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Al giorno d’oggi, quando si parla di cambiamento climatico, la mente corre subito all’inquinamento delle grandi città, alle emissioni industriali, ai trasporti e alla produzione energetica.

Tuttavia, la minaccia più silenziosa e insidiosa colpisce prima di tutto le piccole realtà rurali, le campagne e le comunità agricole, dove l’equilibrio con l’ambiente è più fragile ma anche più autentico.

È proprio su queste dimensioni, troppo spesso trascurate, che pone l’attenzione SURF – Sustainable Rural Future, un progetto che ci ha mostrato come la sfida climatica possa avere un forte impatto nella semplicità e nella forza delle zone rurali.

L’iniziativa ci ha riuniti a Palermo, dal 28 al 29 ottobre, per un workshop interattivo che ha coinvolto diversi stakeholder provenienti da Italia, Spagna, Slovenia e studenti Erasmus di varie nazionalità. Un mosaico di idee, esperienze e prospettive che ha dato vita a un dialogo costruttivo con un obiettivo comune: riflettere insieme su come rendere le nostre campagne più resilienti, sostenibili e capaci di affrontare le sfide future.

Durante la nostra esperienza di cooperazione, abbiamo contribuito ad approfondire temi fondamentali come l’economia circolare, la partecipazione attiva dei cittadini, la responsabilità individuale e collettiva e gli ostacoli che ancora frenano la transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili.

Il progetto è stato arricchito da un momento di esperienza diretta sul campo: la visita a un agriturismo locale, in cui abbiamo avuto anche l’opportunità di imparare le ricette, assistere alla preparazione di piatti tipici della cucina siciliana per poi gustarli insieme. Un’attività divertente, unica e coinvolgente, che ha unito ogni paese con grande entusiasmo. 

L’agriturismo, con le sue pratiche che si sono evolute e trasformate nel tempo,  è considerato un esempio concreto di adattamento al cambiamento climatico. Pertanto, la proprietaria ci ha illustrato come le mutate condizioni ambientali abbiano imposto scelte difficili ma innovative: nuove colture, gestione più attenta delle risorse idriche, riduzione degli sprechi e sperimentazione di tecniche agricole più resilienti. 

In quel contesto abbiamo compreso che la sostenibilità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fatta di decisioni, sacrifici e visione per il futuro.

SURF ci ha insegnato che la lotta al surriscaldamento globale non è soltanto una questione ambientale: è anche una sfida sociale, culturale e comunitaria. Significa proteggere un patrimonio di tradizioni, relazioni umane e saperi che rischiano di scomparire. Solo attraverso la cooperazione locale e internazionale possiamo garantire la continuità di queste radici e costruire insieme una prospettiva più equa e sostenibile per tutti.

In un mondo sempre più veloce e frenetico, la consapevolezza e l’aiuto reciproco diventano le nostre armi più potenti per affrontare il cambiamento. Ed è proprio dalle campagne, dall’apparente semplicità della vita rurale, che può nascere la trasformazione più autentica.

Questo è l’obiettivo di SURF: partire dal piccolo per pensare in grande, perché il futuro sostenibile del pianeta nasce proprio dove la terra incontra la cura delle persone.

 

Elisa P. e Emma L.

La Commissione Europea ha ufficialmente aperto un nuovo bando per l’istituzione di un Partenariato Tematico nell’ambito dell’Agenda Urbana per l’Unione Europea (UAEU). Il tema scelto per questa edizione è “Città Compatte – Pianificazione Urbana Sostenibile e Mitigazione della Dispersione Edilizia”. Le candidature sono aperte dal 27 agosto e resteranno aperte fino al 1 ottobre 2025.

Questa iniziativa mira a riunire autorità pubbliche, organizzazioni della società civile, università e attori del settore privato per sviluppare politiche urbane integrate, orientate alla sostenibilità, alla rigenerazione urbana e alla limitazione dell’espansione incontrollata delle città (urban sprawl).

L’espansione urbana non regolamentata rappresenta una sfida crescente in tutta Europa: comporta un uso inefficiente del suolo, aumenta le emissioni di gas serra, riduce la biodiversità e aggrava la disuguaglianza sociale. Il modello di città compatta offre un’alternativa concreta, puntando su densificazione, rigenerazione degli spazi sottoutilizzati e contenimento dello sviluppo in aree verdi. I candidati sono invitati a:

  1. Consultare la documentazione disponibile sul sito :
    -il Background Document che descrive il tema, il processo di selezione e i criteri di ammissibilità
    – il rapporto di Valutazione ex-ante (Ex-Ante Assessment) che fornisce un’analisi dettagliata del contesto tematico, delle sfide esistenti e delle opportunità future.
  2. Compilare il modulo di candidatura tramite la piattaforma dell’European Urban Initiative (EUI). È necessario creare un account per completare la procedura e accedere alla community Portico.

Per aiutare le città interessate, il 3 settembre si è tenuto un seminario online per i candidati https://www.urbanagenda.urban-initiative.eu/events/online-applicant-seminar-call-partners-thematic-partnership-compact-cities-sustainable-urban, volto a chiarire il processo di candidatura e il funzionamento dei partenariati tematici dell’UAEU. 

Inoltre, è disponibile un video esplicativo sulle modalità operative dei Partenariati Tematici e un documento FAQ che raccoglie le risposte alle domande più comuni dei precedenti partecipanti.

OPZIONE 1: Il nuovo partenariato metterà in luce l’importanza di un approccio multilivello alla governance urbana, con una particolare attenzione al coordinamento delle politiche su trasporti, abitazioni ed ambiente. Un focus specifico sarà dedicato alle città di piccole e medie dimensioni, spesso trascurate nei grandi piani urbanistici, ma fondamentali per una transizione sostenibile.

“Questo partenariato vuole fornire strumenti concreti a chi lavora sul territorio – amministrazioni locali, enti regionali, pianificatori – per costruire città più vivibili, inclusive e resilienti,” afferma l’esperto autore del rapporto Ex-Ante, intervistato sul tema.

Per chi volesse approfondire ulteriormente, l’intervista completa all’esperto è disponibile online sul sito https://www.urbanagenda.urban-initiative.eu/news/exploring-concept-compact-cities-insights-ex-ante-assessment-expert

È ufficialmente aperto il bando SoilTribes – Spreading Open and Inclusive Literacy and Soil Culture through Artistic Practices and Education, un’opportunità promossa nell’ambito della EU Mission “A Soil Deal for Europe”, volta a sostenere iniziative capaci di valorizzare il suolo come risorsa fondamentale attraverso percorsi educativi, artistici e di cittadinanza attiva.

Il bando si rivolge a una vasta platea di soggetti – enti pubblici e privati, organizzazioni non governative, università, centri di ricerca, startup, PMI e think tank – con una particolare attenzione al coinvolgimento del settore culturale e creativo, che dovrà essere rappresentato da almeno uno dei partner principali.

Con una dotazione complessiva di 1,75 milioni di euro, il programma prevede due linee di finanziamento distinte:

  • Lot 1, dedicato alla sperimentazione di nuove idee progettuali, per iniziative creative ancora in fase iniziale;
  • Lot 2, finalizzato al consolidamento e all’ampliamento di progetti già esistenti, con l’obiettivo di aumentarne la portata e l’impatto.

Oltre al sostegno economico, SoilTribes offre anche un ciclo di webinar informativi per guidare i potenziali candidati nella preparazione delle proposte. Gli incontri si terranno online nelle seguenti date: 22 agosto, 8 settembre, 23 settembre e 6 ottobre 2025, e forniranno indicazioni pratiche e spazi di confronto con gli organizzatori.

Attraverso il bando, la Commissione Europea intende promuovere una vera e propria alfabetizzazione culturale del suolo (soil literacy), incentivando la creazione di progetti interdisciplinari capaci di sensibilizzare le comunità locali e di generare nuove narrazioni intorno al rapporto tra uomo e ambiente.

Le candidature potranno essere presentate entro il 10 ottobre 2025, mentre l’esito della selezione è atteso per metà dicembre. I progetti selezionati potranno essere avviati a partire da febbraio 2026.

 

Per tutti i dettagli relativi al bando, collegati qui.

Dal 1° settembre 2025 sarà possibile presentare le proposte per il nuovo bando del programma europeo DUT (Driving Urban Transitions), volto a sostenere la trasformazione urbana verso la neutralità climatica, la resilienza ambientale e l’inclusione sociale.

La Driving Urban Transitions (DUT) Call 2025 rappresenta il quarto bando promosso nell’ambito della Partnership Europea DUT, cofinanziata dalla Commissione Europea tramite il programma Horizon Europe. L’obiettivo è finanziare progetti di ricerca e innovazione transnazionali per guidare le città europee verso un futuro sostenibile, resiliente e inclusivo.

Il bando è rivolto a un’ampia gamma di soggetti, purché organizzati in consorzi transnazionali composti da almeno tre partner di tre Paesi diversi.

I Soggetti ammissibili sono: Università, enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, PMI e grandi imprese(con alcune condizioni), ONG e attori sociali e culturali.

Il Requisito obbligatorio richiesto prevede la presenza nel consorzio di almeno un’autorità locale o un soggetto urbano rilevante.

Ogni progetto potrà includere anche elementi trasversali tra più TP e dovrà riferirsi ad almeno una delle seguenti tre aree strategiche:

  1. 15-minute City: mobilità di prossimità, riduzione dell’uso dell’auto privata, promozione di trasporto pubblico e mobilità attiva.
  2. Circular Urban Economies: economia circolare urbana, uso efficiente delle risorse, rigenerazione degli spazi e benessere comunitario.
  3. Positive Energy Districts (PED): quartieri a energia positiva, produzione locale da fonti rinnovabili, efficienza energetica e coinvolgimento dei cittadini.

Per il bando sono previsti i seguenti contributi:

  • Contributi per progetto: 1–2 milioni di euro
  • Cofinanziamento UE: fino al 30% del budget nazionale ammissibile
  • I fondi saranno erogati dalle agenzie nazionali o regionali dei Paesi partecipanti

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) partecipa con 1 milione di euro, destinati alle regioni target del Sud Italia tramite fondi PN RIC 2021–2027 (linea MUR–ERDF).

Il contributo massimo per ogni singolo progetto é di € 200.000,00.

Il contributo previsto è il seguente: il 70% per ricerca industriale e il 25% per sviluppo sperimentale

I soggetti ammissibili al MUR sono: PMI, Università, enti e organismi di ricerca e grandi imprese (solo congiuntamente a una PMI).

La Domanda nazionale obbligatoria è da presentare entro il 17 novembre 2025 (solo per partner italiani). L’ avviso integrativo è disponibile prossimamente sul sito MUR.

Le scadenze del bando sono le seguenti:

 Fase 1- Pre-proposte
  • Apertura: 01/09/2025
  • Chiusura: 17/11/2025

Fase 2 – Proposte complete

  • Apertura: 20/02/2026
  • Chiusura: 23/04/2026

Nei prossimi mesi è previsto un Infoday ufficiale dedicato al bando per avere maggiori dettagli rispetto alle modalità di partecipazione

 

La Commissione Europea ha pubblicato i bandi 2025 del Programma LIFE, lo strumento dell’UE che sostiene progetti volti a favorire la transizione verso un’economia sostenibile, circolare, energeticamente efficiente, basata su fonti rinnovabili, a impatto climatico zero e resiliente ai cambiamenti climatici.

Il Programma LIFE, valido per il periodo 2021-2027, si struttura in due aree principali: Ambiente e Azione per il clima, ciascuna articolata in due sottoprogrammi specifici.

Nell’ambito Ambiente rientrano:

  • Conservazione della natura e tutela della biodiversità

  • Economia circolare e miglioramento della qualità della vita

Per la sezione Azione per il clima, i sottoprogrammi sono:

  • Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici

  • Transizione verso un’energia pulita

Elenco dei bandi di finanziamento e relative scadenze:

  1. Progetti di Azione Standard (SAP) per l’economia circolare e la qualità della vita
    Finalizzati a facilitare la transizione verso un’economia sostenibile, circolare, priva di sostanze tossiche, energeticamente efficiente e resiliente ai cambiamenti climatici, con l’obiettivo di proteggere, ripristinare e migliorare la qualità dell’ambiente.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  2. Progetti di Azione Standard (SAP) per la natura e la biodiversità
    Orientati alla protezione e al ripristino della natura in Europa, con l’obiettivo di arrestare e invertire la perdita di biodiversità.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  3. Progetti di Azione Standard (SAP) per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici
    Tesi a mitigare i cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni e a rafforzare la resilienza tramite l’adattamento urbano, la gestione sostenibile delle risorse e la protezione delle regioni vulnerabili. Il programma promuove inoltre la governance climatica e la sensibilizzazione, finanziando iniziative di formazione, informazione e partecipazione degli stakeholder.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  4. Sovvenzioni per Azioni di Coordinamento e Supporto (CSA) per il sottoprogramma di transizione verso l’energia pulita
    Supportano la transizione energetica creando quadri politici a livello locale, regionale e nazionale, accelerando l’adozione di tecnologie innovative, nuovi modelli di business e attrarre investimenti privati. Inoltre, il programma mira a sviluppare progetti di investimento locali e coinvolgere i cittadini, responsabilizzandoli nel processo di transizione verso un’energia sostenibile.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  5. Preparazione dell’assistenza tecnica per SIP e SNAP
    Finalizzata a supportare la preparazione di proposte per progetti strategici integrati (vedi punto 8).
    Scadenza: 23 settembre 2025

  6. Assistenza tecnica – Replicazione
    Destinata all’ampliamento o replicazione dei risultati ottenuti da progetti finanziati nell’ambito del programma LIFE o di altri programmi UE, a condizione che questi soddisfino gli obiettivi del programma LIFE.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  7. Progetti preparatori LIFE
    Progetti destinati allo sviluppo e test di soluzioni pratiche, metodi e strumenti che possano facilitare l’attuazione delle priorità legislative e politiche specifiche.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  8. Progetti Strategici Integrati (SNAP/SIP)
    Mirano a realizzare interventi integrati e coordinati in vari settori (ambiente, cambiamento climatico, biodiversità, ecc.), su larga scala e a lungo termine, che richiedono la collaborazione di diversi partner (governi, ONG, autorità locali e regionali) e risorse.
    Presentazione in due fasi:

    • Prima fase: 4 settembre 2025

    • Proposta completa: 5 marzo 2026

  9. Accordi di Sovvenzione Operativa Specifici (SGA OG) per le Organizzazioni Non Governative (ONG)
    Per sostenere le ONG in progetti di sensibilizzazione, conservazione della biodiversità e monitoraggio delle politiche ambientali. Il programma mira a rafforzare il ruolo delle ONG come partner chiave nella protezione ambientale e nel coinvolgimento della società civile.
    Scadenza: 25 settembre 2025 (da confermare)

Per maggiori informazioni, collegati qui.

La Commissione Europea ha istituito il Fondo Sociale per il Clima (SCF), una misura pensata per mitigare gli effetti economici e sociali della transizione verso la neutralità climatica, in particolare per le famiglie vulnerabili, gli utenti dei trasporti e le microimprese.

Introdotto all’interno del pacchetto “Fit for 55“, insieme al sistema ETS2, che obbliga le imprese a compensare le loro emissioni di CO2, il Fondo avrà il compito di finanziare interventi strutturali, miglioramenti nell’efficienza energetica e progetti di mobilità sostenibile, con un investimento complessivo di circa 86,7 miliardi di euro da qui al 2032.

Gli Stati membri potranno utilizzare il fondo per finanziare interventi strutturali e investimenti che migliorano l’efficienza energetica, rinnovano gli edifici, promuovono l’uso di energie rinnovabili e favoriscono soluzioni di mobilità a basse o zero emissioni. Una parte delle risorse sarà destinata anche al sostegno temporaneo del reddito per le persone più vulnerabili.

Per accedere ai fondi del SCF, gli Stati membri dovranno presentare entro giugno 2025 un Piano Sociale Climatico Nazionale. Questi piani, redatti in consultazione con autorità locali, sociali, e civili, dovranno descrivere misure e investimenti diretti al raggiungimento degli obiettivi menzionati. Ogni piano dovrà includere una stima degli effetti dei prezzi aumentati derivanti dall’ETS2 su famiglie e microimprese, identificando quelle che potrebbero avere diritto al supporto del Fondo.

Una microimpresa sarà considerata vulnerabile solo se dipende in modo significativo dall’uso di combustibili in edifici o nei trasporti, e se non ha mezzi per ridurre tale consumo. Questo permetterà alla Commissione Europea di valutare se le misure proposte siano appropriate per la situazione socio-economica di ciascun paese.

I Piani dovranno anche definire obiettivi, destinatari, fasi di attuazione e le autorità responsabili per l’implementazione e il monitoraggio. Sarà possibile inserire attività di sensibilizzazione, consulenza e formazione per promuovere soluzioni efficienti e sostenibili.

Gli Stati membri potranno includere nel piano anche misure di assistenza tecnica, purché non superino il 2,5% dei costi complessivi stimati.

Il Piano Sociale Climatico dovrà essere coerente anche con altri impegni nazionali, come il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, i programmi di coesione, e i piani di ripresa e resilienza. Inoltre, le misure finanziate dal SCF dovranno essere nuove o estensioni di misure già esistenti, ma non devono riguardare costi o lavori precedenti al 30 giugno 2024.

Infine, il Fondo sosterrà solo misure che rispettano il principio “non arrecare danno significativo” (DNSH), che garantisce che le iniziative siano compatibili con gli obiettivi climatici dell’UE. La Commissione Europea monitorerà l’efficacia dei piani e l’impatto duraturo delle misure, assicurandosi che siano allineati agli obiettivi climatici per il 2030 e alla neutralità climatica entro il 2050. La valutazione dei piani avverrà entro cinque mesi dalla presentazione.

La Commissione ha emesso delle linee guida tecniche sull’applicazione del principio DNSH poiché la compatibilità con gli obiettivi climatici dell’UE a livello di piano non è sufficiente per dimostrare la conformità al principio DNSH.

Infine, è stato lanciato anche uno Strumento di Supporto Tecnico per aiutare gli Stati membri nella redazione dei loro piani.

Per leggere ulteriori dettagli, collegati qui.

Il partenariato Biodiversa+ ha lanciato un nuovo bando di ricerca congiunto transnazionale dal titolo ‘Biodiversity and Transformative Change’ (#BiodivTransform).

Lo scopo è quello di sostenere progetti di ricerca e innovazione interdisciplinari, transdisciplinari e/o intersettoriali per identificare, analizzare e comprendere i processi di trasformazione che possono arrestare e invertire il declino della biodiversità.

I progetti dovranno dimostrare l’eccellenza accademica con un potenziale impatto sociale e politico sulla biodiversità, con il fine ultimo di collegare scienza, società, politica e pratiche per un cambiamento trasformativo.

L’invito non è limitato in termini di ambienti specifici o aree geografiche, ma comprende tutti i contesti (terrestri, marini, costieri e d’acqua dolce) e gli ecosistemi che sperimentano vari livelli e fonti di disturbo, comprese le zone di transizione e le interfacce (costiere, zone umide, urbane-rurali, forestali-agricole, ecc.

Per essere ammissibili, i consorzi di ricerca dovranno includere team provenienti da un minimo di 3 Paesi che partecipano finanziariamente all’invito, di cui almeno 2 da Stati membri dell’UE o da Paesi associati all’UE.

Il budget totale del bando ammonta a € 40.000.000. Per quanto riguarda l’Italia, il MUR, partner di Biodiversa-plus, ha impegnato, per la call “Societal Transformation – BiodivTransform” € 1.500.000 nella forma del contributo a fondo perduto (max € 150.000 per progetto). In aggiunta, la provincia autonoma di Bolzano ha previsto un budget di € 250.000.

Il bando prevede una scadenza in due fasi per l’8 novembre 2024 (prima fase) e l’11 aprile 2025 (proposte complete).

Collegati qui per scoprire tutti i dettagli.

Crediamo che l’università sia uno degli ambienti ideali per influenzare i comportamenti degli individui al fine di creare una società più consapevole e sostenibile, anche grazie alla forte relazione con  la comunità locale e l’area geografica di riferimento. Sono le persone a tutti i livelli, dal vertice con potere decisionale agli studenti, a poter attivarsi per influenzare scelte, comportamenti e iniziative volte a favorire un cambiamento che minimizzi l’impronta ambientale e migliori il benessere degli individui e della comunità stessa.

Il Programma ATTUNE  è un processo di apprendimento innovativo che favorisce la cooperazione tra tutti gli attori del campus a livello verticale e orizzontale. Si tratta di un percorso testato e validato da cinque università europee, che affronta direttamente il tema del cambiamento climatico nel campus universitario e promuove e incoraggia tutti i membri della comunità universitaria all’azione. Il processo e tutti i materiali sono stati testati e sono pronti per essere utilizzati da altre università europee. I vari materiali possono essere adattati e personalizzati in base alle esigenze della singola università.

Nella prima fase, l’università verrà guidata nella scelta delle opzioni migliori per raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità. Avrà poi la possibilità di creare opuscoli e materiali informativi personalizzati in base ai propri punti di forza e di debolezza, per promuovere l’azione della propria comunità universitaria. E poi studenti, personale e insegnanti inizieranno il percorso ATTUNE per misurare la sostenibilità e l’impatto delle proprie abitudini!

Nella seconda fase, l’azione non sarà più individuale ma diventerà collettiva: verranno attivati dei gruppi di ricerca-azione composti dai membri della comunità universitaria che agiranno e si impegneranno per ridurre l’impatto ambientale della propria università attraverso la pratica e soluzioni efficaci che possano coinvolgere sia gli individui che i livelli decisionali dell’Ateneo, nonché gli attori del territorio (es. comuni, aziende partecipate, fornitori).

Per saperne di più sul Programma e scoprire in maniera più approfondita i passi necessari per attivarlo, esplora il nostro sito: https://www.attuneproject.eu/activate/

Il 30 maggio scorso è stato pubblicato il settimo report sulla Blue Economy dell’Unione Europea che comprende un’analisi degli aspetti principali, dei trend, dei fattori trainanti e delle prestazioni di questa economia. Il report annuale è a cura del Joint Research Centre (JRC) insieme con la Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura che esaminano l’andamento della Blue Economy in relazione al progresso sostenibile e alle risorse marine e costiere.

Il report è suddiviso in tre sezioni: la prima parte effettua una panoramica generale sul contesto economico in cui si inserisce l’Economia Blu, alla luce anche degli avvenimenti degli ultimi anni e analizzandone i settori di riferimento; il secondo capitolo analizza, punto per punto, i settori stabili e trainanti della Blue Economy, raccontandoci dati e andamenti; la terza sezione affronta la transizione energetica così come l’impatto delle inondazioni costiere nell’Economia Blu, dovute principalmente ai cambiamenti climatici.

I dati presenti nel report si basano sull’analisi dei progressi effettuati sin dal 2009 e si concentrano sugli sviluppi avuti tra il 2020 e il 2021 (in base ai dati Eurostat disponibili). 

1. Panoramica Generale e contesto economico

Nel 2021, il settore dell’Economia Blu ha visto un costante recupero economico rispetto all’impatto della pandemia da Covid-19 che registra una crescita del profitto del 73% rispetto al 2020. Tra i vari settori, due risultano degni di nota grazie al loro andamento: le risorse marine viventi che hanno prodotto un aumento del Surplus Operativo Lordo del 24% rispetto al 2020, e le energie marine rinnovabili (soprattutto energia eolica offshore) che ha visto una crescita significativa del proprio settore (45% rispetto al 2020). Anche il  tasso di occupazione è aumentato all 17% (arrivando a rappresentare l’1,8% del totale della forza lavoro UE). 

Questi dati risultano incoraggianti soprattutto se si guarda agli eventi storici che hanno interessato gli anni 2020/2021. Infatti, il raddoppio dei prezzi del gasolio a uso marittimo, dovuti alla forte instabilità causata dall’invasione russa dell’Ucraina, ha fortemente impattato il settore della pesca. Le grandi perdite avute in questo settore sono state alleviate dalla caduta netta dei prezzi energetici nel 2023 e al declino dell’inflazione, arrivando ad una estrema e veloce moderazione dei prezzi. 

La caduta netti dei prezzi energetici e il declino dell’inflazione, insieme con i finanziamenti e gli strumenti dell’UE  hanno portato alla crescita della Blue Economy e alla creazione di nuovi lavori e nuove opportunità economiche anche nei settori della ricerca e dell’imprenditorialità.

2. I settori economici della Blue Economy

I settori più stabili e in maggiore crescita dell’Economia Blu dell’UE generano all’incirca 171.1 miliardi in Valore Aggiunto Lordo (VAL) e impiegano 3.59 milioni di persone. Tali settori includono le risorse marine viventi, le risorse marine non viventi, l’energia rinnovabile marina, le attività portuali, la costruzione e riparazione navale, i trasporti marittimi e il turismo costiero [Tab.1]. E’ proprio quest’ultimo che detiene le percentuali maggiori del grado di occupazione (54%) e di VAL (29%) della Blue Economy.

Per quel che riguarda le energie marine rinnovabili, l’energia eolica è attualmente l’unica energia rinnovabile marina ad uso commerciale con un’adozione su larga scala nei Paesi UE (coinvolgendo ben 11 Stati Membri) dove la Germania conduce in testa le percentuali di occupazione (76% sul totale) e di VAL (con ben il 62%).

Di grande importanza è anche l’utilizzo di energie marine, della biotecnologia blu e della desalinizzazione che risultano estremamente innovative e offrono una potenziale crescita economica, di crescita lavorativa e di transizione verde.

Secondo l’OCSE, la Biotecnologia Blu è l’applicazione della scienza e della tecnologia agli organismi viventi provenienti da risorse marine, nonché a parti, prodotti e modelli degli stessi, per modificare materiali viventi o non viventi per la produzione di conoscenze, beni e servizi. Questo settore offre una crescita potenziale significativa in Europa grazie alla ricca biodiversità marina, alle risorse sostenibili e agli avanzamenti tecnologici in atto. 

In termini di applicazioni, i settori medici e farmaceutici sono in prima linea nello sviluppo di questo settore sia in Europa che nel mondo. La “scoperta di farmaci” costituirà il 24% del valore del mercato delle biotecnologie blu nell’UE, mentre lo sviluppo di vaccini, la genomica e la bioingegneria contribuiranno ciascuno per il 13% ed, inoltre, contribuiranno maggiormente alla crescita futura di questo settore.

3. Transizione energetica nell’economia blu dell’ue e gli impatti delle inondazioni costiere

Anche l’obiettivo di decarbonizzare i settori dell’Economia Blu sta portando a nuove opportunità di business come, ad esempio, lo sviluppo e utilizzo di tecnologie e combustibili puliti. 

Il trasporto marittimo è uno dei mezzi più efficienti di trasporto e provoca il 13,5% delle emissioni UE nel settore dei trasporti. A livello globale, lo stesso settore è responsabile del 3% delle emissioni di gas serra legate alle attività umane. 

Nel 2024, l’UE ha introdotto il Sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (EU ETS) che permetterà di limitare le emissioni delle navi di grandi dimensioni che trasportano merci e passeggeri, in partenza e in arrivo nei porti dell’Unione Europea, indipendentemente dalla loro bandiera. 

Questo sistema rientra nel pacchetto legislativo della Commissione “Fit for 55”, adottato nel luglio del 2023, che si unisce al Reg. (UE) 2023/1805 del settembre 2023 sull’utilizzo di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo. L’obiettivo è quello di raggiungere l’azzeramento delle emissioni legate al trasporto marittimo mondiale entro il 2050, in linea con l’obiettivo di mantenere il cambiamento climatico al di sotto dell’aumento dei 1,5°C.

Il cambiamento climatico impatta fortemente sulle comunità costiere e di pescatori, infatti, il danno economico dovuto alle inondazioni costiere negli Stati Membri dell’UE è attualmente pari ad 1 miliardo di euro ogni anno e questo dato è in crescita a causa del riscaldamento globale. In questo senso, è dunque necessario agire sull’aumento della protezione costiera che apporterà benefici ampi e crescenti nel lungo periodo. A tal proposito, la Commissione Europea ha organizzato tra il 2022 e il 2023, 10 workshop per promuovere lo scambio sulle soluzioni di adattamento climatico che hanno coinvolto le aree costiere dell’UE maggiormente vulnerabili (Outermost Regions – ORs) e i Paesi e Territori d’Oltremare (OCTs) su tematiche come: la resilienza costiera, l’agricoltura, la biodiversità, la gestione delle risorse idriche e del turismo. In questo modo la Commissione ha pubblicato un compendio di buone pratiche innovative che potrebbero essere replicate.

Il report è interamente consultabile in lingua inglese, collegandosi qui.

A partire dal 4 Giugno 2024, le risorse didattiche create dal team del progetto Just Action, finanziato dal programma Erasmus+ nell’ambito dell’Educazione scolastica, saranno disponibili e scaricabili sul sito ufficiale del progetto

L’obiettivo di Just Action è quello di sostenere i docenti della scuola primaria e secondaria nell’insegnamento dell’Educazione alla Cittadinanza Globale, attraverso un set di risorse didattiche gratuite da usare con gli studenti (per spingerli all’azione da cittadini consapevoli) e una guida online per affrontare le sfide dell’Educazione alla Cittadinanza Globale.

Il team di progetto, composto da quattro membri del network internazionale Global Action Plan International (GAP Irlanda, GAP Spagna, InEuropa dall‘Italia e Framtiden dalla Norvegia), ha lavorato a stretto contatto con i docenti dei quattro Paesi per progettare e realizzare le risorse che sono i pilastri del progetto: il Viaggio dello Studente (uno per la scuola primaria, uno per la scuola secondaria) e il Viaggio dell’Insegnante. 

Il Viaggio dello Studente è un set di attività didattiche volte a spingere gli studenti all‘azione in classe, a scuola e nella propria comunità. Per rendere possibile l’azione sui tre livelli per i diversi temi, le attività sono state raccolte su una mappa, da consultare prima di partire, proprio come si fa durante un viaggio. Tutte le attività sono collegate ai diversi programmi nazionali dei Paesi partner del progetto e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, sempre più importanti nella programmazione delle lezioni. In questo modo, gli insegnanti potranno raggiungere i propri obiettivi di insegnamento mentre affrontano con gli studenti temi importanti come la sostenibilità e la giustizia sociale. I materiali sono disponibili in quattro lingue diverse (italiano, inglese, spagnolo e norvegese): possono essere utili anche per affrontare le diverse tematiche durante le lezioni di lingua straniera, nell’ambito dell’insegnamento dell’Educazione Civica.

Il Viaggio dell’Insegnante guida l’insegnante a comprendere meglio l’Educazione alla Cittadinanza Globale con le sue sfide e potenzialità, e spiega più nel dettaglio l’approccio di Just Action al suo insegnamento, incentrato sull’azione. Comprende contenuti che rendono la fruizione più semplice e dinamica (video, podcast, infografiche), oltre ad attività pratiche volte a far prendere dimestichezza con i temi trattati.

Tutte le risorse saranno disponibili gratuitamente dal 4 Giugno in poi su www.justactionjourney.com, pronte a essere inserite nel programma del prossimo anno scolastico!