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Al giorno d’oggi, quando si parla di cambiamento climatico, la mente corre subito all’inquinamento delle grandi città, alle emissioni industriali, ai trasporti e alla produzione energetica.

Tuttavia, la minaccia più silenziosa e insidiosa colpisce prima di tutto le piccole realtà rurali, le campagne e le comunità agricole, dove l’equilibrio con l’ambiente è più fragile ma anche più autentico.

È proprio su queste dimensioni, troppo spesso trascurate, che pone l’attenzione SURF – Sustainable Rural Future, un progetto che ci ha mostrato come la sfida climatica possa avere un forte impatto nella semplicità e nella forza delle zone rurali.

L’iniziativa ci ha riuniti a Palermo, dal 28 al 29 ottobre, per un workshop interattivo che ha coinvolto diversi stakeholder provenienti da Italia, Spagna, Slovenia e studenti Erasmus di varie nazionalità. Un mosaico di idee, esperienze e prospettive che ha dato vita a un dialogo costruttivo con un obiettivo comune: riflettere insieme su come rendere le nostre campagne più resilienti, sostenibili e capaci di affrontare le sfide future.

Durante la nostra esperienza di cooperazione, abbiamo contribuito ad approfondire temi fondamentali come l’economia circolare, la partecipazione attiva dei cittadini, la responsabilità individuale e collettiva e gli ostacoli che ancora frenano la transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili.

Il progetto è stato arricchito da un momento di esperienza diretta sul campo: la visita a un agriturismo locale, in cui abbiamo avuto anche l’opportunità di imparare le ricette, assistere alla preparazione di piatti tipici della cucina siciliana per poi gustarli insieme. Un’attività divertente, unica e coinvolgente, che ha unito ogni paese con grande entusiasmo. 

L’agriturismo, con le sue pratiche che si sono evolute e trasformate nel tempo,  è considerato un esempio concreto di adattamento al cambiamento climatico. Pertanto, la proprietaria ci ha illustrato come le mutate condizioni ambientali abbiano imposto scelte difficili ma innovative: nuove colture, gestione più attenta delle risorse idriche, riduzione degli sprechi e sperimentazione di tecniche agricole più resilienti. 

In quel contesto abbiamo compreso che la sostenibilità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fatta di decisioni, sacrifici e visione per il futuro.

SURF ci ha insegnato che la lotta al surriscaldamento globale non è soltanto una questione ambientale: è anche una sfida sociale, culturale e comunitaria. Significa proteggere un patrimonio di tradizioni, relazioni umane e saperi che rischiano di scomparire. Solo attraverso la cooperazione locale e internazionale possiamo garantire la continuità di queste radici e costruire insieme una prospettiva più equa e sostenibile per tutti.

In un mondo sempre più veloce e frenetico, la consapevolezza e l’aiuto reciproco diventano le nostre armi più potenti per affrontare il cambiamento. Ed è proprio dalle campagne, dall’apparente semplicità della vita rurale, che può nascere la trasformazione più autentica.

Questo è l’obiettivo di SURF: partire dal piccolo per pensare in grande, perché il futuro sostenibile del pianeta nasce proprio dove la terra incontra la cura delle persone.

 

Elisa P. e Emma L.

Quando si parla di adattamento ai cambiamenti climatici, spesso si pensa a soluzioni urbane o a grandi strategie globali. Ma cosa accade realmente nelle aree rurali?

Il progetto SURF – Sustainable Rural Future ha raccolto numerose pratiche di adattamento ai cambiamenti climatici nelle zone rurali di tutta Europa – e non solo – e ha presentato uno strumento innovativo pensato per farle conoscere e valorizzarle. 

Questo strumento, insieme agli altri risultati del progetto, è stato presentato il 16 settembre 2025 al secondo webinar internazionale di SURF.

L’incontro, che ha riunito partecipanti provenienti da numerosi Paesi, è stato l’occasione per condividere il percorso attuato con SURF e le risorse sviluppate e per connettere tra loro gli attori principali del cambiamento nelle zone rurali, grazie anche al lancio della Rete Rurale Europea di SURF.

Al webinar hanno preso parte professionisti del settore ma anche cittadini, rappresentanti delle varie associazioni locali, figure accademiche – tra cui giovani ricercatori e ricercatrici – interessati a scoprire come agire in contesti rurali per sviluppare azioni innovative e strategie di adattamento alle sfide poste dai cambiamenti climatici nelle aree rurali.

Grazie al lavoro dei partner, i partecipanti hanno potuto conoscere e testare i risultati di SURF, in particolare:

  • I workshop locali, che hanno permesso ai partecipanti nelle varie realtà locali di interagire e analizzare insieme i rischi principali legati agli eventi climatici estremi che il territorio vive e le possibili soluzioni da adottare;
  • La Mappa delle Buone Pratiche, uno strumento interattivo che raccoglie progetti, iniziative e soluzioni messe in atto da diverse comunità rurali per adattarsi ai cambiamenti climatici. Può essere consultata ed utilizzata per scoprire, in base al settore economico e alla tipologia di rischio climatico affrontato, quali azioni di adattamento sono state già messe in atto;
  • Una Guida alle Buone Pratiche, utile per conoscere il funzionamento della Mappa e alcuni degli esempi inseriti al suo interno;
  • Il Manuale sui Cambiamenti Climatici per le aree rurali, progettato per migliorare la comprensione e l’impegno nell’adattamento ai cambiamenti climatici, in particolare nelle zone rurali;
  • La Rete Rurale Europea, nasce come network che riunisce soggetti interessati a rimanere in contatto e a creare sinergie per migliorare la gestione delle zone rurali. L’obiettivo è promuovere pratiche di adattamento ai cambiamenti climatici e favorire la partecipazione attiva delle realtà pubbliche e private locali.

È proprio per favorire la condivisione di esperienze, il confronto e dialogo tra attori locali a tutti i livelli, che i partner hanno pensato di istituire la Rete Rurale Europea a cui numerose realtà rurali hanno già aderito per promuovere la collaborazione e creare sinergie anche tra territori distanti ma che condividono stesse problematicità legate ai cambiamenti climatici.

Durante il webinar, chiave è stato l’intervento del Prof. Antonio Javier González Rueda – Direttore del Coordination Secretariat and Commissioner dell’Università di Cadiz – che ha sottolineato l’importanza della partecipazione della comunità locale per poter individuare ed attuare soluzioni durature e la necessità di utilizzare un linguaggio meno burocratico e alla portata dei cittadini per favorire ed incrementare un loro attivo coinvolgimento. Solo così, valorizzando la loro creatività, la cultura e il patrimonio locale, è possibile stimolare una partecipazione attiva e lo spirito di iniziativa e promuovere  uno sviluppo rurale effettivo. 

Vuoi saperne di più? Ecco due modi per approfondire:

  1. Guarda la registrazione del webinar cliccando qui
  2. Salva questo link per partecipare online all’evento finale del progetto SURF

Il 28 ottobre 2025, i partner del progetto Surf – Sustainable Rural Future lavoreranno insieme a stakeholder provenienti dai 3 paesi partecipanti a Palermo,  per consolidare la Rete Rurale Europea nata nell’ambito di SURF e gettare le basi per nuove iniziative che possano contribuire ad attivare e promuovere iniziative di adattamento al cambiamento climatico.

Se desideri ricevere ulteriori informazioni, scrivi a ineuropa@ineuropa.info .

Uno dei prodotti più importanti del progetto SURF – Sustainable Rural Future è la creazione di una Rete Rurale Europea che promuova lo scambio di informazioni, buone pratiche e iniziative sull’adattamento al cambiamento climatico nelle realtà rurali. Abbiamo creato una mappa online che stiamo popolando con iniziative/progetti a livello locale, regionale, nazionale e/o transnazionale utile allo scambio di esperienze e buone pratiche sull’adattamento al cambiamento climatico.

Avete esperienze, progetti, iniziative che dimostrino come la vostra realtà rurale si stia adattando al cambiamento climatico? 

Condividetele ed entrate a far parte della nostra rete!

Per farlo, vi invitiamo a completare questo breve questionario online, descrivendo come la vostra comunità rurale stia affrontando il cambiamento climatico, includendo anche delle foto. Il team del progetto SURF esaminerà il vostro contributo, riceverete un feedback e la vostra storia verrà integrata nella mappa online.

Quali sono i vantaggi?

  1. Entrata nella rete SURF e riconoscimento per le buone pratiche della vostra comunità rurale.
  2. Ispirazione e idee: il vostro approccio e la vostra esperienza può servire da ispirazione e da guida per altre comunità rurali in Europa che devono affrontare sfide simili e lo stesso per voi nell’esplorare esperienze di altre realtà in Europa.
  3. Soluzioni innovative: la mappa è anche un’opportunità per esplorare le pratiche innovative delle comunità rurali e delle regioni che stanno sviluppando approcci sostenibili per affrontare il cambiamento climatico.
  4. Collaborazione e networking: potete entrare in contatto con altre realtà che hanno idee valide e sono interessate a future collaborazioni, scambi di conoscenze e potenziali applicazioni di progetti congiunti.

Inoltre, SURF mette anche a disposizione il corso “Strumenti Partecipativi per lo Sviluppo di attività locali” sviluppato e condotto dalla Universitat Jaume I De Castellon (Spagna) partner del progetto, che fornisce strumenti teorici e pratici per sviluppare e implementare strategie di sviluppo territoriale con un approccio partecipativo.

Per maggiori informazioni sul progetto SURF e sui materiali sviluppati visitate la sezione dedicata su InEuropa qui e il sito ufficiale qui

La Commissione Europea ha pubblicato i bandi 2025 del Programma LIFE, lo strumento dell’UE che sostiene progetti volti a favorire la transizione verso un’economia sostenibile, circolare, energeticamente efficiente, basata su fonti rinnovabili, a impatto climatico zero e resiliente ai cambiamenti climatici.

Il Programma LIFE, valido per il periodo 2021-2027, si struttura in due aree principali: Ambiente e Azione per il clima, ciascuna articolata in due sottoprogrammi specifici.

Nell’ambito Ambiente rientrano:

  • Conservazione della natura e tutela della biodiversità

  • Economia circolare e miglioramento della qualità della vita

Per la sezione Azione per il clima, i sottoprogrammi sono:

  • Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici

  • Transizione verso un’energia pulita

Elenco dei bandi di finanziamento e relative scadenze:

  1. Progetti di Azione Standard (SAP) per l’economia circolare e la qualità della vita
    Finalizzati a facilitare la transizione verso un’economia sostenibile, circolare, priva di sostanze tossiche, energeticamente efficiente e resiliente ai cambiamenti climatici, con l’obiettivo di proteggere, ripristinare e migliorare la qualità dell’ambiente.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  2. Progetti di Azione Standard (SAP) per la natura e la biodiversità
    Orientati alla protezione e al ripristino della natura in Europa, con l’obiettivo di arrestare e invertire la perdita di biodiversità.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  3. Progetti di Azione Standard (SAP) per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici
    Tesi a mitigare i cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni e a rafforzare la resilienza tramite l’adattamento urbano, la gestione sostenibile delle risorse e la protezione delle regioni vulnerabili. Il programma promuove inoltre la governance climatica e la sensibilizzazione, finanziando iniziative di formazione, informazione e partecipazione degli stakeholder.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  4. Sovvenzioni per Azioni di Coordinamento e Supporto (CSA) per il sottoprogramma di transizione verso l’energia pulita
    Supportano la transizione energetica creando quadri politici a livello locale, regionale e nazionale, accelerando l’adozione di tecnologie innovative, nuovi modelli di business e attrarre investimenti privati. Inoltre, il programma mira a sviluppare progetti di investimento locali e coinvolgere i cittadini, responsabilizzandoli nel processo di transizione verso un’energia sostenibile.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  5. Preparazione dell’assistenza tecnica per SIP e SNAP
    Finalizzata a supportare la preparazione di proposte per progetti strategici integrati (vedi punto 8).
    Scadenza: 23 settembre 2025

  6. Assistenza tecnica – Replicazione
    Destinata all’ampliamento o replicazione dei risultati ottenuti da progetti finanziati nell’ambito del programma LIFE o di altri programmi UE, a condizione che questi soddisfino gli obiettivi del programma LIFE.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  7. Progetti preparatori LIFE
    Progetti destinati allo sviluppo e test di soluzioni pratiche, metodi e strumenti che possano facilitare l’attuazione delle priorità legislative e politiche specifiche.
    Scadenza: 23 settembre 2025

  8. Progetti Strategici Integrati (SNAP/SIP)
    Mirano a realizzare interventi integrati e coordinati in vari settori (ambiente, cambiamento climatico, biodiversità, ecc.), su larga scala e a lungo termine, che richiedono la collaborazione di diversi partner (governi, ONG, autorità locali e regionali) e risorse.
    Presentazione in due fasi:

    • Prima fase: 4 settembre 2025

    • Proposta completa: 5 marzo 2026

  9. Accordi di Sovvenzione Operativa Specifici (SGA OG) per le Organizzazioni Non Governative (ONG)
    Per sostenere le ONG in progetti di sensibilizzazione, conservazione della biodiversità e monitoraggio delle politiche ambientali. Il programma mira a rafforzare il ruolo delle ONG come partner chiave nella protezione ambientale e nel coinvolgimento della società civile.
    Scadenza: 25 settembre 2025 (da confermare)

Per maggiori informazioni, collegati qui.

Soggetto attuatore: Pianeta

Finanziato nell’ambito da: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tramite un bando regionale dell’Emilia-Romagna – Bando 2023

Periodo: settembre – ottobre 2024

Obiettivo del progetto:

  • sensibilizzare la comunità modenese, in particolare i giovani, sull’importanza del rispetto per l’ambiente e l’urgenza di agire di fronte ai cambiamenti climatici;
  • promuovere la partecipazione attiva dei cittadini e in primis dei giovani e dei ragazzi, quali siano ‘agenti’ del cambiamento.

InEuropa ha ideato e gestito un percorso tre workshop con la metodologia LEGO SERIOUS PLAY, dedicati a ragazzi/e tra gli 8 e i 14 anni rispetto a che cos’è il cambiamento climatico e, soprattutto, quali soluzioni mettere in pratica allo scopo di mitigare l’impatto.

Numero workshop LEGO® SERIOUS PLAY®: 3

Si sono conclusi i sei workshop della seconda fase del progetto ATTUNE, dove 65 studenti dell’Università di Siena, divisi in cinque gruppi di ricerca-azione, si sono attivati lavorando insieme per promuovere soluzioni e comportamenti più sostenibili  della comunità universitaria e non solo. Guidate dal team Attune Italia di InEuropa e di UniSiena, le squadre hanno inizialmente lavorato per osservare, analizzare e comprendere lo stato dell’arte rispetto alle proprie aree di intervento: gestione dei rifiuti, risparmio energetico, mobilità, consumo alimentare e consumo dell’acqua.

Attraverso interviste e questionari rivolti alla comunità universitaria e ricerche sul campo, ogni squadra ha identificato e utilizzato i metodi più adatti alla propria tematica per raccogliere più dati possibili e disegnare lo scenario di partenza. Hanno poi definito un piano d’azione e programmato una campagna di comunicazione per poter proporre  nuove possibili scelte e strategie di intervento sia da parte dell’università stessa, che da parte degli individui stessi.

Il passo finale è stato proprio quello di mettere in atto le azioni individuate, per innescare un processo di cambiamento concreto che nel medio e lungo termine possa avere un impatto ambientale positivo. Le diverse azioni sono state supportate da campagne di comunicazione sui social (https://www.instagram.com/wastefighters_unisi/ ; https://www.instagram.com/attune_italia/ ) e nei vari spazi universitari (mense, aule, dormitori etc) con cartelloni, flyer, quiz e contest.

Il percorso si è concluso con la celebrazione del 14 maggio presso UniSiena. Le 5 squadre hanno condiviso  i risultati della ricerca, le azioni messe in atto e la campagna di comunicazione attivata, evidenziando criticità e punti di forza e mettendo sul piatto proposte concrete di miglioramento rivolte all’Ateneo. Le presentazioni sono state frutto di scambio e riflessione con il prof. Simone Bastianoni, Delegato del Rettore alla Sostenibilità, positivamente impressionato dai risultati raggiunti, che ha raccolto positivamente le proposte ed invitato i partecipanti  a portare avanti la campagna ed interfacciarsi con gli uffici competenti per attivare insieme soluzioni e interventi oggetto delle proposte presentate.

La soddisfazione di essere riusciti in così poco tempo ad attivarsi concretamente e ad attivare un processo di cambiamento concreto e dal basso, da chi vive i dipartimenti, chi usufruisce degli spazi e dei servizi messi a disposizione, chi crede che per poter avere un impatto ambientale sia necessario stimolare una crescita di consapevolezza degli individui e sollecitare comportamenti sostenibili che possano trovare riscontro su scelte fatte dall’Istituzione e viceversa.

Il percorso è stato per i partecipanti l’occasione per creare legami nuovi con persone con una sensibilità simile rispetto al tema della sostenibilità e anche un modo per vedere come piccole azioni dal basso possono realmente spingere verso un miglioramento sostenibile. La campagna di Attune proseguirà all’Università di Siena grazie alla volontà dei ragazzi e delle ragazze che hanno dimostrato interesse ed entusiasmo per continuare a portare avanti le loro azioni e farsi portavoce di una campagna di comunicazione che possa coinvolgere sempre più studenti e personale accademico a tutti i livelli, per una comunità universitaria a Siena più sostenibile!

La Commissione europea ha pubblicato una comunicazione sulla gestione dei rischi climatici in Europa. La comunicazione illustra come l’UE e i suoi Stati membri possono anticipare, comprendere e affrontare meglio i crescenti rischi climatici. Presenta inoltre come preparare e attuare politiche che salvino vite umane, riducano i costi e proteggano la prosperità in tutta l’UE.

La comunicazione risponde alla prima valutazione europea dei rischi climatici (EUCRA), un rapporto scientifico dell’Agenzia europea dell’ambiente. Insieme, sono un invito all’azione per tutti i livelli di governo, oltre che per il settore privato e la società civile. Esse illustrano chiaramente come tutti i principali settori e aree politiche siano esposti ai rischi legati al clima, quanto gravi e urgenti siano i rischi e quanto sia importante fare chiarezza su chi ha la responsabilità di affrontarli.

Il 2023 è stato l’anno più caldo mai registrato. Secondo il rapporto di febbraio del Copernicus Climate Change Service, la temperatura media globale dei 12 mesi precedenti ha superato la soglia di 1,5 gradi stabilita dall’Accordo di Parigi. Mentre l’UE sta intraprendendo un’azione globale per ridurre le proprie emissioni e limitare i cambiamenti climatici, dobbiamo anche agire per adattarci ai cambiamenti già inevitabili e per proteggere le persone e la prosperità. Secondo l’indagine Eurobarometro, il 77% degli europei considera il cambiamento climatico un problema molto grave e più di un europeo su tre (37%) si sente già personalmente esposto ai rischi climatici.

La comunicazione mostra come l’UE possa affrontare efficacemente i rischi e costruire una maggiore resilienza climatica. La Commissione propone una serie di azioni e collaborerà con le altre istituzioni dell’UE, gli Stati membri, le autorità regionali e locali, i cittadini e le imprese per dare seguito a questi suggerimenti.

Per aiutare l’UE e gli Stati membri a gestire i rischi climatici, la comunicazione individua quattro principali categorie di intervento:

  1. Miglioramento della governance: la Commissione invita gli Stati membri a garantire che i rischi e le responsabilità siano meglio compresi, informati dalle migliori prove e dal dialogo. L’identificazione dei “proprietari del rischio” è un primo passo fondamentale. La Commissione chiede una più stretta cooperazione sulla resilienza climatica tra i livelli nazionale, regionale e locale, per garantire che le conoscenze e le risorse siano rese disponibili dove sono più efficaci. La resilienza climatica è sempre più affrontata in tutte le politiche settoriali, ma persistono carenze nella pianificazione e nell’attuazione a livello nazionale. La comunicazione rileva che gli Stati membri hanno compiuto i primi passi per includere la resilienza climatica nei loro piani nazionali per l’energia e il clima (NECP).
  2. Migliori strumenti per responsabilizzare i proprietari dei rischi: i politici, le imprese e gli investitori devono comprendere meglio le interconnessioni tra i rischi climatici, gli investimenti e le strategie di finanziamento a lungo termine. Questo può fornire i giusti segnali di mercato per contribuire a colmare le attuali lacune in termini di resilienza e protezione. La Commissione migliorerà gli strumenti esistenti per aiutare le autorità regionali e locali a prepararsi meglio attraverso dati solidi e robusti. La Commissione e l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) forniranno l’accesso a dati, prodotti, applicazioni, indicatori e servizi chiave granulari e localizzati. Per aiutare a far fronte alle emergenze, nel 2025 sarà disponibile il Servizio satellitare di allerta di emergenza (EWSS) di Galileo, che comunicherà informazioni di allerta a persone, imprese e autorità pubbliche anche quando i sistemi di allerta terrestri sono fuori uso. Le principali carenze di dati saranno ridotte grazie alla proposta di legge sul monitoraggio delle foreste e del suolo, che migliorerà gli strumenti di allerta precoce per gli incendi e altre calamità e contribuirà a valutazioni del rischio più accurate. Più in generale, la Commissione promuoverà l’uso dei sistemi di monitoraggio, previsione e allarme disponibili.
  3. Sfruttare le politiche strutturali: le politiche strutturali degli Stati membri possono essere utilizzate in modo efficiente per gestire i rischi climatici. Tre aree di politica strutturale sono particolarmente promettenti per la gestione dei rischi climatici in tutti i settori: una migliore pianificazione territoriale negli Stati membri; l’integrazione dei rischi climatici nella pianificazione e nella manutenzione delle infrastrutture critiche; il collegamento dei meccanismi di solidarietà a livello UE, come l’UCPM, il Fondo di solidarietà dell’UE e gli investimenti strutturali della politica di coesione, con adeguate misure nazionali di resilienza. I sistemi e i mezzi di protezione civile devono essere a prova di futuro, investendo nella gestione del rischio di catastrofi dell’UE e degli Stati membri, nelle capacità di risposta e nelle competenze che possono essere rapidamente dispiegate a livello transfrontaliero. Ciò dovrebbe integrare pienamente i rischi climatici nei processi di gestione del rischio di catastrofi.
  4. I giusti prerequisiti per finanziare la resilienza climatica: sarà fondamentale mobilitare finanziamenti sufficienti per la resilienza climatica, sia pubblici che privati. La Commissione è pronta a sostenere gli Stati membri per migliorare e integrare il bilancio del rischio climatico nei processi di bilancio nazionali. Per garantire che la spesa dell’UE sia resiliente ai cambiamenti climatici, la Commissione integrerà le considerazioni sull’adattamento al clima nell’attuazione dei programmi e delle attività dell’UE come parte del principio “non arrecare danni significativi”. La Commissione convocherà un gruppo di riflessione temporaneo sulla mobilitazione dei finanziamenti per la resilienza climatica. Il gruppo di riflessione riunirà i principali attori industriali e i rappresentanti delle istituzioni finanziarie pubbliche e private per riflettere su come facilitare i finanziamenti per la resilienza climatica. La Commissione invita gli Stati membri a tenere conto dei rischi climatici quando includono criteri di sostenibilità ambientale nelle gare d’appalto pubbliche, ad esempio attraverso la legge sull’industria a zero emissioni.

Da un punto di vista settoriale, la Commissione propone suggerimenti concreti per l’azione in sei principali gruppi di impatto: ecosistemi naturali, acqua, salute, cibo, infrastrutture e ambiente edificato, economia. L’attuazione della legislazione europea esistente è un importante precursore per gestire con successo i rischi in molti di questi settori e le misure chiave sono delineate nella comunicazione.

Per ulteriori informazioni collegati qui.

Scarica la pubblicazione completa.

La pubblicazione dei bandi LIFE 2024 sul portale Funding & Tender Opportunities è prevista per il 18 aprile 2024. La Commissione ha anticipato le scadenze previste per i nuovi bandi:

  • Standard Action Projects (SAPs) for circular economy and quality of life
    Scadenza: 19 settembre 2024
  • Standard Action Projects (SAPs) for nature and biodiversity
    Scadenza: 19 settembre 2024
  • Standard Action Projects (SAPs) for climate change mitigation and adaptation
    Scadenza: 17 settembre 2024
  • Coordination and Support Action Grants (CSA) for clean energy transition sub-programme
    Scadenza: 19 settembre 2024
  • Strategic Integrated Projects (SNAPs/SIPs)
    • Concept notes: 5 settembre 2024
    • Proposte complete: 6 marzo 2025 
  • Technical Assistance preparation for SIPs and SNAPs:
    Scadenza: 19 settembre 2024   
  • Technical Assistance Replication
    Scadenza: 19 settembre 2024 
  • Framework Partnership Agreements (FPA OG) 
    Scadenza: 5 settembre 2024
  • Specific Operating Grant Agreements (SGA OG) 
    Scadenza: 17 settembre 2024
  • LIFE Preparatory Projects (addressing ad hoc Legislative and Policy Priorities – PLP)
    Scadenza: 19 settembre 2024

Il programma LIFE è suddiviso in due sezioni distinte, Ambiente e Azione per il clima, e per ogni sezione sono previsti due sottoprogrammi:

Ambiente:

  1. Tutela della natura e della biodiversità: in cui i progetti riguardano la conservazione della natura, soprattutto nelle aree della biodiversità, degli habitat e delle specie protette
  2. Economia circolare e qualità della vita: in questo sottoprogramma i progetti si concentrano sulla transizione verso un’economia sostenibile e circolare e hanno lo scopo di proteggere, ripristinare e migliorare la qualità dell’ambiente

Azione per il clima:

  1. Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici: si tratta di progetti volti a ridurre le emissioni di gas serra, aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici e sensibilizzare alla necessità di una loro mitigazione;
  2. Transizione all’energia pulita: l’azione si occupa di progetti finalizzati alla transizione verso un’economia efficiente dal punto di vista energetico.

In particolare, le call del programma LIFE sono specifiche per sottoprogramma e per categoria di progetti e sono suddivise in:

Standard Action Projects (SAP)

Progetti, diversi dai progetti strategici integrati, dai progetti strategici per la natura o dai progetti di assistenza tecnica, che perseguono gli obiettivi specifici del programma LIFE.

 Strategic Nature Projects (SNAP)

Progetti che sostengono il raggiungimento degli obiettivi dell’Unione in materia di natura e biodiversità attraverso l’attuazione di programmi d’azione coerenti negli Stati membri, al fine di integrare tali obiettivi e priorità in altre politiche e strumenti di finanziamento.

Strategic Integrated Projects (SIP)

Progetti che attuano, su scala regionale, multiregionale, nazionale o transnazionale, strategie o piani d’azione ambientali o climatici sviluppati dalle autorità degli Stati membri e richiesti da una specifica legislazione o politica dell’Unione in materia di ambiente, clima o energia, garantendo al contempo il coinvolgimento delle parti interessate e promuovendo il coordinamento e la mobilitazione di almeno un’altra fonte di finanziamento dell’Unione, nazionale o privata.

Technical Assistance Projects (TA)

Progetti che sostengono lo sviluppo di capacità per la partecipazione a progetti di azione standard, la preparazione di progetti di natura strategica e di progetti strategici integrati, la preparazione per l’accesso ad altri strumenti finanziari dell’Unione o altre misure necessarie per preparare l’upscaling o la replica dei risultati di altri progetti finanziati dal programma LIFE, dai programmi che lo hanno preceduto o da altri programmi dell’Unione; tali progetti possono anche includere il rafforzamento delle capacità relative alle attività delle autorità degli Stati membri per un’efficace partecipazione al programma LIFE.

Other Action Grants (OAG)

Azioni necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo generale del programma LIFE, comprese le azioni di coordinamento e di sostegno finalizzate allo sviluppo delle capacità, alla diffusione delle informazioni e delle conoscenze e alla sensibilizzazione per sostenere la transizione verso le energie rinnovabili e una maggiore efficienza energetica.

 Operating Grants (OG)

Sovvenzioni che sostengono il funzionamento di enti senza scopo di lucro coinvolti nello sviluppo, nell’attuazione e nell’applicazione della legislazione e delle politiche dell’Unione e che operano principalmente nel settore dell’ambiente o dell’azione per il clima, compresa la transizione energetica, in linea con gli obiettivi del programma LIFE.

Per ulteriori informazioni sui bandi LIFE 2024, la Commissione terrà sessioni informative virtuali dal 23 al 26 aprile 2024 per guidare i potenziali candidati attraverso le varie call. Inoltre, per le registrazioni precedenti, è possibile consultare il canale YouTube del programma.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

Lunedì 11 Marzo, a Castellón de la Plana (Comunidad Autonoma de Valencia), presso la Facultad de Humanidades, Universitat Jaume I, si è tenuto il Kick-off Meeting del progetto SURF – Sustainable Rural Future.

L’obiettivo del progetto, rappresentato dalla metafora del suo titolo, è quello di aiutare le comunità rurali a “cavalcare l’onda” degli effetti del cambiamento climatico, mettendo in atto dei meccanismi di adattamento efficaci.

SURF mette insieme una partnership di 6 organizzazioni (Low Carbon Economy e Universitat Jaume I de Castellon dalla Spagna, InEuropa e ARCES dall’Italia, CENTER ZA TRAJNOSTNI RAZVOJ PODEZELJA KRANJ e UNIVERZA V LJUBLJANI dalla Slovenia) per costruire un programma formativo per gli educatori e gli abitanti delle aree rurali: lo scopo è accrescere la consapevolezza del cambiamento climatico nei cittadini che vivono e lavorano in queste zone, per poi imparare a individuare i problemi della comunità e lavorare insieme alle soluzioni per risolverli.

Il progetto si basa sul Participatory Action Research (PAR), un approccio partecipativo che porta ricercatori e partecipanti a lavorare insieme per comprendere a fondo una situazione problematica e agire collettivamente per cambiarla.

Per scoprire di più sul progetto collegati qui.

Il 1° di marzo è stata avviata la seconda fase del progetto ATTUNE che prevede l’attivazione di gruppi di studenti e personale accademico per il climate change, che, partendo dalla raccolta di dati e da una indagine che dovranno condurre nei vari dipartimenti dell’Ateneo, potranno redigere un piano di azione e lanciare una campagna di sensibilizzazione per rendere la comunità universitaria più sostenibile.

65 studenti di vari corsi hanno partecipato attivamente al primo workshop tenutosi presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali tenuto da InEuropa.

La Prof.ssa Viviani ha aperto i lavori, lasciando poi ad InEuropa la conduzione della prima giornata dedicata alla creazione di gruppi di ricerca azione in base alle aree di interesse individuate e pianificazione della ricerca ed indagine attraverso interviste, questionari, osservazione e raccolta dati quantitativi che i partecipanti condurranno nelle prossime settimane.

Sono stati creati 5 gruppi di ricerca-azione che opereranno ognuno in una delle aree topic del progetto:

  • Consumo di acqua e gestione delle risorse
  • Consumo alimentare
  • Gestione dei rifiuti 
  • Mobilità
  • Risparmio e conservazione energetica

Il percorso prevede 24 ore totali suddivise in 6 workshop di 4 ore ciascuno in cui i partecipanti saranno accompagnati nella definizione dei piani di azione per sollecitare decisioni più sostenibili da parte dell’Ateneo da un lato, e comportamenti virtuosi da parte dei singoli individui. Tre dei 6 workshop previsti sono stati realizzati con alta e attiva partecipazione; le 5 squadre stanno lavorando, hanno distribuito questionari e definito le interviste. Nelle prossime settimane, in vista del quarto e quinto workshop previsti a metà di aprile, condurranno l’osservazione e la raccolta di dati qualitativi e quantitativi per impostare il piano di azione e attivare la campagna di comunicazione e coinvolgimento.

 Al termine del ciclo completo saranno rilasciati 3 crediti formativi universitari e Open badge sustain-ability.

Il prossimo appuntamento con il quarto workshop sarà l’8 aprile, finalizzato all’analisi dei dati raccolti e all’impostazione del piano di azione e l’attivazione della campagna di comunicazione.

Per ulteriori informazioni sul progetto, collegati qui.