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Il Regno Unito e l’Unione europea hanno raggiunto un accordo che consentirà a Londra di rientrare nel programma Erasmus+ a partire dal 2027, ponendo fine a una lunga fase di esclusione seguita alla Brexit. L’intesa rappresenta un nuovo passo nel progressivo riavvicinamento tra UK e UE in materia di ricerca e istruzione, dopo l’associazione britannica a Horizon Europe formalizzata nel 2024.

L’accordo è stato confermato congiuntamente il 17 dicembre e si basa su termini finanziari ritenuti equilibrati, capaci di garantire una corrispondenza più equa tra il contributo britannico e i benefici derivanti dalla partecipazione al programma. Questo assetto ha consentito di superare uno degli ostacoli principali che, negli anni successivi alla Brexit, aveva impedito il ritorno del Regno Unito in Erasmus+.

Dopo l’uscita dall’UE nel 2019, il governo conservatore guidato da Boris Johnson aveva infatti deciso di non aderire al programma, nonostante un ampio consenso dell’opinione pubblica britannica. La scelta era motivata principalmente da ragioni economiche, legate a un saldo negativo stimato in circa 2 miliardi di sterline, dovuto al maggior numero di studenti europei accolti nel Regno Unito rispetto a quelli britannici in mobilità verso l’estero.

Il cambio di scenario politico nel 2024, con la vittoria elettorale del Partito Laburista, ha riaperto il dialogo con Bruxelles e rafforzato l’orientamento del Regno Unito verso una maggiore integrazione nei programmi europei. La svolta è arrivata nel maggio 2025, in occasione di un vertice UE–UK, quando la Commissione europea ha annunciato l’intesa di principio sul rientro in Erasmus+.

Dopo mesi di negoziati sui contributi finanziari, il governo britannico ha ora confermato che verserà circa 570 milioni di sterline per il periodo 2027–2028, beneficiando di uno sconto del 30% rispetto alle condizioni previste dall’accordo commerciale e di cooperazione post-Brexit. Il ritorno in Erasmus+ segna così un passaggio simbolico e concreto verso una nuova fase di cooperazione europea, con effetti rilevanti per studenti, università e istituzioni educative di entrambe le sponde della Manica.

 

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Giovedì 12 ottobre, InEuropa, ha iniziato la sua partecipazione al percorso “Avvenire Formazione” sul Non Profit, organizzato da Avvenire con la collaborazione di Rete Sicomoro.

InEuropa gestirà il corso “Come partecipare a un bando di finanziamento europeo a gestione diretta”, che durerà dal 12 al 26 ottobre per una durata complessiva di dodici ore, divise in 3 diversi incontri.

Questo ciclo formativo, che si svolgerà interamente online, si va ad inserire in un contesto in costante evoluzione, caratterizzato da aggiornamenti legislativi, operativi, da nuovi indirizzi e parametri di sostenibilità.

L’obiettivo del corso è quello di fornire di conoscenze di base per riconoscere gli attuali programmi comunitari di finanziamento, sapendoli approcciare in maniera corretta e consapevole, e per monitorare pe informazioni necessarie alla progettazione in maniera autonoma.

Per questa ragione, lo scopo è quello di offrire alle persone e alle organizzazioni del settore, un’informazione strutturata in modo semplice e facilmente accessibile, fornendo competenze che possano essere spese al meglio sul mercato del lavoro e nei molteplici settori di intervento del non profit.

La formazione si rivolge oltre che ad enti e membri del Terzo settore, anche ad imprese pubbliche e private, così come a liberi professionisti o a studenti che intendano specializzarsi in questi ambiti.

Come InEuropa siamo lieti di collaborare nuovamente con Rete Sicomoro – un’associazione che dal 2009 si propone come strumento di conoscenza e crescita per le organizzazioni ecclesiastiche, religiose e non profit – e di espandere la nostra collaborazione ad Avvenire Formazione, che da sempre rappresenta un punto di riferimento per il vasto mondo dell’associazionismo, del Terzo settore e delle organizzazioni laicali ed ecclesiali.