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Il Nord e il Sud del mondo lavorano insieme per l’educazione alla cittadinanza globale.

Il 3 e 4 maggio, tutti i partner del progetto Erasmus+ Just Maps – Schools strenghtening global citizenship by mapping local communities si sono incontrati a Tallaght (Dublino) per il primo incontro transnazionale e il training degli insegnanti partner. È stato un fine settimana molto emozionante, perfettamente organizzato da GAP Irlanda, con una cornice rilassante e favorevole al raccoglimento: il ritiro domenicano di Tallaght.

Just Maps manda avanti il percorso di educazione alla cittadinanza globale di Just Action focalizzandosi sulla partecipazione attiva di bambini e ragazzi nelle comunità locali attraverso la costruzione di mappe digitali con una prospettiva da cittadini globali. Le mappe aiuteranno a evidenziare problemi e opportunità per migliorare e rendere più giusta la vita nelle comunità locali e saranno la base per un’azione congiunta degli studenti di tutte le scuole coinvolte, in tutti i paesi.

Il partenariato vede l’esperienza dei partner spagnoli, italiani e irlandesi della rete Global Action Plan International (già parte del team di Just Action) rafforzata e ampliata dall’ingresso nel team di membri GAP provenienti dalla Polonia e dal Kenya, nonché dalla presenza attiva di scuole spagnole, italiane e keniote: l’Istituto Comprensivo Statale Umberto I di Lanciano e l’Artxandape Ikastola di Bilbao (già beneficiari di Just Action), oltre alla Zaragoza School House di Saragozza e alla Aga Khan Academy di Mombasa. Come partner associati, il XXXV Liceum Ogólnokształcące z Oddziałami Dwujęzycznymi im. Bolesława Prusa e Our Lady of Victories dall’Irlanda.

Per prepararsi ai lavori del fine settimana, i partner hanno preso parte a due workshop online, il 25 marzo e il 7 aprile. Durante questi workshop, presidi e insegnanti hanno lavorato alla mappatura degli stakeholder e dei curricula relativi all’insegnamento della cittadinanza globale nei loro Paesi e regioni. L’obiettivo era quello di ragionare sulle diverse esigenze e prospettive da mettere a sistema durante il meeting di Dublino, così da creare un programma di formazione pratico e dinamico che possa essere facilmente trasferito e replicato in altre scuole e Paesi.

Tra gli obiettivi del meeting di Dublino: ricevere una formazione specifica sulla mappatura partecipativa con gli studenti (bambini e ragazzi), co-creare il percorso di formazione degli insegnanti coinvolgendoli in tutte le fasi di pianificazione della formazione, rafforzare i legami del team transnazionale, così da renderlo pronto a una cooperazione efficace.

Per quanto riguarda la mappatura partecipativa, il team è stato guidato dall’esperto Dr. Joe Usher (Dublin City University – DCU), che ha presentato diversi tipi di attività di mappatura, evidenziando i pro e i contro del loro utilizzo all’interno del progetto. Le attività del workshop sono state perfettamente bilanciate tra teoria e pratica.

È stato un fine settimana così energizzante che non vediamo l’ora di fare i prossimi passi insieme!

Un piccolo reminder: da dove viene Just Maps?

Durante l’implementazione di Just Action (che si è conclusa nel novembre 2024, ma i cui materiali sono ancora accessibili e gratuiti sul sito ufficiale), è emerso che le attività preferite dagli studenti erano quelle che li portavano ad agire nelle comunità locali, ad essere più attivi al di là della scuola e parte integrante della società locale (e globale!). Ed ecco Just Maps: una nuova avventura che parte proprio dalla comunità e mette le teste, le mani e i cuori di bambini e ragazzi dagli 8 ai 15 anni al servizio del suo miglioramento.

Il viaggio di Just Action nel mondo dell’Educazione alla Cittadinanza Globale continua, e varca i confini dell’Europa. Il progetto, che si concluderà a Novembre 2024, ha seminato e dato frutto, con il nuovo Erasmus+ Just Maps – Schools strengthening global citizenship by mapping local communities, selezionato a finanziamento dall’agenzia spagnola Sepie nell’ambito dell’Educazione Scolastica.

La partnership vede l’esperienza dei partner GAP di Just Action di Spagna, Italia e Irlanda rafforzata ed estesa dall’ingresso nella squadra di membri GAP da Polonia e Kenya, oltre che dalla presenza attiva delle scuole Umberto I di Lanciano dall’Italia e Artxandape Ikastola dalla Spagna (già beneficiari di Just Action), più la Zaragoza School House e Aga Khan Academy dal Kenya. 

Durante l’implementazione di Just Action, è diventato evidente come le attività didattiche preferite dagli studenti e dalle studentesse fossero quelle che li portavano ad agire nelle comunità locali e con i suoi membri, ad essere più attivi oltre la scuola, a sentirsi parte integrante della società locale. Ed ecco che InEuropa ha ideato e scritto Just Maps, una nuova operazione che parte proprio dalla comunità, e mette teste, mani e cuori di bambini e ragazzi dagli 8 ai 15 anni per la sua analisi e miglioramento. 

Gli studenti verranno coinvolti in un processo partecipativo transnazionale che inizia dalla mappatura delle loro aree di azione (i loro “quartieri”). Raccoglieranno informazioni importanti per analizzare e migliorare, da cittadini globali, la vita delle loro comunità: ambiente, diseguaglianze, giustizia sociale e storia saranno i temi che li vedranno impegnati durante la ricerca. Sulla base dei dati raccolti, costruiranno una mappa locale. Le mappe dai diversi Paesi partner, evidenzianti i punti di forza e di debolezza delle diverse aree, verranno messe a sistema dagli stessi ragazzi: ciascun Paese eleggerà una delegazione di mappatori locali che prenderanno parte al Consiglio transnazionale dei mappatori, incaricato di esaminare lo status quo e immaginare azioni di miglioramento. Lo faranno insieme, rilevando quanto i problemi locali siano in realtà interconnessi, e mantenendo uno sguardo non eurocentrico, ma che li porti oltre, fino ad altri continenti (Kenya). Una volta tornati a casa, cercheranno di attuare le soluzioni proposte, con la propria comunità locale, e avvieranno una campagna di sensibilizzazione per i loro concittadini.

Il progetto avrà una durata di 36 mesi e mira anche a formare i docenti come facilitatori della partecipazione attiva degli studenti, che, come in Just Action, diventano i protagonisti del percorso di apprendimento.

Passo dopo passo il progetto Attune – Activate the University for Climate Change sta procedendo con la sua implementazione, avvicinandosi sempre di più all’attuazione della prima fase del progetto, che ha l’obiettivo di invitare alla riflessione individuale e aiutare i partecipanti a mettere in atto piccoli comportamenti sostenibili tramite un programma di apprendimento innovativo.

Durante la formazione transnazionale, che si è tenuta a Siena lo scorso mese di giugno, i partner del progetto si erano confrontati per definire le azioni e le risorse che sono alla base del materiale online parte del programma che offrirà alla comunità universitaria una serie di suggerimenti ed azioni quotidiane atte a migliorare il comportamento individuale dei partecipanti e riducendo il proprio impatto sull’ambiente. Il materiale disponibile inoltre li incoraggerà all’azione, suggerendo l’utilizzo di risorse offerte dall’università e dalle autorità locali.

Al momento il materiale è quasi completo e sarà disponibile sulla piattaforma online del progetto all’inizio del prossimo semestre accademico, quando il programma ATTUNE verrà lanciato. In generale, la sua realizzazione sta sorprendendo in positivo tutti i partner: ogni Università, supportata dall’organizzazione GAP di riferimento, è riuscita a creare, sulla base di un design comune sviluppato da InEuropa, dei manuali personalizzati accattivanti e facili da consultare per gli utilizzatori. I manuali si focalizzano su 5 aree di interesse: gestione dei rifiuti; risparmio e conservazione energetica; mobilità; consumo alimentare; e consumo di acqua e gestione delle risorse. Grazie alla loro semplice ma efficace forma, i materiali sviluppati potranno essere adattati e utilizzati anche in altre Università europee.

Parallelamente allo sviluppo del materiale, il lavoro dei partner si è concentrato anche sulla progettazione della struttura della piattaforma online multilingue (disponibile in Inglese, tedesco, italiano, polacco, spagnolo e turco) per fruire del programma di apprendimento, che costituisce uno dei punti focali del progetto.

L’avanzamento del progetto Attune è testimonianza del valore collettivo della partnership. Grazie a collaborazione e duro lavoro abbiamo superato sfide e raggiunto step significativi. Man mano che ci avviciniamo alla messa in pratica delle risorse che stiamo sviluppando siamo sempre più consapevoli dell’impatto positivo che il progetto potrà avere sulla comunità universitaria, consentendo ai suoi membri di diventare veri e propri agenti del cambiamento.

Siena, 5 e 6 giugno 2023: due giorni di lavoro intenso per la formazione transnazionale del progetto ATTUNE. InEuropa insieme ai partner del progetto, 5 Università e gli altri 4 membri della rete Global Action Plan (GAP I) International, si sono ritrovati a Siena, ricreando sin da subito il clima entusiasmante ed energico che già si era instaurato durante il primo incontro di progetto a gennaio a Bilbao.

InEuropa ha aperto i lavori entrando nel cuore della prima fase del programma destinata a coinvolgere la comunità universitaria (studenti, professori, personale universitario) a mettere in atto piccoli comportamenti sostenibili. I partner si sono confrontati per definire le azioni e le risorse che andranno a costituire i “ricettari” online che offriranno alla comunità universitaria una serie di suggerimenti ed azioni quotidiane atte a  migliorare il proprio comportamento individuale e ridurre l’impatto che hanno sull’ambiente. Tali “ricettari”, oltre ad invitare alla riflessione e a sensibilizzare i partecipanti, li incoraggeranno all’azione, fornendo loro risorse utili già messe in atto dall’università e dalle autorità locali, per favorirne l’attivazione  come attori del cambiamento. In questa fase Attune intende mettere a sistema e valorizzare quanto le università hanno già messo a disposizione nei propri campus per poter sollecitare la presa di consapevolezza di tutta la popolazione accademica dei singoli atenei coinvolti.

La formazione non è mancata: i partner hanno testato le metodologie per realizzare i workshop per il coordinamento e il monitoraggio dei gruppi di ricerca-azione che lavoreranno nella fase 2 del programma per ridurre l’impronta ecologica che la comunità universitaria ha nel suo complesso. Abbiamo anche approfondito insieme la struttura della piattaforma che raccoglierà il programma e sviluppato delle fficaci strategie di comunicazione da diffondere al meglio all’interno delle Università coinvolte.

È stata un’occasione perfetta per condividere suggerimenti, dubbi, proposte, confrontandoci su come facilitare la trasformazione e il cambiamento portando nuovi approcci ma non dimenticando le specificità di ogni singola università, e per porre le basi per sinergie con altri progetti europei.
Questi due giorni confermano lo spirito di collaborazione e la volontà che tutti i partner hanno di contribuire a rendere l’università sempre più sostenibile, incoraggiando il cambiamento partendo proprio dalla sua comunità.