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La Commissione europea, attraverso la European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency (CINEA), ha pubblicato il bando CEF-E-2026-CBRENEW – Cross-border Renewable Energy Projects nell’ambito del programma Connecting Europe Facility – Energy.

L’iniziativa punta a rafforzare la cooperazione energetica tra Stati membri sostenendo progetti congiunti nel settore delle energie rinnovabili, contribuendo agli obiettivi del Green Deal europeo, di REPowerEU e al rafforzamento della sicurezza energetica dell’Unione.

Il bando si rivolge esclusivamente a progetti che abbiano già ottenuto lo status ufficiale di CB RES (Cross-border Renewable Energy Project), riconosciuto dalla Commissione europea.

La call si articola in due linee di finanziamento. La prima, “CEF-E-2026-CBRENEW – STUDIES”, sostiene le attività preparatorie necessarie a portare i progetti a un livello avanzato di maturità tecnica e finanziaria. Sono ammissibili studi di fattibilità, progettazione tecnica, valutazioni di impatto ambientale, indagini geofisiche, modelli finanziari, preparazione delle procedure di appalto e attività di ingegneria, con l’obiettivo di rendere l’iniziativa pronta per la fase realizzativa.

La seconda linea, “CEF-E-2026-CBRENEW – WORKS”, finanzia invece la realizzazione concreta delle infrastrutture transfrontaliere, coprendo attività di procurement, installazione di componenti e sistemi, lavori di costruzione, test e messa in esercizio. Per accedere ai finanziamenti è necessario dimostrare benefici socio-economici e ambientali significativi, un’effettiva integrazione nel sistema energetico europeo e la sostenibilità commerciale del progetto, resa possibile anche grazie al contributo europeo.

Con questa nuova call, il programma CEF Energy rafforza il sostegno a infrastrutture rinnovabili condivise, favorendo un modello energetico europeo più integrato, resiliente e sostenibile, basato sulla cooperazione tra Stati membri e sull’accelerazione della transizione verde.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 12 marzo 2026.

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La Commissione europea ha presentato il suo Programma di lavoro per il 2026, intitolato “Europe’s Independence Moment”, che definisce la visione per un’Europa più sovrana, innovativa e capace di affrontare le sfide globali. Il piano delinea un’agenda ambiziosa per rafforzare la competitività economica, la coesione sociale e la sicurezza dell’Unione nei prossimi anni.

Al centro del programma vi è l’impegno per una prosperità sostenibile e competitiva. La Commissione propone il nuovo Industrial Accelerator Act, volto a consolidare la base industriale europea e a favorire la leadership nel campo delle tecnologie pulite e digitali. Saranno inoltre istituiti un Critical Raw Materials Centre e un Circular Economy Act, per ridurre la dipendenza esterna, promuovere l’autonomia strategica e rendere il Mercato Unico più moderno e competitivo entro il 2028.

Un’altra priorità riguarda il rafforzamento della difesa e della sicurezza comune. L’estensione del quadro Readiness 2030, insieme a nuove iniziative come la European Drone Defence Initiative e l’Eastern Flank Watch, punta a migliorare la cooperazione tra Stati membri e la capacità di risposta dell’Europa alle minacce esterne.

Il programma dedica ampio spazio anche al modello sociale europeo. Attraverso il Quality Jobs Act e il Fair Labour Mobility Package, la Commissione mira a promuovere occupazione di qualità, mobilità equa dei lavoratori e portabilità delle competenze. Previsti anche interventi per affrontare le difficoltà legate al costo della vita e alla crisi abitativa, con misure di sostegno mirate per le famiglie europee.

La tutela della democrazia e dello Stato di diritto resta un pilastro dell’azione europea. Il programma prevede iniziative contro la disinformazione, a favore dell’uguaglianza di genere e della piena inclusione delle persone con disabilità. Sul piano esterno, l’Unione continuerà a sostenere Ucraina e Moldova, a rafforzare la cooperazione con i Paesi del Mediterraneo e a promuovere un approccio più efficace all’aiuto umanitario.

Infine, l’Europa guarda alla transizione verde con nuove strategie settoriali, tra cui la Livestock Strategy per l’agricoltura sostenibile e l’Ocean Act per la protezione degli ecosistemi marini. A ciò si aggiunge il Piano europeo di adattamento climatico, pensato per aumentare la resilienza dei territori ai cambiamenti climatici.

Per realizzare queste ambizioni, la Commissione auspica un accordo rapido sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che prevede risorse per quasi 2.000 miliardi di euro a sostegno delle priorità strategiche europee. L’obiettivo è costruire un’Unione più forte, più verde e più equa, capace di guidare la transizione verso il futuro.

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A un anno dalla conclusione, il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF) ha già erogato 367 miliardi di euro agli Stati membri. Lo evidenzia la Commissione europea nel quarto rapporto annuale, pubblicato l’8 ottobre 2025, che sottolinea il ruolo del programma nel sostenere riforme strutturali, transizioni verde e digitale e il rafforzamento della resilienza economica e sociale dell’Unione.

Secondo Bruxelles, il RRF – fulcro di NextGenerationEU – sta producendo risultati concreti in termini di infrastrutture, occupazione e qualità della vita dei cittadini.

Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, ha dichiarato:
«Il RRF svolge un ruolo chiave nel rendere le economie e le società europee più forti e competitive. Entrando nella fase finale, la Commissione resta impegnata a semplificare i PNRR e a garantire risultati di alta qualità.»

Investimenti in crescita e transizioni in atto

Il RRF ha rafforzato gli investimenti pubblici, passati dal 3,2% del PIL nel 2019 al 3,8% previsto per il 2025, contribuendo direttamente alla decarbonizzazione e alla digitalizzazione dell’economia europea. Tra i risultati più evidenti:

  • Oltre 900.000 stazioni di ricarica per veicoli a basse emissioni
  • 16 milioni di abitazioni connesse a internet ad alta velocità
  • Centinaia di riforme strutturali approvate, dalla semplificazione amministrativa alla digitalizzazione della PA fino al miglioramento dei sistemi educativi

Questa combinazione di investimenti e riforme ha generato crescita sostenuta e un miglioramento dei servizi essenziali, come sanità, istruzione e infrastrutture.

Effetti a catena tra gli Stati membri

Gli impatti del RRF non si fermano all’interno dei singoli Paesi. L’aumento della domanda in uno Stato stimola la crescita delle importazioni negli altri, generando effetti transfrontalieri rilevanti. In alcuni casi, l’impatto economico complessivo può superare il doppio della dotazione nazionale del piano, confermando l’interdipendenza delle economie europee.

Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo per un’Economia al servizio delle persone, ha sottolineato:
«Il RRF continua a offrire risultati concreti per cittadini e imprese. Le riforme e gli investimenti stanno modernizzando i modelli di business e rendendo i servizi pubblici più accessibili.»

Controllo, trasparenza e responsabilità

La Commissione ribadisce l’impegno nella tutela degli interessi finanziari dell’Unione. Negli ultimi mesi è stata rafforzata la collaborazione con la Corte dei conti europea (ECA), accogliendone le raccomandazioni e potenziando i meccanismi di audit e controllo.

Bruxelles assicura che ogni erogazione avviene nel rispetto dei principi di trasparenza e responsabilità, con l’obiettivo di garantire che ogni euro produca valore concreto per i cittadini.

La fase conclusiva: obiettivi entro il 2026

Con un budget complessivo di 650 miliardi di euro, il RRF si avvicina alla sua chiusura. Entro il 31 agosto 2026 gli Stati membri devono completare traguardi e obiettivi, mentre la Commissione finalizzerà i pagamenti entro il 31 dicembre 2026.

La comunicazione “NextGenerationEU – The Road to 2026” fornisce linee guida operative per le ultime richieste di pagamento e sollecita i Paesi a semplificare i propri PNRR, mantenendo ambizione e qualità dei risultati.

I progressi sono concreti ma non uniformi: Italia e Spagna risultano tra i Paesi più avanzati, mentre altri devono accelerare per rispettare le scadenze. La Commissione richiama l’attenzione sul rischio di ritardi nell’erogazione finale.

Un’eredità che va oltre i numeri

Il quarto rapporto annuale non è solo un bilancio contabile: restituisce l’immagine di un’Europa capace di reagire, innovare e cooperare. Dalla gestione della pandemia alla transizione digitale, il RRF ha dimostrato il valore dell’investimento congiunto.

Non si tratta solo di infrastrutture, ma di una rinnovata fiducia collettiva nel futuro del continente:
«Il RRF lascia in eredità non solo infrastrutture, ma un nuovo modo di concepire l’Europa: cooperativa, sostenibile e proiettata al futuro.»

Per ulteriori dettagli e per leggere il comunicato stampa ufficiale, collegati qui.

Dal 1° settembre 2025 sarà possibile presentare le proposte per il nuovo bando del programma europeo DUT (Driving Urban Transitions), volto a sostenere la trasformazione urbana verso la neutralità climatica, la resilienza ambientale e l’inclusione sociale.

La Driving Urban Transitions (DUT) Call 2025 rappresenta il quarto bando promosso nell’ambito della Partnership Europea DUT, cofinanziata dalla Commissione Europea tramite il programma Horizon Europe. L’obiettivo è finanziare progetti di ricerca e innovazione transnazionali per guidare le città europee verso un futuro sostenibile, resiliente e inclusivo.

Il bando è rivolto a un’ampia gamma di soggetti, purché organizzati in consorzi transnazionali composti da almeno tre partner di tre Paesi diversi.

I Soggetti ammissibili sono: Università, enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, PMI e grandi imprese(con alcune condizioni), ONG e attori sociali e culturali.

Il Requisito obbligatorio richiesto prevede la presenza nel consorzio di almeno un’autorità locale o un soggetto urbano rilevante.

Ogni progetto potrà includere anche elementi trasversali tra più TP e dovrà riferirsi ad almeno una delle seguenti tre aree strategiche:

  1. 15-minute City: mobilità di prossimità, riduzione dell’uso dell’auto privata, promozione di trasporto pubblico e mobilità attiva.
  2. Circular Urban Economies: economia circolare urbana, uso efficiente delle risorse, rigenerazione degli spazi e benessere comunitario.
  3. Positive Energy Districts (PED): quartieri a energia positiva, produzione locale da fonti rinnovabili, efficienza energetica e coinvolgimento dei cittadini.

Per il bando sono previsti i seguenti contributi:

  • Contributi per progetto: 1–2 milioni di euro
  • Cofinanziamento UE: fino al 30% del budget nazionale ammissibile
  • I fondi saranno erogati dalle agenzie nazionali o regionali dei Paesi partecipanti

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) partecipa con 1 milione di euro, destinati alle regioni target del Sud Italia tramite fondi PN RIC 2021–2027 (linea MUR–ERDF).

Il contributo massimo per ogni singolo progetto é di € 200.000,00.

Il contributo previsto è il seguente: il 70% per ricerca industriale e il 25% per sviluppo sperimentale

I soggetti ammissibili al MUR sono: PMI, Università, enti e organismi di ricerca e grandi imprese (solo congiuntamente a una PMI).

La Domanda nazionale obbligatoria è da presentare entro il 17 novembre 2025 (solo per partner italiani). L’ avviso integrativo è disponibile prossimamente sul sito MUR.

Le scadenze del bando sono le seguenti:

 Fase 1- Pre-proposte
  • Apertura: 01/09/2025
  • Chiusura: 17/11/2025

Fase 2 – Proposte complete

  • Apertura: 20/02/2026
  • Chiusura: 23/04/2026

Nei prossimi mesi è previsto un Infoday ufficiale dedicato al bando per avere maggiori dettagli rispetto alle modalità di partecipazione

 

La Commissione Europea ha approvato il Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF), un nuovo quadro temporaneo che consente agli Stati membri di fornire aiuti di Stato mirati per sostenere la transizione ecologica dell’industria europea. L’obiettivo è duplice: decarbonizzare i processi industriali e allo stesso tempo rafforzare la competitività e la resilienza economica dell’Unione.

Il CISAF rappresenta una delle risposte concrete dell’UE al bisogno di accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, in linea con gli obiettivi del Green Deal. Permetterà di mobilitare investimenti pubblici in tecnologie pulite e strategiche, incentivando anche la produzione europea in settori industriali chiave. In un contesto globale sempre più competitivo, il quadro mira inoltre a ridurre la dipendenza dell’UE da fornitori extraeuropei, rafforzando l’autonomia tecnologica e industriale del continente.

Le misure previste dal CISAF coprono un ampio spettro di interventi, tra cui l’idrogeno verde, la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS), l’efficienza energetica dei processi produttivi e lo sviluppo di componenti fondamentali per le tecnologie verdi. Potranno essere sostenuti anche progetti per la riconversione industriale in settori altamente inquinanti come l’acciaio, la chimica e il cemento.

Gli aiuti concessi nell’ambito di questo quadro dovranno rispettare criteri ben precisi: durata limitata (massimo dieci anni), proporzionalità dell’intervento, effetto incentivante e attenzione alla non distorsione della concorrenza nel mercato interno. La Commissione ha annunciato che valuterà i progetti con procedure snelle e rapide, soprattutto nel caso di investimenti transfrontalieri o di particolare rilevanza strategica.

Con l’introduzione del CISAF, Bruxelles intende fornire agli Stati membri uno strumento efficace per accelerare la decarbonizzazione industriale, facilitando allo stesso tempo l’accesso delle imprese a risorse pubbliche utili per affrontare la transizione. Il nuovo quadro contribuirà anche alla creazione di posti di lavoro sostenibili e al rafforzamento del tessuto produttivo europeo.

In definitiva, il CISAF si configura come un tassello fondamentale della strategia europea per una industria pulita, competitiva e autonoma, capace di affrontare le sfide ambientali e geopolitiche dei prossimi anni. Ora tocca agli Stati membri e alle imprese attivarsi per presentare proposte di investimento in linea con le nuove regole.

Per tutti i dettagli, è possibile leggere il comunicato stampa ufficiale della Commissione.

La Commissione europea ha presentato il progetto di bilancio annuale dell’Unione per il 2026. Un piano da 193,26 miliardi di euro, a cui si aggiungono 105,32 miliardi provenienti da NextGenerationEU, il fondo straordinario lanciato dopo la pandemia. Una proposta che riflette le esigenze di un’Europa che si confronta oggi con nuove priorità: guerra in Ucraina, crisi energetica, difesa comune, migrazioni e competitività industriale.

Il progetto nasce sulla scia della revisione intermedia del bilancio pluriennale 2021-2027, adattata dopo tre anni segnati da emergenze globali e tensioni geopolitiche. Obiettivo dichiarato: tenere insieme ripresa, sicurezza e transizioni verdi e digitali, in un contesto economico e politico sempre più instabile.

Come saranno distribuiti i fondi

Il bilancio propone una ripartizione che punta su alcune aree chiave:

  • Coesione, resilienza e valori: 71,7 miliardi €
  • Risorse naturali e ambiente: 57 miliardi €
  • Mercato unico, innovazione e digitale: 22 miliardi €
  • Vicinato e relazioni internazionali: 15,5 miliardi €
  • Migrazione e gestione delle frontiere: 5 miliardi €
  • Sicurezza e difesa: 2,8 miliardi €

Più flessibilità sulla coesione

Una novità importante riguarda la politica di coesione, tradizionalmente legata allo sviluppo regionale. La Commissione propone di riprogrammare parte dei fondi per sostenere nuove priorità emergenti: dalla resilienza idrica agli alloggi accessibili, passando per la transizione energetica e la difesa.

Prossimi passaggi

Il bilancio sarà ora al centro del confronto tra Parlamento europeo e Consiglio, che dovranno approvarlo entro la fine dell’anno. I negoziati si annunciano complessi, tra richieste di rigore da parte di alcuni Stati membri e le pressioni per rafforzare il ruolo geopolitico dell’Unione.

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La Commissione Europea ha pubblicato oggi il bando per il 2025 di Erasmus+, il programma dell’Unione Europea a sostegno dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport.

Il budget totale del programma per il 2025 è di 4.420.803 milioni di euro, che saranno impiegati al fine di continuare a riunire persone e organizzazioni provenienti da paesi diversi per lavorare sulle priorità chiave di Erasmus+ : inclusione e diversità, transizione digitale, ambiente e lotta ai cambiamenti climatici, partecipazione alla vita democratica, valori comuni e impegno civile

Il bilancio totale destinato al presente bando è così suddivisi nei diversi settori del programma:

  • Istruzione e formazione: 3.965,233 milioni di euro
  • Gioventù: 379.280 milioni di euro
  • Sport: 76.290 milioni di euro
  • Jean Monnet: 23.550 milioni di euro

(Il bilancio totale destinato all’invito a presentare proposte e la sua ripartizione sono precisati nel programma di lavoro annuale Erasmus+ per il 2025, adottato in data 11 ottobre 2024, e possono essere modificati a seguito di una modifica del programma di lavoro annuale Erasmus+)

Il bando è suddiviso in 3 Azioni Chiave, ciascuna comprendente diverse misure nei settori sopra citati. Qui sotto il dettaglio delle scadenze per la presentazione delle domande:

Azione chiave 1 – Mobilità individuale ai fini dell’apprendimento

  • Mobilità individuale nei settori dell’istruzione superiore: 19 febbraio 2025, ore 12:00
  • Mobilità individuale nei settori dell’IFP, dell’istruzione scolastica e dell’istruzione degli adulti: 19 febbraio 2025, ore 12:00
  • Mobilità internazionale che coinvolge paesi terzi non associati al programma: 19 febbraio 2025, ore 12:00
  • Accreditamenti Erasmus nell’IFP, nell’istruzione scolastica e nell’istruzione degli adulti: 1 ottobre 2025, ore 12:00
  • Accreditamenti Erasmus nel settore della gioventù: 1 ottobre 2025, ore 12:00
  • Mobilità individuale ne settore della gioventù: 12 febbraio 2025 e 1 ottobre 2025, ore 12:00
  • Azione DiscoverEU a favore dell’inclusione: 12 febbraio 2025, ore 12:00
  • Scambi virtuali nel settore dell’istruzione superiore e della gioventù: 29 aprile 2025, ore 17:00
  • Mobilità del personale nel settore dello sport: 12 febbraio 2025, ore 12.00

Azione Chiave 2 – Cooperazione tra organizzazioni e istituzioni

  • Partenariati per la cooperazione
    • Partenariati per la cooperazione nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù, ad eccezione di quelli presentati da ONG europee: 5 marzo 2025, ore 12:00
    • Partenariati per la cooperazione nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù presentati da ONG europee: 5 marzo, ore 17:00
    • Partenariati per la cooperazione nel settore dello sport: 5 marzo 2025, ore 17:00
    • Partenariati di piccola scala nei settori dell’istruzione scolastica, dell’istruzione e formazione professionale, dell’istruzione degli adulti e della gioventù: 5 marzo, ore 12:00
    • Partenariati su scala ridotta nel settore dello sport: 5 marzo, ore 17:00
  • Partenariati per l’eccellenza
    • Centri di eccellenza professionale: 11 giugno 2025, ore 17:00
    • Accademie degli insegnanti Erasmus+:  26 marzo 2025, ore 17:00
    • Azione Erasmus Mundus: 13 febbraio 2025, ore 17:00
  • Partenariati per l’innovazione
    • Alleanze per l’innovazione: 6 marzo 2025, ore 17:00
    • Forward looking project
  • Progetti di sviluppo delle capacità nei settori dell’istruzione e formazione professionale, della gioventù e dello sport
    • Sviluppo delle capacità nel settore dell’istruzione superiore: 6 febbraio 2025, ore 17:00
    • Sviluppo delle capacità nel settore dell’istruzione e formazione professionale: 27 febbraio 2025, ore 17:00
    • Sviluppo delle capacità nel settore della gioventù: 6 marzo 2025, ore 17:00
    • Sviluppo delle capacità nel settore dello sport: 5 marzo 2025, ore 17:00
  • Eventi sportivi europei senza scopo di lucro: 5 marzo 2025 alle 17:00

Azione Chiave 3 – Sostegno allo sviluppo delle politiche e alla cooperazione

  • European Youth Together: 6 marzo 2025 alle 17:00

Azione Jean Monnet: 12 febbraio 2025, ore 17.00

  • Azioni Jean Monnet nel campo dell’istruzione superiore
  • Azioni Jean Monnet nel campo dell’istruzione e formazione professionale
  • Dibattito politico Jean Monnet

Può partecipare al programma qualsiasi organismo, pubblico o privato, attivo nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, può richiedere finanziamenti nell’ambito del programma Erasmus+.

Inoltre, i gruppi di giovani che operano nell’animazione socioeducativa presentare domanda di finanziamento per la mobilità ai fini dell’apprendimento dei giovani e degli animatori socioeducativi, per le attività di partecipazione dei giovani e per l’Azione DiscoverEU a favore dell’inclusione.

Il programma è aperto alla partecipazione dei seguenti paesi:

  • 27 Stati membri dell’UE
  • paesi EFTA/SEE: Islanda, Liechtenstein e Norvegia
  • paesi candidati all’adesione all’UE: Turchia, Repubblica di Macedonia del Nord, Repubblica di Serbia.

Alcune azioni del programma sono inoltre aperte alle organizzazioni dei paesi terzi non associati al programma.

Per ogni dettaglio è possibile consultare la Guida al programma.

Leggi di più nella Gazzetta Ufficiale UE.

Il 30 maggio scorso è stato pubblicato il settimo report sulla Blue Economy dell’Unione Europea che comprende un’analisi degli aspetti principali, dei trend, dei fattori trainanti e delle prestazioni di questa economia. Il report annuale è a cura del Joint Research Centre (JRC) insieme con la Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura che esaminano l’andamento della Blue Economy in relazione al progresso sostenibile e alle risorse marine e costiere.

Il report è suddiviso in tre sezioni: la prima parte effettua una panoramica generale sul contesto economico in cui si inserisce l’Economia Blu, alla luce anche degli avvenimenti degli ultimi anni e analizzandone i settori di riferimento; il secondo capitolo analizza, punto per punto, i settori stabili e trainanti della Blue Economy, raccontandoci dati e andamenti; la terza sezione affronta la transizione energetica così come l’impatto delle inondazioni costiere nell’Economia Blu, dovute principalmente ai cambiamenti climatici.

I dati presenti nel report si basano sull’analisi dei progressi effettuati sin dal 2009 e si concentrano sugli sviluppi avuti tra il 2020 e il 2021 (in base ai dati Eurostat disponibili). 

1. Panoramica Generale e contesto economico

Nel 2021, il settore dell’Economia Blu ha visto un costante recupero economico rispetto all’impatto della pandemia da Covid-19 che registra una crescita del profitto del 73% rispetto al 2020. Tra i vari settori, due risultano degni di nota grazie al loro andamento: le risorse marine viventi che hanno prodotto un aumento del Surplus Operativo Lordo del 24% rispetto al 2020, e le energie marine rinnovabili (soprattutto energia eolica offshore) che ha visto una crescita significativa del proprio settore (45% rispetto al 2020). Anche il  tasso di occupazione è aumentato all 17% (arrivando a rappresentare l’1,8% del totale della forza lavoro UE). 

Questi dati risultano incoraggianti soprattutto se si guarda agli eventi storici che hanno interessato gli anni 2020/2021. Infatti, il raddoppio dei prezzi del gasolio a uso marittimo, dovuti alla forte instabilità causata dall’invasione russa dell’Ucraina, ha fortemente impattato il settore della pesca. Le grandi perdite avute in questo settore sono state alleviate dalla caduta netta dei prezzi energetici nel 2023 e al declino dell’inflazione, arrivando ad una estrema e veloce moderazione dei prezzi. 

La caduta netti dei prezzi energetici e il declino dell’inflazione, insieme con i finanziamenti e gli strumenti dell’UE  hanno portato alla crescita della Blue Economy e alla creazione di nuovi lavori e nuove opportunità economiche anche nei settori della ricerca e dell’imprenditorialità.

2. I settori economici della Blue Economy

I settori più stabili e in maggiore crescita dell’Economia Blu dell’UE generano all’incirca 171.1 miliardi in Valore Aggiunto Lordo (VAL) e impiegano 3.59 milioni di persone. Tali settori includono le risorse marine viventi, le risorse marine non viventi, l’energia rinnovabile marina, le attività portuali, la costruzione e riparazione navale, i trasporti marittimi e il turismo costiero [Tab.1]. E’ proprio quest’ultimo che detiene le percentuali maggiori del grado di occupazione (54%) e di VAL (29%) della Blue Economy.

Per quel che riguarda le energie marine rinnovabili, l’energia eolica è attualmente l’unica energia rinnovabile marina ad uso commerciale con un’adozione su larga scala nei Paesi UE (coinvolgendo ben 11 Stati Membri) dove la Germania conduce in testa le percentuali di occupazione (76% sul totale) e di VAL (con ben il 62%).

Di grande importanza è anche l’utilizzo di energie marine, della biotecnologia blu e della desalinizzazione che risultano estremamente innovative e offrono una potenziale crescita economica, di crescita lavorativa e di transizione verde.

Secondo l’OCSE, la Biotecnologia Blu è l’applicazione della scienza e della tecnologia agli organismi viventi provenienti da risorse marine, nonché a parti, prodotti e modelli degli stessi, per modificare materiali viventi o non viventi per la produzione di conoscenze, beni e servizi. Questo settore offre una crescita potenziale significativa in Europa grazie alla ricca biodiversità marina, alle risorse sostenibili e agli avanzamenti tecnologici in atto. 

In termini di applicazioni, i settori medici e farmaceutici sono in prima linea nello sviluppo di questo settore sia in Europa che nel mondo. La “scoperta di farmaci” costituirà il 24% del valore del mercato delle biotecnologie blu nell’UE, mentre lo sviluppo di vaccini, la genomica e la bioingegneria contribuiranno ciascuno per il 13% ed, inoltre, contribuiranno maggiormente alla crescita futura di questo settore.

3. Transizione energetica nell’economia blu dell’ue e gli impatti delle inondazioni costiere

Anche l’obiettivo di decarbonizzare i settori dell’Economia Blu sta portando a nuove opportunità di business come, ad esempio, lo sviluppo e utilizzo di tecnologie e combustibili puliti. 

Il trasporto marittimo è uno dei mezzi più efficienti di trasporto e provoca il 13,5% delle emissioni UE nel settore dei trasporti. A livello globale, lo stesso settore è responsabile del 3% delle emissioni di gas serra legate alle attività umane. 

Nel 2024, l’UE ha introdotto il Sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (EU ETS) che permetterà di limitare le emissioni delle navi di grandi dimensioni che trasportano merci e passeggeri, in partenza e in arrivo nei porti dell’Unione Europea, indipendentemente dalla loro bandiera. 

Questo sistema rientra nel pacchetto legislativo della Commissione “Fit for 55”, adottato nel luglio del 2023, che si unisce al Reg. (UE) 2023/1805 del settembre 2023 sull’utilizzo di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo. L’obiettivo è quello di raggiungere l’azzeramento delle emissioni legate al trasporto marittimo mondiale entro il 2050, in linea con l’obiettivo di mantenere il cambiamento climatico al di sotto dell’aumento dei 1,5°C.

Il cambiamento climatico impatta fortemente sulle comunità costiere e di pescatori, infatti, il danno economico dovuto alle inondazioni costiere negli Stati Membri dell’UE è attualmente pari ad 1 miliardo di euro ogni anno e questo dato è in crescita a causa del riscaldamento globale. In questo senso, è dunque necessario agire sull’aumento della protezione costiera che apporterà benefici ampi e crescenti nel lungo periodo. A tal proposito, la Commissione Europea ha organizzato tra il 2022 e il 2023, 10 workshop per promuovere lo scambio sulle soluzioni di adattamento climatico che hanno coinvolto le aree costiere dell’UE maggiormente vulnerabili (Outermost Regions – ORs) e i Paesi e Territori d’Oltremare (OCTs) su tematiche come: la resilienza costiera, l’agricoltura, la biodiversità, la gestione delle risorse idriche e del turismo. In questo modo la Commissione ha pubblicato un compendio di buone pratiche innovative che potrebbero essere replicate.

Il report è interamente consultabile in lingua inglese, collegandosi qui.

Il Report degli Investitori BlueInvest 2024 dimostra come si stia delineando un ecosistema di investimenti per sostenere l’innovazione nell’economia blu, e l’iniziativa BlueInvest è stata una forza trainante di questo cambiamento.

Il volume degli investimenti divulgati nell’economia blu è aumentato significativamente. È 3 volte più grande di quanto fosse 10 anni fa, raggiungendo più di €13 miliardi nel periodo quinquennale tra il 2018 e il 2023.

Prima del 2012 era di 875 milioni, dal 2012 al 2017 è stato di 3.972 milioni, tra il 2018 e il 2023 è stato di 13.298 milioni. Dal 2018, il numero di transazioni nell’economia blu è aumentato. Circa 270 transazioni vengono chiuse ogni anno nell’economia blu. Almeno 30 fondi di private equity/venture capital sono focalizzati su transazioni nell’economia blu, e il numero è in crescita.

Questo trend indica una prospettiva positiva e un forte modello di crescita per il settore. Infatti prima del 2012 erano 380. Tra il 2012 e il 2017 sono state 456 e tra il 2018 e il 2023 sono state 1.247. Il 75% delle transazioni nell’economia blu europea avviene all’interno dell’UE, con la metà degli investitori provenienti da paesi non UE.

Ciò dimostra come le aziende dell’UE creino sostanziali opportunità di business che attirano investitori da altre regioni. In termini di numero di transazioni, le fusioni e acquisizioni rappresentano circa il 38%, seguite dagli investimenti in capitale di rischio in fase iniziale (34%), davanti agli investimenti in equity di crescita (11%), e sovvenzioni (7%). Ciò suggerisce un livello medio di maturità limitato del settore dell’economia blu nel complesso, specialmente considerando le somme relativamente modeste investite nelle aziende in fase di crescita. I 3 settori più dinamici sono le energie rinnovabili blu, la tecnologia blu e l’osservazione degli oceani, e l’acquacoltura. Invece gli altri settori dell’economia blu come il turismo costiero e marittimo sostenibile e la protezione e rigenerazione ambientale, hanno concluso meno transazioni.

BlueInvest è un’iniziativa dell’UE che mira a promuovere l’innovazione e gli investimenti in tecnologie sostenibili per l’economia blu. Offre assistenza per l’accesso al finanziamento per le imprese in fase iniziale, le PMI e le scale-up, così come la costruzione di capacità per gli investitori. BlueInvest è reso possibile dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca ed è supportato dal gruppo BEI.

Questo il link per poter scaricare il report completo.

La Commissione Europea ha pubblicato i bandi 2024 del programma LIFE, con un budget complessivo di 571.000.000 di euro.

Il programma LIFE è suddiviso in due sezioni distinte, Ambiente e Azione per il clima, e per ogni sezione sono previsti due sottoprogrammi. Nello specifico, i bandi aperti riguardano:

Progetti d’Azione standard (SAP) – budget totale 303.980.000

  • Natura e biodiversità (Natura e Governance) – scadenza fissata al 19 settembre 2024
  • Economia circolare e qualità della vita (Ambiente e Governance) – scadenza fissata al 19 settembre 2024
  • Mitigazione e adattamento al clima – scadenza fissata al 17 settembre 2024
  • Sottoprogramma transizione energetica pulita – scadenza fissata al 19 settembre 2024
  • Governance e informazione sul clima – scadenza fissata al 17 settembre 2024

Sovvenzioni per Azioni di coordinamento e supporto (CSA) – budget totale € 77.000.000

  • Sottoprogramma transizione energetica pulita – scadenza fissata al 19 settembre 2024

Progetti strategici integrati (SNAP/SIP) – budget totale € 150.000.000

  • SNAP/SIP su Ambiente e Clima – scadenza in due fasi al 5 settembre 2024 e al 6 marzo 2025

Progetti di assistenza tecnica (TA) – budget totale € 26.000.000

  • per la preparazione di progetti SIP Ambiente e Clima – scadenza fissata al 19 settembre 2024
  • per la preparazione di progetti SNAP –  scadenza fissata al 19 settembre 2024
  • di replicazione –  scadenza fissata al 19 settembre 2024
  • per la costruzione delle capacità – scadenza fissata al 19 settembre 2024
  • su priorità legislative o di policy – scadenza fissata al 19 settembre 2024

Accordi di sovvenzione speciali per ONG – budget totale € 14.000.000 

  • Accordi quadro di partnership (FPA OG) – scadenza fissata al 5 settembre 2024
  • Accordi di sovvenzione operativi specifici (SGA OG) – scadenza fissata al 17 settembre 2024

Possono partecipare alle call enti accademici, organizzazioni  su vari livelli, ONG che si occupano di protezione ambientale, conservazione della natura, cambiamento climatico o transizione energetica pulita dei Paesi membri UE o di paesi associati al programma.

Per ulteriori informazioni sui bandi LIFE 2024, la Commissione terrà sessioni informative virtuali dal 23 al 26 aprile 2024 per guidare i potenziali candidati attraverso le varie call. Inoltre, per le registrazioni precedenti, è possibile consultare il canale YouTube del programma.

 

Per scoprire tutti i dettagli sui nuovi bandi LIFE, collegati qui.