Violenza di genere: 2 bandi REC su educazione giovani e sostegno vittime

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Il 24 novembre 2016 aprono le candidature a due bandi del Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza relativi alla lotta contro la violenza di genere. Si tratta delle call seguenti:

  • bando per azioni volte ad educare e sensibilizzare i ragazzi e le ragazze riguardo alla violenza di genere come modo di prevenzione precoce (REC-RDAP-AWAR-AG-2016)
  • bando per azioni volte a promuovere l’accesso alla giustizia e sostenere le vittime della violenza di genere e il trattamento dei colpevoli (REC-RDAP-VICT-AG-2016).

Entrambi avranno scadenza in una data evocativa, l’8 marzo 2017.

Nell’ambito di questi bandi, la violenza di genere è intesa come sia violenza nei confronti di una persona per motivi legati al sesso (inclusa l’espressione e l’identità di genere), sia come violenza che colpisce le persone di uno stesso sesso in modo particolare e sproporzionato.

Il primo bando (REC-RDAP-AWAR-AG-2016) ha lo scopo di contribuire all’educazione e alla sensibilizzazione per combattere la violenza di genere, soprattutto cambiando i comportamenti e gli approcci verso questo fenomeno.

Le attività di educazione e sensibilizzazione dovrebbero concentrarsi su ragazze e ragazzi (minori di 18 anni) e fornire loro informazioni e competenze su uguaglianza di genere, relazioni sane, stereotipi e ruoli connessi al genere, rispetto per gli altri, ecc. Queste iniziative hanno lo scopo di promuovere il pensiero critico e incoraggiare i giovani coinvolti a mettere in discussione le pratiche sociali che perpetuano la violenza di genere, a rivendicare i propri diritti e a proteggersi in situazioni rischiose e violente, ponendo fine alla colpevolizzazione delle vittime. Sono apprezzate le attività che promuovono anche l’intervento delle persone che assistono alle violenze.

Le attività possono riguardare tutte le forme di violenza di genere o concentrarsi su forme specifiche come le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati o rivolgersi a violenze contro particolari gruppi come LGBT, minoranze etniche e religiose, migranti, ecc.

Il bando finanzia una o più delle seguenti attività che possono essere svolte in contesti formali, non formali e informali:

  • attività di educazione e sensibilizzazione come campagne, esposizioni, workshop, ecc.
  • attività di capacity-building e formazione per professionisti e volontari che lavorano a contatto con ragazze e ragazzi o che si occupano di educazione sulle questioni di genere, inclusi insegnanti, educatori, peer mentor, allenatori sportivi, consulenti che lavorano nelle scuole, animatori giovanili, organizzatori di attività extracurriculari, ecc.attività di capacity-building e formazione per professionisti e volontari che lavorano a contatto con ragazze e ragazzi o che si occupano di educazione sulle questioni di genere, inclusi insegnanti, educatori, peer mentor, allenatori sportivi, consulenti che lavorano nelle scuole, animatori giovanili, organizzatori di attività extracurriculari, ecc.

Il budget disponibile per questo bando è di 2.000.000 euro.

Nell’ambito della seconda call (REC-RDAP-VICT-AG-2016), l’obiettivo è di contribuire alla protezione e al sostegno delle vittime della violenza di genere e all’applicazione della legislazione a supporto di queste vittime, nonché al trattamento dei colpevoli. Inoltre ha l’obiettivo di garantire l’accesso alla giustizia, alla protezione e al sostegno da parte delle vittime aumentandone la capacità di denuncia degli episodi di abuso.

In particolare, questo bando intende contribuire all’implementazione della Direttiva 2012/29/EU che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato; della Direttiva 2011/99/EU sull’ordine di protezione europeo; del Regolamento 606/2013 relativo al riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile.

I progetti possono prevedere una o più delle seguenti attività ammesse dal bando:

  • Capacity-building e formazione per professionisti, in particolare per lo staff che fornisce supporto alle vittime di violenza di genere (per esempio attraverso centri di accoglienza o altre forme di alloggio protetto, consulenza legale, consultorio medico e psicologico, helpline/hotline, organizzazioni per il sostegno alle vittime e altri servizi essenziali per vittime e loro famiglie) o che si occupa del trattamento dei colpevoli;
  • Capacity-building e formazione su questioni specifiche in merito al genere o alla protezione del minore, in particolare per professionisti (polizia, avvocati, insegnanti, medici, personale delle helpline, ecc.) che costituiscono il primo punto di contatto per vittime di violenza di genere, al fine di renderli in grado di individuare i bisogni specifici del target e rispondervi al meglio, anche assistendo nella denuncia, segnalazione degli abusi e per indirizzarle a servizi di sostegno specializzati;
  • Programmi di sostegno specifici rivolti alle vittime più vulnerabili come migranti e rifugiati, disabili, Rom, appartenenti a minoranze etniche e religiose, LGBTI, anziane e indigenti;
  • Riguardo al sostegno alle vittime e al trattamento dei colpevoli: apprendimento reciproco, identificazione e scambio di buone pratiche, sviluppo e implementazione di metodi di lavoro trasferibili ad altri paesi;
  • Attività di sensibilizzazione, formazione e scambio di buone pratiche tra professionisti e/o servizi di sostegno sui diritti delle persone vittime di violenza di genere, sugli strumenti di sostegno esistenti (inclusi ordini di protezione nazionali e possibili estensioni a livello europeo secondo la Direttiva 2011/99/EU e il Regolamento 606/2013) e su metodi di protezione innovativi (per esempio basati sulle nuove tecnologie).

Il budget disponibile è di 4.000.000 euro.

Le proposte di progetto dovranno richiedere un contributo minimo di 75.000 euro. Il co-finanziamento può coprire fino all’80% dei costi ammissibili del progetto.

I soggetti proponenti possono essere organizzazioni pubbliche e private con sede in uno dei Paesi ammissibili (28 Stati membri UE e Islanda) o organizzazioni internazionali. Gli enti profit devono presentare la candidatura in partnership con enti pubblici o privati non-profit.

I progetti devono coinvolgere organizzazioni di almeno 2 Paesi diversi.