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La Commissione europea ha aperto il bando EU Award for Gender Equality Champions 2026, l’iniziativa di Horizon Europe che premia le organizzazioni accademiche e di ricerca maggiormente impegnate nella promozione dell’uguaglianza di genere attraverso l’attuazione di efficaci Piani per l’Uguaglianza di Genere (Gender Equality Plans – GEP).

L’iniziativa, finanziata nell’ambito del programma Widening Participation and Strengthening the European Research Area (WIDERA), punta a valorizzare le istituzioni che contribuiscono a realizzare cambiamenti strutturali e culturali in favore di ambienti di ricerca più equi, inclusivi e sicuri, in linea con gli obiettivi dello Spazio Europeo della Ricerca.

L’edizione 2026 mette a disposizione una dotazione complessiva di 400.000 euro, suddivisa in quattro premi da 100.000 euro. I riconoscimenti saranno assegnati nelle categorie Sustainable Gender Equality Champions, dedicata alle organizzazioni con risultati consolidati nel tempo, Newcomer Gender Equality Champions, rivolta agli enti che hanno recentemente completato il primo Piano per l’Uguaglianza di Genere, e Inclusive Gender Equality Champions, destinata alle realtà che adottano approcci innovativi all’inclusione integrando la dimensione di genere con altri fattori quali origine etnica, disabilità, orientamento sessuale e identità di genere.

Possono candidarsi enti pubblici e privati, università e organizzazioni di ricerca con sede negli Stati membri dell’Unione europea, nei Paesi associati a Horizon Europe e nei Paesi candidati all’adesione. Le candidature dovranno basarsi su un Gender Equality Plan conforme ai requisiti previsti dal programma, comprensivo di pubblicazione ufficiale, risorse dedicate, attività di monitoraggio e formazione.

La valutazione terrà conto dell’impatto delle azioni realizzate, della sostenibilità dei risultati, del coinvolgimento degli stakeholder, della diffusione delle buone pratiche e della capacità di sviluppare approcci innovativi contro le discriminazioni, con particolare attenzione alla dimensione intersezionale dell’inclusione.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 29 settembre 2026.

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La Commissione europea ha presentato la nuova Strategia per la Parità di Genere 2026–2030, un piano ambizioso che mira a integrare l’uguaglianza tra donne e uomini in tutti gli ambiti della vita, dall’istruzione alla sanità, dal lavoro alla partecipazione pubblica, sia online che offline. Un approccio trasversale che tiene conto anche delle nuove minacce emergenti, come la violenza digitale e i rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale, che colpiscono in modo sproporzionato le donne.

Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, la parità resta lontana: secondo le stime dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, ai ritmi attuali sarebbero necessari circa 50 anni per raggiungere una piena uguaglianza nell’Unione europea. Persistono inoltre forti divari tra Stati membri, che rendono necessario un rafforzamento delle politiche comuni.

La nuova Strategia traduce in azioni concrete gli obiettivi della Roadmap per i diritti delle donne, approvata nel 2025, puntando su quattro direttrici chiave: empowerment di donne e ragazze, coinvolgimento attivo di uomini e ragazzi, difesa dei diritti fondamentali e accelerazione del cambiamento verso una società realmente equa.

Il piano si inserisce nel solco delle importanti normative adottate nel periodo 2020–2025, tra cui quelle su violenza contro le donne, trasparenza salariale, equilibrio di genere nei consigli di amministrazione e work-life balance, rafforzandone ora l’attuazione e ampliandone la portata.

Per i prossimi cinque anni, la Commissione prevede una serie di interventi mirati. In primo luogo, sarà intensificata la lotta alla violenza di genere, con particolare attenzione alla dimensione digitale: tra le misure previste figurano azioni contro fenomeni come deepfake e deepnude a sfondo sessuale, oltre a un rafforzamento della protezione online attraverso il dialogo con le grandi piattaforme digitali, nel quadro del Digital Services Act.

Un altro pilastro riguarda il coinvolgimento di uomini e ragazzi, considerati attori fondamentali del cambiamento. La Strategia punta a contrastare la disinformazione e la manipolazione online che alimentano polarizzazioni di genere, soprattutto tra i giovani, e prevede studi e iniziative per promuovere una cultura più inclusiva.

Grande novità è l’inclusione della salute come ambito prioritario, per la prima volta trattato in modo specifico. In collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità, l’UE lavorerà per migliorare qualità e accessibilità dell’assistenza sanitaria per le donne, affrontando anche la carenza di ricerca e diagnosi sensibili al genere. Tra le iniziative, una possibile revisione dei criteri di sviluppo e autorizzazione dei farmaci e l’adeguamento degli studi clinici per riflettere meglio la diversità della popolazione.

Sul piano economico, la Strategia mira a rafforzare la partecipazione femminile nei settori chiave, in particolare nella ricerca, innovazione e startup, e nelle discipline STEM. Parallelamente, sarà promosso un approccio inverso – denominato “Boys in HEAL” – per incentivare la presenza maschile nei settori della salute, educazione e amministrazione. Restano centrali anche le misure per ridurre il gender pay gap e il divario pensionistico, nonché per migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprenditrici.

Importante anche il capitolo dedicato alla partecipazione politica, con nuove azioni per aumentare la presenza femminile nelle istituzioni e garantire condizioni di sicurezza, contrastando al contempo le interferenze e le manipolazioni online che influenzano il dibattito pubblico.

Infine, la dimensione esterna: l’Unione europea rafforzerà il proprio impegno globale con un nuovo Gender Action Plan IV (2028–2034) e un piano su Donne, Pace e Sicurezza, oltre al lancio dell’iniziativa “SHIELD”, focalizzata su salute sessuale e riproduttiva e sul supporto alle vittime di violenza.

Con questa Strategia, la Commissione europea punta dunque a colmare i ritardi strutturali e affrontare le sfide emergenti, accelerando il percorso verso una reale parità di genere in Europa.

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La Commissione europea ha pubblicato il nuovo bando CERV-2026-GE – Call for proposals to promote gender equality, nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values (CERV), con una dotazione complessiva di 23.000.000 di euro.

L’obiettivo è sostenere progetti capaci di tradurre in azioni concrete le politiche europee sulla parità di genere, rafforzando i diritti delle donne e promuovendo un cambiamento strutturale nei contesti lavorativi, politici, economici e culturali.

Il bando si inserisce nel quadro strategico europeo delineato dalla Roadmap for Women’s Rights e dalla futura Strategia UE per la parità di genere 2026–2030, e mira a sostenere interventi che abbiano un impatto reale sull’attuazione delle direttive e delle politiche dell’Unione. I progetti finanziati dovranno andare oltre la dimensione puramente teorica o di ricerca, puntando su capacity building, strumenti operativi, formazione, campagne di sensibilizzazione e cooperazione tra attori pubblici e privati.

Il bando è articolato in quattro priorità tematiche, ciascuna con un proprio budget indicativo. La prima riguarda il work-life balance e la condivisione delle responsabilità di cura, con un’attenzione particolare alle politiche aziendali family-friendly, alla valorizzazione del lavoro di cura – spesso svolto da donne – e al coinvolgimento attivo degli uomini sia nella cura informale sia nelle professioni del care. A questa priorità sono destinati 7 milioni di euro.

La seconda priorità, con un budget di 5 milioni di euro, è dedicata alla parità salariale e all’attuazione della Direttiva sulla trasparenza retributiva. I progetti dovranno supportare datori di lavoro, parti sociali e autorità pubbliche nello sviluppo di sistemi di pay reporting, strumenti digitali, modelli di valutazione neutra delle mansioni e percorsi formativi per prevenire e contrastare le discriminazioni salariali di genere.

La terza priorità mette al centro la partecipazione e rappresentanza equilibrata di donne e uomini nei processi decisionali, sia in ambito politico sia economico. Con una dotazione di 6 milioni di euro, il bando sostiene iniziative per rafforzare la leadership femminile, promuovere mentoring e formazione per candidate ed elette, migliorare le politiche pubbliche e supportare l’attuazione della Direttiva “Women on Boards”.

Infine, la quarta priorità, finanziata con 5 milioni di euro, è dedicata al contrasto agli stereotipi di genere nei media e nella pubblicità. L’obiettivo è favorire un cambiamento culturale attraverso la formazione di professionisti del settore, lo sviluppo di codici di condotta, campagne di sensibilizzazione e iniziative che promuovano una rappresentazione non discriminatoria di donne e uomini, con particolare attenzione al ruolo dei media nel plasmare l’immaginario collettivo.

I progetti possono essere nazionali o transnazionali, anche se la Commissione incoraggia fortemente le partnership europee. Possono partecipare autorità pubbliche, organizzazioni della società civile, enti di parità, parti sociali, enti di formazione e altri stakeholder rilevanti, nel rispetto dei criteri di ammissibilità del programma CERV. Ogni proposta deve concentrarsi su una sola priorità tematica.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 28 aprile 2026.

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Sono aperte le candidature per partecipare alla terza edizione del Premio europeo per i Campioni della parità di genere.

Lo scopo è quello di dare riconoscimento alle università, agli istituti di istruzione superiore e ai centri di ricerca che abbiano conseguito risultati eccezionali nell’attuazione dei loro Piani per la parità di genere (GEP).

Nello specifico, il premio si rivolge a università, istituti di istruzione superiore e centri di ricerca, pubblici o privati, con sede in uno Stato UE o in un Paese associato al programma Horizon Europe.

Il concorso prevede 3 categorie distinte:

  • Sustainable Gender Equality Champions, per le organizzazioni che possano dimostrare un’attività significativa e duratura e un livello elevato di risultati nell’implementazione del loro GEP.
  • Newcomer Gender Equality Champions, per le organizzazioni che abbiano recentemente ultimato l’attuazione del loro primo GEP e possano dimostrare i progressi più significativi raggiunti.
  • Inclusive Gender Equality Champions, per le organizzazioni che abbiano sviluppato il GEP inclusivo più innovativo – ossia che affronta le intersezioni tra genere e almeno altre due categorie sociali, quali origine razziale o etnica, origine sociale, orientamento sessuale e identità di genere (LGBTIQ) o disabilità – e siano in grado di dimostrare i risultati concreti ottenuti con l’attuazione del Piano.

I candidati possono concorrere solo per una di queste tre categorie; i vincitori delle scorse edizioni non possono presentare nuove candidature.

Verranno premiati quattro vincitoridue per la prima categoria di Premi e un vincitore per ciascuna delle altre due categorie.

I vincitori saranno annunciati nel 2025 e a ciascuno verrà riconosciuto un premio di 100.000 euro.

Il termine ultimo per partecipare è fissato al 16 ottobre 2024.

Scopri tutti i dettagli collegandoti al portale Funding & Tenders della Commissione.

La Commissione Europea ha istituito, per il secondo anno consecutivo, un premio finalizzato a riconoscere merito alle azioni poste in essere ed ai risultati ottenuti da organizzazioni accademiche ed enti di ricerca per il raggiungimento della parità di genere.

Gli obiettivi generali del bando sono:

  • integrare e rafforzare l’obbligo per gli istituti di istruzione superiore e di ricerca che si candidano a Orizzonte Europa di dotarsi di un piano per l’uguaglianza di genere (GEP) come criterio di ammissibilità
  • costituire un incentivo per promuovere piani e politiche inclusive per l’uguaglianza di genere nel quadro della nuova agenda politica dello Spazio europeo della ricerca (SER)
  • fungere da facilitatore per l’agenda di trasformazione delle università stabilita nel nuovo SER e in linea con la nuova strategia europea per le università

Il premio è gestito dall’Agenzia Esecutiva Europea per la Ricerca (REA) ed è rivolto a:

  • Università
  • Istituti di istruzione superiore
  • Organizzazioni che svolgono attività di ricerca (pubbliche o private)

aventi sede in un paese dell’UE o in un paese associato a Horizon Europe.

Sono previste 3 categorie di premio:

  1. Campioni sostenibili dell’uguaglianza di genere: organizzazioni che possono dimostrare un significativo e duraturo record di attività e un elevato livello di risultati attraverso l’implementazione del loro GEP –  premiati 2 vincitori
  2. Nuovi campioni dell’uguaglianza di genere: organizzazioni che hanno recentemente iniziato ad implementare un GEP e possono dimostrare i maggiori progressi nella sua implementazione e nei risultati raggiunti – premiato 1 vincitore
  3. Campioni inclusivi dell’uguaglianza di genere: organizzazioni che hanno sviluppato il GEP inclusivo più innovativo affrontando le intersezioni con altre categorie sociali come etnia, origine sociale, orientamento sessuale e identità di genere (LGBTI+) o disabilità – premiato 1 vincitore

I candidati possono presentare domanda solo per una di queste tre categorie e i vincitori dell’edizione 2022 non potranno candidarsi nuovamente ad un’altra categoria.

Ciascun vincitore del premio riceverà 100.000 euro. Il termine per la presentazione delle candidature è il 25 gennaio 2024.

 

Per ulteriori dettagli scarica il bando.

Aprirà il 12 dicembre il nuovo bando indetto dal Programma CERV (Citizens, Equality, Rights and Values) per promuovere la parità di genere in Europa.

Il bando si colloca all’interno della più vasta Strategia per l’Uguaglianza di Genere 2020-2025 della Commissione Europea che intende promuovere e attuare politiche a favore del pieno godimento dei diritti da parte delle donne, compreso l’equilibrio tra lavoro e vita privata, la parità di retribuzione e l’emancipazione femminile.

Il bando sarà strutturato in base a due assi prioritari:

  1. Affrontare le cause profonde del divario di genere promuovendo un approccio trasformativo e sfidando gli stereotipi di genere.
  2. Sostenere l’attuazione delle disposizioni della Direttiva sulla Trasparenza Retributiva.

Nel primo caso potranno essere presentate proposte progettuali che:

  • incoraggino modelli di doppio reddito e doppio impegno nell’assistenza all’interno dei nuclei familiari così da smantellare i retaggi tradizionali di divisione delle mansioni familiari in base al genere;
  • attraverso la formazione aumentino le capacità e la consapevolezza anche dei gestori delle risorse umane, dei rappresentanti delle autorità pubbliche, delle parti sociali, comprese le organizzazioni della società civile;
  • incoraggino il mutual learning, lo scambio di buone pratiche e la cooperazione tra diversi attori;
  • diffondano informazioni e sensibilizzino, anche attraverso i social media o campagne stampa.

Ulteriore elemento di premialità per questi progetti sarà, ove pertinente, il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei bambini e dei giovani nella progettazione e realizzazione delle attività.

Nel secondo caso invece potranno essere presentate proposte dirette a:

  • lo sviluppo di strumenti per il controllo e la valutazione delle retribuzioni per mansioni equiparabili ad uso di datori di lavoro pubblici e privati e per le parti sociali nel contesto della contrattazione collettiva;
  • il monitoraggio dell’attuazione del concetto di lavoro equiparabile o di pari valore attraverso schemi di classificazione salariale per conformarsi al principio della parità retributiva.

Il budget totale messo a disposizione è di 10.100.000 € così divisi: 4.000.000 € per l’asse prioritario 1 e 6.100.000 € per il 2.

I progetti potranno avere una durata compresa tra i 12 e 24 mesi e la sovvenzione UE richiesta non potrà essere inferiore a 100.000 €.

Il termine ultimo per presentare le candidature è il 29 Febbraio 2024.

 

Leggi tutti i dettagli del bando nella pagina dedicata del portale Funding and Tenders.