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La Commissione europea ha aperto le nuove call 2026 dello strumento Interregional Innovation Investments (I3), finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), con una dotazione complessiva superiore a 58 milioni di euro. Le candidature potranno essere presentate fino al 12 novembre 2026.

L’iniziativa sostiene progetti di innovazione interregionale con l’obiettivo di accelerare la commercializzazione di tecnologie mature e rafforzare le catene del valore europee, favorendo la competitività industriale dell’Unione europea. I progetti dovranno concentrarsi su soluzioni con un livello di maturità tecnologica almeno pari a TRL 6, includendo attività di validazione, dimostrazione, scale-up e accesso al mercato.

Le call aperte si articolano in due filoni principali:

  • Lo Strand 1 – I3-2026-INV1, con un budget di 28,2 milioni di euro, punta a rafforzare la cooperazione tra ecosistemi regionali dell’innovazione e a sostenere lo sviluppo di catene del valore interregionali e transfrontaliere. Particolare attenzione è riservata al coinvolgimento delle PMI, chiamate a svolgere un ruolo centrale nelle attività di deployment e market uptake delle soluzioni innovative.
  • Lo Strand 2a – I3-2026-INV2a, finanziato con 30,2 milioni di euro, è invece dedicato all’integrazione delle regioni meno sviluppate e delle regioni in transizione nelle catene del valore europee. Il bando sostiene attività di trasferimento tecnologico, sviluppo di competenze per business e investment planning e azioni di accompagnamento come coaching, mentoring e matchmaking, con l’obiettivo di favorire investimenti pronti per la commercializzazione.

Entrambe le call si concentrano su tre priorità strategiche: transizione digitale, transizione verde e smart manufacturing.

Possono partecipare enti pubblici e privati stabiliti negli Stati membri UE, nei Paesi associati e nei Paesi SEE ammissibili. I progetti dovranno essere presentati da consorzi composti da almeno cinque soggetti indipendenti provenienti da cinque regioni differenti situate in almeno tre Paesi ammissibili, includendo almeno due organizzazioni localizzate in regioni meno sviluppate o in transizione.

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È aperto il bando “Supporting sustainable competitiveness of tourism SME”, finanziato nell’ambito del Single Market Programme, con l’obiettivo di rafforzare la competitività sostenibile delle PMI turistiche europee.

L’iniziativa mette a disposizione un budget complessivo di 6,9 milioni di euro per sostenere progetti di cooperazione transnazionale, in linea con il Tourism Transition Pathway della Strategia Industriale europea aggiornata. Il focus è sulla transizione verde e digitale, oltre che sull’innovazione lungo l’intera filiera del turismo.

Le attività saranno realizzate da consorzi di organizzazioni rappresentative del settore, che accompagneranno le imprese nel miglioramento dei modelli di business, nello sviluppo di competenze e nell’adozione di soluzioni innovative.

Tra i risultati attesi figurano il coinvolgimento diffuso delle PMI, la condivisione di buone pratiche replicabili e il rafforzamento della cooperazione europea nel turismo.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 20 maggio 2026. Il bando prevede contributi a fondo perduto ed è rivolto alle piccole e medie imprese del settore turistico.

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La Commissione Europea ha presentato una strategia innovativa volta a semplificare e rafforzare il mercato unico dell’Unione, con l’obiettivo di agevolare il commercio transfrontaliero, stimolare gli investimenti e favorire lo sviluppo delle imprese in tutti i Paesi membri.

L’iniziativa intende superare gli ostacoli burocratici e normativi che frenano il pieno potenziale del mercato interno, concentrandosi in particolare sul supporto alle piccole e medie imprese (PMI) e sulla diffusione delle tecnologie digitali.

In un periodo di crescente instabilità economica e tensioni commerciali globali, il mercato unico si conferma un elemento cruciale per la competitività europea. Finora ha contribuito ad accrescere il PIL dell’UE di circa il 3-4% e ha generato oltre 3,6 milioni di nuovi posti di lavoro, con ampi margini di ulteriore crescita.

La strategia si articola su più fronti:

  • Superamento delle barriere più ostative: si interviene sulle principali difficoltà segnalate dalle imprese, quali la complessità nella costituzione di nuove attività, la scarsa uniformità delle normative, la mancata piena riconoscibilità delle qualifiche professionali, la diversità delle regole relative agli imballaggi e restrizioni ingiustificate che aumentano i costi per consumatori e imprese.
  • Rinforzo del comparto servizi: pilastro fondamentale dell’economia europea, il settore dei servizi tra gli Stati membri mostra una crescita stagnante. La strategia propone aggiornamenti normativi nei settori delle costruzioni e delle spedizioni postali, la semplificazione di servizi industriali come installazione e manutenzione, e la riduzione di regolamenti troppo complessi che limitano l’offerta e la mobilità dei servizi.
  • Incentivo alla crescita delle PMI: si introduce una nuova categoria di imprese di medie dimensioni, che potrà usufruire di benefici finora riservati alle PMI. Inoltre, sarà sviluppato un sistema digitale per agevolare il riconoscimento ufficiale delle PMI e facilitare le operazioni commerciali tra Paesi membri.
  • Riduzione della burocrazia e promozione della digitalizzazione: un pacchetto di misure dedicate mira a diminuire i costi amministrativi per le aziende, incentivando l’uso di documenti elettronici e procedure digitali per conformarsi alle regole europee.
  • Maggiore coordinamento tra Stati membri: ogni Paese dovrà nominare un referente di alto livello con il compito di assicurare il rispetto delle regole del mercato unico e prevenire la nascita di nuovi ostacoli.

Attraverso questa strategia, l’Unione Europea punta a trasformare il mercato unico in uno strumento ancora più efficace e vantaggioso per imprese, lavoratori e consumatori, creando un ambiente favorevole all’innovazione, alla crescita economica e al rafforzamento della competitività globale.

Per leggere il comunicato stampa ufficiale, collegati qui.

Sono aperte le candidature per partecipare all’Accelerator Programme organizzato da EIT Culture & Creativity.

Lo scopo del programma è quello di migliorare le competenze necessarie per affinare i modelli di business, ottimizzare le strategie di mercato e implementarne la crescita delle imprese partecipanti.

Il programma si svolgerà online ed è rivolto a PMI e scale-up operanti nei settori delle Industrie Culturali e Creativi (CCSI), ossia:

  • architettura
  • media audiovisivi
  • patrimonio culturale
  • moda
  • gaming

Le aziende avranno l’opportunità di sperimentare e adottare nuove tecnologie circolari modelli di business sostenibili; i partecipanti saranno preparati per una completa implementazione commerciale, con una chiara strategia per l’ingresso e l’espansione sul mercato.

Possono partecipare le entità legali che operano nei settori CCSI e che desiderano partecipare ai programmi di accelerazione di EIT Culture & Creativity. Nello specifico devono:

  • essere PMI mature con un nuovo modello di business o un prodotto testato, o scale-up con almeno 3 anni di attività e una crescita media annua minima del 5% negli ultimi 3 anni;
  • sviluppare soluzioni innovative in linea con le aree prioritarie di EIT Culture & Creativity,

Il budget totale ammonta a € 600.000 (€ 20.000 per impresa) e comprende mentorshipaccesso a esperti del settorestrumenti avanzati di business e opportunità di networking.

Il termine ultimo per presentare la propria candidatura è previsto per il 6 ottobre 2024.

Collegati qui per tutti i dettagli sul bando.