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Il programma europeo Citizens, Equality, Rights and Values (CERV) ha pubblicato l’invito a presentare proposte nel campo della Memoria Europea. 

Questa iniziativa rappresenta un’importante occasione per finanziare progetti che puntano a commemorare, ricercare ed educare su eventi e periodi che hanno segnato profondamente la storia europea del XX secolo.

Il cuore del bando è la volontà di sensibilizzare i cittadini sulla storia, la cultura, il patrimonio e i valori comuni dell’Unione Europea, promuovendo una comprensione più profonda delle nostre radici e dei nostri traguardi. Un elemento di assoluta rilevanza che i candidati dovranno tenere a mente è l’integrazione della prospettiva di genere, considerata un requisito trasversale per tutte le priorità dell’invito.

Le candidature devono riguardare esclusivamente uno dei seguenti quattro argomenti (e un’organizzazione coordinatrice può presentare una sola domanda in totale):

  • Transizione Democratica (CERV-2026-CITIZENS-REM-TRANSITION): Si concentra sulla memoria delle transizioni democratiche. Include la (ri)costruzione delle istituzioni democratiche e il consolidamento della società basata sullo stato di diritto, la democrazia e i diritti fondamentali.

  • Memoria della Shoah (CERV-2026-CITIZENS-REM-HOLOCAUSTJEW): Questa priorità è dedicata al rafforzamento della memoria dell’Olocausto contro il popolo ebraico. Incoraggia progetti per contrastare la negazione, la distorsione, la banalizzazione della Shoah e l’inversione delle vittime.

  • Crimini contro l’Umanità (CERV-2026-CITIZENS-REM-GENCRIME-1 e 2): Si divide in due priorità specifiche per la memoria dell’Olocausto, dei genocidi, dei crimini di guerra e contro l’umanità per rafforzare la democrazia nell’UE. La Priorità 1 riguarda il rafforzamento della memoria delle vittime Rom. La Priorità 2 si concentra sulla memoria delle vittime LGBTIQ+ e di altre minoranze.

  • Eredità del Colonialismo e Migrazione (CERV-2026-CITIZENS-REM-HISTMIGRATION): Promuove la memoria dell’eredità del colonialismo, della schiavitù e delle migrazioni. L’obiettivo è esplorare il loro impatto sulle attuali società europee multiculturali.

Il bando mette in campo risorse significative, con un budget totale stimato che ammonta a ben 28.000.000 di euro.

I fondi sono così ripartiti tra i vari topic: alla memoria dell’Olocausto ebraico è destinata la quota principale di 14 milioni di euro. Seguono le tematiche legate ai genocidi e crimini contro l’umanità (vittime Rom e LGBTIQ+) e all’eredità di colonialismo e migrazione, finanziate ciascuna con 5 milioni di euro. Infine, 4 milioni di euro sono riservati ai progetti sulle transizioni democratiche. Per quanto riguarda le singole proposte, la sovvenzione richiesta dovrà avere un importo minimo di 50.000 euro, e non potrà superare il tetto massimo di 500.000 euro.

Il coordinatore (lead applicant) del consorzio deve obbligatoriamente essere un ente legale senza scopo di lucro (pubblico o privato) oppure un’organizzazione internazionale. I partner di progetto (co-applicants) possono invece essere entità pubbliche o private, anche a scopo di lucro (for-profit), a condizione però che si presentino in partnership con enti pubblici, organizzazioni non profit o internazionali.

Tutti i partecipanti devono essere stabiliti nei Paesi membri dell’UE o nei Paesi terzi associati al Programma CERV. È fondamentale ricordare che la proposta deve essere presentata da un consorzio composto da almeno due enti (il coordinatore e almeno un partner) e che i progetti dovranno avere una durata compresa tra 12 e 24 mesi.

La data di apertura per la presentazione delle domande è fissata al 21 ottobre 2026

La scadenza ultima per l’invio delle candidature è il 24 febbraio 2027.

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La Commissione europea ha pubblicato il bando SOCPL-2026-INFO-REPR – Information, consultation and participation of representatives of undertakings, nell’ambito della linea Social Prerogatives and Specific Competencies Lines (SOCPL).

L’invito sostiene progetti finalizzati a rafforzare l’informazione, la consultazione e la partecipazione dei lavoratori nelle imprese, anche attraverso una maggiore conoscenza delle norme e delle politiche europee. Un’attenzione specifica è dedicata ai Comitati Aziendali Europei (European Works Councils) e al loro funzionamento.

Tra gli ambiti di intervento rientrano lo scambio di esperienze e buone pratiche, il coinvolgimento dei lavoratori nei processi di ristrutturazione e nella gestione delle controversie, oltre alle trasformazioni legate alla transizione verde e digitale. Il bando considera inoltre le conseguenze dell’intelligenza artificiale sull’organizzazione e sulle condizioni di lavoro.

I progetti potranno prevedere attività di formazione, sensibilizzazione, produzione di materiali informativi e manuali, nonché iniziative di scambio, analisi e diffusione dei risultati.

Il bando dispone di 2,5 milioni di euro e punta a sostenere circa 8-10 progetti, della durata compresa tra 18 e 24 mesi.

La partecipazione è aperta, tra gli altri, a organizzazioni pubbliche e private che rappresentano lavoratori e datori di lavoro, comprese organizzazioni sindacali e datoriali a livello europeo, nazionale, regionale e settoriale. Possono inoltre partecipare organismi di ricerca e formazione e imprese, secondo le condizioni previste dal bando.

Per i progetti presentati in partenariato è richiesta la partecipazione di almeno due beneficiari appartenenti a due diversi Paesi ammissibili.

La scadenza per partecipare è fissata al 12 novembre 2026.

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Il programma Interreg Euro-MED 2021-2027 mette a disposizione 20 milioni di euro per sostenere progetti finalizzati a testare sul campo soluzioni già sviluppate e pronte per essere applicate e replicate in diversi territori del Mediterraneo.

L’8° bando del programma, dedicato ai Thematic test projects, sarà aperto dal 1° ottobre al 2 novembre 2026. Sono previsti circa 10 progetti, con un finanziamento massimo di 2 milioni di euro per iniziativa e una durata fino a 24 mesi. I partenariati dovranno coinvolgere indicativamente 8-12 partner.

Le proposte dovranno concentrarsi su una delle due priorità individuate dal bando: A Smarter Mediterranean, per interventi nel campo della ricerca, dell’innovazione e delle tecnologie avanzate, oppure A Greener Mediterranean, dedicata alla sostenibilità ambientale.

In particolare, le attività potranno riguardare il rafforzamento delle capacità di ricerca e innovazione (OS 1.1), la transizione verso un’economia circolare e un uso più efficiente delle risorse (OS 2.6) oppure la tutela della natura e della biodiversità, le infrastrutture verdi e la riduzione dell’inquinamento (OS 2.7).

Le proposte dovranno inoltre rientrare in una delle tre missioni tematiche del bando: Sustainable Innovative Economy, Natural Heritage o Greener Inhabited Areas.

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L’European Urban Initiative (EUI) lancia una nuova Call for Peer Reviews rivolta alle autorità urbane europee coinvolte nello sviluppo e nell’attuazione di Sustainable Urban Development Strategies (SUD).

L’iniziativa offre alle città l’opportunità di confrontarsi con altre realtà europee su sfide concrete e aspetti specifici delle proprie strategie di sviluppo urbano sostenibile. Ciascun percorso prevede la partecipazione di una city under review e di un massimo di sei città coinvolte come peer reviewers, con il supporto di esperti dell’EUI.

Per il ruolo di city under review possono presentare domanda le città e le aree urbane funzionali ammissibili al sostegno del FESR nell’ambito delle strategie di sviluppo urbano sostenibile, secondo quanto previsto dall’Articolo 11 del regolamento FESR. I peer reviewers partecipano invece individualmente e devono operare presso un’autorità urbana dell’UE, disponendo di esperienza nella progettazione e nell’attuazione di strategie integrate e place-based.

Il programma è interamente finanziato dall’EUI e comprende attività preparatorie, un incontro di Peer Review di due o tre giorni e una successiva fase di follow-up. Al termine del percorso, le città potranno disporre di raccomandazioni e indicazioni operative utili a rafforzare le proprie strategie urbane e a individuare eventuali ulteriori opportunità offerte dagli strumenti EUI.

Le candidature saranno raccolte dal 1° ottobre al 12 novembre 2026, in vista dei Peer Review che si svolgeranno tra marzo e luglio 2027.

 

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Il 2027 sarà l’ultimo anno di attuazione dell’attuale programma Europa Creativa, prima del passaggio al successivo ciclo di bilancio dell’UE. Per l’anno sono previsti 402 milioni di euro, destinati a garantire la continuità delle azioni e ad accompagnare la transizione verso AgoraEU, mantenendo al centro la tutela della diversità culturale e la competitività dei settori culturali e creativi.

Il programma continuerà a sostenere le principali priorità europee, con particolare attenzione a transizione verde e digitale, inclusione e parità di genere, oltre al ruolo della cultura nelle relazioni internazionali dell’UE.

Nel settore Culture, tra le principali opportunità figura la call per gli European Cooperation Projects, con un budget di 61 milioni di euro, prevista nel primo trimestre 2027. Proseguiranno inoltre il sostegno alla mobilità attraverso Culture Moves Europe, ai premi, alle reti e alle piattaforme culturali europee. Tra le nuove iniziative sono previste azioni per i Paesi dell’allargamento e del vicinato associati a Europa Creativa, una nuova call Music Moves Europe dedicata anche all’innovazione tecnologica e all’uso di strumenti digitali e IA, un nuovo EU prize for the performing arts e un’iniziativa con l’OMS su cultura, salute e benessere.

Per la sezione MEDIA, continueranno i finanziamenti per lo sviluppo e la produzione audiovisiva transnazionale, la distribuzione, la formazione e nuovi modelli di business, oltre al sostegno a cinema, festival e iniziative per ampliare il pubblico. Nel 2027 sono inoltre previste nuove misure per la distribuzione cinematografica in Estonia, Lettonia, Lituania e Ucraina e per favorire le coproduzioni audiovisive tra operatori europei e sudcoreani.

La sezione Cross-sectoral continuerà infine a sostenere la cooperazione transnazionale e l’innovazione tra i settori culturali e creativi, anche attraverso una nuova edizione dei Creative Innovation Labs. Proseguiranno inoltre le iniziative dedicate al settore dell’informazione, tra cui Journalism Partnerships, Media Freedom Rapid Response, media literacy e Media Pluralism Monitor.

Nel complesso, il 2027 rappresenterà quindi un anno di continuità e transizione, con il mantenimento delle principali linee di sostegno di Europa Creativa e l’avvio del percorso verso il nuovo quadro finanziario europeo.

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Il programma European Festivals Fund for Emerging Artists (EFFEA) lancia la quinta call dedicata alla mobilità e alla crescita internazionale degli artisti emergenti. L’iniziativa mette a disposizione 50 residenze artistiche da realizzare nel 2027 attraverso collaborazioni tra festival di almeno tre Paesi europei eleggibili.

Il bando prevede due percorsi. EFFEA Discovery finanzierà 40 progetti con un contributo di 8.000 euro, rivolti ad artisti nelle prime fasi della carriera. EFFEA Springboard sosterrà invece 10 progetti con contributi fino a 15.000 euro, destinati ad artisti che hanno già consolidato la propria attività nel Paese di origine e intendono ampliare la propria presenza internazionale.

Le residenze potranno riguardare un ampio ventaglio di discipline, dalla musica al teatro, dalla danza alle arti digitali, dal cinema alla letteratura, fino alle pratiche interdisciplinari e al design. Le attività dovranno svolgersi tra gennaio e dicembre 2027 e comprendere momenti di sviluppo e presentazione del lavoro artistico.

La candidatura è riservata ai festival, che devono essere registrati su FestivalFinder.eu e collaborare con almeno altri due festival di Paesi eleggibili. L’Italia è tra i Paesi ammessi. Il contributo dovrà essere destinato prevalentemente alle spese direttamente connesse agli artisti.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 3 novembre 2026. Gli esiti della selezione sono attesi per dicembre.

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Prosegue l’impegno europeo a favore del settore culturale ucraino con l’apertura della quarta call del programma Culture Helps Solidarity, che resterà disponibile fino al 29 giugno 2026. L’iniziativa mira a sostenere coloro che, attraverso attività artistiche, culturali e comunitarie, continuano a lavorare accanto a rifugiati, sfollati e altre persone particolarmente vulnerabili a causa del conflitto.

La misura prevede sovvenzioni individuali fino a 1.200 euro, rivolte a professionisti della cultura, attivisti e volontari ucraini, sia residenti nel Paese sia accolti negli Stati partecipanti a Europa Creativa. Le risorse sono pensate per favorire il recupero dell’equilibrio personale e rafforzare la capacità di affrontare le difficoltà derivanti da un impegno continuativo in contesti di crisi.

I contributi potranno essere utilizzati per accedere a servizi e attività orientati al supporto emotivo e psicologico, tra cui percorsi terapeutici, coaching, iniziative di benessere e laboratori artistici con finalità riabilitative. L’obiettivo è offrire strumenti concreti a chi opera quotidianamente a sostegno delle comunità colpite dalla guerra, contribuendo a prevenire situazioni di stress e affaticamento prolungato.

Le proposte saranno selezionate sulla base della loro pertinenza rispetto agli obiettivi dell’iniziativa, della qualità delle motivazioni presentate e dei benefici attesi per i candidati. Inserito in un programma attivo fino al 2028, Culture Helps Solidarity affianca al sostegno economico attività di mentoring, formazione e networking, promuovendo il ruolo della cultura come leva di inclusione, solidarietà e ricostruzione sociale. Anche in questa edizione è previsto il finanziamento di un numero limitato di beneficiari, indicativamente compreso tra sette e dieci candidature.

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La Commissione europea ha aperto le nuove call 2026 dello strumento Interregional Innovation Investments (I3), finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), con una dotazione complessiva superiore a 58 milioni di euro. Le candidature potranno essere presentate fino al 12 novembre 2026.

L’iniziativa sostiene progetti di innovazione interregionale con l’obiettivo di accelerare la commercializzazione di tecnologie mature e rafforzare le catene del valore europee, favorendo la competitività industriale dell’Unione europea. I progetti dovranno concentrarsi su soluzioni con un livello di maturità tecnologica almeno pari a TRL 6, includendo attività di validazione, dimostrazione, scale-up e accesso al mercato.

Le call aperte si articolano in due filoni principali:

  • Lo Strand 1 – I3-2026-INV1, con un budget di 28,2 milioni di euro, punta a rafforzare la cooperazione tra ecosistemi regionali dell’innovazione e a sostenere lo sviluppo di catene del valore interregionali e transfrontaliere. Particolare attenzione è riservata al coinvolgimento delle PMI, chiamate a svolgere un ruolo centrale nelle attività di deployment e market uptake delle soluzioni innovative.
  • Lo Strand 2a – I3-2026-INV2a, finanziato con 30,2 milioni di euro, è invece dedicato all’integrazione delle regioni meno sviluppate e delle regioni in transizione nelle catene del valore europee. Il bando sostiene attività di trasferimento tecnologico, sviluppo di competenze per business e investment planning e azioni di accompagnamento come coaching, mentoring e matchmaking, con l’obiettivo di favorire investimenti pronti per la commercializzazione.

Entrambe le call si concentrano su tre priorità strategiche: transizione digitale, transizione verde e smart manufacturing.

Possono partecipare enti pubblici e privati stabiliti negli Stati membri UE, nei Paesi associati e nei Paesi SEE ammissibili. I progetti dovranno essere presentati da consorzi composti da almeno cinque soggetti indipendenti provenienti da cinque regioni differenti situate in almeno tre Paesi ammissibili, includendo almeno due organizzazioni localizzate in regioni meno sviluppate o in transizione.

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La Commissione europea ha pubblicato il nuovo bando CERV-2026-CHAR-LITI, nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values Programme (CERV), con l’obiettivo di rafforzare l’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, sostenere le organizzazioni della società civile e promuovere uno spazio civico libero, sicuro e inclusivo.

Il bando dispone di un budget complessivo di 26 milioni di euro ed è articolato in due priorità principali: la prima dedicata alla sensibilizzazione e al capacity building sulla Carta dei diritti fondamentali, la seconda focalizzata sulla protezione dello spazio civico e sul sostegno alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti umani.

La priorità “CHARTER” finanzierà progetti volti ad aumentare la conoscenza della Carta, dei diritti fondamentali in essa contenuti, dei meccanismi di tutela disponibili e delle modalità di applicazione del diritto europeo. Saranno sostenute attività di formazione, sensibilizzazione, scambio di buone pratiche, ricerca, creazione di strumenti operativi e cooperazione tra organizzazioni della società civile, autorità pubbliche, organismi per i diritti umani e professionisti del settore legale.

La priorità “CIVIC”, invece, mira a contrastare il restringimento dello spazio civico in Europa attraverso attività di monitoraggio, protezione e rafforzamento della resilienza delle organizzazioni della società civile. Il bando pone particolare attenzione alle minacce rivolte ai difensori dei diritti umani, comprese campagne diffamatorie, molestie online, rischi informatici, sorveglianza illegale e SLAPP, ossia le azioni legali strategiche intentate per intimidire e silenziare la partecipazione pubblica.

Tra le attività finanziabili rientrano anche la creazione di strumenti digitali di supporto, servizi di assistenza legale e psicologica, piattaforme di coordinamento nazionale e transnazionale, programmi di formazione sulla cybersicurezza e iniziative di strategic litigation per promuovere l’applicazione concreta dei diritti fondamentali.

Il bando è aperto a enti giuridici senza scopo di lucro stabiliti negli Stati membri dell’UE, mentre i partner possono essere sia organizzazioni profit che non profit. I progetti potranno avere dimensione nazionale o transnazionale, anche se la cooperazione europea è particolarmente incoraggiata. Il contributo minimo richiedibile è pari a 75.000 euro, mentre il finanziamento europeo coprirà fino al 90% dei costi eleggibili. La durata prevista dei progetti varia generalmente tra 12 e 24 mesi.

Le candidature potranno essere presentate fino al 15 settembre 2026.

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La Commissione europea ha pubblicato il nuovo bando CERV-2026-CITIZENS-TOWN-TT – Town Twinning, nell’ambito del programma europeo Citizens, Equality, Rights and Values (CERV), con l’obiettivo di sostenere progetti di gemellaggio tra città e iniziative di partecipazione civica a livello locale.

Il bando punta a promuovere scambi tra cittadini di diversi Paesi europei, rafforzando il senso di appartenenza all’Unione europea, la comprensione reciproca, la tolleranza e la partecipazione democratica. Tra gli obiettivi centrali figurano anche il sostegno alla resilienza democratica, il contrasto alla frammentazione sociale, il coinvolgimento delle giovani generazioni e la promozione di ambienti inclusivi e privi di discriminazioni.

Il programma sostiene iniziative legate a numerose priorità europee, tra cui il Piano d’azione per la democrazia europea, la strategia contro il razzismo 2026-2030, la strategia europea per l’uguaglianza di genere 2026-2030, la strategia LGBTIQ+, i diritti delle persone con disabilità e la partecipazione democratica dei cittadini.

Le attività finanziabili comprendono workshop, seminari, conferenze, eventi culturali, festival, campagne di sensibilizzazione, attività formative, raccolta dati, scambi di buone pratiche e strumenti digitali per la partecipazione civica. Il bando incoraggia inoltre l’utilizzo di approcci partecipativi e deliberativi innovativi, anche attraverso piattaforme digitali e strumenti di civic tech.

Particolare attenzione viene riservata a uguaglianza di genere, accessibilità, inclusione delle persone con disabilità, partecipazione dei giovani e tutela dei diritti dei minori. I progetti dovranno integrare una prospettiva di genere nella progettazione delle attività e garantire un accesso equo alle iniziative finanziate.

Il budget complessivo disponibile per il bando ammonta a 6 milioni di euro. I progetti potranno avere una durata compresa tra 6 e 12 mesi, con contributi europei indicativamente tra 8.455 euro e 50.745 euro per progetto.

Possono partecipare enti pubblici e organizzazioni non profit stabiliti nei Paesi ammissibili del programma CERV, in particolare comuni, municipalità, enti locali, comitati di gemellaggio e organizzazioni che rappresentano autorità locali. I progetti dovranno coinvolgere almeno due Paesi eleggibili, di cui almeno uno Stato membro dell’UE. Gli eventi dovranno prevedere almeno 50 partecipanti diretti, inclusi almeno 25 partecipanti internazionali invitati.

La scadenza per la presentazione delle candidature è prevista per il 23 settembre 2026.

Per tutti i dettagli collegati al portale Funding & Tenders della Commissione.