L’istruzione si conferma uno degli strumenti più efficaci per affrontare le grandi sfide ambientali del nostro tempo. È questo il messaggio centrale della nuova pubblicazione “Erasmus+: Global Links for a Green Future”, che analizza il contributo del programma Erasmus+ alla transizione verde globale, mettendo in evidenza il ruolo sempre più strategico della formazione, della mobilità internazionale e della cooperazione educativa nel promuovere uno sviluppo sostenibile.
Il documento sottolinea come Erasmus+, nato nel 1987 come programma dedicato alla mobilità accademica europea, si sia progressivamente trasformato in una piattaforma globale capace di collegare studenti, docenti, ricercatori e istituzioni di tutto il mondo. Oggi il programma rappresenta uno dei principali strumenti dell’Unione europea per sviluppare competenze verdi, sostenere l’innovazione e favorire la diffusione di pratiche sostenibili nei sistemi educativi.
La pubblicazione evidenzia il forte legame tra Erasmus+, il Green Deal europeo e la strategia Global Gateway. Mentre il Green Deal punta a rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050, il Global Gateway estende questa visione a livello internazionale attraverso investimenti in energia pulita, connettività, digitalizzazione e sviluppo del capitale umano. In questo contesto, Erasmus+ svolge un ruolo fondamentale nel trasformare gli obiettivi politici in opportunità concrete di apprendimento e cooperazione.
La sostenibilità è ormai una priorità trasversale del programma. I progetti finanziati sono incoraggiati a ridurre il proprio impatto ambientale, integrare l’educazione alla sostenibilità nei curricula e promuovere competenze legate alla transizione ecologica. Un ruolo importante è svolto anche dal quadro europeo delle competenze per la sostenibilità, GreenComp, e dalle iniziative dedicate alla mobilità sostenibile, che incentivano modalità di viaggio a minore impatto ambientale e nuovi modelli di collaborazione digitale.
Particolare attenzione viene riservata alla dimensione internazionale del programma. Attraverso partenariati con Paesi dell’Africa subsahariana, dell’Asia, dell’America Latina e Caraibi, del Medio Oriente e del Pacifico, Erasmus+ sostiene la modernizzazione dei sistemi educativi, lo sviluppo di competenze verdi e la costruzione di reti di ricerca e innovazione. Lo scambio di conoscenze avviene in entrambe le direzioni, consentendo anche all’Europa di apprendere da esperienze e soluzioni sviluppate in contesti particolarmente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici.
Secondo il rapporto, la transizione verso un futuro più sostenibile non dipende soltanto da nuove tecnologie o da investimenti infrastrutturali, ma soprattutto dalla capacità delle persone di acquisire competenze, condividere conoscenze e collaborare oltre i confini nazionali. In questa prospettiva, Erasmus+ viene presentato come un ponte globale capace di connettere educazione, innovazione e sostenibilità, contribuendo alla costruzione di società più resilienti, inclusive e preparate alle sfide climatiche del futuro.
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La seconda visita è stata alla Scuola Secondaria di primo grado “G. Leopardi” dove, dopo un breve incontro con gli alunni, le insegnanti ospiti si sono riunite nell’auditorium accolte dalle colleghe italiane insieme alla Dirigente scolastica Amelia Cerrato e alla Prof.ssa Antonia Zagnoni, Assessora alle Politiche scolastiche ed educative del Comune, per un confronto attivo sui modelli educativi dei rispettivi Paesi e istituti, scambio di approcci ed esperienze in particolare sulla relazione scuola-territorio, e sul benessere a scuola, come affrontare le fragilità. L’ultima tappa della giornata è stata la Scuola Primaria “Don Milani” a Castelnuovo R., dove le insegnanti, dopo un breve tour della scuola, hanno assistito alla presentazione, da parte di una classe quinta, del progetto “Extraterrestre alla pari”, che affronta il tema disparità di genere e di come la pressione sociale influenzi il carattere dei bambini a seconda del sesso a cui appartengono.
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