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La Commissione europea ha annunciato la nuova fase di Perform Europe, l’iniziativa finanziata dal programma Europa Creativa che promuove la circolazione transnazionale delle opere di spettacolo dal vivo attraverso modelli di collaborazione più sostenibili e innovativi.

Nell’ambito di questa terza edizione sarà pubblicato a breve un nuovo bando aperto destinato a sostenere le tournée internazionali di produzioni artistiche nei settori del teatro, della danza, della performance, del circo, delle arti di strada e del teatro di figura. L’iniziativa si concentrerà in particolare su due priorità strategiche: l’inclusione e la diversità e il contrasto ai cambiamenti climatici.

Potranno candidarsi professionisti e organizzazioni culturali con sede nei Paesi partecipanti a Europa Creativa. Ogni proposta dovrà coinvolgere almeno tre partner provenienti da tre diversi Paesi del programma, con l’obiettivo di realizzare tournée artistiche transfrontaliere tra il 1° marzo 2027 e il 31 gennaio 2028.

Il fondo disponibile ammonta a 1,4 milioni di euro e consentirà di sostenere almeno 25 partenariati internazionali. Una quota pari al 5% delle risorse complessive sarà riservata a progetti che coinvolgano partner ucraini o che contribuiscano a sostenere il settore delle arti performative in Ucraina.

Nei prossimi mesi saranno pubblicate ulteriori informazioni sulle modalità di partecipazione, sui criteri di ammissibilità e sul processo di candidatura. Nel frattempo, gli operatori interessati possono iniziare a costruire collaborazioni internazionali attraverso la piattaforma di matchmaking di Perform Europe, creata per facilitare l’incontro tra artisti, organizzazioni culturali e potenziali partner di progetto.

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Prosegue l’impegno europeo a favore del settore culturale ucraino con l’apertura della quarta call del programma Culture Helps Solidarity, che resterà disponibile fino al 29 giugno 2026. L’iniziativa mira a sostenere coloro che, attraverso attività artistiche, culturali e comunitarie, continuano a lavorare accanto a rifugiati, sfollati e altre persone particolarmente vulnerabili a causa del conflitto.

La misura prevede sovvenzioni individuali fino a 1.200 euro, rivolte a professionisti della cultura, attivisti e volontari ucraini, sia residenti nel Paese sia accolti negli Stati partecipanti a Europa Creativa. Le risorse sono pensate per favorire il recupero dell’equilibrio personale e rafforzare la capacità di affrontare le difficoltà derivanti da un impegno continuativo in contesti di crisi.

I contributi potranno essere utilizzati per accedere a servizi e attività orientati al supporto emotivo e psicologico, tra cui percorsi terapeutici, coaching, iniziative di benessere e laboratori artistici con finalità riabilitative. L’obiettivo è offrire strumenti concreti a chi opera quotidianamente a sostegno delle comunità colpite dalla guerra, contribuendo a prevenire situazioni di stress e affaticamento prolungato.

Le proposte saranno selezionate sulla base della loro pertinenza rispetto agli obiettivi dell’iniziativa, della qualità delle motivazioni presentate e dei benefici attesi per i candidati. Inserito in un programma attivo fino al 2028, Culture Helps Solidarity affianca al sostegno economico attività di mentoring, formazione e networking, promuovendo il ruolo della cultura come leva di inclusione, solidarietà e ricostruzione sociale. Anche in questa edizione è previsto il finanziamento di un numero limitato di beneficiari, indicativamente compreso tra sette e dieci candidature.

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La Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA) ha pubblicato Tracing Constellations – Stories of Culture, Cooperation and Impact across Creative Europe Cooperation Projects 2021-2024, una raccolta che mette in luce l’impatto dei progetti di cooperazione sostenuti dal programma Europa Creativa nel periodo 2021-2024. La pubblicazione presenta 50 iniziative selezionate tra le 589 finanziate, offrendo una panoramica concreta di come la cooperazione culturale transnazionale contribuisca al raggiungimento delle priorità europee.

Il volume evidenzia come i progetti culturali europei siano diventati strumenti fondamentali per promuovere innovazione, inclusione sociale, partecipazione democratica, sostenibilità ambientale e trasformazione digitale, oltre a rafforzare la circolazione degli artisti e delle opere a livello internazionale. Attraverso reti di collaborazione che coinvolgono organizzazioni provenienti da tutta Europa, le iniziative finanziate hanno favorito lo sviluppo di nuove competenze, modelli di business innovativi, pratiche artistiche sperimentali e un maggiore coinvolgimento dei cittadini.

La pubblicazione individua cinque grandi aree tematiche, definite “costellazioni”, che rappresentano le principali tendenze emerse dai progetti: Valori europei e democrazia, Nuove pratiche e modelli, Trasformazione digitale, Transizione verde e sostenibilità e Giovani. Questi ambiti mostrano come il settore culturale stia affrontando sfide contemporanee quali l’inclusione, il cambiamento climatico, l’impatto delle tecnologie digitali e il coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita culturale europea.

Tra il 2021 e il 2024, i bandi dedicati ai progetti di cooperazione hanno ricevuto 2.948 candidature, finanziando 589 progetti con un budget complessivo di 251 milioni di euro e coinvolgendo oltre 3.000 organizzazioni culturali e creative provenienti dai 40 Paesi partecipanti al programma.

Secondo l’EACEA, l’esperienza maturata nella prima metà dell’attuale programmazione 2021-2027 dimostra come la cooperazione culturale europea rappresenti un elemento strategico per rafforzare la competitività del settore, promuovere la coesione sociale e contribuire agli obiettivi dell’Unione europea, trasformando le priorità politiche in risultati concreti sul territorio.

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La Commissione europea ha annunciato l’apertura delle candidature per la prima edizione del Premio Simone Veil, il nuovo riconoscimento annuale dedicato alla promozione e alla tutela del patrimonio culturale ebraico in Europa. L’iniziativa è sostenuta dal programma Europa Creativa dell’Unione europea.

L’obiettivo del premio è valorizzare il ruolo del patrimonio culturale come strumento di partecipazione civica, dialogo e inclusione sociale, sottolineando inoltre l’importanza del patrimonio ebraico nella costruzione dell’identità culturale europea.

L’iniziativa selezionerà fino a 25 finalisti. Tra questi saranno assegnati cinque Grand Prix, uno per ciascuna categoria prevista dal bando. Ogni vincitore riceverà un premio del valore di 10.000 euro.

Il riconoscimento è intitolato a Simone Veil, sopravvissuta alla Shoah, figura simbolo dei diritti umani ed ex presidente del Parlamento europeo, prima donna a ricoprire questo incarico.

Il Premio Simone Veil sarà destinato a progetti di diversa natura, dalle iniziative territoriali alle collaborazioni internazionali, con particolare attenzione alle attività legate al patrimonio culturale, al coinvolgimento delle comunità e alla promozione del dialogo interculturale.

Possono partecipare organizzazioni e cittadini provenienti dai Paesi aderenti alla sezione Cultura del programma Europa Creativa. La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 31 luglio 2026.

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È stato pubblicato il nuovo bando “European Cooperation Projects 2026” (CREA-CULT-2026-COOP) nell’ambito del programma Europa Creativa – sezione Cultura, che sostiene progetti di cooperazione tra organizzazioni culturali e creative di diversi Paesi europei. La call mette a disposizione oltre 60 milioni di euro per rafforzare la collaborazione artistica e culturale a livello europeo.

Il bando finanzia progetti di cooperazione transnazionale che coinvolgono organizzazioni culturali e creative con l’obiettivo di favorire la circolazione delle opere e degli artisti europei, promuovere l’innovazione nel settore culturale e rafforzare la capacità delle organizzazioni di collaborare a livello internazionale. Le iniziative possono riguardare diversi ambiti dei settori culturali e creativi – tra cui arti performative, patrimonio culturale, arti visive, design, letteratura, musica e festival – e possono avere anche un carattere interdisciplinare.

Il budget complessivo della call ammonta a 60.273.174 euro, suddivisi in due categorie progettuali: progetti di piccola scala, con una dotazione indicativa di circa 24,1 milioni di euro, e progetti di media scala, con circa 36,1 milioni di euro disponibili.

Le proposte dovranno contribuire a uno dei due obiettivi principali del bando. Il primo riguarda il rafforzamento della creazione e della circolazione transnazionale di opere e artisti europei, attraverso coproduzioni, mobilità e nuove modalità di diffusione dei contenuti culturali. Il secondo punta invece a stimolare l’innovazione e lo sviluppo di capacità nei settori culturali e creativi, favorendo nuovi modelli di collaborazione, sperimentazione artistica, sviluppo dei pubblici e uso di tecnologie digitali, compresa l’intelligenza artificiale.

I progetti dovranno inoltre contribuire alle priorità trasversali dell’Unione europea, tra cui la transizione digitale e verde, l’inclusione sociale, la parità di genere e il rafforzamento delle relazioni culturali internazionali, promuovendo al tempo stesso la diversità culturale europea e l’accesso alla cultura per pubblici più ampi.

Dal punto di vista della partecipazione, le candidature devono essere presentate da consorzi transnazionali composti da almeno 3 organizzazioni di 3 Paesi diversi per i progetti di piccola scala e 5 organizzazioni di 5 Paesi diversi per quelli di media scala.

Le proposte dovranno essere presentate tramite il Funding & Tenders Portal della Commissione europea, con scadenza prevista il 5 maggio 2026.

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La Commissione europea ha adottato la relazione di valutazione dedicata ai primi dieci anni di Europa Creativa, il principale programma dell’Unione a sostegno dei settori culturali e creativi. Il documento comprende sia la valutazione finale del periodo 2014–2020 sia la valutazione intermedia dell’attuale programmazione, offrendo un quadro complessivo dei risultati raggiunti e delle prospettive future.

Dall’analisi emerge un contributo significativo alla tutela della diversità culturale europea e al rafforzamento della competitività dell’industria audiovisiva, in particolare attraverso il filone MEDIA. I dati indicano che film e serie sostenuti dal programma hanno beneficiato di una circolazione transnazionale nettamente superiore rispetto alle opere non finanziate, con una maggiore presenza nelle trasmissioni televisive, nelle sale cinematografiche e sulle piattaforme di streaming.

Il rapporto evidenzia inoltre un deciso impulso alla cooperazione europea, con un incremento delle coproduzioni e un coinvolgimento più ampio dei Paesi con minore capacità produttiva nel settore audiovisivo. Le opere sostenute hanno ottenuto anche un rilevante riconoscimento internazionale, testimoniato da numerose candidature e premi nei principali festival e concorsi.

Tra gli elementi di maggiore impatto figura il rafforzamento degli strumenti finanziari a favore delle imprese culturali e creative, che hanno facilitato l’accesso al credito, mobilitato consistenti investimenti privati e aperto la strada a nuovi strumenti di equity per l’audiovisivo. A partire dal 2021, il programma ha ampliato il proprio raggio d’azione sostenendo anche iniziative nel settore dei media e dell’informazione, con l’obiettivo di promuovere indipendenza, pluralismo e alfabetizzazione mediatica.

Guardando avanti, la valutazione sottolinea la necessità di adattare costantemente il sostegno europeo ai profondi cambiamenti tecnologici, di mercato e geopolitici in atto, confermando il ruolo strategico di Europa Creativa nel panorama culturale europeo e la sua centralità nel rafforzare un ecosistema creativo competitivo e resiliente.

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È aperto fino al 16 marzo 2026 il nuovo Call for Residency Hosts 2025–2026 di Culture Moves Europe, il programma di mobilità culturale finanziato da Europa Creativa e implementato dal Goethe-Institut.

Il bando è rivolto a enti giuridici che desiderano ospitare residenze artistiche accogliendo artisti e professionisti della cultura provenienti da altri Paesi partecipanti al programma Creative Europe.

L’iniziativa sostiene la creazione di ecosistemi culturali più connessi, inclusivi e sostenibili, incoraggiando collaborazioni transnazionali e interdisciplinari. Le residenze possono coinvolgere da 1 a 5 artisti e avere una durata compresa tra 21 e 90 giorni, da realizzarsi in un unico periodo continuativo tra l’8 giugno 2026 e il 7 giugno 2027, nel Paese in cui l’ente ospitante è legalmente registrato.

Possono candidarsi organizzazioni non profit, ONG, enti pubblici, fondazioni, imprese culturali e liberi professionisti, purché attivi in uno dei settori supportati dal programma: architettura, patrimonio culturale, design e fashion design, letteratura, musica, arti performative e arti visive. Gli enti devono dimostrare di avere strutture, competenze e risorse adeguate per ospitare la residenza, garantendo spazi di lavoro, alloggio, tutoraggio artistico e condizioni di lavoro dignitose per i partecipanti.

Ogni progetto di residenza deve perseguire almeno due obiettivi strategici tra esplorazione, creazione, connessione, apprendimento e trasformazione. In particolare, i progetti orientati alla trasformazione sociale sono chiamati ad allinearsi ai valori del New European Bauhaus, integrando sostenibilità ambientale, inclusione e qualità estetica.

Il sostegno finanziario è erogato sotto forma di contributo forfettario, calcolato in base alla durata della residenza, al numero di artisti ospitati e ad eventuali maggiorazioni. Il contributo include una indennità di ospitalità per l’ente, una diaria giornaliera per gli artisti, un rimborso viaggio e possibili top-up per mobilità green, visti, famiglie con figli, territori ultraperiferici e bisogni di accessibilità. Il finanziamento massimo può arrivare fino a 55.000 euro, estendibili a 60.000 euro in presenza di misure di accessibilità.

La procedura di selezione si articola in due fasi. Nella prima, gli enti presentano il progetto di residenza; i risultati saranno comunicati entro il 5 maggio 2026. I soggetti selezionati accedono poi alla seconda fase, dedicata alla scelta degli artisti e alla compilazione della Residency Info Card, necessaria per la conferma definitiva del contributo e la firma dell’accordo di sovvenzione.

Con questo bando, Culture Moves Europe rafforza il proprio impegno a favore della mobilità artistica, della diversità culturale e della cooperazione europea, offrendo agli enti culturali un’occasione concreta per aprirsi a nuove reti, sperimentazioni e pratiche creative condivise.

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La Commissione europea ha presentato la “Culture Compass for Europe”, un quadro strategico pensato per guidare le politiche culturali dell’UE e posizionare la cultura al centro dello sviluppo sociale ed economico del continente.

L’iniziativa nasce in un periodo di forte trasformazione, con l’obiettivo di fare della cultura un motore di coesione, democrazia e competitività. Secondo l’ultimo Eurobarometro, l’87% dei cittadini europei considera fondamentale dare rilievo al patrimonio culturale per rafforzare il senso di appartenenza all’Europa.

Il piano affronta sfide cruciali per il settore culturale e creativo, come le condizioni lavorative precarie degli artisti, le restrizioni alla libertà artistica, le disuguaglianze nell’accesso alla cultura e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle pratiche artistiche. La “Culture Compass” definisce quattro linee strategiche: tutelare i valori europei e i diritti culturali, sostenere artisti e professionisti della cultura, usare cultura e patrimonio come leva di resilienza e competitività, e rafforzare le partnership culturali internazionali.

Tra le iniziative annunciate spiccano la Carta europea degli artisti, un Premio europeo per le arti performative, la creazione di un EU Cultural Data Hub e il lancio di una rete di Giovani Ambasciatori della Cultura. Inoltre, è previsto un aggiornamento della strategia UE sulle relazioni culturali internazionali, un piano volontario per i pass culturali nazionali e una strategia dedicata all’intelligenza artificiale applicata alla cultura.

Con questa nuova bussola strategica, la Commissione punta a consolidare la cultura come collante dell’identità europea, ponte tra le generazioni e leva di innovazione e solidarietà, rafforzando il ruolo dell’arte e del patrimonio come cuore pulsante del progetto europeo.

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L’Unione Europea prosegue il percorso verso una gestione più moderna e condivisa del patrimonio culturale. Il programma ECHOES ha annunciato la seconda open call dedicata a progetti di engagement e collaborazione, con l’obiettivo di sostenere le istituzioni impegnate nella conservazione, digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale. La call sarà aperta dall’11 novembre 2025 al 30 gennaio 2026.

Il bando finanzia attività volte a rafforzare le competenze digitali del settore e a diffondere la conoscenza della European Collaborative Cloud for Cultural Heritage (ECCCH), la piattaforma europea che mette a disposizione infrastrutture condivise, strumenti avanzati – come intelligenza artificiale, tecnologie 3D, sistemi di annotazione e archiviazione intelligente – e uno spazio collaborativo per lavorare sul patrimonio sia materiale sia immateriale.

Potranno partecipare istituzioni del patrimonio culturale come musei, archivi, biblioteche, enti di conservazione, fondazioni o reti professionali del settore, con sede in uno Stato membro o in un Paese associato a Horizon Europe. Le candidature sono possibili in forma singola o in consorzio.

Il coordinatore del progetto deve essere un’organizzazione senza scopo di lucro, pubblica o privata, attiva nel campo del patrimonio culturale (Cultural Heritage Institutions – CHIs). Sono ammessi anche enti “ombrello” o reti formali che rappresentano gruppi di istituzioni.

Il bando prevede il finanziamento di 20 progetti, ciascuno con una durata tra 12 e 24 mesi, e un contributo massimo di 29.800 euro. Fra le attività ammissibili rientrano workshop, webinar, corsi online, toolkit formativi, eventi informativi e iniziative di co-creazione, pensate per favorire la collaborazione e la diffusione degli strumenti digitali previsti dalla ECCCH.

La call punta così a costruire una comunità più ampia e competente, capace di sfruttare in modo consapevole le tecnologie digitali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale europeo.

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La Commissione europea ha pubblicato il nuovo invito CREA-CULT-2026-PERFORM-EU – Perform Europe, nell’ambito del programma Europa Creativa, con l’obiettivo di ripensare la mobilità e la distribuzione delle arti dello spettacolo in chiave sostenibile, inclusiva e digitale.

L’azione intende testare e implementare modelli innovativi che favoriscano tournée transfrontaliere e distribuzione digitale, promuovendo al contempo condizioni di lavoro eque, pari opportunità e diversità culturale. Il bando si rivolge a organizzazioni del settore delle arti performative con ampia rappresentatività settoriale e copertura geografica europea.

Tra le priorità, figurano il sostegno alla transizione verde e digitale, l’inclusione e l’uguaglianza di genere, la promozione del coinvolgimento di artisti ucraini e il miglioramento della visibilità dei professionisti dello spettacolo.

Il progetto selezionato dovrà:

  • gestire un programma di sovvenzioni a terzi (almeno 25 progetti di tournée o distribuzione digitale);
  • offrire formazione, mentorship e capacity building ai beneficiari;
  • mantenere e sviluppare la piattaforma digitale Perform Europe come spazio per networking, analisi e matchmaking;
  • sviluppare strategie di comunicazione e branding del progetto e dei suoi artisti;
  • produrre rapporti analitici sulle condizioni di lavoro, la sostenibilità e l’impatto delle iniziative sostenute.

Il budget complessivo del bando è di 2.000.000 €, di cui almeno il 70% destinato a sovvenzioni a terzi (massimo 60.000 € per progetto). Il contributo europeo coprirà fino al 90% dei costi totali.

Le proposte possono essere presentate da organizzazioni singole o consorzi di almeno 3 soggetti stabiliti nei paesi partecipanti a Europa Creativa. I progetti avranno una durata massima di 24 mesi.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 15 gennaio 2026.

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