Nelle cucine dei futuri chef europei qualcosa di nuovo bolle in pentola. Non si tratta soltanto di sapori e tecniche ma di qualcosa in più…il nostro pianeta.

Con questo spirito, il progetto Erasmus+ Good Food – Sustainability in Catering Schools ha deciso di indagare come le scuole di ristorazione in Europa stanno affrontando il tema della sostenibilità, e quali passi restano ancora da fare.

Partner da Italia, Spagna, Germania e Paesi Bassi hanno appena concluso una fase di ricerca preliminare: l’obiettivo era capire quanto e come i temi della sostenibilità siano già integrati nella formazione dei futuri professionisti della ristorazione. 

Non solo numeri e statistiche: il team ha incontrato insegnanti, ascoltato studenti, osservato le lezioni e vissuto la vita scolastica dall’interno. Ne è emerso un quadro variegato: la sostenibilità è sul tavolo, ma non sempre dentro ogni ricetta.

Cosa abbiamo scoperto

  • Nei Paesi Bassi, al Koning Willem I College (KW1C) gli studenti mostrano curiosità ed entusiasmo, soprattutto nelle lezioni pratiche. Il programma integra i principi della Dutch Cuisine, ma spesso gli alunni non li collegano ai propri valori personali: le scelte quotidiane restano guidate da comodità e tendenze. Gli insegnanti sottolineano l’importanza dei tirocini per restare vicini al mondo del lavoro, ma emerge un bisogno più profondo: sviluppare una motivazione personale. Nonostante la sostenibilità sia parte della missione della scuola, il divario tra politiche e pratiche quotidiane resta evidente. Per colmare questa distanza, un modulo trasversale incentrato sul “making change happen”, sarà ideato per fornire a studenti e docenti strumenti concreti per trasformare la consapevolezza in azione.

  • In Germania, alla BSZ Ansbach,  gli studenti partecipano attivamente alle iniziative legate alla sostenibilità. Con particolare attenzione alla riduzione degli sprechi, al riciclo e all’utilizzo di ingredienti locali e di stagione. Grazie al loro impegno e al lavoro dei club ambientali, sono nati progetti creativi come giardini scolastici, eventi di scambio e riciclo delle bottiglie. Tuttavia, la sostenibilità non è ancora radicata in maniera strutturale in tutte le materie e in tutta la comunità scolastica. Docenti e studenti chiedono materiali didattici pronti all’uso, supporto da esperti esterni e maggiore cooperazione interdisciplinare, in più, alcune sfide permangono come budget ridotti, differenze di competenze e barriere linguistiche. Il progetto GoodFood interviene proprio su questi aspetti, sviluppando la creazione di materiali facili da utilizzare e visivamente accattivanti che promuovano azioni pratiche e favoriscano il coinvolgimento diretto degli studenti. L’obiettivo principale è ora quello di coltivare capacità essenziali come il critical thinking, il lavoro di squadra e la responsabilizzazione degli studenti.  Le opportunità da cogliere sono tante: più opzioni vegetariane e vegane in mensa, legami più stretti con i produttori locali e un maggiore coinvolgimento nelle iniziative sostenibili. Centrale sarà un cambio di ruolo per gli insegnanti: da istruttori a facilitatori per rendere gli studenti autonomi nel guidare il cambiamento verso la sostenibilità.

  • In Spagna, al Leioa Catering School la cultura basca è profondamente radicata e attribuisce grande valore ai prodotti locali. La scuola promuove attivamente i valori della sostenibilità in ogni ambito della ristorazione, ponendo un’attenzione speciale alla riduzione dello spreco alimentare. Un esempio? Lo studio interno che ha portato a ridurre le porzioni di pane, zucchero e sale nei pasti serviti. Inoltre, le eccedenze finiscono alla banca del cibo, grazie a una solida collaborazione. L’innovazione è un’altra parola chiave: l’istituto guarda con interesse a nuove tecnologie e, attraverso GoodFood, intende rafforzare i rapporti con produttori locali e valorizzare i prodotti stagionali.

  • In Italia, all’Istituto Superiore Mantegna di Brescia, la tradizione e l’innovazione si incontrano. L’alleanza con Slow Food rappresenta un punto di forza: studenti, docenti e dirigenza condividono una profonda consapevolezza sui temi della sostenibilità e dello spreco. L’approccio imprenditoriale adottato ha l’obiettivo di formare professionisti capaci di guidare il cambiamento. Grande attenzione è data anche all’inclusione culturale e sociale e alla riduzione dei materiali monouso. Ma il percorso non finisce qui: serve più concretezza e praticità nella didattica, più focus su pasti sani ed equilibrati, meno plastica nei laboratori e una comunicazione più visibile sull’alleanza con Slow Food. La volontà di crescere c’è: ora serve un approccio più sistematico per fare davvero la differenza.

Chi guida il cambiamento

La ricerca ha messo in luce anche i protagonisti di questa trasformazione, comuni a tutte le realtà visitate:

  • Gli studenti, cuore del percorso educativo e veri agenti di cambiamento;
  • Gli insegnanti, fondamentali nel trasmettere contenuti e pratiche sostenibili;
  • La dirigenza scolastica, chiamata a garantire politiche coerenti e di lungo periodo;
  • Il mondo del lavoro, dai fornitori agli imprenditori, ponte tra la formazione e la realtà professionale.

E ora, i prossimi passi

I dati raccolti gettano le basi per lo sviluppo dei prossimi strumenti del progetto GoodFood:

  • Un quadro metodologico e pratico replicabile in ogni scuola europea di catering;
  • Contenuti educativi che affrontano la sostenibilità alimentare da più prospettive: salute, ambiente, etica, cultura e riduzione degli sprechi;
  • Risorse per la formazione dei docenti, secondo il modello “train-the-trainer” volte alla promozione di pratiche di empowerment, awareness e di cambiamento dei comportamenti;
  • Strumenti digitali per integrare la sostenibilità in aula e nei laboratori di cucina.

Il messaggio è chiaro: le scuole europee di catering sono pronte al cambiamento. GoodFood vuole dare loro gli strumenti concreti per far sì che gli chef di domani diventino protagonisti attivi nelle loro comunità, contribuendo a un sistema alimentare più giusto, etico e sostenibile.

Stay tuned: il meglio deve ancora arrivare

 

Co-finanziato dall’Unione Europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione Europea o dell’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura (EACEA). Né l’Unione Europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.

Il 16 settembre, dalle ore 14,00 alle 15,30, si terrà il secondo webinar internazionale del progetto europeo SURF – Sustainable Rural Future, dal titolo “Empowering Rural Europe: Final Reflections from SURF”.

L’incontro sarà l’occasione per condividere le esperienze e i risultati emersi durante il progetto in merito alla sostenibilità rurale e all’adattamento ai cambiamenti climatici. SURF si propone di rafforzare le conoscenze delle comunità rurali sui temi del cambiamento climatico, attraverso la realizzazione di un percorso formativo che integri educazione formale e non formale, con l’obiettivo di favorire l’apprendimento e accompagnare la transizione verde nelle aree rurali.

Durante il webinar, i partner presenteranno i principali output del progetto, disponibili gratuitamente sui canali di SURF, e sarà ufficialmente lanciata la Rete Rurale Europea, sviluppata nell’ambito del percorso progettuale.

L’evento si svolgerà in lingua inglese, con la possibilità di attivare i sottotitoli nella propria lingua su Zoom.

Per partecipare è necessario compilare il form.

Scarica il programma.

Negli ultimi anni, i movimenti e i pensieri populisti e talvolta antidemocratici si sono fatti largo nel mondo online e offline, in Europa e non solo. Questi pensieri sono il frutto di un periodo di instabilità economica e sociale che, a seguito della pandemia da Covid-19, si è amplificato. In questo contesto, i giovani si ritrovano ad affrontare sempre più spesso discorsi populisti o disinformativi a cui non è facile rispondere, che polarizzano ulteriormente la società, che modellano i loro pensieri così come le politiche dei movimenti e dei partiti politici.

I giovani d’oggi e non solo, si ritirano sempre più dai dibattiti su posizioni divergenti per paura di essere vittima di discorsi d’odio. Questa paura è avallata da comportamenti reali e/o che si traducono in atti di violenza fisica o psicologica. In Italia, ad esempio, numerose sono le minacce e le intimidazioni ai danni dei giornalisti o i casi di violenza contro i manifestanti, o in generale contro chi pratica dissenso politico e attivismo che contribuiscono a favorire l’idea di insicurezza nella popolazione nonché di sfiducia nel sistema istituzionale (es. astensionismo)

L’insicurezza data da queste condizioni, insieme con il senso di impotenza e la mancanza di coraggio morale, ossia la capacità di esprimersi attivamente, necessitano di essere smantellate a favore della capacità di una “argomentazione controversa”. L’argomentazione controversa permette di reagire ad un discorso argomentando e senza cadere in stereotipi, attivando processi di apprendimento profondi nel fronteggiare conflitti cognitivi. La formazione sulle competenze argomentative è imparare a gestire incontri conflittuali politicamente esplosivi che, ad esempio, fanno utilizzo di slogan stereotipati.

Il progetto Erasmus+ Stand Up for Europe! nasce proprio dall’esigenza di saper reagire ai discorsi populisti, basati su slogan talvolta antidemocratici, indirizzandosi ai giovani e focalizzandosi su tematiche di rilevanza centrale in questi anni che sono al centro della maggior parte delle controversie: la scienza, l’identità di genere, il cambiamento climatico, i fenomeni migratori, le guerre e i diritti umani.

Ma cos’è uno slogan? Uno slogan, secondo il Dott. Peter Hufer, è un “messaggio ideologico inequivocabile, preferibilmente politico, basato su frasi […] provocatorie, razziste e antidemocratiche in situazioni specifiche (es. “le donne non sanno parcheggiare”).

Saper riconoscere un discorso populista e antidemocratico e riuscire a contrastarlo è uno degli obiettivi del Prof. Dr. Klaus-Peter Hufer che nel suo “When words fail – Arguments against slogans at the regulars’ table” (2022) esplica la metodologia per attivare l’argomentazione controversa. Partendo da qui e dall’analisi dei contesti di ogni Paese partner (Italia, Germania, Slovenia, Ungheria e Turchia), Stand Up for Europe! ha sviluppato degli strumenti e delle metodologie da poter utilizzare con i giovani e per i giovani per reagire ai discorsi populisti rispettando e ridando valore ai principi e valori della democrazia. Attraverso questa analisi comparata, pubblicata sul sito www.standup4.eu, i partner hanno identificato, per ogni contesto-paese, lo stato dell’arte delle competenze e della formazione relative ai discorsi democratici. Per quel che riguarda l’Italia, la formazione sulle competenze argomentative è fortemente legata alla metodologia del dibattito e diffusa dalla scuola secondaria, all’università, alla formazione post-laurea, mentre, l’insegnamento dei valori europei resta blindato alla materia scolastica dell’Educazione Civica o a corsi universitari o a progetti esterni di istruzione informale. Uno di questi esempi può essere il progetto Model European Parliament (MEP) rivolto agli studenti e studentesse delle scuole secondarie in Italia e in Europa che, sfidandosi prima su base regionale, nazionale e poi europea, simulano un dibattito come membri del Parlamento europeo su diverse tematiche.

Nonostante ciò, il problema principale del sistema formativo italiano resta legato al tempo a disposizione degli insegnanti e alla mancanza di lezioni pratiche e pragmatiche che li supportino nel sentirsi più sicuri nell’insegnamento di competenze legate ad un cambiamento comportamentale che abbia implicazioni socio-emotive, come può essere il dibattito incentrato sui valori e sul discorso democratico.

Stand Up for Europe! si rivolge ai giovani e a chi lavora a stretto contatto con loro e ha ideato degli scenari online e un manuale (Curriculum) con 40 attività pratiche da poter utilizzare attivamente in diversi contesti educativi per rispondere a questo bisogno. Per esempio, il Curriculum è stato pensato per essere il più operativo possibile e le attività al suo interno si distinguono in base agli argomenti chiave (1. Identità e Valori; 2. Fronteggiare i conflitti e i dilemmi; 3. Confrontarsi con gli slogan antidemocratici; 4. Strutture di potere, privilegio e discriminazione) e al tempo a disposizione degli insegnanti/formatori (workshop di 3 giorni, laboratorio di 1 giorno, attività laboratoriali da 2 ore o da 1 ora). Le attività inserite all’interno del Curriculum sono state, inoltre, testate dai partner di progetto (per l’Italia, vedi il workshop “Io, Tu, Noi”). 

I partner di Stand Up for Europe! presenteranno questi strumenti e ne approfondiranno il contenuto durante la conferenza finale del progetto prevista per giovedì 11 dicembre dalle ore 9:00 alle ore 17:00 ad Ausburg, in Germania, ospitata dal Chair for pedagogics and adult education & Network Civic Education in Bavaria dell’Università di Ausburg. Sarà, inoltre, presente il Dr. Klaus-Peter Hufer. I materiali saranno resi disponibili gratuitamente al sito del progetto.

Se vuoi saperne di più sul progetto e sull’evento, clicca qui e/o contatta InEuropa.

Il valore aggiunto di un progetto europeo consiste nell’individuare iniziative già attive che possano arricchire il percorso in via di sviluppo, favorendo la creazione di sinergie. In questo contesto, GoodFood ha riconosciuto il progetto europeo CASKClimate Aware Seasonal Kitchen come un’opportunità significativa.

Partito nel 2023 e sviluppato nell’ambito del programma Erasmus+, il progetto CASK ha coinvolto professionisti della ristorazione in Irlanda con l’obiettivo di promuovere un approccio più sostenibile e inclusivo al cibo. L’iniziativa nasce dal dato di EUROSTAT che stabilisce che gli irlandesi spendono oltre il doppio della media europea in ristoranti e take-away, rendendo fondamentale il ruolo dei Food Service Industry Professionals (FSIPs) nella scelta degli ingredienti e nella definizione dei menu.

CASK ha voluto sensibilizzare questi attori chiave, offrendo un percorso di formazione su come utilizzare prodotti locali, stagionali e a basso impatto climatico senza rinunciare alla varietà richiesta da una società sempre più multiculturale. In questo modo il progetto si inserisce negli obiettivi del Green Deal europeo, che pone i sistemi alimentari sostenibili al centro della transizione ecologica.

Il partenariato ha sviluppato un percorso formativo dedicato ai FSIPs, organizzando workshop in presenza e online, creando un ricettario digitale sostenibile e una guida agli ingredienti alternativi (SCIAG), oltre a un sito web che raccoglie materiali, ricette e risorse per il settore. Grazie a questo lavoro sono stati coinvolti 12 professionisti della ristorazione, sono stati rilasciati 278 certificati di completamento del corso online e sono stati organizzati due eventi pubblici di grande successo, a Sonairte, nell’agosto e nel dicembre 2023.

L’esperienza e i risultati conseguiti costituiranno la base per un futuro progetto Erasmus+ di scala maggiore, coinvolgendo un consorzio più ampio di partner europei.

Il tema della sostenibilità alimentare, centrale in CASK, è anche al cuore del progetto GOOD FOOD di cui InEuropa è partner. Se CASK ha puntato a responsabilizzare i professionisti già attivi nella ristorazione, GOOD FOOD si concentra sui futuri cuochi e professionisti del settore, creando risorse e materiali didattici per le scuole alberghiere in Spagna, Paesi Bassi, Germania e Italia. L’obiettivo è quello di formare una nuova generazione di lavoratori consapevoli dell’impatto delle loro scelte, capaci di integrare abitudini sostenibili sia nella vita quotidiana sia nei futuri posti di lavoro. Tra i risultati attesi ci sono un framework metodologico e un piano di azioni replicabile in tutte le scuole europee, una piattaforma online con contenuti formativi e strumenti basati sul metodo “train-the-trainer”, oltre a casi di studio da condividere a livello europeo.

CASK e GOOD FOOD rappresentano due facce della stessa sfida: rendere il sistema alimentare più equo, sostenibile e resiliente, lavorando da un lato con i professionisti della ristorazione già in attività e dall’altro con le nuove generazioni che entreranno presto nel settore. Insieme, i due progetti contribuiscono a costruire un futuro in cui la cultura del cibo sia al tempo stesso inclusiva e rispettosa del pianeta.

Dal 1° luglio 2025 è attivo lo Sportello Accompagnamento promosso dalla Fondazione CRC di Cuneo, un nuovo servizio pensato per supportare gli enti del territorio cuneese nella partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei.

Per la gestione di questo eccellente strumento, Fondazione CRC ha selezionato InEuropa, realtà con consolidata esperienza nell’accompagnamento alla progettazione europea. L’obiettivo dello sportello è rafforzare il dialogo con l’Europa, favorendo l’internazionalizzazione delle attività locali e attrarre nuove risorse per la crescita e lo sviluppo della provincia.

 Lo sportello si rivolge a tutti i soggetti pubblici e privati no profit con sede legale o operativa nella provincia di Cuneo.

Offre un supporto tecnico articolato in tre fasi fondamentali:

  1. Informazione e orientamento
    Lo sportello aiuta a individuare le opportunità più adatte, fornisce materiale informativo mirato e guida l’ente verso una prima consapevolezza strategica sulle possibili opportunità di finanziamento.
  2. Analisi di pre-fattibilità
    Viene effettuata un’analisi preliminare dell’idea progettuale per valutarne la coerenza con i bandi disponibili. I consulenti affiancano l’ente nella pianificazione della proposta.
  3. Progettazione e accompagnamento alla candidatura
    Il supporto si estende alla costruzione del partenariato, alla definizione dei contenuti progettuali e del piano finanziario, alla stesura della candidatura finale.

Lo Sportello Accompagnamento è attivo fino al 30 giugno 2026. Accedere è semplice: basta inviare una mail a sportello@fondazionecrc.it. I consulenti di InEuropa risponderanno entro pochi giorni per avviare il percorso di accompagnamento.

 

Due giornate intense e piene di entusiasmo e partecipazione hanno visto 27 tra insegnanti ed educatori dell’IC Leopardi di Castelnuovo Rangone lavorare e costruire insieme per individuare e condividere strategie di comunicazione efficaci e di partecipazione attiva di tutto il personale della scuola, al fine di incentivare la collaborazione interna ed esterna e favorire il benessere di tutti gli attori all’interno di ogni ordine, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, passando dalla primaria.

Facilitata da Barbara Grazzini e Andrea Pignatti attraverso la metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®, l’esperienza ha permesso ad ogni partecipante di aprirsi, condividere i propri obiettivi e di esprimere le proprie opinioni e idee in modo creativo e concreto in un’atmosfera serena e divertente, portando utili spunti per costruire insieme una scuola migliore, organizzata, incentivante e motivante, che possa affrontare le sfide quotidiane in modo condiviso e partecipato da tutti.

Le attività di Just Maps: Schools strengthening global citizenship by mapping local communities procedono spedite verso la realizzazione dell’handbook incentrato sulla creazione e l’uso delle mappe come punto di partenza per un percorso partecipativo di Educazione alla Cittadinanza Globale. L’handbook sarà alla base del training peer to peer dei docenti e del percorso di ricerca, partecipazione e azione di studentesse e studenti della scuola primaria e secondaria (8-15 anni).

Il lavoro sull’handbook è nato dall’esperienza del training e del meeting che hanno impegnato tutti i partner, inclusi noi di InEuropa e le insegnanti dell’Istituto Comprensivo Umberto I di Lanciano, il 3 e il 4 Maggio a Dublino. 

Abbiamo raccontato l’esperienza di Dublino nella prima newsletter del progetto, che potete trovare in italiano e in inglese in due versioni: una breve e una dettagliata.

Cosa troverete nella newsletter? Il progetto e i suoi obiettivi, le scuole partecipanti, il punto di vista dei nostri partner Kenyani che hanno facilitato una delle fasi del training, e i prossimi passi. 

Il progetto. Just Maps coinvolge 9 partner e 3 partner associati di Italia, Kenya, Spagna, Polonia e Irlanda, tra cui 6 scuole. Saranno proprio le scuole le vere protagoniste del progetto, attivando direttamente studenti e studentesse nella realizzazione delle attività progettuali principali. Infatti, l’obiettivo cardine di Just Maps è quello di educare alla cittadinanza globale e rendere alunni e alunne consapevoli del proprio ruolo all’interno della comunità informandosi e, in questo caso, mappando i problemi ambientali, le disuguaglianze, criticità e opportunità di giustizia sociale e la storia dei luoghi e della comunità dove vivono.

Sabato 14 Giugno 2025 si è svolto, presso la Fondazione Castello di Padernello, il workshop “La crisi climatica nelle zone rurali – strategie di adattamento ed opportunità per il futuro”, parte del progetto SURF – Sustainable Rural Future

Il workshop rientra in un percorso iniziato a Dicembre 2024 con la comunità della Bassa Bresciana, con un primo workshop mirato ad approfondire il concetto di adattamento alla crisi climatica nelle comunità rurali, andando ad identificare rischi e specifiche vulnerabilità sia in termini di sensibilità che di capacità di adattamento.

In questo secondo incontro siamo partiti dai rischi predominanti individuati e abbiamo lavorato insieme condividendo strategie e buone pratiche che offrono soluzioni praticabili per adattarsi al cambiamento climatico nella zona della Pianura Bresciana, analizzandone punti deboli e forti, e andando ad identificare opportunità e nuove azioni mirate per il futuro.

Abbiamo lavorato con 8 rappresentanti di associazioni locali, da Legambiente, alla Condotta TerreAcque Bresciane di Slow Food, a CuoreAmico, alla Fondazione Castello di Padernello e di amministrazioni pubbliche locali e provinciali.

Dopo un’attività iniziale di ice breaking e un breve riepilogo sullo stato dell’arte del progetto SURF (prodotti sviluppati a oggi) e sui risultati dell’attività svolta durante il workshop precedente sia in Italia che negli altri paesi partner, siamo entrati nel vivo della discussione sulle buone pratiche esistenti e sui progetti attivi nell’area in tema di adattamento ai cambiamenti climatici.

Attraverso il dialogo e il confronto aperto, sono state condivise buone pratiche e iniziative già attive sul territorio (il progetto di Ri-valorizzazione del Fiume Mella, Greenway del Mella, progetto europeo GoodFood, iniziative locali sui rifiuti e buona alimentazione, la Fondazione Castello di Padernello come progetto di azione partecipativa “dal basso”), analizzandone congiuntamente punti di forza e di debolezza, ostacoli e opportunità.

Tra le barriere e difficoltà si delineano la mancanza di competenze e volontà a livello di amministrazioni locali, gli ostacoli burocratici, la scarsa partecipazione giovanile, la mancanza di supporto e di continuità nei progetti ambientali a causa del turnover del personale e la mancanza di una visione a lungo termine. Tra le esigenze da cui partire per lavorare per il futuro, emergono: la necessità di offrire ai giovani opportunità di incontro e dialogo informali e un maggiore coinvolgimento attivo; il bisogno di creare un supporto comunicativo efficace per promuovere i progetti e cambiare la percezione delle persone ascoltando i loro punti di vista per avere una visione più ampia e completa; la necessità di organizzare eventi che affrontino temi specifici e promuovano la partecipazione attiva; l’importanza di credere nei valori e di lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni.

Il workshop si è concluso con un pranzo condiviso, durante il quale i partecipanti hanno continuato a confrontarsi, scambiando opinioni, suggerimenti e punti di vista sui temi trattati.

La mattinata è stata ricca di spunti preziosi e i partecipanti hanno contribuito con esperienze concrete a costruire una visione collettiva per affrontare le sfide del cambiamento climatico con creatività e collaborazione.

A seguito del workshop “IO, TU, NOI” svolto al Liceo Formiggini di Sassuolo, InEuropa torna ad incontrare i partner del progetto Erasmus+ Stand Up for Europe! per condividere le ultime novità.

Durante l’incontro, InEuropa ha avanzato la possibilità di intraprendere un ulteriore workshop legato al progetto diretto principalmente ad insegnanti ed educatori, per continuare a mettere in pratica modelli di dialogo rispettosi e scambi di punti di vista efficaci nel rispetto dei valori della democrazia.

📄Il progetto, infatti, grazie al nostro contributo, porterà alla pubblicazione di un documento (“Curriculum”) disponibile anche in italiano, con al suo interno metodi e pratiche da mettere in atto per facilitare la costruzione di un sano dibattito democratico tra giovani e nello scambio intergenerazionale.

La conduzione dei workshop sulle tematiche legate alla Democrazia e al rispetto dei suoi principi saranno fondamentali per l’incontro finale tra i partner di progetto previsto a novembre in Slovenia dove si approveranno i materiali finali di Stand Up for Europe! che saranno presentati ufficialmente alla conferenza internazionale che l’Università di Augsburg ospiterà il 10 dicembre 2025 in Germania.

InEuropa ha partecipato come partner didattico al Master PIVOT – Politiche e Innovazione per il Valore del Territorio, un percorso formativo rivolto a professionisti, amministratori pubblici e operatori del terzo settore interessati a sviluppare competenze nell’ambito della progettazione territoriale e dell’accesso ai finanziamenti europei.

Il Master, promosso da UPO (Università del Piemonte Centrale), si propone di fornire strumenti teorici e pratici per la valorizzazione del territorio attraverso politiche pubbliche innovative e progetti finanziati a livello europeo.

Nel quadro del Modulo IV – La progettazione: uno strumento per lo sviluppo territoriale, InEuropa ha contribuito con giornate di docenza dedicate al tema dei finanziamenti europei e della progettazione per gli enti locali.

I docenti Andrea Pignatti (il 9 maggio) e Barbara Grazzini (il 23 e 24 maggio) hanno approfondito il contesto della programmazione europea 2021–2027, con particolare attenzione ai finanziamenti a gestione diretta e a gestione concorrente. Sono stati inoltre presentati i principali strumenti informativi utili per individuare le opportunità di finanziamento più adatte alle esigenze dei territori.

Durante le giornate di formazione sono stati attivati due laboratori pratici: il primo dedicato allo scouting, come fase strategica per la programmazione degli interventi; il secondo focalizzato sulla generazione di idee progetto coerenti con i bisogni territoriali e con le linee guida dei programmi europei.

La partecipazione di InEuropa ha rappresentato un’occasione concreta per trasferire competenze operative e aggiornate nel campo della progettazione europea a supporto dello sviluppo locale.