Articoli

Un’intera giornata dedicata all’apprendimento attivo e all’educazione ambientale quella organizzata lunedì 30 marzo da InEuropa, che insieme al professor Federico Corni ha incontrato le classi elementari e medie dell’Istituto Comprensivo Giacomo Leopardi di Castelnuovo Rangone. Un’iniziativa capace di coniugare innovazione didattica, partecipazione e consapevolezza sui temi climatici, coinvolgendo direttamente studenti e studentesse in un percorso esperienziale.

L’incontro si è articolato in due momenti distinti ma complementari. In una prima fase, il professor Corni ha guidato una lezione interattiva sul Pensiero Sistemico, introducendo i ragazzi e ragazze a un approccio sempre più centrale per comprendere la complessità del mondo contemporaneo. Attraverso un’attività di storytelling, gli studenti hanno potuto osservare come le relazioni tra elementi diversi costruiscano sistemi articolati, sviluppando così una prima consapevolezza critica.

La seconda parte del laboratorio ha visto invece il passaggio alla pratica, con l’utilizzo del gioco educativo SHINE, strumento pensato per applicare il Pensiero Sistemico ai temi ambientali e ai cambiamenti climatici. Confrontandosi con il formato online, i e le partecipanti hanno lavorato con la versione stampabile del gioco, concentrandosi in particolare sul ciclo dell’acqua, sperimentando in modo concreto le dinamiche appena apprese.

Fondamentale il ruolo di InEuropa, che ha accompagnato gli studenti e studentesse lungo tutto il percorso, offrendo supporto operativo e facilitando la comprensione dei meccanismi del gioco e dei concetti sottostanti. Il risultato è stata un’esperienza altamente partecipativa, in cui apprendimento e dimensione ludica si sono intrecciati per rendere accessibili temi complessi come la sostenibilità ambientale e il cambiamento climatico.

Un’iniziativa che conferma l’importanza di approcci educativi innovativi, capaci di stimolare curiosità e spirito critico fin dalle prime fasi del percorso scolastico, contribuendo alla formazione di cittadini e cittadine più consapevoli e attenti alle sfide del futuro.

Fino al 15 giugno 2026 sarà possibile partecipare al quarto Invito a presentare proposte nell’ambito dell’Iniziativa Urbana Europea (EUI) – Azioni Innovative (EUI-IA), lo strumento finanziato dal FESR che sostiene le città nello sviluppo e nella sperimentazione di soluzioni innovative per le sfide urbane più complesse.

L’EUI, che succede all’iniziativa Urban Innovative Actions 2014-2020, dispone di una dotazione complessiva di 395 milioni di euro FESR per il periodo 2021-2027, di cui circa il 75% destinato alle Azioni Innovative. Per questo quarto bando è previsto un budget indicativo di 60 milioni di euro, con un contributo massimo pari a 2 milioni di euro per progetto e una durata massima di 24 mesi.

L’obiettivo è rafforzare il potere trasformativo delle città europee, sostenendo la sperimentazione di prodotti, servizi e processi innovativi, anche già testati altrove nell’UE ma nuovi per il contesto urbano proponente. Le proposte dovranno andare oltre gli approcci convenzionali, integrando innovazione, capacità amministrativa e scalabilità delle soluzioni.

Il bando si inserisce nel quadro strategico dell’Agenda dell’UE per le città, adottata nel dicembre 2025, che rafforza la dimensione urbana delle politiche europee e riconosce le città come attori chiave per la competitività, la coesione e la transizione verde e digitale. I progetti dovranno contribuire in modo concreto a uno o più dei sei ambiti tematici prioritari:

  1. Competitività, digitalizzazione, innovazione e investimenti, con focus su tecnologie strategiche, competenze digitali e verdi, industria pulita e servizi pubblici digitali interoperabili;
  2. Inclusione e uguaglianza sociale, attraverso politiche integrate contro le disuguaglianze, accesso equo ai servizi e rafforzamento dei sistemi di supporto comunitario;
  3. Sicurezza, protezione degli spazi pubblici e preparazione alle crisi, anche mediante tecnologie intelligenti e prevenzione della radicalizzazione;
  4. Alloggi ed edifici accessibili, sostenibili e inclusivi, con interventi su edilizia sociale, efficienza energetica, rigenerazione urbana e qualità architettonica;
  5. Azione per il clima, ambiente ed energia pulita, incluse soluzioni per la resilienza climatica, economia circolare, comunità energetiche e infrastrutture verdi;
  6. Mobilità urbana sostenibile, con particolare attenzione a decarbonizzazione, elettrificazione, mobilità attiva, sicurezza stradale e logistica urbana intelligente.

Il bando incoraggia un approccio integrato e sperimentale, promuovendo sinergie tra più temi e garantendo coerenza con strategie urbane esistenti, come i piani di sviluppo urbano sostenibile e i piani di mobilità urbana.

Possono presentare domanda autorità urbane con almeno 25.000 abitanti situate negli Stati membri UE, incluse città singole, città metropolitane, unioni di comuni e altri agglomerati organizzati riconosciuti dalla legislazione nazionale. Ogni autorità urbana può partecipare a una sola proposta per bando e non sono ammesse nuove candidature da parte di città già beneficiarie di precedenti EUI-IA.

L’EUI è gestita dalla Direzione Generale Politica Regionale e Urbana della Commissione europea (DG REGIO), con delega operativa alla Regione Alta Francia e al Segretariato permanente dell’iniziativa.

Con questo quarto invito, l’Unione europea punta a costruire un portafoglio equilibrato di progetti ad alto impatto, capaci di essere replicati e ampliati in altri contesti urbani, rafforzando la resilienza, la sostenibilità e l’inclusione delle città europee.

Per tutti i dettagli, collegati qui.

La Commissione europea ha reso disponibili i nuovi programmi di lavoro di Horizon Europe per il periodo 2026-2027, offrendo un quadro aggiornato delle opportunità di finanziamento per ricerca e innovazione rivolte a università, centri di ricerca, imprese, enti pubblici e organizzazioni della società civile. I documenti rappresentano uno strumento centrale per orientarsi tra bandi, topic e priorità strategiche del programma.

I work programmes coprono l’intera architettura di Horizon Europe, includendo l’introduzione generale, le Marie Skłodowska-Curie Actions, le infrastrutture di ricerca, i cluster tematici, gli ecosistemi europei dell’innovazione, le azioni WIDERA per l’ampliamento della partecipazione, le Missioni dell’UE e il New European Bauhaus. Insieme, questi documenti definiscono gli ambiti su cui l’Unione europea intende concentrare investimenti e azioni nei prossimi due anni.

Il ruolo dei programmi di lavoro è cruciale perché traducono le priorità politiche europee in opportunità concrete di finanziamento, specificando obiettivi, risultati attesi e tipologie di azioni finanziabili. Attraverso i bandi previsti, Horizon Europe continua a sostenere progetti in settori chiave come salute, transizione verde, digitale, energia, mobilità, sicurezza e competitività industriale, con un forte accento sull’impatto e sulla collaborazione internazionale.

Rimangono inoltre consultabili i programmi di lavoro precedenti, che consentono di monitorare l’evoluzione delle priorità e di prepararsi in modo strategico alle nuove call. La definizione dei work programmes si inserisce in un processo che ha coinvolto anche consultazioni con la comunità europea della ricerca e dell’innovazione, rafforzando l’allineamento tra bisogni reali e strumenti di finanziamento.

Nel contesto di Horizon Europe 2021-2027, e in vista delle future prospettive oltre il 2027, la pubblicazione dei nuovi programmi di lavoro rappresenta un passaggio fondamentale per chi intende sviluppare progetti competitivi, pianificare partenariati e contribuire agli obiettivi strategici dell’Unione europea.

Per ulteriori dettagli e per scaricare i documenti ufficiali, collegati qui.

La Commissione europea ha aperto il bando 2026 dell’azione “Creative Innovation Lab” nell’ambito della sezione transettoriale del programma Europa Creativa, con scadenza il 23 aprile 2026.

L’obiettivo è stimolare la cooperazione tra il settore audiovisivo e altri comparti culturali e creativi – come musica, editoria e musei – per sviluppare soluzioni innovative capaci di favorire la transizione verde e digitale, migliorare la circolazione dei contenuti europei e ampliare i pubblici.

Con un budget complessivo di oltre 7 milioni di euro, il bando finanzia progetti di ideazione, sviluppo e diffusione di strumenti, modelli o pratiche applicabili al settore audiovisivo e ad almeno un altro settore culturale. Tra i temi principali:

  • Mondi virtuali come nuovi spazi per promozione e fruizione dei contenuti europei;
  • Strumenti di business innovativi basati su tecnologie emergenti (IA, big data, blockchain, metaverso, NFT);
  • Soluzioni “green” per ridurre l’impatto ambientale, in linea con il Green Deal e il Nuovo Bauhaus Europeo.

Possono partecipare enti pubblici e privati, imprese creative e tecnologiche, start-up, incubatori e acceleratori. I progetti, di durata massima 24 mesi, possono essere presentati da singoli soggetti o da consorzi di almeno due partner. Il contributo UE copre fino all’80% dei costi ammissibili.

Per ulteriori informazioni, collegati qui.

Il 13 maggio 2025 si è chiusa ufficialmente la scadenza per la presentazione dei progetti di cooperazione transnazionale nell’ambito del programma Europa Creativa – Sezione Cultura.

Il bando, che dovrebbe finanziare complessivamente circa 130 progetti, ha registrato una partecipazione altissima con 1.663 candidature inviate da tutta Europa.

I dati diffusi dalla Commissione Europea mostrano la seguente ripartizione:

  • CREA-CULT-2025-COOP-1 (Small scale): 1.029 progetti presentati
  • CREA-CULT-2025-COOP-2 (Medium scale): 554 progetti
  • CREA-CULT-2025-COOP-3 (Large scale): 80 progetti

Il bando finanzia tre diverse tipologie di iniziative: i progetti di piccola scala, pensati per favorire la partecipazione delle micro e piccole organizzazioni culturali; i progetti di media scala, destinati a partnership più strutturate; e i progetti di larga scala, che coinvolgono reti di organizzazioni con un impatto significativo a livello europeo.

L’azione si inserisce nel quadro politico della sezione Cultura del programma Europa Creativa, ponendo particolare attenzione a inclusione e diversità, con riferimento all’equilibrio di genere, e all’ecologizzazione delle pratiche culturali. L’obiettivo è rafforzare la cooperazione transnazionale nel settore culturale e creativo, sostenendo attività sia settoriali sia intersettoriali, e promuovendo una dimensione europea della cultura.

Il numero di proposte ricevute conferma il forte interesse da parte di enti e organizzazioni a livello europeo: la competizione si annuncia elevata, considerando che solo una piccola parte delle iniziative sarà effettivamente finanziata.

Per avere un termine di paragone, la call 2024 aveva raccolto un totale di 963 proposte, così suddivise:

  • CREA-CULT-2024-COOP-1 (Small scale): 609 progetti
  • CREA-CULT-2024-COOP-2 (Medium scale): 354 progetti

Alla fine del processo di valutazione, erano stati finanziati solo una parte dei progetti presentati, confermando l’alto livello di competitività di questa misura.

 

I risultati della valutazione sono attesi per ottobre 2025, mentre l’avvio dei progetti selezionati è previsto nei primi mesi del 2026.

 

Per ulteriori informazioni, collegati qui.

Dal 1° settembre 2025 sarà possibile presentare le proposte per il nuovo bando del programma europeo DUT (Driving Urban Transitions), volto a sostenere la trasformazione urbana verso la neutralità climatica, la resilienza ambientale e l’inclusione sociale.

La Driving Urban Transitions (DUT) Call 2025 rappresenta il quarto bando promosso nell’ambito della Partnership Europea DUT, cofinanziata dalla Commissione Europea tramite il programma Horizon Europe. L’obiettivo è finanziare progetti di ricerca e innovazione transnazionali per guidare le città europee verso un futuro sostenibile, resiliente e inclusivo.

Il bando è rivolto a un’ampia gamma di soggetti, purché organizzati in consorzi transnazionali composti da almeno tre partner di tre Paesi diversi.

I Soggetti ammissibili sono: Università, enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, PMI e grandi imprese(con alcune condizioni), ONG e attori sociali e culturali.

Il Requisito obbligatorio richiesto prevede la presenza nel consorzio di almeno un’autorità locale o un soggetto urbano rilevante.

Ogni progetto potrà includere anche elementi trasversali tra più TP e dovrà riferirsi ad almeno una delle seguenti tre aree strategiche:

  1. 15-minute City: mobilità di prossimità, riduzione dell’uso dell’auto privata, promozione di trasporto pubblico e mobilità attiva.
  2. Circular Urban Economies: economia circolare urbana, uso efficiente delle risorse, rigenerazione degli spazi e benessere comunitario.
  3. Positive Energy Districts (PED): quartieri a energia positiva, produzione locale da fonti rinnovabili, efficienza energetica e coinvolgimento dei cittadini.

Per il bando sono previsti i seguenti contributi:

  • Contributi per progetto: 1–2 milioni di euro
  • Cofinanziamento UE: fino al 30% del budget nazionale ammissibile
  • I fondi saranno erogati dalle agenzie nazionali o regionali dei Paesi partecipanti

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) partecipa con 1 milione di euro, destinati alle regioni target del Sud Italia tramite fondi PN RIC 2021–2027 (linea MUR–ERDF).

Il contributo massimo per ogni singolo progetto é di € 200.000,00.

Il contributo previsto è il seguente: il 70% per ricerca industriale e il 25% per sviluppo sperimentale

I soggetti ammissibili al MUR sono: PMI, Università, enti e organismi di ricerca e grandi imprese (solo congiuntamente a una PMI).

La Domanda nazionale obbligatoria è da presentare entro il 17 novembre 2025 (solo per partner italiani). L’ avviso integrativo è disponibile prossimamente sul sito MUR.

Le scadenze del bando sono le seguenti:

 Fase 1- Pre-proposte
  • Apertura: 01/09/2025
  • Chiusura: 17/11/2025

Fase 2 – Proposte complete

  • Apertura: 20/02/2026
  • Chiusura: 23/04/2026

Nei prossimi mesi è previsto un Infoday ufficiale dedicato al bando per avere maggiori dettagli rispetto alle modalità di partecipazione

 

La Commissione europea ha presentato il 16 luglio 2025 la proposta ufficiale per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’Unione, relativo al periodo 2028‑2034. Il pacchetto raggiunge un valore complessivo di circa 2.000 miliardi di euro, pari all’1,26% del PIL europeo, e si propone come una risposta strategica alle nuove sfide globali in materia di sicurezza, difesa, competitività industriale, coesione sociale e resilienza europea.

Uno degli elementi centrali del nuovo bilancio è la creazione di un Fondo europeo per la competitività che potrà contare su oltre 400 miliardi di euro, dedicati a sostenere settori chiave come tecnologie pulite, digitale, biotecnologie, difesa e spazio. Accanto a questo, sarà potenziato il programma Horizon Europe, che riceverà 175 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione.

Sul fronte della difesa, la Commissione propone un aumento significativo degli stanziamenti, con un fondo di 131 miliardi di euro destinato a rafforzare la sicurezza interna e le capacità strategiche dell’Unione. Anche la mobilità militare, le infrastrutture critiche e la cybersicurezza riceveranno nuovi impulsi finanziari, così come il meccanismo Connecting Europe Facility, che raddoppia il suo budget.

Grande attenzione viene dedicata alla coesione territoriale e all’agricoltura, con uno stanziamento rispettivamente di 218 miliardi di euro e 300 miliardi di euro, mantenendo così una forte componente redistributiva in favore delle regioni meno sviluppate e del mondo rurale.

Il nuovo QFP triplica inoltre i fondi destinati alla gestione delle migrazioni e dei confini esterni, per un totale di 34 miliardi di euro, e prevede un meccanismo europeo di crisi con circa 400 miliardi di euro in prestiti per affrontare emergenze di natura economica, energetica o sanitaria.

Sul piano internazionale, il pacchetto include un sostegno strutturale alla ricostruzione e al percorso europeo dell’Ucraina, con un fondo dedicato da 100 miliardi di euro, e rafforza gli strumenti di azione esterna attraverso Global Europe, che disporrà di 200 miliardi di euro per politiche di vicinato, cooperazione e allargamento.

Per garantire la sostenibilità del nuovo bilancio, la Commissione propone una riforma del sistema delle risorse proprie, introducendo nuovi strumenti di finanziamento quali entrate derivanti dal sistema ETS, dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), da una tassa sul tabacco, dai rifiuti elettronici e da una base imponibile comune per le grandi imprese. L’obiettivo è generare circa 58,5 miliardi di euro all’anno, riducendo al contempo la pressione sui contributi diretti degli Stati membri.

La proposta sarà ora oggetto di intense trattative tra i Paesi dell’Unione e il Parlamento europeo. Serve l’unanimità dei 27 Stati membri per l’approvazione finale, e non sono mancate le prime reazioni critiche: alcuni governi esprimono preoccupazioni per le nuove imposte europee, mentre le ONG ambientaliste e le organizzazioni agricole temono un possibile calo reale dei fondi rispetto all’inflazione.

Il pacchetto, ambizioso e articolato, punta a rafforzare la capacità dell’Unione di agire con unità e rapidità di fronte alle trasformazioni geopolitiche, economiche e climatiche. Si apre ora una fase di confronto che determinerà il futuro assetto finanziario dell’Europa per il prossimo decennio.

Per ulteriori dettagli, leggi il comunicato stampa della Commissione.

EIT Urban Mobility ha lanciato la Strategic Innovation Open Call, un’opportunità per innovatori e stakeholder europei impegnati nello sviluppo di soluzioni ad alto impatto per le sfide più urgenti della mobilità urbana.

L’obiettivo è accelerare l’adozione di soluzioni innovative, de-rischiando il percorso di sviluppo e favorendo la diffusione su larga scala di tecnologie e servizi destinati a città, autorità pubbliche e operatori della mobilità. Il bando promuove la collaborazione lungo il cosiddetto triangolo della conoscenza dell’EIT (educazione, ricerca e business), con l’aggiunta di un quarto partner essenziale: le città.

La Call si concentra su cinque settori chiave in cui l’Europa può generare impatto attraverso l’innovazione:

  • Logistica urbana
  • Trasporto pubblico
  • Gestione dei dati della mobilità
  • Elettrificazione dei trasporti e carburanti alternativi
  • Salute e mobilità

La dotazione complessiva per il periodo 2026-2028 è di 60 milioni di euro, con più cut-off per la presentazione delle proposte. Il primo cut-off prevede un budget indicativo di 9 milioni di euro.

Ogni progetto potrà ricevere fino a 2 milioni di euro di finanziamento EIT, con un contributo massimo pari al 65% dei costi eleggibili. È richiesta una co-finanziabilità minima del 35% per tutte le proposte.

Possono candidarsi consorzi composti da almeno due entità giuridiche indipendenti, stabilite in almeno due Stati membri dell’UE e/o Paesi terzi associati a Horizon Europe.

Nota: Per casi particolari (es. Svizzera, università ungheresi), è necessario consultare il Call Manual.

Il bando prevede una procedura di scadenza a più fasi:

    • 1° cut-off: 23 settembre 2025

    • 2° cut-off: febbraio 2026

    • 3° cut-off: giugno 2026

    • 4° cut-off: febbraio 2027

 

Per tutti i dettagli sul bando, collegati qui.

L’Unione Europea ha lanciato una nuova iniziativa strategica per rafforzare l’innovazione nell’intelligenza artificiale (IA), con un piano di investimenti che ammonta a 50 miliardi di euro.

Questo intervento si inserisce nel quadro della crescente attenzione della Commissione Europea verso la promozione della ricerca e dello sviluppo tecnologico avanzato, con l’intento di consolidare il ruolo dell’Europa come leader globale nell’adozione responsabile e sicura dell’intelligenza artificiale.

Il programma prevede che i fondi siano destinati a una serie di progetti focalizzati sull’avanzamento delle capacità dell’IA e sulla creazione di modelli di IA più complessi, scalabili e affidabili. L’iniziativa punta anche a sviluppare tecnologie che possano rispondere alle sfide sociali e industriali emergenti, come il miglioramento della sanità, la sostenibilità ambientale e la sicurezza pubblica.

Un aspetto fondamentale dell’iniziativa è la creazione di una nuova infrastruttura tecnologica: l’Unione Europea prevede l’istituzione di quattro gigafabbriche dedicate all’IA, ovvero grandi centri di ricerca e sviluppo che ospiteranno tecnologie avanzate, tra cui supercomputer di ultima generazione, che serviranno per la formazione di modelli complessi e l’elaborazione di enormi volumi di dati.

Questi investimenti saranno accompagnati da una serie di politiche volte a garantire un ambiente sicuro e etico per l’applicazione dell’IA, promuovendo la cooperazione tra le diverse industrie e i centri di ricerca, in modo da sviluppare soluzioni che possano essere utilizzate in modo responsabile. Un altro obiettivo cruciale del piano è quello di attrarre investimenti privati. Infatti, per sostenere questa iniziativa, l’Unione Europea prevede che i fondi pubblici si affianchino a circa 150 miliardi di euro provenienti dal settore privato, portando l’investimento totale in IA a circa 200 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.

Questo intervento segue la linea del programma “Digital Compass” dell’UE, che stabilisce obiettivi per la trasformazione digitale dei vari settori e mira a rafforzare la competitività tecnologica del continente. Inoltre, con l’intento di supportare startup, PMI e ricercatori, l’UE intende rendere l’Europa un hub di innovazione per l’intelligenza artificiale, favorendo la collaborazione tra i paesi membri e stimolando l’adozione di soluzioni IA in vari ambiti industriali.

L’iniziativa è vista come un passo decisivo per rafforzare la posizione dell’Europa nel panorama globale dell’intelligenza artificiale, mettendo l’accento non solo sull’innovazione tecnologica ma anche sulla creazione di un ecosistema in grado di supportare un’IA etica, sicura e inclusiva.

Per ulteriori informazioni, collegati qui.

Guidate dal team ATTUNE Italia di InEuropa e di UniSiena, gli studenti delle diverse squadre hanno messo in atto delle campagne che proponessero nuove possibili scelte e strategie di intervento sostenibili sia da parte dell’Università di Siena che da parte degli individui.

Il Programma ATTUNE  è un processo di apprendimento innovativo che favorisce la cooperazione tra tutti gli attori del campus a livello verticale e orizzontale.

Si tratta di un percorso testato e validato da cinque università europee, che affronta direttamente il tema del cambiamento climatico nel campus universitario e promuove e incoraggia tutti i membri della comunità universitaria all’azione. I vari materiali possono essere adattati e personalizzati in base alle esigenze della singola università.

L’obiettivo è quello di innescare un processo di cambiamento concreto che possa avere un impatto ambientale positivo nel medio e lungo termine.

Scopri le azioni che hanno realizzato per rendere UniSiena più sostenibile!