tra informazione, tecnologia e cittadinanza europea, in linea con gli obiettivi strategici individuati dal bando regionale “Europa delle cittadine e dei cittadini” e con la Strategia regionale Agenda 2030.

Si è concluso il 5 dicembre a Modena presso la Polisportiva di Modena Est, il Progetto PARTECIPA relativo alla riqualificazione del Parco del Laghetto di Modena Est, sostenuto dal Comune di Modena.

Il progetto è stato coordinato dalla cooperativa Coopattiva in partnership con l’associazione Pianeta, la Polisportiva di Modena Est, il Comitato dei Cittadini di Modena Est.

InEuropa ha seguito il progetto fin dalla fase di elaborazione e candidatura ed è stata coinvolta nella implementazione dello stesso seguendo tutte le fasi e gestendo l’indagine mirata a raccogliere i punti di vista e le proposte dei cittadini e degli stakeholder locali, ricoprendo un ruolo importante di supporto ed implementazione del percorso partecipativo.

La serata ha visto la partecipazione del Comune di Modena nella presenza dell’Assessore ai Lavori pubblici, Edilizia, Infrastrutture e Reti, Mobilità, Sicurezza del Territorio Giulio Guerzoni che ha raccontato gli interventi svolti presso il Parco e altre iniziative che verranno realizzate in futuro. Oltre ai saluti dei membri del partenariato, è stato presentato un video dell’intera esperienza.

Infine, InEuropa ha illustrato tutte le tappe del percorso partecipativo che ha coordinato a partire dall’inaugurazione del progetto il 4 Marzo, sino alla chiusura del progetto. Si è trattato di un percorso che ha visto coinvolti cittadini, bambini/e, ragazzi/e e gli stakeholder della zona attraverso varie modalità di coinvolgimento quali questionari, world caffè e laboratori con LEGO® SERIOUS PLAY®.

Sono state coinvolte oltre 200 persone che hanno permesso di elaborare e proporre una serie di raccomandazioni relative alla governance, alle infrastrutture, alle attività e alla comunicazione da implementare presso il Parco del Laghetto utili a legittimare le azioni proposte e ad accompagnare il Comune di Modena nella sfida di riqualificazione dell’area per il futuro.

 

Martedì 26 novembre, a Ravenna, si sono svolti due workshop nell’ambito di Europe Game, un progetto del Centro Europe Direct della Romagna e del Comune di Ravenna per scoprire l’Unione europea, i diritti fondamentali garantiti dall’UE e il Green deal europeo, cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

In particolare, i due laboratori, destinati ad adolescenti e adulti, hanno fatto parte dell’iniziativa Bricks4rights. I workshop sono stati svolti con la metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® (LSP) da Barbara Grazzini e Andrea Pignatti (facilitatori certificati sul LEGO® SERIOUS PLAY®), che hanno garantito la corretta esecuzione, e quindi efficacia, del percorso.

LEGO® SERIOUS PLAY® è una metodologia di facilitazione orientata al confronto in contesti di collaborazione, dove i mattoncini LEGO sono impiegati come strumento rappresentativo e metaforico al fine di stimolare una riflessione su un tema comune.

I laboratori sono stati impostati attraverso un percorso di domande rispetto ai valori dell’UE: i partecipanti hanno fornito le risposte attraverso la composizione di modelli LEGO da loro stessi creati. In seguito, durante i laboratori, sono state realizzate interviste e riprese ai modelli realizzati così da restituire l’esperienza.

Bricks4Rights ha permesso ai ragazzi e agli adulti di esprimersi liberamente, senza paura di essere giudicati, in un contesto aperto, sereno, rilassato e divertente, ma soprattutto rispettoso delle opinioni altrui. Attraverso i workshop non è stato raggiunto solo lo scopo di aumentare la consapevolezza verso i valori e diritti europei, ma anche quello (non meno importante) di far emergere sentimenti, passioni, pensieri.

Per conoscere ulteriori eventi del progetto Europe Game, collegati qui.