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L’impatto del progetto Erasmus+ Stand Up for Europe! continua a farsi sentire sul campo.

Nato per formare operatori e operatrici giovanili e gli stessi giovani nel contrasto agli slogan antidemocratici e populisti attraverso il metodo argomentativo, il progetto ha lasciato in eredità un Curriculum teorico e pratico composto da 40 attività laboratoriali. Due recenti iniziative dimostrano come questi strumenti siano vivi e capaci di generare riflessioni profonde, sia a livello locale che internazionale.

Il 20 maggio, gli spazi dell’Istituto Tecnico Rosa Luxemburg di Bologna hanno ospitato un laboratorio Stand Up for Europe! condotto da InEuropa, destinato a dodici tra studenti e studentesse e due docenti della classe 5 ES. All’evento ha preso parte il Consigliere comunale e Consigliere metropolitano di Bologna, Franco Cima, che ha promosso l’iniziativa. L’obiettivo era mettere in atto dinamiche di confronto e dialogo sul tema della democrazia in modo interattivo e partecipativo, proprio in linea con quanto propone il curriculum di Stand Up for Europe!

Gli studenti e studentesse si sono da subito messi in gioco esercitandosi nell’ascolto attento dell’altro/a, condividendo i propri punti di vista sui concetti di democrazia e cittadinanza attiva. Il laboratorio è stato impostato con un crescendo di interazione e partecipazione che, attraverso lo storytelling, ha permesso loro di immaginare uno scenario di squilibrio in una costruzione tridimensionale della società: porsi domande, trovare le risposte, cercare soluzioni alle relazioni, alle dinamiche di potere e di rivolta che sono emerse dai racconti, cercando di affrontarela sfida di ristabilire l’ordine democratico.

Ci ha fatto riflettere il fatto che la classe, molto preparata sui temi della democrazia e del diritto da un punto di vista teorico, ha focalizzato le proprie soluzioni esclusivamente su dinamiche di conflitto diretto. La creazione di spazi di dialogo o la ricerca di obiettivi comuni per risolvere la crisi, non sono state prese in considerazione come possibili azioni risolutive e approcci di cui la società potrebbe fare tesoro. Questa parzialità ha aperto un dibattito fondamentale sull’importanza, spesso sottovalutata, dei luoghi di mediazione e confronto costruttivo nella gestione del bene comune.

Forte di questa consapevolezza, gli studenti e studentesse sono stati/e in grado di lavorare in squadra per dare una propria definizione di democrazia, stimolati da “citazioni sulla democrazia” scelte da ognuno di loro: sono emerse l’importanza e l’accesso per tutti all’educazione, all’istruzione, la necessità di sviluppo di conoscenza e consapevolezza, il diritto di voto, come elementi chiave alla base di una società democratica. La scuola come luogo chiave per sviluppare una coscienza democratica.  Il percorso si è chiuso con un “blind ranking” sui valori che ha fatto emergere quanto sia difficile posizionare valori fondamentali in ordine di importanza. Ci siamo portate a casa la bellezza del dialogo, dell’ascolto e del confronto per dare voce alle idee dei giovani. Le insegnanti sono rimaste colpite dall’approccio adottato e hanno rilevato una grande potenzialità per la gestione delle relazioni in classe.

Il giorno successivo, la dimensione del confronto e del dialogo si è ampliata a livello internazionale con un evento online su Zoom, focalizzato sulla pratica del dialogo strutturato. L’iniziativa, organizzata dall’organizzazione partner slovena Socialna Akademija in collaborazione con il Dialogue Network e con InEuropa come partner ha visto la partecipazione di 37 persone collegate da 11 paesi diversi, tra cui, oltre all’Italia, l’Ucraina, la Polonia e il Kenya.

Il cardine tecnologico e metodologico della serata è stata l’applicazione “Hard Topics“, uno degli strumenti pratici inseriti nel curriculum di Stand Up for Europe!, un’app che permette di abbinare  “opponenti”, ovvero persone che hanno manifestato, attraverso un questionario, le maggiori divergenze di opinione. Gli argomenti al centro del confronto hanno toccato nodi cruciali del dibattito contemporaneo come democrazia, libertà e responsabilità, tecnologia, intelligenza artificiale e influenza dei media, relazioni, identità e ruoli sociali, fino al futuro della società e al bene comune.

Dopo il match digitale, i e le partecipanti sono stati divisi a coppie all’interno di stanze virtuali per un confronto diretto della durata di trenta minuti. L’esperienza ha richiesto a ciascuno di uscire con coraggio dalla propria zona di comfort, dedicando il proprio tempo in un contesto sociale in cui il tempo sembra sempre mancare. I feedback raccolti al termine dell’evento hanno confermato il valore dell’esperimento: i e le partecipanti hanno accettato la sfida di conversare con sconosciuti, praticando un ascolto attivo e una condivisione onesta, dimostrando concretamente che un dialogo rispettoso e profondo è possibile anche a fronte di radicali divergenze di partenza. Citiamo alcuni dei feedback raccolti al termine dell’esperienza:

«Penso che sia stata un’esperienza davvero positiva. Si trattava di argomenti davvero complessi, ma siamo riusciti a trovare un terreno comune su alcuni di essi senza cercare di imporre il nostro punto di vista o di costringere l’altro ad allinearsi alle nostre opinioni.»

«Abbiamo avuto una conversazione rispettosa, abbiamo condiviso le nostre opinioni apertamente e alla fine ci siamo resi conto che in realtà eravamo d’accordo su molte cose.»

«Io e il mio partner di dibattito ci siamo resi conto che, una volta compreso il background dell’altro, eravamo d’accordo.»

«L’esperienza è stata assolutamente fantastica.  Si è scoperto che la maggior parte delle differenze non erano realmente tali, ma solo una questione di prospettiva.»

L’eredità di Stand Up for Europe! risiede proprio in questo: nella capacità di trasformare gli studi teorici sul contrasto ai populismi in spazi concreti di partecipazione, capaci di attivarsi tanto tra i banchi di una scuola superiore quanto attraverso i canali digitali europei.

Tutte le risorse prodotte dal progetto Stand Up for Europe! sono completamente accessibili al sito https://www.standup4.eu/. Per saperne di più scrivi a ineuropa@ineuropa.info.

Il 26 marzo 2026, i membri della rete di Global Action Plan International (GAP-I) si sono riuniti online per un Deep Dive dedicato a Stand Up for Europe! — il progetto Erasmus+ che InEuropa ha portato avanti sviluppando strumenti di formazione all’argomentazione per aiutare giovani, educatori ed educatrici a rispondere agli slogan antidemocratici.

La sessione ha riunito 16 partecipanti attivi provenienti da 13 paesi: Italia, Kenya, Regno Unito, Spagna, Germania, Svezia, Ucraina, Paesi Bassi, Ungheria, Irlanda, Polonia, Sud Sudan e altri ancora — a riprova dello spirito autenticamente globale della comunità GAP-I. Ventidue persone si erano registrate in anticipo, e altre due si sono aggiunte il giorno stesso.

Un formato pensato per fare, non solo per ascoltare

Un Deep Dive non è un classico webinar. Il ruolo della presentatrice o del presentatore viene tenuto deliberatamente breve, e la maggior parte della sessione è dedicata ad esercizi pratici e interazione di gruppo. Fedele a questo formato, la facilitatrice Barbara Grazzini (InEuropa, Italia) ha guidato i e le partecipanti attraverso tre attività concrete tratte direttamente dal Curriculum del progetto.

La sessione si è aperta con un esercizio di riflessione personale — “Di cosa sei appassionato? Quale valore conta di più per te? Qual è il tuo superpotere?” — che ha dato il via a condivisioni calde e spontanee dal Kenya all’Ucraina, dall’Ungheria alla Spagna. Dall’etica (Kenya) alla pace (Ucraina), dall’ascolto (Spagna) all’empatia (Italia), la stanza si è riempita rapidamente di voci e storie che andavano ben oltre quello che i e le partecipanti condividono solitamente in un incontro professionale.

Un secondo esercizio ha invitato le persone presenti a riflettere sulla democrazia stessa: “Cosa significa per te la democrazia? Come influenza la tua vita quotidiana?” Lavorando in stanze separate, le persone hanno scoperto quanto raramente ci si fermi a pensare a qualcosa che si dà completamente per scontato — e quanto diversamente venga vissuta a seconda del paese, della generazione e della storia personale. Dalla Spagna si ricordava la vita sotto la dittatura, raccontando che “per la mia generazione, l’Europa è sempre stata una speranza.” Una partecipante dall’Ucraina ha condiviso che la pace è il valore più profondo che la abita, e il suo sogno più grande.

La terza attività — ispirata all’Asta dei Valori di Stand Up for Europe! — ha sfidato i e le partecipanti a classificare, in pochi minuti, sette valori democratici (libertà, sicurezza, solidarietà, cittadinanza, giustizia, uguaglianza, diritti umani) prima individualmente e poi in gruppo. Risate, negoziazione e genuina sorpresa hanno animato la stanza.

Perché è stato importante

Il livello di interazione è stato eccezionalmente alto per tutta la durata della sessione. I e le partecipanti hanno sottolineato che gli esercizi sono immediatamente utilizzabili nei propri programmi, e che l’approccio rispecchia la metodologia stessa di GAP-I: lavorare su valori, motivazioni e attitudini per favorire il dialogo non violento e il rispetto reciproco.

Come ha detto Marjoleine Bakker (GAP NL): “Non ho solo imparato nuovi esercizi — li ho sentiti. E ho conosciuto un po’ meglio i membri della nostra rete.” Olena dall’Ucraina ha aggiunto: “È stata una sfida, ma molto emozionante. Un’esperienza nuova.”

I materiali di Stand Up for Europe! — tra cui le 40 attività scaricabili, un volume teorico, un Report di Buone Pratiche e scenari digitali su temi che vanno dal cyberbullismo al cambiamento climatico — sono liberamente disponibili su standup4.eu.

Cosa significa lavorare per la democrazia? Cosa significa farsi avanti per i valori europei, opporsi a slogan populisti e antidemocratici, contribuire alla salvaguardia della nostra integrità democratica?

Stand Up for Europe!” ci ha dato l’opportunità di scoprirlo.

Il 10 e l’11 dicembre 2025 abbiamo avuto l’occasione di prendere parte a una straordinaria sessione di dialogo ospitata presso l’Università di Augusta, in Baviera. Questa opportunità ci è stata offerta dai partner del progetto Stand Up for Europe!, che ci hanno permesso di viaggiare verso un luogo straordinario, permeato dall’inconfondibile atmosfera del Natale bavarese.

Lì abbiamo potuto osservare da vicino le pratiche messe in atto da tutti gli attori coinvolti in Stand Up for Europe!, che hanno presentato il loro lavoro a sostegno del dialogo democratico e nella lotta contro il populismo, grazie al sostegno del programma europeo Erasmus+ e dalla visione comune alla base dell’iniziativa.

Il nostro viaggio nel nome della democrazia si è svolto in due giornate intense, ricche di attività, intervallate da momenti di esplorazione durante i quali abbiamo scoperto le (numerose!) sorprese della città di Augusta. Tra le aule di un campus universitario all’avanguardia e le sale rococò dei palazzi asburgici, siamo stati direttamente coinvolti nell’organizzazione e nello svolgimento di una conferenza che ha segnato la conclusione di una fase cruciale del progetto.

Il primo giorno, dedicato a un incontro organizzativo tra i partner in preparazione della conferenza del giorno successivo, si è svolto presso l’Università di Augusta, un luogo vibrante di vitalità accademica e impegno giovanile. Il 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani, abbiamo avuto l’opportunità di esplorare i suoi corridoi, mentre gli studenti coglievano l’occasione per allestire una mostra interattiva, con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema per conto di diverse organizzazioni di volontariato alle quali partecipano con orgoglio e dedizione.

L’incontro con i partner, tenutosi all’interno del Dipartimento di Pedagogia, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sui rispettivi modus operandi, facendo luce sui principali risultati previsti dal progetto. Successivamente, due studenti universitari hanno presentato la loro iniziativa volta alla tutela delle minoranze all’interno della comunità accademica. I valori di questa iniziativa sono pienamente in linea con la visione del progetto e siamo rimasti particolarmente colpiti dall’entusiasmo con cui un gruppo di giovani riesce a creare spazi di dialogo e di scambio multiculturale, favorendo l’accettazione reciproca tra persone provenienti da contesti culturali profondamente diversi ma che condividono armoniosamente lo stesso ambiente.

In queste differenze, la buona volontà degli studenti ha rivelato una potente opportunità di empowerment giovanile, che noi, come loro pari, abbiamo ammirato con sincero entusiasmo.

Il fulcro dell’esperienza è stata la Conferenza Finale, tenutasi il giorno seguente, l’11 dicembre.

La sede era di per sé mozzafiato: la Sala Rococò del Distretto di Svevia, una magnifica sala barocca bianca e oro che ha offerto una cornice perfetta per l’evento.

Studenti, partner, educatori e operatori della democrazia provenienti da contesti nazionali e culturali estremamente diversi erano presenti, uniti però da un comune e profondamente sentito senso di identità europea.

Dopo una breve introduzione e un’attività di team building, la mattinata si è sviluppata in un formato interattivo e dinamico. I partner hanno organizzato tavoli tematici nei quali hanno presentato le strategie attuate nei rispettivi territori per massimizzare l’impatto del progetto, insieme ai principali risultati raggiunti: un Handbook con 40 attività pratiche pensate per aiutare i giovani a confrontarsi con slogan antidemocratici; scenari online utili a sviluppare il pensiero critico dei giovani rispetto a possibili situazioni di conflitto quotidiano; un Report contenente le ricerche condotte nel 2024 sulla condizione democratica nei cinque Paesi coinvolti nel progetto (Germania, Italia, Turchia, Ungheria e Slovenia).

Siamo rimasti colpiti dall’ampiezza delle possibilità che la cooperazione europea basata sui progetti può aprire: da formati di dibattito innovativi a strategie digitali efficaci.

Particolarmente coinvolgenti e stimolanti sono stati il tavolo dedicato all’Handbook, dove si è svolta un’asta dei valori” (a quali valori europei saresti disposto a rinunciare — e a quale prezzo?), e la sessione guidata da InEuropa sulla disseminazione dei progetti, da tempo riconosciuta come la fase più critica e impegnativa di iniziative di questo tipo: coinvolgere pubblici reali, motivati e partecipativi.

 

Sit down, Think, Talk, Stand Up and Go Forward! — uno degli slogan emersi dai tavoli.

 

Il pomeriggio ha visto l’intervento del Prof. Dr. Klaus-Peter Hufer, ideatore dell’“Argumentation Training Countering Slogans”:

«Il silenzio è consenso – dispute produttive per una società aperta».

Il Professore ha condiviso la sua esperienza, radicata nel principio di uguaglianza tra le persone e nella pratica quotidiana, impegnativa ma necessaria, della difesa dei processi democratici, a partire da workshop partecipativi con i suoi studenti.

L’importanza dell’evento è stata chiaramente riconosciuta dal pubblico: oltre 100 partecipanti erano presenti, provenienti da numerosi Stati membri dell’UE e non solo.

In sintesi, dopo giornate impegnative ma entusiasmanti dedicate all’Europa e alla democrazia — arricchite da cibo tradizionale ed esplorazioni indimenticabili — torniamo a casa come cittadini più consapevoli, portando con noi, nel nostro piccolo, i valori di uguaglianza, dignità e democrazia che rappresentano la vera forza dell’Europa.

L’Europa emerge come un baluardo democratico all’interno di un sistema globale sempre più segnato da polarizzazione ed estremismo, investendo risorse significative in iniziative di vitale importanza come Stand Up for Europe!. Questi progetti contribuiscono a plasmare nuove e giovani coscienze democratiche — quelle che con orgoglio rivendichiamo di rappresentare — pronte a raccogliere il testimone nella lotta per la democrazia.

Ci auguriamo di essere all’altezza di questa responsabilità, ma Stand Up for Europe!, attraverso la sua conferenza finale ad Augusta, ci ha dimostrato che l’Europa è al nostro fianco e che i suoi cittadini hanno il coraggio di alzarsi in piedi per Lei.

 

Matteo Zaccarelli

Elisa Pignatti

Le attività del progetto Erasmus+ Stand Up for Europe hanno ripreso a pieno ritmo, e i partner stanno lavorando all’elaborazione di report nazionali sulla difesa dei valori democratici, gli slogan populisti e la formazione argomentativa nei singoli Paesi coinvolti, che serviranno elaborare la metodologia al centro del progetto.

Il progetto mette a sistema il lavoro di 6 partner (2 dalla Germania, 1 dall’Ungheria, 1 dalla Turchia, 1 dalla Slovenia e 1 dall’Italia) per la creazione di un training per giovani volto a prepararli a reagire a discorsi e slogan populisti. Si propone di formare giovani dai 13 ai 30 anni (oltre a operatori giovanili ed educatori), attivi (o pronti a diventarlo) dal punto di vista politico e sociale, al fine di incoraggiarli a reagire in modo efficace alle argomentazioni populiste nella vita quotidiana, sia online che offline. 

I materiali deriveranno dell’aggiornamento in senso europeo del metodo di Klaus-Peter Hufer denominato “Argumentationstraining gegen Stammtischparolen” (Argomentazione contro gli slogan populisti, ampiamente utilizzato nell’Educazione alla Cittadinanza in Germania, Austria e Svizzera): i partner realizzeranno una versione europea della formazione, arricchendola con argomenti, metodi e contributi specifici per l’Europa

Dalla ricerca in Italia, in un quadro di diritti e valori salvaguardati a più livelli (internazionale, europeo e nazionale) sono emerse specifiche criticità e slogan populisti diffusi anche e soprattutto dal mondo politico, controbilanciate da una forte attività della società civile a difesa dei diritti delle categorie più fragili. Nel nostro Paese, il training argomentativo è principalmente legato al debate per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, in lingua italiana e straniera, anche se altri metodi (come la creazione di contronarrative per i discorsi odio) risultano essere abbastanza diffusi nella formazione dei giovani.

A partire dai dati raccolti, la partnership elaborerà il nuovo metodo formativo per l’argomentazione contro gli slogan populisti in ambito europeo, che verrà poi messo alla prova attraverso workshop, materiali e attività di formazione indirizzate a giovani, educatori ed operatori giovanili, dentro e fuori dal sistema scolastico. Tratterà situazioni familiari per i ragazzi, come quelle frequenti in famiglia e tra amici, negli spazi pubblici e nel tempo libero, a scuola, nelle discussioni (politiche), nell’impegno sociale o politico volontario. Si presterà particolare attenzione alle discussioni online, soprattutto nei social network.

Una volta messi a sistema, i report nazionali saranno disponibili sul sito del progetto insieme agli altri risultati.

Dopo il primo meeting in presenza a Istanbul (Maggio 2024), i partner del progetto Erasmus+ Stand Up for Europe hanno avviato la raccolta e l’analisi dei dati volti a elaborare la metodologia al centro del progetto e pubblicato la prima newsletter sul nuovissimo website ufficiale www.standup4.eu .

Il progetto mette a sistema il lavoro di 6 partner (2 dalla Germania, 1 dall’Ungheria, 1 dalla Turchia, 1 dalla Slovenia e 1 dall’Italia) per la creazione di un training per giovani volto a prepararli a reagire a discorsi e slogan antidemocratici. Si propone di formare giovani dai 13 ai 30 anni (oltre a operatori giovanili ed educatori), attivi (o pronti a diventarlo) dal punto di vista politico e sociale, al fine di incoraggiarli a reagire in modo efficace alle argomentazioni populiste nella vita quotidiana, sia online che offline. 

I materiali deriveranno dell’aggiornamento in senso europeo del metodo di Klaus-Peter Hufer denominato “Argumentationstraining gegen Stammtischparolen” (Argomentazione contro gli slogan populisti, ampiamente utilizzato nell’Educazione alla Cittadinanza in Germania, Austria e Svizzera): i partner realizzeranno una versione europea della formazione, arricchendola con argomenti, metodi e contributi specifici per l’Europa

A questo scopo, i singoli partner hanno avviato la ricerca di metodi e best practices nazionali legate all’argomentazione e alla formazione dei giovani sui valori europei, oltre che agli slogan populisti più diffusi nei Paesi coinvolti nel progetto. Dalla ricerca in Italia, sta emergendo che nel nostro Paese il training argomentativo è principalmente legato al debate per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, in lingua italiana e straniera, anche se altri metodi (come la creazione di contronarrative per i discorsi odio) risultano essere abbastanza diffusi nella formazione dei giovani.

A partire dai dati raccolti, la partnership elaborerà il nuovo metodo formativo per l’argomentazione contro gli slogan populisti in ambito europeo, che verrà poi messo alla prova attraverso workshop, materiali e attività di formazione indirizzate a giovani, educatori ed operatori giovanili, dentro e fuori dal sistema scolastico. Tratterà situazioni familiari per i ragazzi, come quelle frequenti in famiglia e tra amici, negli spazi pubblici e nel tempo libero, a scuola, nelle discussioni (politiche), nell’impegno sociale o politico volontario. Si presterà particolare attenzione alle discussioni online, soprattutto nei social network.

Leggi di più sulla prima Newsletter del progetto!

Tra i progetti che InEuropa sta portando avanti nel settore dell’ educazione alla sostenibilità ambientale e sociale in collaborazione con altri enti a livello europeo, vorremmo segnalare 3 iniziative chiave avviate da ca. 2 anni finalizzate a supportare lo sviluppo di conoscenze e competenze in ambito universitario e in ambito scolastico attraverso la realizzazione e sperimentazione di percorsi e approcci nuovi. Si tratta dei progetti ATTUNE, e^4 e Just Action.

Il progetto ATTUNE promuove e incoraggia l’azione della comunità universitaria per promuovere comportamenti e scelte sostenibili ed è ora entrato nel pieno della sua seconda fase, nella quale gli studenti di diversi dipartimenti dell’Università di Siena si sono attivati per rendere la comunità universitaria più sostenibile. InEuropa ha applicato l’approccio partecipativo di ricerca-azione e, insieme al team Attune dell’Università di Siena, ha tenuto i cinque workshop finora svolti con più di cinquanta studenti che, divisi in cinque squadre di ricerca-azione, hanno avviato le loro campagne di comunicazione per diffondere e coinvolgere più persone possibile a fare scelte più sostenibili. Rendere il car pooling più efficiente, sensibilizzare sullo sull’utilizzo della lunchbox in mensa per combattere gli sprechi alimentari, mappare le fontanelle degli atenei per rendere il loro utilizzo più diffuso, queste sono solo alcune delle tante azioni che i ragazzi e le ragazze dell’Università di Siena stanno implementando. L’incontro finale di celebrazione è previsto per il 14 maggio a Siena; gli studenti presenteranno quanto fatto (e quanto continueranno a fare) confrontandosi con esperti dell’ateneo invitati a supportare l’azione e a rafforzare il matching tra le proposte degli studenti e le scelte e risorse messe in campo dall’Istituzione, perché il movimento ATTUNE per un’UniSiena più sostenibile e non si fermi!

Sempre in ambito Universitario, InEuropa sarà tra i protagonisti delle 2 giornate di formazione  transnazionale del progetto e^4, che si terrà a Bressanone l’8 e 9 maggio. Circa 30 insegnanti e futuri insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo grado provenienti da Irlanda, Spagna, Polonia e Italia, saranno i destinatari dell’iniziativa, guidati nello scoprire il potere degli strumenti immaginativi per insegnare il concetto astratto di energia ai propri studenti e di sostenibilità ambientale. I partecipanti potranno consolidare la loro comprensione delle forze della natura e delle loro interazioni, incoraggiati tramite la sperimentazione diretta degli strumenti dell’immaginazione a riflettere individualmente e in gruppo attivando le proprie creatività e competenze e imparando a rendere concreti e visibili concetti astratti. InEuropa guiderà il gruppo in un workshop LEGO® SERIOUS PLAY®, inserito come approccio immaginativo tra gli strumenti proposti dal progetto. Gli imaginative tool saranno applicati in tre filoni per rappresentare e narrare l’interazione tra le forze della natura come trasportatori di energia: quello della biologia, dei trasporti e delle energie rinnovabili. Questi sono i temi che compongono i tre moduli del Corso Immaginativo creato dai partner di e^4. Dopo la sperimentazione con gli insegnanti, i moduli saranno rifiniti e validati, in modo da renderli disponibili sulla piattaforma online che sarà presto a disposizione delle università (con particolare riferimento a scienze della formazione) e degli insegnanti stessi.

Il terzo livello di intervento di InEuropa avviene direttamente con la scuola primaria e secondaria di primo grado ed affronta il tema dell’Educazione alla Cittadinanza Globale, sviluppando risorse operative e un percorso di supporto agli insegnanti per l’insegnamento della ECG. Questo grazie al progetto in Just Action. L’obiettivo e la sfida di InEuropa, nel suo ruolo di Antenna italiana della rete Global Action Plan International, è quello di supportare la crescita di consapevolezza e competenze per imparare a prendersi cura di sé stessi, delle altre persone e del pianeta, coltivando e agendo in base ai valori più grandi di noi stessi. Per fare questo InEuropa lavora in contesti di formazione informale e non formale e anche, verticalmente, dalla scuola primaria all’università, confrontandosi con educatori ed insegnanti che hanno un ruolo fondamentale nell’educazione delle giovani generazioni presenti e future.

Siamo al rush finale in Just Action, le risorse ed il “viaggio dell’insegnante” sono pronti, in fase di caricamento sul sito web ufficiale che sarà ufficialmente lanciato a inizio giugno 2024. Il team di progetto transnazionale (InEuropa in Italia, e gli altri membri della rete GAP in Irlanda, Spagna e Norvegia) ha avviato a fine 2021 un percorso di costruzione delle risorse e strumenti applicando il processo di Design Thinking che ha permesso di identificare a fondo i problemi e trovare soluzioni insieme agli insegnanti stessi, fin dai primi mesi di progetto. Infatti,  continua il testing e la validazione delle attività di Educazione alla Cittadinanza Globale create per la scuola primaria e secondaria in tutti e 4 i Paesi. In particolare in Italia, il testing è portato avanti dagli insegnanti dell’IC Umberto I di Lanciano e dell’IC Leonardo da Vinci di Fermo, che si sono resi disponibili a collaborare e sperimentare il percorso con i propri studenti in tutte le fasi di sviluppo del progetto.

Il sito Just Action permetterà di accedere gratuitamente a:

  • tutte le attività didattiche di Educazione alla Cittadinanza Globale per la scuola primaria e secondaria (il Viaggio dello Studente), scaricabili online;
  • la guida online all’insegnamento dell’Educazione alla Cittadinanza Globale (il Viaggio dell’Insegnante), con task scaricabili;
  • articoli e informazioni relative all’Educazione alla Cittadinanza Globale, al progetto, al suo sviluppo e al coinvolgimento diretto degli insegnanti nelle fasi di preparazione e validazione del materiale didattico.

In particolare, con il lancio del sito web, partirà anche il testing del Viaggio dell’Insegnante, che aiuterà i docenti delle scuole primarie e secondarie a comprendere le fondamenta dell’Educazione alla Cittadinanza Globale, a familiarizzare con l’approccio Just Action e a trasformare gli ostacoli in alleati e possibilità.

Nell’ambito della cooperazione transnazionale sono in fase di avvio altri 3 progetti che rafforzano i percorsi sopra descritti:

  • SHINE, che vede InEuropa collaborare con le Università, in particolare a livello italiano ancora con la Facoltà di formazione della Libera Università di Bolzano, per sviluppare un percorso formativo, anche attraverso il gioco, per lo sviluppo e rafforzamento di competenze sistemiche negli insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo grado, per affrontare l’educazione alla sostenibilità con particolare riferimento alle materie scientifiche;
  • SURF, che, come ATTUNE, coinvolgerà le comunità rurali in un percorso di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico attraverso l’approccio partecipativo di Ricerca e Azione;
  • STAND UP for EUROPE, un progetto appena avviato in cui è coinvolta InEuropa e che verrà descritto nelle prossime newsletter, il quale sosterrà un percorso di educazione civica con e per i giovani, per riflettere criticamente e saper ribattere sul concetto di Europa e su atteggiamenti e slogan antidemocratici.