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La Commissione europea ha pubblicato il nuovo bando CERV-2026-GE – Call for proposals to promote gender equality, nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values (CERV), con una dotazione complessiva di 23.000.000 di euro.

L’obiettivo è sostenere progetti capaci di tradurre in azioni concrete le politiche europee sulla parità di genere, rafforzando i diritti delle donne e promuovendo un cambiamento strutturale nei contesti lavorativi, politici, economici e culturali.

Il bando si inserisce nel quadro strategico europeo delineato dalla Roadmap for Women’s Rights e dalla futura Strategia UE per la parità di genere 2026–2030, e mira a sostenere interventi che abbiano un impatto reale sull’attuazione delle direttive e delle politiche dell’Unione. I progetti finanziati dovranno andare oltre la dimensione puramente teorica o di ricerca, puntando su capacity building, strumenti operativi, formazione, campagne di sensibilizzazione e cooperazione tra attori pubblici e privati.

Il bando è articolato in quattro priorità tematiche, ciascuna con un proprio budget indicativo. La prima riguarda il work-life balance e la condivisione delle responsabilità di cura, con un’attenzione particolare alle politiche aziendali family-friendly, alla valorizzazione del lavoro di cura – spesso svolto da donne – e al coinvolgimento attivo degli uomini sia nella cura informale sia nelle professioni del care. A questa priorità sono destinati 7 milioni di euro.

La seconda priorità, con un budget di 5 milioni di euro, è dedicata alla parità salariale e all’attuazione della Direttiva sulla trasparenza retributiva. I progetti dovranno supportare datori di lavoro, parti sociali e autorità pubbliche nello sviluppo di sistemi di pay reporting, strumenti digitali, modelli di valutazione neutra delle mansioni e percorsi formativi per prevenire e contrastare le discriminazioni salariali di genere.

La terza priorità mette al centro la partecipazione e rappresentanza equilibrata di donne e uomini nei processi decisionali, sia in ambito politico sia economico. Con una dotazione di 6 milioni di euro, il bando sostiene iniziative per rafforzare la leadership femminile, promuovere mentoring e formazione per candidate ed elette, migliorare le politiche pubbliche e supportare l’attuazione della Direttiva “Women on Boards”.

Infine, la quarta priorità, finanziata con 5 milioni di euro, è dedicata al contrasto agli stereotipi di genere nei media e nella pubblicità. L’obiettivo è favorire un cambiamento culturale attraverso la formazione di professionisti del settore, lo sviluppo di codici di condotta, campagne di sensibilizzazione e iniziative che promuovano una rappresentazione non discriminatoria di donne e uomini, con particolare attenzione al ruolo dei media nel plasmare l’immaginario collettivo.

I progetti possono essere nazionali o transnazionali, anche se la Commissione incoraggia fortemente le partnership europee. Possono partecipare autorità pubbliche, organizzazioni della società civile, enti di parità, parti sociali, enti di formazione e altri stakeholder rilevanti, nel rispetto dei criteri di ammissibilità del programma CERV. Ogni proposta deve concentrarsi su una sola priorità tematica.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 28 aprile 2026.

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La Commissione europea ha aperto il bando SOCPL-2026-SOC-DIALOG – Support for Social Dialogue, un’iniziativa finanziata nell’ambito delle Social Prerogatives and Specific Competencies Lines (SOCPL) e gestita dalla DG Occupazione, Affari sociali e Inclusione.

L’obiettivo è rafforzare il dialogo sociale europeo, sostenendo la capacità delle organizzazioni rappresentative di lavoratori e datori di lavoro di affrontare le grandi trasformazioni del mercato del lavoro e contribuire in modo strutturato alle politiche sociali e occupazionali dell’Unione.

Con una dotazione complessiva di 13,25 milioni di euro, il bando intende finanziare tra 25 e 40 progetti che promuovano il dialogo sociale a livello intersettoriale e settoriale, favorendo consultazioni, negoziazioni, scambi di buone pratiche e azioni congiunte. Le proposte dovranno dimostrare una chiara dimensione europea o transnazionale, coinvolgendo partner di più Stati membri e, ove pertinente, anche dei Paesi candidati all’UE.

Le azioni sostenute si concentrano su temi strategici come lavoro di qualità, transizione giusta verso la neutralità climatica, digitalizzazione e intelligenza artificiale, carenza di competenze e riqualificazione professionale, rafforzamento della contrattazione collettiva, nuove forme di lavoro, mobilità intra-UE, parità di genere e inclusione sociale. Un’attenzione particolare è riservata ai progetti che contribuiscono all’attuazione delle raccomandazioni UE sul rafforzamento del dialogo sociale e che migliorano il coinvolgimento dei partner sociali nel Semestre europeo.

Possono candidarsi organizzazioni dei partner sociali a livello europeo, nazionale o regionale, singolarmente o in partenariato, purché sia garantito un adeguato coinvolgimento delle rappresentanze sia dei lavoratori sia dei datori di lavoro. I progetti potranno avere una durata compresa tra 12 e 36 mesi e un budget indicativo tra 150.000 e 700.000 euro, con un tasso di cofinanziamento fino al 90%, che può salire al 95% per le iniziative direttamente collegate a negoziazioni formali ai sensi dei Trattati UE.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 15 aprile 2026.

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InEuropa è stata ospite formatore di EUROPE LAB – strumenti, conoscenze e opportunità per il futuro dell’Europa, un percorso formativo e progettuale promosso dalla Provincia di Parma e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del bando per la cittadinanza europea. L’iniziativa è stata rivolta ai Comuni del territorio e si inserisce nel quadro delle politiche giovanili, con l’obiettivo di rafforzare le competenze degli enti locali sull’utilizzo degli strumenti europei a gestione diretta.

Nel corso del primo incontro, Andrea Pignatti e Barbara Grazzini hanno presentato le principali opportunità di finanziamento europee per il periodo 2021–2027, illustrando esempi concreti di progetti già realizzati dagli enti locali. Un momento di approfondimento pensato per fornire una visione chiara e operativa delle possibilità offerte dai programmi europei nel campo delle politiche giovanili.

Il secondo appuntamento ha invece avuto un taglio fortemente pratico, configurandosi come un vero e proprio laboratorio di progettazione. I partecipanti hanno lavorato insieme alla definizione di un potenziale progetto di interesse territoriale, simulando le fasi chiave della co-progettazione. Da questo confronto è nato un draft progettuale, destinato a essere ulteriormente sviluppato e candidato ai bandi europei del 2026.

InEuropa ha accompagnato i Comuni all’interno di EUROPE LAB, con l’obiettivo di trasformare le conoscenze acquisite in progetti concreti e candidabili, rafforzando la capacità degli enti locali di operare efficacemente nel contesto europeo.

Un sentito ringraziamento va alla Provincia di Parma per l’organizzazione e la realizzazione di questa iniziativa, alla Regione Emilia-Romagna per il sostegno, e a tutti i funzionari e amministratori degli enti locali per la partecipazione attiva, l’interesse e l’energia dimostrata durante l’intero percorso.

La Commissione europea ha reso disponibili i nuovi programmi di lavoro di Horizon Europe per il periodo 2026-2027, offrendo un quadro aggiornato delle opportunità di finanziamento per ricerca e innovazione rivolte a università, centri di ricerca, imprese, enti pubblici e organizzazioni della società civile. I documenti rappresentano uno strumento centrale per orientarsi tra bandi, topic e priorità strategiche del programma.

I work programmes coprono l’intera architettura di Horizon Europe, includendo l’introduzione generale, le Marie Skłodowska-Curie Actions, le infrastrutture di ricerca, i cluster tematici, gli ecosistemi europei dell’innovazione, le azioni WIDERA per l’ampliamento della partecipazione, le Missioni dell’UE e il New European Bauhaus. Insieme, questi documenti definiscono gli ambiti su cui l’Unione europea intende concentrare investimenti e azioni nei prossimi due anni.

Il ruolo dei programmi di lavoro è cruciale perché traducono le priorità politiche europee in opportunità concrete di finanziamento, specificando obiettivi, risultati attesi e tipologie di azioni finanziabili. Attraverso i bandi previsti, Horizon Europe continua a sostenere progetti in settori chiave come salute, transizione verde, digitale, energia, mobilità, sicurezza e competitività industriale, con un forte accento sull’impatto e sulla collaborazione internazionale.

Rimangono inoltre consultabili i programmi di lavoro precedenti, che consentono di monitorare l’evoluzione delle priorità e di prepararsi in modo strategico alle nuove call. La definizione dei work programmes si inserisce in un processo che ha coinvolto anche consultazioni con la comunità europea della ricerca e dell’innovazione, rafforzando l’allineamento tra bisogni reali e strumenti di finanziamento.

Nel contesto di Horizon Europe 2021-2027, e in vista delle future prospettive oltre il 2027, la pubblicazione dei nuovi programmi di lavoro rappresenta un passaggio fondamentale per chi intende sviluppare progetti competitivi, pianificare partenariati e contribuire agli obiettivi strategici dell’Unione europea.

Per ulteriori dettagli e per scaricare i documenti ufficiali, collegati qui.

La Commissione europea ha pubblicato il nuovo bando Networks of Towns, nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values (CERV), con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione dei cittadini alla vita democratica dell’Unione attraverso la creazione e il consolidamento di reti transnazionali di città.

Il bando sostiene progetti capaci di promuovere scambi tra cittadini di diversi Paesi, favorire il senso di appartenenza europea e sviluppare una cooperazione duratura tra autorità locali e organizzazioni della società civile.

Con una dotazione complessiva di 12 milioni di euro, l’iniziativa punta a sostenere reti di comuni e autorità locali che intendano lavorare insieme su temi di interesse comune legati ai valori dell’UE, ai diritti fondamentali e alla democrazia partecipativa. I progetti dovranno adottare un approccio inclusivo e dal basso, valorizzando il coinvolgimento diretto dei cittadini – in particolare giovani, gruppi sottorappresentati e comunità a rischio di discriminazione – nei processi decisionali a livello locale, nazionale ed europeo.

Il bando incoraggia interventi che promuovano la cittadinanza europea, la diversità, la parità di genere, la lotta a discriminazione, odio e polarizzazione, nonché la prevenzione della violenza e l’inclusione sociale. Particolare attenzione è riservata all’uso di strumenti innovativi e digitali per il coinvolgimento civico e al ruolo delle attività culturali come leva per rafforzare la partecipazione democratica, anche in linea con l’iniziativa del New European Bauhaus.

Le attività finanziabili includono workshop, seminari, conferenze, incontri tra esperti, eventi pubblici, percorsi formativi, campagne di sensibilizzazione e scambi di buone pratiche tra autorità pubbliche e organizzazioni della società civile.

I progetti dovranno essere realizzati da consorzi di almeno quattro partner provenienti da quattro Paesi diversi, di cui almeno due Stati membri dell’UE, e avere una durata compresa tra 12 e 24 mesi. Il contributo minimo richiedibile è pari a 100.000 euro, senza un tetto massimo prefissato.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 16 aprile 2026.

Scopri i dettagli sul portale Funding & Tenders della Commissione.

La Commissione europea ha lanciato l’Invito a presentare proposte 2026 – EAC/A15/2025 nell’ambito del Corpo europeo di solidarietà, aprendo una nuova stagione di finanziamenti dedicati al volontariato internazionale e ai progetti guidati dai giovani.

Il bando si fonda sul Regolamento (UE) 2021/888 e sul Programma di lavoro annuale 2026, confermando la volontà dell’UE di promuovere l’impegno civico, la solidarietà e la partecipazione attiva delle nuove generazioni.

Con una dotazione stimata in 129,59 milioni di euro, l’invito sostiene una vasta gamma di attività, tra cui progetti di volontariato, gruppi di volontariato in settori ad alta priorità, progetti di solidarietà guidati dai giovani, nonché il marchio di qualità per ospitare volontari sia nelle attività di solidarietà sia nel settore degli aiuti umanitari. Il bando include inoltre opportunità specifiche nell’ambito del Corpo volontario europeo di aiuto umanitario.

L’invito è aperto a organizzazioni pubbliche e private, enti non profit, autorità locali e gruppi informali di giovani registrati sulla piattaforma ufficiale. La partecipazione copre i 27 Stati membri, i Paesi EFTA/SEE, Turchia e Macedonia del Nord, con la possibilità di coinvolgere soggetti di Paesi terzi quando ciò risponde agli interessi dell’Unione.

Le scadenze variano in base all’azione: i progetti di volontariato e i progetti di solidarietà prevedono diverse tornate tra febbraio e ottobre 2026, mentre i gruppi di volontariato in settori ad alta priorità chiudono il 3 marzo 2026 e le iniziative di aiuto umanitario il 23 aprile 2026. Le candidature per il marchio di qualità per le attività di solidarietà restano aperte su base continuativa.

Per ulteriori dettagli e per scaricare guida e bando, collegati qui.

La Commissione europea ha pubblicato ufficialmente la Guida Erasmus+ 2026 e il nuovo Invito a presentare proposte EAC/A12/2025, aprendo la stagione di finanziamento 2026 del programma dedicato a istruzione, formazione, gioventù e sport.

La Guida rappresenta il riferimento normativo per la partecipazione al programma: descrive requisiti, criteri di valutazione, modalità di finanziamento, ammissibilità, riconoscimento delle competenze e obblighi di comunicazione dei risultati. Rimangono confermate anche le priorità trasversali del programma, che orientano la valutazione delle proposte.

Priorità e struttura della Guida 2026

La Guida 2026 conferma le quattro priorità trasversali:

  • Inclusione e diversità
  • Transizione digitale
  • Sostenibilità ambientale in linea con il Green Deal europeo
  • Partecipazione democratica e cittadinanza attiva

La struttura rimane articolata nelle tre tradizionali Azioni Chiave:

Azione Chiave 1 – Mobilità individuale
Riguarda studenti, discenti, personale scolastico e universitario, giovani, animatori socioeducativi e personale del settore sportivo. Include mobilità di breve e lungo termine, scambi giovanili, attività di partecipazione e scambi virtuali Erasmus+. Confermati il supporto linguistico tramite OLS, le norme di sicurezza, le assicurazioni obbligatorie e il riconoscimento delle competenze acquisite tramite strumenti europei come Europass e Youthpass.

Azione Chiave 2 – Cooperazione tra organizzazioni e istituzioni
Finanzia partenariati, innovazione, capacity building e attività di sviluppo professionale. Comprende Erasmus Mundus, Alleanze per l’innovazione, Centri di eccellenza professionale, cooperazione internazionale nel settore dell’istruzione, VET, gioventù e sport, oltre agli eventi sportivi europei senza scopo di lucro.

Azione Chiave 3 – Sviluppo delle politiche e cooperazione
Sostiene reti di collaborazione, dialogo politico, European Youth Together e tutte le azioni Jean Monnet, aperte globalmente nel campo dell’istruzione e della ricerca sull’integrazione europea.

La Guida ribadisce l’obbligo di garantire accessibilità per tutti i partecipanti, l’uso del logo UE nella comunicazione, la pubblicazione dei materiali prodotti in modalità open access e il monitoraggio della qualità dei progetti.

Il nuovo bando Erasmus+ 2026

L’Invito EAC/A12/2025, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 12 novembre 2025, definisce nel dettaglio tutte le azioni finanziabili, le scadenze, i requisiti di candidatura e il budget complessivo.

Azioni aperte nel 2026

Azione Chiave 1 – Mobilità individuale

  • Mobilità nei campi istruzione, formazione e gioventù
  • Attività di partecipazione dei giovani
  • DiscoverEU – Azione per l’inclusione
  • Mobilità del personale nel settore sportivo
  • Scambi virtuali Erasmus+

Azione Chiave 2 – Cooperazione

  • Partenariati di cooperazione
  • Partenariati su scala ridotta
  • Partenariati europei per lo sviluppo scolastico
  • Partenariati per l’eccellenza
  • Centri di eccellenza professionale
  • Erasmus Mundus
  • Alleanze per l’innovazione
  • Capacity Building (istruzione superiore, VET, gioventù e sport)
  • Eventi sportivi europei senza scopo di lucro

Azione Chiave 3 – Politiche e cooperazione

  • European Youth Together
  • Azioni e reti Jean Monnet
  • Dibattito politico Jean Monnet

Chi può partecipare

Possono candidarsi organismi pubblici e privati attivi nei settori dell’istruzione, formazione, gioventù e sport. Per alcune azioni sono ammissibili anche gruppi informali di giovani.

Il programma è aperto ai 27 Stati membri, ai Paesi EFTA/SEE (Islanda, Liechtenstein e Norvegia), ai Paesi candidati (Turchia, Macedonia del Nord, Serbia) e, a seconda delle azioni, a Paesi terzi non associati.
Le Azioni Jean Monnet sono aperte a organizzazioni di qualsiasi Paese del mondo.

Budget

Il budget complessivo dell’Invito è pari a 4,473 miliardi di euro, ripartiti come segue:

  • 3.977,562 miliardi per istruzione e formazione (incluse le azioni Jean Monnet)
  • 421,8315 milioni per il settore gioventù
  • 74,053 milioni per lo sport

L’importo può essere aggiornato a seconda delle eventuali modifiche del programma di lavoro annuale Erasmus+.

Scadenze 2026 (ora di Bruxelles)

Azione Chiave 1

  • Mobilità istruzione superiore: 19 febbraio 2026, ore 12.00
  • Mobilità IFP, scuola e adulti: 19 febbraio 2026, ore 12.00
  • Mobilità personale sportivo: 12 febbraio 2026, ore 12.00
  • DiscoverEU Inclusione: 12 febbraio 2026, ore 12.00
  • Mobilità gioventù: 12 febbraio 2026, ore 12.00 e 1 ottobre 2026, ore 12.00
  • Scambi virtuali Erasmus+: 26 marzo 2026, ore 17.00
  • Accreditamenti IFP, scuola e adulti: 29 settembre 2026, ore 12.00
  • Accreditamenti gioventù: 29 settembre 2026, ore 12.00

Azione Chiave 2

  • Partenariati di cooperazione (istruzione, formazione, gioventù, escluso ONG europee): 5 marzo 2026, ore 12.00
  • Partenariati di cooperazione ONG europee e sport: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Partenariati su scala ridotta (scuola, VET, adulti, gioventù): 5 marzo 2026, ore 12.00
  • Partenariati su scala ridotta sport: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Partenariati europei per lo sviluppo scolastico: 9 aprile 2026, ore 12.00
  • Centri di eccellenza professionale: 3 settembre 2026, ore 17.00
  • Erasmus Mundus: 12 febbraio 2026, ore 17.00
  • Alleanze per l’innovazione: 10 marzo 2026, ore 17.00
  • Capacity Building istruzione superiore: 10 febbraio 2026, ore 17.00
  • Capacity Building VET: 26 marzo 2026, ore 17.00
  • Capacity Building gioventù: 26 febbraio 2026, ore 17.00
  • Capacity Building sport: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Eventi sportivi locali europei: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Eventi europei su larga scala: 22 gennaio 2026, ore 17.00

Azione Chiave 3

  • European Youth Together: 26 febbraio 2026, ore 17.00
  • Azioni e reti Jean Monnet: 3 febbraio 2026, ore 17.00

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L’Unione Europea prosegue il percorso verso una gestione più moderna e condivisa del patrimonio culturale. Il programma ECHOES ha annunciato la seconda open call dedicata a progetti di engagement e collaborazione, con l’obiettivo di sostenere le istituzioni impegnate nella conservazione, digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale. La call sarà aperta dall’11 novembre 2025 al 30 gennaio 2026.

Il bando finanzia attività volte a rafforzare le competenze digitali del settore e a diffondere la conoscenza della European Collaborative Cloud for Cultural Heritage (ECCCH), la piattaforma europea che mette a disposizione infrastrutture condivise, strumenti avanzati – come intelligenza artificiale, tecnologie 3D, sistemi di annotazione e archiviazione intelligente – e uno spazio collaborativo per lavorare sul patrimonio sia materiale sia immateriale.

Potranno partecipare istituzioni del patrimonio culturale come musei, archivi, biblioteche, enti di conservazione, fondazioni o reti professionali del settore, con sede in uno Stato membro o in un Paese associato a Horizon Europe. Le candidature sono possibili in forma singola o in consorzio.

Il coordinatore del progetto deve essere un’organizzazione senza scopo di lucro, pubblica o privata, attiva nel campo del patrimonio culturale (Cultural Heritage Institutions – CHIs). Sono ammessi anche enti “ombrello” o reti formali che rappresentano gruppi di istituzioni.

Il bando prevede il finanziamento di 20 progetti, ciascuno con una durata tra 12 e 24 mesi, e un contributo massimo di 29.800 euro. Fra le attività ammissibili rientrano workshop, webinar, corsi online, toolkit formativi, eventi informativi e iniziative di co-creazione, pensate per favorire la collaborazione e la diffusione degli strumenti digitali previsti dalla ECCCH.

La call punta così a costruire una comunità più ampia e competente, capace di sfruttare in modo consapevole le tecnologie digitali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale europeo.

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L’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura (EACEA) ha pubblicato il nuovo bando “CREA-CROSS-2026-MEDIALITERACY – NEWS – Media Literacy”, nell’ambito della sezione Cross-Sectoral del programma Europa Creativa. L’iniziativa punta a sostenere progetti di alfabetizzazione mediatica transfrontalieri e innovativi, capaci di rispondere alle sfide del panorama digitale in continua evoluzione.

Obiettivi e priorità

L’obiettivo principale è rafforzare la capacità critica dei cittadini europei di fronte alla disinformazione e alla manipolazione dell’informazione, promuovendo una comprensione consapevole dei media e un ambiente informativo libero, pluralistico e inclusivo.

Le priorità del bando si concentrano su tre linee d’azione:

  1. Sviluppare soluzioni innovative per aiutare i cittadini a riconoscere e contrastare disinformazione, manipolazione e altre minacce online.
  2. Valorizzare e ampliare le buone pratiche esistenti nel campo della media literacy, favorendo la cooperazione tra diverse aree culturali, linguistiche e nazionali d’Europa.
  3. Promuovere inclusione, cittadinanza attiva e resilienza democratica, anche contro interferenze nei processi decisionali dei cittadini.

I progetti dovranno basarsi su una analisi dei bisogni dei Paesi e dei gruppi target coinvolti e potranno collaborare con i nodi regionali dell’European Digital Media Observatory (EDMO), per condividere buone pratiche e sinergie.

Attività finanziabili

Il bando finanzia una vasta gamma di attività, tra cui:

  • Creazione e diffusione di contenuti multilingue e interattivi per migliorare le competenze digitali e la comprensione dei media.
  • Sviluppo di strumenti di alfabetizzazione mediatica per cittadini, formatori, giornalisti e creatori di contenuti.
  • Progetti pilota e soluzioni innovative, anche con l’integrazione di tecnologie come l’intelligenza artificiale, purché accompagnate da valutazioni etiche e di trasparenza.
  • Attività di formazione e scambio di buone pratiche tra regioni e Paesi europei.
  • Eventi pubblici, workshop e iniziative comunitarie per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini.

Impatto atteso

I progetti selezionati contribuiranno a rafforzare la collaborazione europea nel campo dell’alfabetizzazione mediatica, sviluppando strumenti concreti per contrastare la disinformazione e migliorare la capacità dei cittadini di comprendere e valutare criticamente l’informazione. L’obiettivo finale è accrescere la resilienza sociale e democratica di fronte alle sfide del digitale.

Requisiti di partecipazione

Possono partecipare enti pubblici e privati, organizzazioni non profit, media, università, istituti di ricerca, ONG, autorità pubbliche e organizzazioni internazionali con sede nei Paesi partecipanti a Europa Creativa.
Ogni proposta deve essere presentata da un consorzio di almeno tre enti indipendenti provenienti da tre Paesi eleggibili diversi.

Budget e scadenza

Il bando dispone di un budget complessivo di 3 milioni di euro, con un finanziamento massimo di 500.000 euro per progetto e una copertura del 70% dei costi ammissibili.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata all’11 marzo 2026, ore 17:00.

Per tutti i dettagli e per scaricare il bando completo, collegati qui.

L’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura (EACEA) ha pubblicato il bando “CREA-CROSS-2026-JOURPART – Journalism Partnerships”, nell’ambito del programma Europa Creativa, sezione Cross-Sectoral Strand. L’obiettivo è rafforzare un ecosistema mediatico libero, pluralista e innovativo, capace di rispondere alle sfide strutturali e tecnologiche che attraversano il settore giornalistico europeo.

Il bando prevede due linee di azione:

  • Journalism Partnerships – Collaborations, dedicata alla sostenibilità economica e alla trasformazione digitale dei media. Finanzia progetti di collaborazione transfrontaliera che sviluppino nuovi modelli di business, tecniche di produzione, standard professionali e reti di scambio tra operatori del settore.

  • Journalism Partnerships – Pluralism, mirata a rafforzare l’indipendenza e la diversità dei media. Sostiene organizzazioni che offrano sovvenzioni a terzi (regranting) per favorire media locali e regionali, giornalismo investigativo, media comunitari e realtà che producono informazione di interesse pubblico.

Tra le attività ammissibili figurano formazione e mentoring, creazione di piattaforme di scambio e innovazione, eventi e workshop, sviluppo di strumenti tecnici e modelli editoriali sostenibili, nonché azioni di mappatura delle buone pratiche e campagne di sensibilizzazione per la libertà dei media. Tutti i progetti devono garantire indipendenza editoriale, rispetto degli standard professionali, attenzione alla sostenibilità ambientale e promozione di diversità, inclusione e parità di genere.

Il bando dispone di un budget complessivo di 13,8 milioni di euro, suddiviso equamente tra le due linee:

  • 6,9 milioni di euro per Collaborations (fino a 2 milioni per progetto, copertura massima 80% dei costi ammissibili);

  • 6,9 milioni di euro per Pluralism (fino a 2,5 milioni per progetto, copertura massima 90% dei costi ammissibili).

Possono candidarsi enti pubblici e privati, media, ONG, fondazioni, università, centri di ricerca e organizzazioni non profit attive nel settore dell’informazione, con sede in Paesi partecipanti a Europa Creativa.

  • Per la linea Collaborations è richiesto un consorzio di almeno tre entità indipendenti di tre Paesi diversi;

  • Per la linea Pluralism è ammessa anche una singola organizzazione o un consorzio di almeno due enti.

Le domande devono essere presentate online tramite il portale Funding & Tenders entro il 4 febbraio 2026 (ore 17:00 CET).
L’avvio dei progetti è previsto nel novembre 2026, con una durata massima di 24 mesi.

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