Articoli

La Commissione europea ha presentato la prima Strategia europea contro la povertà, una delle iniziative centrali del nuovo pacchetto sociale che punta a rafforzare il Pilastro europeo dei diritti sociali e a contrastare le diverse forme di vulnerabilità che interessano milioni di cittadini europei.

Con questa iniziativa, Bruxelles propone un approccio più ampio alla povertà, considerata non solo come una difficoltà economica, ma come una condizione che limita l’accesso a diritti fondamentali, opportunità e servizi essenziali. La strategia affronta infatti temi strettamente collegati tra loro, come l’esclusione sociale, la crisi abitativa, la povertà infantile, le disuguaglianze e le difficoltà che colpiscono le persone più vulnerabili.

L’obiettivo è promuovere interventi coordinati lungo tutto l’arco della vita, sostenendo bambini, giovani, lavoratori e anziani attraverso politiche che favoriscano l’inclusione sociale, l’accesso ai servizi, la partecipazione al mercato del lavoro e una maggiore protezione sociale.

Accanto alla Strategia, la Commissione ha presentato ulteriori iniziative dedicate alla lotta all’esclusione abitativa, al contrasto della povertà infantile e al rafforzamento dei diritti delle persone con disabilità. Il pacchetto riconosce il ruolo fondamentale di servizi sociali accessibili e di qualità, nonché la necessità di una collaborazione più stretta tra istituzioni europee, Stati membri, autorità locali e organizzazioni della società civile.

Secondo la Commissione, la povertà continua a rappresentare una delle principali sfide sociali dell’Unione europea, coinvolgendo circa una persona su cinque. Con questa nuova agenda sociale, l’UE intende rilanciare il proprio impegno per costruire una società più equa, inclusiva e resiliente, nella quale nessuno venga lasciato indietro.

Per maggiori dettagli, visita il sito.

La Commissione europea ha inaugurato la EU Innovation Platform, una nuova iniziativa digitale concepita per facilitare l’accesso alle risorse europee dedicate all’innovazione e favorire lo sviluppo di un ecosistema più integrato a livello continentale. Presentata a Bruxelles durante l’European Innovation Summit, la piattaforma rappresenta una delle azioni previste dalla Strategia europea per startup e scaleup per rafforzare la capacità innovativa dell’Unione.

L’obiettivo è quello di riunire in un unico spazio digitale informazioni, servizi e opportunità oggi distribuiti tra diversi programmi e strumenti europei. Attraverso la piattaforma, gli utenti possono individuare più facilmente occasioni di finanziamento, iniziative di supporto, eventi di settore e contenuti utili per lo sviluppo delle proprie attività innovative.

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è l’utilizzo di un sistema di raccomandazione personalizzato, in grado di orientare gli utenti verso le opportunità più adatte in base al profilo dell’organizzazione, al settore di riferimento, all’area geografica e allo stadio di avanzamento del progetto.

In questa prima fase, la piattaforma è destinata principalmente ai beneficiari di finanziamenti europei che stanno lavorando alla valorizzazione commerciale delle proprie innovazioni. L’intenzione della Commissione europea è però quella di ampliare progressivamente la platea dei destinatari, coinvolgendo anche investitori, grandi imprese, consulenti e nuovi innovatori, con l’obiettivo di creare una rete europea sempre più dinamica e interconnessa a sostegno della crescita, della competitività e dell’innovazione.

Per tutti i dettagli, collegati qui.

La Commissione europea ha presentato il primo Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, un’iniziativa strategica che mira ad affrontare una delle principali sfide sociali ed economiche dell’Unione: garantire a tutti i cittadini l’accesso a una casa dignitosa, sostenibile e a costi accessibili.

Negli ultimi anni, l’aumento dei prezzi delle abitazioni, la scarsità di alloggi disponibili e l’incremento dei costi energetici hanno reso sempre più difficile trovare una casa adeguata, soprattutto per giovani, famiglie, lavoratori essenziali e persone in condizioni di vulnerabilità. La crisi abitativa interessa oggi gran parte dell’Europa e rappresenta una sfida che richiede risposte coordinate a livello europeo, nazionale e locale.

Per questo motivo, il nuovo Piano propone una serie di azioni volte a sostenere la costruzione e la riqualificazione di abitazioni, favorire nuovi investimenti pubblici e privati, semplificare le procedure amministrative e promuovere modelli abitativi più sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata ai territori e ai gruppi maggiormente colpiti dalla crisi abitativa.

L’iniziativa segna un passo importante nel rafforzamento dell’impegno europeo sul tema dell’abitare, riconoscendo la casa non solo come un bene materiale, ma come un elemento fondamentale per la qualità della vita, la coesione sociale e la competitività dei territori. Attraverso questo Piano, l’Unione europea punta a costruire un approccio più integrato e collaborativo per rendere l’accesso alla casa una priorità condivisa per il futuro dell’Europa.

Conosciamo gli effetti che il cambiamento climatico ha sulle persone con disabilità? Come possiamo mitigare ed adattarci al cambiamento climatico a 360 gradi nei nostri contesti? E come possiamo agire insieme per il clima? 

Partendo da Dublino nel 2026, per poi passare da Berlino nel 2027 e concludersi a Modena nel 2028, il progetto ChangeAble ci aiuterà a trovare le risposte a queste domande costruendo nuove competenze per agire nel quotidiano e soprattutto dando voce a tutti e tutte per permettere di influenzare scelte, anche politiche, a livello locale, nazionale e transnazionale per il bene comune.

È così che in Irlanda i rappresentanti di InEuropa, Coopattiva, agado, die reha,  GAP IE e Prosper Fingal hanno iniziato la loro avventura insieme, tra lavori di gruppo e numerose attività pensate per rafforzare il proprio legame e conoscersi meglio.

L’obiettivo delle due giornate è stato proprio quello di trovare l’energia giusta da utilizzare come motore del cambiamento, scoprendo insieme i valori che accomunano il nostro lavoro passando da cose semplici – come condividere momenti di svago con gli altri – a cose che diamo per scontato ma che non lo sono affatto – come avere la possibilità di condividere i momenti di svago con gli altri; opportunità che spesso dipendono, ad esempio, dalla presenza di barriere architettoniche.

Questi e altri esempi hanno permesso al gruppo di analizzare le proprie emozioni e riflettere su come trasformare l’energia che ne scaturisce in qualcosa di positivo per il gruppo e per il progetto. Stordente ma efficace, questo momento ha concluso la prima giornata di attività con una voglia di mettersi in gioco senza pari.

Attività più operative si sono svolte il secondo giorno di incontro. InEuropa ha infatti facilitato una sessione creativa dedicata alla creazione del logo di progetto partendo da proposte sviluppate in precedenza insieme agli Ambassadors del progetto, ossia le persone  con disabilità dei tre enti coinvolti. Tagliando, colorando e incollando, il logo di ChangeAble ha preso forma ed ora Coopattiva e GAP IE lavoreranno alla sua realizzazione finale.

Estremamente importante per porre le giuste basi di partenza per lo sviluppo dei materiali formativi del progetto è stata la sessione guidata da die reha che ha permesso all’intero gruppo di ragionare sul questionario di approfondimento sulle conoscenze e la sensibilità delle persone con disabilità relativamente al cambiamento climatico e alla sostenibilità ambientale. 

Il questionario sarà rivolto a più di 600 persone con disabilità nei tre territori nazionali coinvolti e i risultati che emergeranno dalle risposte raccolte permetteranno di avere un quadro più chiaro e completo sugli effetti che il cambiamento climatico ha sulla vita delle persone disabili, offrendo una base solida per sviluppare contenuti formativi validi, specifici e accessibili sul tema ambientale e sociale.

Cosa ci si aspetta, quindi, da ChangeAble? Che il successo si basi sull’empowerment delle persone e sulla messa a punto di attività pratiche e accessibili, capaci di permettere a tutte e tutti di riscoprire un nuovo rapporto con la natura e con l’ambiente. Ci si aspetta di creare una comunità forte basata sul concetto di cura reciproca che sappia comunicare in maniera inclusiva i traguardi raggiunti, ma non solo: attraverso ChangeAble si vuole stabilire una connessione duratura con l’apparato politico, con l’obiettivo di vedere tutti/e i/le cittadini/e non solo rappresentati/e ma anche attivamente partecipi alle decisioni pubbliche locali per avere un impatto tangibile che includa cambiamenti ambientali e sociali visibili e a lungo termine.

Lavorare insieme mettendosi in gioco e trovando soluzioni per far partire al meglio il progetto è stato il punto di forza dell’evento, in cui ognuno ha messo a nudo i propri limiti, le proprie potenzialità, i propri dubbi e ha condiviso idee e proposte per un futuro diverso, alla portata di tutti/e.

Il lavoro di questi due giorni è stata un’esperienza unica all’insegna della cura reciproca e della voglia di mettere in moto il cambiamento! Tutti e tutte non vediamo l’ora di fare i prossimi passi insieme!

Continua a seguire InEuropa per restare aggiornato su changeABLE!

La Commissione europea ha presentato il suo Programma di lavoro per il 2026, intitolato “Europe’s Independence Moment”, che definisce la visione per un’Europa più sovrana, innovativa e capace di affrontare le sfide globali. Il piano delinea un’agenda ambiziosa per rafforzare la competitività economica, la coesione sociale e la sicurezza dell’Unione nei prossimi anni.

Al centro del programma vi è l’impegno per una prosperità sostenibile e competitiva. La Commissione propone il nuovo Industrial Accelerator Act, volto a consolidare la base industriale europea e a favorire la leadership nel campo delle tecnologie pulite e digitali. Saranno inoltre istituiti un Critical Raw Materials Centre e un Circular Economy Act, per ridurre la dipendenza esterna, promuovere l’autonomia strategica e rendere il Mercato Unico più moderno e competitivo entro il 2028.

Un’altra priorità riguarda il rafforzamento della difesa e della sicurezza comune. L’estensione del quadro Readiness 2030, insieme a nuove iniziative come la European Drone Defence Initiative e l’Eastern Flank Watch, punta a migliorare la cooperazione tra Stati membri e la capacità di risposta dell’Europa alle minacce esterne.

Il programma dedica ampio spazio anche al modello sociale europeo. Attraverso il Quality Jobs Act e il Fair Labour Mobility Package, la Commissione mira a promuovere occupazione di qualità, mobilità equa dei lavoratori e portabilità delle competenze. Previsti anche interventi per affrontare le difficoltà legate al costo della vita e alla crisi abitativa, con misure di sostegno mirate per le famiglie europee.

La tutela della democrazia e dello Stato di diritto resta un pilastro dell’azione europea. Il programma prevede iniziative contro la disinformazione, a favore dell’uguaglianza di genere e della piena inclusione delle persone con disabilità. Sul piano esterno, l’Unione continuerà a sostenere Ucraina e Moldova, a rafforzare la cooperazione con i Paesi del Mediterraneo e a promuovere un approccio più efficace all’aiuto umanitario.

Infine, l’Europa guarda alla transizione verde con nuove strategie settoriali, tra cui la Livestock Strategy per l’agricoltura sostenibile e l’Ocean Act per la protezione degli ecosistemi marini. A ciò si aggiunge il Piano europeo di adattamento climatico, pensato per aumentare la resilienza dei territori ai cambiamenti climatici.

Per realizzare queste ambizioni, la Commissione auspica un accordo rapido sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che prevede risorse per quasi 2.000 miliardi di euro a sostegno delle priorità strategiche europee. L’obiettivo è costruire un’Unione più forte, più verde e più equa, capace di guidare la transizione verso il futuro.

Scopri ulteriori dettagli.

Scarica il documento completo.

La Commissione Europea ha ufficialmente aperto un nuovo bando per l’istituzione di un Partenariato Tematico nell’ambito dell’Agenda Urbana per l’Unione Europea (UAEU). Il tema scelto per questa edizione è “Città Compatte – Pianificazione Urbana Sostenibile e Mitigazione della Dispersione Edilizia”. Le candidature sono aperte dal 27 agosto e resteranno aperte fino al 1 ottobre 2025.

Questa iniziativa mira a riunire autorità pubbliche, organizzazioni della società civile, università e attori del settore privato per sviluppare politiche urbane integrate, orientate alla sostenibilità, alla rigenerazione urbana e alla limitazione dell’espansione incontrollata delle città (urban sprawl).

L’espansione urbana non regolamentata rappresenta una sfida crescente in tutta Europa: comporta un uso inefficiente del suolo, aumenta le emissioni di gas serra, riduce la biodiversità e aggrava la disuguaglianza sociale. Il modello di città compatta offre un’alternativa concreta, puntando su densificazione, rigenerazione degli spazi sottoutilizzati e contenimento dello sviluppo in aree verdi. I candidati sono invitati a:

  1. Consultare la documentazione disponibile sul sito :
    -il Background Document che descrive il tema, il processo di selezione e i criteri di ammissibilità
    – il rapporto di Valutazione ex-ante (Ex-Ante Assessment) che fornisce un’analisi dettagliata del contesto tematico, delle sfide esistenti e delle opportunità future.
  2. Compilare il modulo di candidatura tramite la piattaforma dell’European Urban Initiative (EUI). È necessario creare un account per completare la procedura e accedere alla community Portico.

Per aiutare le città interessate, il 3 settembre si è tenuto un seminario online per i candidati https://www.urbanagenda.urban-initiative.eu/events/online-applicant-seminar-call-partners-thematic-partnership-compact-cities-sustainable-urban, volto a chiarire il processo di candidatura e il funzionamento dei partenariati tematici dell’UAEU. 

Inoltre, è disponibile un video esplicativo sulle modalità operative dei Partenariati Tematici e un documento FAQ che raccoglie le risposte alle domande più comuni dei precedenti partecipanti.

OPZIONE 1: Il nuovo partenariato metterà in luce l’importanza di un approccio multilivello alla governance urbana, con una particolare attenzione al coordinamento delle politiche su trasporti, abitazioni ed ambiente. Un focus specifico sarà dedicato alle città di piccole e medie dimensioni, spesso trascurate nei grandi piani urbanistici, ma fondamentali per una transizione sostenibile.

“Questo partenariato vuole fornire strumenti concreti a chi lavora sul territorio – amministrazioni locali, enti regionali, pianificatori – per costruire città più vivibili, inclusive e resilienti,” afferma l’esperto autore del rapporto Ex-Ante, intervistato sul tema.

Per chi volesse approfondire ulteriormente, l’intervista completa all’esperto è disponibile online sul sito https://www.urbanagenda.urban-initiative.eu/news/exploring-concept-compact-cities-insights-ex-ante-assessment-expert

La Commissione Europea ha approvato il Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF), un nuovo quadro temporaneo che consente agli Stati membri di fornire aiuti di Stato mirati per sostenere la transizione ecologica dell’industria europea. L’obiettivo è duplice: decarbonizzare i processi industriali e allo stesso tempo rafforzare la competitività e la resilienza economica dell’Unione.

Il CISAF rappresenta una delle risposte concrete dell’UE al bisogno di accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, in linea con gli obiettivi del Green Deal. Permetterà di mobilitare investimenti pubblici in tecnologie pulite e strategiche, incentivando anche la produzione europea in settori industriali chiave. In un contesto globale sempre più competitivo, il quadro mira inoltre a ridurre la dipendenza dell’UE da fornitori extraeuropei, rafforzando l’autonomia tecnologica e industriale del continente.

Le misure previste dal CISAF coprono un ampio spettro di interventi, tra cui l’idrogeno verde, la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS), l’efficienza energetica dei processi produttivi e lo sviluppo di componenti fondamentali per le tecnologie verdi. Potranno essere sostenuti anche progetti per la riconversione industriale in settori altamente inquinanti come l’acciaio, la chimica e il cemento.

Gli aiuti concessi nell’ambito di questo quadro dovranno rispettare criteri ben precisi: durata limitata (massimo dieci anni), proporzionalità dell’intervento, effetto incentivante e attenzione alla non distorsione della concorrenza nel mercato interno. La Commissione ha annunciato che valuterà i progetti con procedure snelle e rapide, soprattutto nel caso di investimenti transfrontalieri o di particolare rilevanza strategica.

Con l’introduzione del CISAF, Bruxelles intende fornire agli Stati membri uno strumento efficace per accelerare la decarbonizzazione industriale, facilitando allo stesso tempo l’accesso delle imprese a risorse pubbliche utili per affrontare la transizione. Il nuovo quadro contribuirà anche alla creazione di posti di lavoro sostenibili e al rafforzamento del tessuto produttivo europeo.

In definitiva, il CISAF si configura come un tassello fondamentale della strategia europea per una industria pulita, competitiva e autonoma, capace di affrontare le sfide ambientali e geopolitiche dei prossimi anni. Ora tocca agli Stati membri e alle imprese attivarsi per presentare proposte di investimento in linea con le nuove regole.

Per tutti i dettagli, è possibile leggere il comunicato stampa ufficiale della Commissione.

La Commissione Europea ha presentato una strategia innovativa volta a semplificare e rafforzare il mercato unico dell’Unione, con l’obiettivo di agevolare il commercio transfrontaliero, stimolare gli investimenti e favorire lo sviluppo delle imprese in tutti i Paesi membri.

L’iniziativa intende superare gli ostacoli burocratici e normativi che frenano il pieno potenziale del mercato interno, concentrandosi in particolare sul supporto alle piccole e medie imprese (PMI) e sulla diffusione delle tecnologie digitali.

In un periodo di crescente instabilità economica e tensioni commerciali globali, il mercato unico si conferma un elemento cruciale per la competitività europea. Finora ha contribuito ad accrescere il PIL dell’UE di circa il 3-4% e ha generato oltre 3,6 milioni di nuovi posti di lavoro, con ampi margini di ulteriore crescita.

La strategia si articola su più fronti:

  • Superamento delle barriere più ostative: si interviene sulle principali difficoltà segnalate dalle imprese, quali la complessità nella costituzione di nuove attività, la scarsa uniformità delle normative, la mancata piena riconoscibilità delle qualifiche professionali, la diversità delle regole relative agli imballaggi e restrizioni ingiustificate che aumentano i costi per consumatori e imprese.
  • Rinforzo del comparto servizi: pilastro fondamentale dell’economia europea, il settore dei servizi tra gli Stati membri mostra una crescita stagnante. La strategia propone aggiornamenti normativi nei settori delle costruzioni e delle spedizioni postali, la semplificazione di servizi industriali come installazione e manutenzione, e la riduzione di regolamenti troppo complessi che limitano l’offerta e la mobilità dei servizi.
  • Incentivo alla crescita delle PMI: si introduce una nuova categoria di imprese di medie dimensioni, che potrà usufruire di benefici finora riservati alle PMI. Inoltre, sarà sviluppato un sistema digitale per agevolare il riconoscimento ufficiale delle PMI e facilitare le operazioni commerciali tra Paesi membri.
  • Riduzione della burocrazia e promozione della digitalizzazione: un pacchetto di misure dedicate mira a diminuire i costi amministrativi per le aziende, incentivando l’uso di documenti elettronici e procedure digitali per conformarsi alle regole europee.
  • Maggiore coordinamento tra Stati membri: ogni Paese dovrà nominare un referente di alto livello con il compito di assicurare il rispetto delle regole del mercato unico e prevenire la nascita di nuovi ostacoli.

Attraverso questa strategia, l’Unione Europea punta a trasformare il mercato unico in uno strumento ancora più efficace e vantaggioso per imprese, lavoratori e consumatori, creando un ambiente favorevole all’innovazione, alla crescita economica e al rafforzamento della competitività globale.

Per leggere il comunicato stampa ufficiale, collegati qui.

La Commissione Europea ha presentato la Bussola per la Competitività (Competitiveness Compass for the EU), una strategia per rafforzare la posizione economica dell’UE e colmare il divario di produttività rispetto ad altre economie globali, costruita sulla base degli studi commissionati in precedenza a Enrico Letta e Mario Draghi.

L’obiettivo è fare dell’Europa il centro dell’innovazione tecnologica e della produzione sostenibile, garantendo al contempo la decarbonizzazione e la sicurezza economica.

 Tre aree di intervento prioritarie:

  1. Innovazione – L’UE vuole rilanciare la crescita attraverso il potenziamento delle start-up e la diffusione delle tecnologie deep tech. Verranno introdotte iniziative per l’intelligenza artificiale (AI Gigafactories e Apply AI), materiali avanzati, biotecnologie, robotica e tecnologie spaziali. Una strategia specifica per le start-up e scale-up eliminerà ostacoli normativi, mentre un nuovo quadro giuridico europeo semplificherà le regole su diritto societario, fallimentare e tributario.
  2. Decarbonizzazione e Competitività – La strategia affronta il problema dell’alto costo dell’energia, proponendo un Patto per l’industria pulita per rendere l’UE un polo attrattivo per la produzione sostenibile. Verrà introdotto un Piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili, insieme a norme per accelerare le autorizzazioni alla transizione industriale, con un focus su settori chiave come siderurgia, metallurgia e chimica.
  3. Sicurezza e Riduzione delle Dipendenze – Per ridurre le dipendenze strategiche da altri paesi, l’UE rafforzerà le sue catene di approvvigionamento tramite partenariati commerciali e di investimento. Verranno introdotte norme per favorire le imprese europee negli appalti pubblici, riducendo la dipendenza da fornitori esterni.

 Cinque azioni trasversali per il successo:

  • Semplificazione normativa – Riduzione della burocrazia per le imprese e obiettivo di tagliare gli oneri amministrativi del 25% (35% per le PMI).
  • Miglioramento del mercato unico – Modernizzazione delle regole per eliminare ostacoli normativi e velocizzare l’accesso ai finanziamenti UE.
  • Finanziamenti mirati – Creazione di un’Unione europea dei risparmi e degli investimenti per agevolare il capitale di rischio e i flussi finanziari.
  • Competenze e lavoro – Iniziative per il miglioramento della formazione e l’attrazione di talenti qualificati.
  • Coordinamento tra UE e Stati membri – Introduzione di uno strumento di governance per la competitività, che garantirà un’azione coordinata e finanziamenti mirati attraverso un Fondo per la Competitività.

Collegati qui per scaricare il documento completo.

Leggi qui il comunicato stampa ufficiale.

Il Bilancio UE 2025 è stato discusso dal Parlamento Europeo che propone lo stanziamento complessivo di quasi 201 miliardi di euro per il 2025 da discutere in fase di negoziazione con gli Stati membri UE.

Rispetto alla Commissione Europea, il Parlamento propone un aumento di 1,24 miliardi di euro per gli stanziamenti del 2025 per poter affrontare, nello specifico, le sfide nel settore della salute (aumento di 110 milioni di euro), dei giovani (tramite Erasmus+ con altri 70 milioni di euro), per proteggere i cittadini dagli effetti delle catastrofi naturali (42 milioni di euro), per l’agricoltura (96 milioni di euro aggiuntivi), per gli aiuti umanitari (120 milioni di euro) e per il sostegno a il vicinato orientale e meridionale (110 milioni di euro).

Inoltre, il Parlamento Europeo sostiene che i costi di rimborso dell’EURI (Strumento Europeo per la Ripresa – Next Generation EU), che sono il doppio dell’importo inizialmente previsto per il 2025, non devono comportare una riduzione dei finanziamenti per programmi essenziali, come Erasmus+.

Proprio per questo motivo, il Parlamento intende ripristinare i tagli apportati dai governi UE agli stanziamenti 2025 e assicurarsi il corretto utilizzo del nuovo “meccanismo a cascata EURI” che permetterebbe di gestire l’aumento degli oneri finanziari di Next Generation EU, senza incidere sulle iniziative chiave e mantenendo la flessibilità e la capacità di risposta del bilancio.

Per ulteriori dettagli, collegati qui.