Articoli

La Commissione europea compie un nuovo passo nella definizione della futura strategia europea per la ricerca e l’innovazione applicata ai sistemi alimentari con la pubblicazione del rapporto “Building Food 2040: stakeholder input for the new EU Strategic Research & Innovation Agenda for Food Systems”. Il documento restituisce una fotografia delle esigenze e delle aspettative emerse dalla consultazione pubblica avviata per costruire la prossima agenda strategica dell’Unione.

L’iniziativa ha coinvolto un’ampia gamma di attori del settore, raccogliendo 631 risposte al questionario e 63 contributi di approfondimento tra position paper, roadmap, documenti strategici e policy brief. Al processo hanno preso parte università, enti di ricerca, imprese, organizzazioni agricole, amministrazioni pubbliche, organizzazioni della società civile, ONG e cittadini, offrendo una visione condivisa sulle priorità che dovranno orientare le future politiche europee.

Tra i principali messaggi emersi vi è il riconoscimento del ruolo svolto da Food 2030, che ha favorito un approccio sistemico alla ricerca e all’innovazione nel comparto alimentare. Gli stakeholder chiedono però che la futura iniziativa Food 2040 rafforzi il passaggio dalla ricerca all’applicazione concreta, rendendo più efficace il collegamento tra attività scientifica, politiche pubbliche, innovazione industriale e impatti misurabili.

Le indicazioni raccolte convergono su alcuni ambiti ritenuti prioritari per i prossimi anni: ridurre l’impronta ambientale dei sistemi alimentari, promuovere modelli alimentari più salutari, aumentare la capacità di risposta alle crisi, rafforzare l’autonomia strategica europea, favorire la circolarità nell’uso delle risorse, sostenere lo sviluppo di fonti proteiche diversificate, valorizzare le filiere corte e creare condizioni più favorevoli alla diffusione su larga scala delle innovazioni.

Il rapporto rappresenta quindi una base di lavoro per la definizione di Food 2040, la nuova agenda europea destinata a orientare le future iniziative di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare. L’obiettivo è sostenere la transizione verso sistemi alimentari sempre più sostenibili, resilienti, competitivi e capaci di rispondere alle sfide ambientali, economiche e sociali dei prossimi decenni.

Per ulteriori dettagli, collegati qui.

La Commissione europea ha aperto il bando EU Award for Gender Equality Champions 2026, l’iniziativa di Horizon Europe che premia le organizzazioni accademiche e di ricerca maggiormente impegnate nella promozione dell’uguaglianza di genere attraverso l’attuazione di efficaci Piani per l’Uguaglianza di Genere (Gender Equality Plans – GEP).

L’iniziativa, finanziata nell’ambito del programma Widening Participation and Strengthening the European Research Area (WIDERA), punta a valorizzare le istituzioni che contribuiscono a realizzare cambiamenti strutturali e culturali in favore di ambienti di ricerca più equi, inclusivi e sicuri, in linea con gli obiettivi dello Spazio Europeo della Ricerca.

L’edizione 2026 mette a disposizione una dotazione complessiva di 400.000 euro, suddivisa in quattro premi da 100.000 euro. I riconoscimenti saranno assegnati nelle categorie Sustainable Gender Equality Champions, dedicata alle organizzazioni con risultati consolidati nel tempo, Newcomer Gender Equality Champions, rivolta agli enti che hanno recentemente completato il primo Piano per l’Uguaglianza di Genere, e Inclusive Gender Equality Champions, destinata alle realtà che adottano approcci innovativi all’inclusione integrando la dimensione di genere con altri fattori quali origine etnica, disabilità, orientamento sessuale e identità di genere.

Possono candidarsi enti pubblici e privati, università e organizzazioni di ricerca con sede negli Stati membri dell’Unione europea, nei Paesi associati a Horizon Europe e nei Paesi candidati all’adesione. Le candidature dovranno basarsi su un Gender Equality Plan conforme ai requisiti previsti dal programma, comprensivo di pubblicazione ufficiale, risorse dedicate, attività di monitoraggio e formazione.

La valutazione terrà conto dell’impatto delle azioni realizzate, della sostenibilità dei risultati, del coinvolgimento degli stakeholder, della diffusione delle buone pratiche e della capacità di sviluppare approcci innovativi contro le discriminazioni, con particolare attenzione alla dimensione intersezionale dell’inclusione.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 29 settembre 2026.

Per leggere ulteriori dettagli, collegati qui.

La Commissione europea ha reso disponibili i nuovi programmi di lavoro di Horizon Europe per il periodo 2026-2027, offrendo un quadro aggiornato delle opportunità di finanziamento per ricerca e innovazione rivolte a università, centri di ricerca, imprese, enti pubblici e organizzazioni della società civile. I documenti rappresentano uno strumento centrale per orientarsi tra bandi, topic e priorità strategiche del programma.

I work programmes coprono l’intera architettura di Horizon Europe, includendo l’introduzione generale, le Marie Skłodowska-Curie Actions, le infrastrutture di ricerca, i cluster tematici, gli ecosistemi europei dell’innovazione, le azioni WIDERA per l’ampliamento della partecipazione, le Missioni dell’UE e il New European Bauhaus. Insieme, questi documenti definiscono gli ambiti su cui l’Unione europea intende concentrare investimenti e azioni nei prossimi due anni.

Il ruolo dei programmi di lavoro è cruciale perché traducono le priorità politiche europee in opportunità concrete di finanziamento, specificando obiettivi, risultati attesi e tipologie di azioni finanziabili. Attraverso i bandi previsti, Horizon Europe continua a sostenere progetti in settori chiave come salute, transizione verde, digitale, energia, mobilità, sicurezza e competitività industriale, con un forte accento sull’impatto e sulla collaborazione internazionale.

Rimangono inoltre consultabili i programmi di lavoro precedenti, che consentono di monitorare l’evoluzione delle priorità e di prepararsi in modo strategico alle nuove call. La definizione dei work programmes si inserisce in un processo che ha coinvolto anche consultazioni con la comunità europea della ricerca e dell’innovazione, rafforzando l’allineamento tra bisogni reali e strumenti di finanziamento.

Nel contesto di Horizon Europe 2021-2027, e in vista delle future prospettive oltre il 2027, la pubblicazione dei nuovi programmi di lavoro rappresenta un passaggio fondamentale per chi intende sviluppare progetti competitivi, pianificare partenariati e contribuire agli obiettivi strategici dell’Unione europea.

Per ulteriori dettagli e per scaricare i documenti ufficiali, collegati qui.

Guidate dal team ATTUNE Italia di InEuropa e di UniSiena, gli studenti delle diverse squadre hanno messo in atto delle campagne che proponessero nuove possibili scelte e strategie di intervento sostenibili sia da parte dell’Università di Siena che da parte degli individui.

Il Programma ATTUNE  è un processo di apprendimento innovativo che favorisce la cooperazione tra tutti gli attori del campus a livello verticale e orizzontale.

Si tratta di un percorso testato e validato da cinque università europee, che affronta direttamente il tema del cambiamento climatico nel campus universitario e promuove e incoraggia tutti i membri della comunità universitaria all’azione. I vari materiali possono essere adattati e personalizzati in base alle esigenze della singola università.

L’obiettivo è quello di innescare un processo di cambiamento concreto che possa avere un impatto ambientale positivo nel medio e lungo termine.

Scopri le azioni che hanno realizzato per rendere UniSiena più sostenibile!

Il partenariato Biodiversa+ ha lanciato un nuovo bando di ricerca congiunto transnazionale dal titolo ‘Biodiversity and Transformative Change’ (#BiodivTransform).

Lo scopo è quello di sostenere progetti di ricerca e innovazione interdisciplinari, transdisciplinari e/o intersettoriali per identificare, analizzare e comprendere i processi di trasformazione che possono arrestare e invertire il declino della biodiversità.

I progetti dovranno dimostrare l’eccellenza accademica con un potenziale impatto sociale e politico sulla biodiversità, con il fine ultimo di collegare scienza, società, politica e pratiche per un cambiamento trasformativo.

L’invito non è limitato in termini di ambienti specifici o aree geografiche, ma comprende tutti i contesti (terrestri, marini, costieri e d’acqua dolce) e gli ecosistemi che sperimentano vari livelli e fonti di disturbo, comprese le zone di transizione e le interfacce (costiere, zone umide, urbane-rurali, forestali-agricole, ecc.

Per essere ammissibili, i consorzi di ricerca dovranno includere team provenienti da un minimo di 3 Paesi che partecipano finanziariamente all’invito, di cui almeno 2 da Stati membri dell’UE o da Paesi associati all’UE.

Il budget totale del bando ammonta a € 40.000.000. Per quanto riguarda l’Italia, il MUR, partner di Biodiversa-plus, ha impegnato, per la call “Societal Transformation – BiodivTransform” € 1.500.000 nella forma del contributo a fondo perduto (max € 150.000 per progetto). In aggiunta, la provincia autonoma di Bolzano ha previsto un budget di € 250.000.

Il bando prevede una scadenza in due fasi per l’8 novembre 2024 (prima fase) e l’11 aprile 2025 (proposte complete).

Collegati qui per scoprire tutti i dettagli.

La Commissione Europea ha pubblicato un report sull’iniziativa Food 2030, un progetto nato per stabilire una strategia di visione che possa collegare i più importanti programmi di investimento comunitario su un tema trasversale come la nutrizione e la sostenibilità, da Horizon Europe al Green Deal.

Il report fa il punto della situazione riguardo alle strategie “dal produttore al consumatore” e stabilisce undici percorsi di azione dove ricerca e innovazione possono fornire benefici collaterali legati alla nutrizione.

L’obiettivo di Food 2030 è infatti quello di migliorare la nutrizione, il clima, e la circolarità intervenendo sulle comunità nei vari livelli di governance.

In particolare, i percorsi d’azione indicati nel documento sono:

  • Governance per il cambiamento dei sistemi alimentari
  • Trasformazione dei sistemi alimentari urbani
  • Cibo dall’oceano e dalle risorse d’acqua dolce
  • Proteine alternative per il cambiamento dietetico
  • Spreco alimentare e sistemi alimentari efficienti sotto il profilo delle risorse
  • Il mondo del microbioma
  • Nutrizione e diete sane sostenibili
  • I sistemi di sicurezza alimentare del futuro
  • Sistemi alimentari Africa
  • Dati e trasformazione digitale
  • Sistemi alimentari a inquinamento zero

Nello specifico, il report sottolinea il fatto che queste iniziative non vadano intraprese in maniera isolata, ma che un approccio sistemico, olistico, interdisciplinare e transdisciplinare di cultura della ricerca e dell’innovazione siano fondamentali per il successo e il reale impatto di Food 2030.

Per scaricare la pubblicazione completa collegati qui.

La Commissione europea ha adottato il programma di lavoro 2024 di EU4Health, rivolto alle principali priorità della politica sanitaria dell’UE nel contesto dell’Unione europea della salute, con un budget previsto di € 752.400.000.

L’obiettivo del programma è accrescere la preparazione alle crisi dell’UE attraverso l’Autorità europea per la preparazione e risposta alle emergenze sanitarie (HERA), nonché la capacità di gestione delle sfide come quelle successive alla guerra in Ucraina nell’ambito della salute.

Inoltre, il programma per il 2024 assicurerà l’avvio di iniziative digitali fondamentali quali quelle dello Spazio europeo dei dati sanitari, mirata a migliorare l’assistenza sanitaria dei pazienti in tutta l’UE.

Il bilancio contribuirà altresì al miglioramento della resilienza dell’UE alle minacce sanitarie transfrontaliere, all’attuazione della Strategia farmaceutica per l’Europa e del Piano europeo per sconfiggere il cancro, con un sostegno specifico a iniziative a favore della salute mentale, la salute globale e l’evoluzione dei farmaci.

Infine, EU4Health continuerà a fornire sovvenzioni operative alle organizzazioni della società civile per rafforzarne il ruolo nell’attuazione delle politiche sanitarie dell’UE, tramite un budget pari a € 9.000.000 per il prossimo anno e un invito a presentare accordi quadro di partenariato per il biennio 2025-2026.

Il programma di lavoro è stato adottato lo scorso 28 novembre 2023 e segue il parere favorevole del Comitato del programma UE per la salute.

Scopri di più sulla pagina dedicata.

ATTUNE

Activate the University for Climate Change

Programma e bando

Erasmus+, KA220-HED – Partenariati di cooperazione nell’istruzione superiore, 2022 – Round 1

Breve descrizione

ATTUNE è un programma di apprendimento innovativo che affronta direttamente il tema del cambiamento climatico nei campus universitari e promuove e incoraggia l’azione di tutti i membri della comunità universitaria. L’obiettivo di ATTUNE è contribuire a rendere l’università sempre più sostenibile concentrandosi e incoraggiando i singoli a riflettere sul proprio stile di vita, e poi lavorando collettivamente per ridurre l’impatto della comunità universitaria nel suo complesso.

La vita universitaria va oltre l’attività educativa formale. I campus non sono solo luoghi in cui le persone si riuniscono per studiare e lavorare, ma interessano anche molte altre aree, come le attività ricreative e sportive, la mobilità, il cibo, il tempo libero, ecc. Anche le università hanno un impatto sulla popolazione locale e influenzano direttamente la sostenibilità dell’area in cui si trovano quindi la comunità universitaria rappresenta un ambiente ideale per influenzare i comportamenti per creare una società più sostenibile.

ATTUNE riconosce che ogni università è diversa, non solo nel modo in cui funziona, ma anche nei suoi obiettivi nel rispondere alla crisi climatica.

 

Obiettivi

Gli obiettivi principali sono:

  • consentire ai membri della comunità universitaria di passare dalla conoscenza all’azione
  • contribuire alla transizione verde: oltre alle loro tradizionali funzioni (insegnamento, ricerca, ecc.), le università possono anche essere un modello per la sostenibilità ambientale basata sulle loro infrastrutture e operazioni. Per garantire che diventino sempre più sostenibili, è fondamentale che tutta la comunità partecipi al processo.

 

Altri obiettivi includono:

  • Creare un quadro metodologico che possa essere utilizzato da qualsiasi università europea
  • Sviluppare azioni adattate alla comunità universitaria in modo che queste possano agire contro i cambiamenti climatici nelle loro attività quotidiane
  • Testare e convalidare il programma in 5 università europee che fungeranno da esempio per altre università nelle loro reti

 

Attività

ATTUNE è strutturato in due diverse fasi per favorire il cambiamento delle abitudini:

  • La fase 1: durante il primo trimestre accademico, l’intera comunità universitaria (studenti, docenti e personale) è invitata a partecipare a un programma online – strutturato con una serie di questionari e manuali – incentrato su questioni ambientali e sociali relative alla sostenibilità. L’obiettivo è incoraggiare i singoli a riflettere sul proprio stile di vita e ridurre la loro impronta di carbonio.
  • La fase 2: durante il secondo e terzo trimestre accademico vengono creati uno o più gruppi di “ricerca-azione” che si concentrano su un’area specifica individuata dall’università (ad esempio mobilità, gestione dei rifiuti ecc.) per rendere il campus più sostenibile. Questi gruppi partecipano a una serie di workshop in cui viene analizzato e studiato il tema scelto e poi viene sviluppato e promosso un programma d’azione, in modo che l’intera comunità universitaria sia coinvolta in questo processo di cambiamento verso una maggiore sostenibilità. I team di “ricerca-azione” sono composti da studenti, docenti e personale. 

 

Le attività principali sono:

  • 3 Incontri: il kick-off meeting a Bilbao, formazione transnazionale in Italia e l’evento finale internazionale di disseminazione in Germania
  • Sviluppo di contenuti, materiali e metodologia
  • Sviluppo di una piattaforma online in 6 lingue. 
  • Implementazione e validazione mediante fase pilota nelle 5 università partecipanti del programma ATTUNE.
  • Sviluppo di linee guida per implementare il programma in altre università a livello europeo.

 

Risultati attesi

I principali risultati attesi sono:

  • Una metodologia collaudata e praticabile: uno strumento prezioso per mitigare l’impatto della crisi climatica nel settore dell’istruzione superiore europea
  • Dati affidabili: il processo di convalida genererà una grande quantità di dati che possono essere raccolti e analizzati
  • Partecipanti motivati: gli utenti sperimenteranno cambiamenti comportamentali
  • Piattaforma online: uno strumento di lavoro che può essere adattato a culture diverse e facilmente traducibile per renderlo più accessibile e locale.

Il programma è all’insegna della sostenibilità e può essere mantenuto attivo e ripetuto nel campus per diversi anni.

 

Coordinatore: Asociación Plan de Acción Global para la tierra GAP (ES)*

 

Partenariato:

  • InEuropa Srl (IT)*
  • Agado Gesellschaft für nachhaltige Entwicklung UG (DE)*
  • Fundacja GAP Polska – Plan Globalnego Dzialania na rzecz Ziemi (PL)*
  • Mikado Danismanlik Hizmetleri Ltd. Sti. (TR)*
  • Università degli studi di Siena (IT)
  • Universidad del País Vasco/ Euskal Herriko Unibertsitatea (ES)
  • Ozyegin Universitesi (TR)
  • Akademia Pedagogiki Specjalnej IM.MARII GRZEGORZEWSKIEJ (PL)
  • Stiftung Universität Hildesheim (DE)

* Organizzazioni GAP

L’organizzazione GAP in ogni paese guiderà il programma e lavorerà a stretto contatto con l’università, tramite il suo ufficio per la sostenibilità o il team/persona responsabile della sostenibilità nell’università. Il ruolo dell’università sarà sia quello di promuovere il programma che incoraggiare la partecipazione e l’azione, mentre l’organizzazione GAP fornirà il materiale e faciliterà l’implementazione del programma.

 

Durata

Il progetto ha una durata di 26 mesi

 

Budget

Il contributo è di 400.000 €

 

Sito web

https://www.attuneproject.eu/

Nome progetto: Architecture and Remembrance: the discrimination of architects in Nazi-fascist regimes

Acronimo: ARCH MEM

Progetto concluso

Capofila: FONDAZIONE DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI PIANIFICATORI PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI MILANO (FOAMI)

Breve descrizione
Il progetto intende recuperare e valorizzare la memoria degli architetti che non hanno potuto svolgere il loro lavoro a causa delle misure discriminatorie adottate durante i regimi nazifascisti in Italia, Europa Centrale e in diversi altri paesi, sensibilizzando sia la comunità professionale che il pubblico in generale.

Obiettivi del progetto:

– Favorire la ricerca all’interno degli archivi interni e stimolare la produzione di output che possano tradurre per diversi target di pubblico informazioni, storie e risultati della ricerca storica e architettonica.

– Comprendere, grazie a uno specifico focus di ricerca, in modo più preciso le dinamiche e le conseguenze dei regimi nazifascisti in un quadro più ampio di eventi storici, illuminando un pezzo di storia finora non sufficientemente indagato.

Attività del progetto
Dopo un incontro operativo di avvio progettuale tra i partner, il metodo di lavoro sarà supportato da una ricerca condotta all’interno di associazioni professionali, biblioteche ed enti legati alla cultura ebraica, con un’attività di networking con comunità ed esperti della popolazione ebrea.

La situazione della ricerca relativa alla persecuzione degli architetti e ingegneri ebrei nella seconda metà degli anni ’30 e durante gli anni della Seconda guerra mondiale è incompleta, nonostante il numero di professionisti coinvolti e il loro livello qualitativo siano piuttosto elevati sia in Italia che in Europa. La ricerca proposta dal partner CDEC intende esaminare gli archivi pubblici, quelli degli ordini professionali coinvolti e la letteratura storiografica che si è occupata in modo inorganico di questo tema. Finora l’argomento è stato trattato con studi limitati e opere commemorative, di cui si terrà certamente conto. La ricerca proposta sarà condotta con metodo storico e si avvarrà della collaborazione e della sinergia di tutti gli enti e istituti che finora si sono occupati della persecuzione degli ebrei in Europa.

Infine verranno realizzati: un video-documentario, una mostra sugli architetti colpiti dagli atti discriminatori, una graphic novel, e una pubblicazione.


Partenariato:

  1. FONDAZIONE DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI PIANIFICATORI PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI MILANO (FOAMI) – ITALIA
  2. UNIVERZITA KOMENSKEHO V BRATISLAVE – SLOVACCHIA
  3. FONDAZIONE CENTRO DI DOCUMENTAZIONE EBRAICA CONTEMPORANEA ONLUS (CDEC) – ITALIA
  4. FONDAZIONE MAXXI MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI DEL XXI SECOLO – ITALIA
  5. ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI BOLOGNA – ITALIA
  6. ORDINE DEGLI ARCHITETTI P.P.C. DI ROMA E PROVINCIA – ITALIA
  7. ORDINE ARCHITETTI P.P.C. DI FERRARA – ITALIA

Durata: Il progetto ha una durata di 18 mesi, da aprile 2022 a settembre 2023

Contributo: 137.280,00 €

La Commissione europea ha proposto le dieci nuove idee di Partnership UE da lanciare nella seconda metà di Horizon Europe.

I partenariati si configurano come iniziative in cui l’Unione europea, le autorità nazionali e/o il settore privato si impegnano insieme per sostenere lo sviluppo e l’attuazione di un programma di attività di ricerca e innovazione.

I partner rappresentano industrie, università e organizzazioni di ricerca che hanno una missione di servizio pubblico a livello locale, regionale, nazionale o internazionale o le organizzazioni della società civile, comprese le fondazioni e le ONG.

Le dieci nuove Partnership saranno opereranno nei seguenti settori:

  1. Brain Health;
  2. Forests and Forestry for a Sustainable Future;
  3. Innovative Materials for EU (I’M for EU);​
  4. In-Orbit Demonstration and Validation;​
  5. Raw Materials for the Green and Digital Transition​;
  6. Resilient Cultural Heritage;
  7. Social Transformations and Resilience;
  8. Solar Photovoltaics;
  9. Textiles of the Future;
  10. Virtual Worlds.

La selezione proposta nella fase preparatoria verrà discussa con gli Stati membri e i Paesi associati, già coinvolti tramite il forum di coordinamento della Partnership Knowledge Hub, e sarà soggetto a modifiche tramite una consultazione strutturale aperta fino a settembre 2023.

La formalizzazione del portfolio avverrà con l’adozione del Piano strategico 2025-2027.

Scopri ulteriori dettagli nel sito ufficiale della Commissione.