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Il programma LIFE ha ampliato il proprio dashboard pubblico, che ora include tutti i progetti finanziati dalla nascita del programma nel 1992, rendendo disponibile per la prima volta un archivio completo di oltre trent’anni di investimenti europei a favore dell’ambiente e dell’azione per il clima.

L’aggiornamento supera il precedente limite della piattaforma, che raccoglieva esclusivamente i progetti finanziati dal 2014, offrendo oggi l’accesso a oltre 6.500 progetti sviluppati nell’ambito dei quattro sottoprogrammi LIFE.

Il dashboard consente di consultare, analizzare e scaricare i dati relativi ai finanziamenti e ai beneficiari, mettendo a disposizione statistiche interattive, mappe, visualizzazioni personalizzabili e strumenti self-service per realizzare analisi dedicate sull’intero portafoglio dei progetti.

La piattaforma viene aggiornata quotidianamente e integra numerosi filtri di ricerca, permettendo di individuare le iniziative per sottoprogramma, Paese, città, beneficiario, habitat, specie o siti Natura 2000, facilitando così l’accesso alle informazioni da parte di ricercatori, potenziali candidati, decisori politici e di tutti gli stakeholder interessati ai risultati del programma.

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La Commissione europea compie un nuovo passo nella definizione della futura strategia europea per la ricerca e l’innovazione applicata ai sistemi alimentari con la pubblicazione del rapporto “Building Food 2040: stakeholder input for the new EU Strategic Research & Innovation Agenda for Food Systems”. Il documento restituisce una fotografia delle esigenze e delle aspettative emerse dalla consultazione pubblica avviata per costruire la prossima agenda strategica dell’Unione.

L’iniziativa ha coinvolto un’ampia gamma di attori del settore, raccogliendo 631 risposte al questionario e 63 contributi di approfondimento tra position paper, roadmap, documenti strategici e policy brief. Al processo hanno preso parte università, enti di ricerca, imprese, organizzazioni agricole, amministrazioni pubbliche, organizzazioni della società civile, ONG e cittadini, offrendo una visione condivisa sulle priorità che dovranno orientare le future politiche europee.

Tra i principali messaggi emersi vi è il riconoscimento del ruolo svolto da Food 2030, che ha favorito un approccio sistemico alla ricerca e all’innovazione nel comparto alimentare. Gli stakeholder chiedono però che la futura iniziativa Food 2040 rafforzi il passaggio dalla ricerca all’applicazione concreta, rendendo più efficace il collegamento tra attività scientifica, politiche pubbliche, innovazione industriale e impatti misurabili.

Le indicazioni raccolte convergono su alcuni ambiti ritenuti prioritari per i prossimi anni: ridurre l’impronta ambientale dei sistemi alimentari, promuovere modelli alimentari più salutari, aumentare la capacità di risposta alle crisi, rafforzare l’autonomia strategica europea, favorire la circolarità nell’uso delle risorse, sostenere lo sviluppo di fonti proteiche diversificate, valorizzare le filiere corte e creare condizioni più favorevoli alla diffusione su larga scala delle innovazioni.

Il rapporto rappresenta quindi una base di lavoro per la definizione di Food 2040, la nuova agenda europea destinata a orientare le future iniziative di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare. L’obiettivo è sostenere la transizione verso sistemi alimentari sempre più sostenibili, resilienti, competitivi e capaci di rispondere alle sfide ambientali, economiche e sociali dei prossimi decenni.

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Immaginate di entrare in una scuola alberghiera e di guardare gli spazi di tutti i giorni con occhi completamente nuovi: potreste scoprire come renderli migliori, più sostenibili e più vicini al benessere di ognuno. È esattamente quello che è accaduto alle studentesse e agli studenti dell’Istituto Alberghiero Andrea Mantegna di Brescia, protagonisti di un viaggio all’interno del progetto europeo Erasmus+ “GoodFood – sustainability in catering schools”, un’iniziativa che unisce le scuole alberghiere di quattro Paesi: Italia, Germania, Spagna e Olanda.

Per gli alunni/e, tutto ha avuto inizio il 9 gennaio scorso, con una “caccia al tesoro” alla ricerca di “opportunità di miglioramento” in termini di sostenibilità ambientale e alimentare all’interno degli spazi scolastici, esplorando in particolare il magazzino, il bar scolastico, il laboratorio di cucina e quello di pasticceria.

Da quel primo giorno di esplorazione è nato un percorso di riflessione che ha toccato tre aree cruciali del progetto: Cibo & Salute, Cibo & Ambiente e Cibo & Spreco. Un gruppo di studenti e studentesse del terzo anno – i GoodFooders – ha analizzato ogni punto emerso dalla caccia al tesoro, valutando insieme anche i possibili ostacoli reali al cambiamento. Hanno così iniziato a notare dettagli ragionando su possibili proposte e soluzioni.

La ricerca è stata condotta attraverso una attenta osservazione dei luoghi e dei comportamenti delle persone, con interviste formali e conversazioni informali e raccolta dati permettendo al gruppo di delineare il contesto di partenza e verificare anche quali fossero le motivazioni alla base delle scelte alimentari, per es., degli studenti e delle studentesse al bar della scuola, così come alcune prassi seguite nei laboratori di cucina.

Al bar della scuola, ad esempio, è emerso che le opzioni più economiche, veloci e appetibili per gli studenti – come pizzette, panini con la cotoletta o piadine – sono anche le meno salutari. Al contrario, le alternative sane come insalate o zuppe hanno costi più elevati, richiedono tempi di consumo più lunghi e risultano meno attraenti per i giovani, diventando così una scelta quasi esclusiva di adulti e insegnanti. È stata inoltre evidenziata la mancanza di informazioni chiare su ingredienti e allergeni, così come l’assenza di opzioni adatte a specifiche esigenze alimentari, siano esse legate a intolleranze, scelte etiche (come il menu vegetariano o vegano) o motivi religiosi e culturali.

Spostandosi nei laboratori, l’attenzione si è concentrata sull’impatto ambientale: è stato notato un uso eccessivo di pellicola in plastica per conservare i cibi e di rotoloni di carta usa e getta, oltre a un ampio consumo di bottiglie di plastica a discapito di borracce riutilizzabili. Infine, sul fronte dello spreco, è stato osservato come alcuni ingredienti venissero utilizzati una sola volta per poi finire sul fondo dei frigoriferi.

Invece di fermarsi alla teoria, per circa due mesi i GoodFooders si sono trasformati in fotoreporter e ricercatori della sostenibilità. Armati di fotocamera, hanno documentato la realtà quotidiana e hanno raccolto dati quantitativi concreti, calcolando ad esempio il numero di rotoli e pellicole acquistati dalla scuola su base settimanale e mensile.

Cosa fare quindi per informare e motivare i propri pari, il corpo docente, lo staff della scuola a fare scelte più sostenibili? Come poter attivare un processo di cambiamento di scelte, abitudini, comportamenti? I nostri GoodFooders, supportati dal team di InEuropa e della Fondazione Castello di Padernello, e dalla dirigenza dell’Istituto stesso, hanno elaborato un piano di azione per poter sensibilizzare la comunità scolastica.

Il 24 e 28 aprile 2026 è stata quindi allestita una mostra fotografica con la funzione non solo di mostrare quanto rilevato a scuola durante la ricerca, ma anche di coinvolgere le persone a condividere proprie idee e pensieri per rendere la scuola ancora più sostenibile da un punto di vista ambientale e alimentare. I cartelloni esposti mostrano fotografie reali della scuola e dati precisi raccolti direttamente nel corso della ricerca, accompagnati da consigli pratici per sollecitare un cambiamento nelle abitudini in chiave sostenibile.

La mostra è stata pensata per essere un percorso interattivo e rimarrà all’interno dell’Istituto fino alla conclusione del progetto (dicembre 2026). Sui pannelli i QR code invitano a mettersi alla prova sulla corretta raccolta differenziata o scoprire le proprietà nutrizionali delle opzioni del bar. Inoltre, è stato creato uno spazio aperto dove ogni persona che osserva la mostra può lasciare i propri commenti, segnalare ulteriori comportamenti da correggere o proporre nuove soluzioni.

La mostra GoodFood rappresenta l’avvio di un processo di cambiamento che richiede tempo e attenzione, è  una “spinta gentile” con un invito visivo ed emotivo, che stimoli la riflessione e la sensibilità di ognuno verso comportamenti alternativi e più sostenibili nell’ambito della sfera alimentare e rendere gli chef del domani dei veri e propri changemakers.

Nei prossimi mesi saranno raccolte le suggestioni degli “utenti” della mostra, saranno monitorati comportamenti e luoghi, in modo da poter misurare i primi risultati del processo di trasformazione della scuola avviato, che risponde nel concreto, alla visione e filosofia di Slow Food di cui l’Istituto Mantegna è parte attiva.

Il progetto GoodFood – sustainability in catering schools è un progetto europeo finanziato dal Programma Erasmus+. Per scoprire di più, visita il sito e scrivici a ineuropa@ineuropa.info.

Come si spiega la complessità della natura alle nuove generazioni? Come si fa a far comprendere che un piccolo cambiamento in un ciclo naturale può ribaltare l’intero ecosistema del pianeta? La risposta è nella capacità di guardare il mondo come un insieme di fili invisibili ma strettamente interconnessi.

È questa la filosofia del progetto Erasmus+ SHINE – mainstreaming System tHinking In Natural sciences and Environmental education, nato con l’obiettivo di portare il Pensiero Sistemico (Systems Thinking) nelle scuole di tutta Europa, applicandolo alle scienze naturali e all’educazione ambientale per studenti e studentesse dagli 8 ai 16 anni.

Per farlo, i partner dall’Italia (InEuropa e la Libera Università di Bolzano), dalla Germania (HSRM – Hochschule RheinMain – University), dall’Estonia (TLU – Tallinn University) e dal Portogallo (Virtual Campus) hanno unito le forze e creato un ecosistema didattico composto da un innovativo Gioco online e da un Toolkit Didattico di supporto per i e le docenti, pensato per guidare non solo nell’uso del software ma anche nella complessa valutazione delle competenze sistemiche acquisite dai ragazzi e ragazze.

L’11 e 12 maggio, i partner del progetto, insieme a 14 insegnanti provenienti dai quattro Paesi partner e dalla Romania, si sono incontrati a Rüsselsheim, presso l’Università HSRM, per una due giorni di formazione sugli strumenti prodotti dal progetto invitando gli e le insegnanti presenti ad approfondire ed applicare il pensiero sistemico testando il game SHINE attivando tutte le funzioni disponibili.

Si è partiti dallo storytelling per individuare gli elementi chiave del sistema e “smontare” la complessità dei sistemi ambientali ed identificare le relazioni e interdipendenze per arrivare a costruire le proprie stanze all’interno del GAME online con la funzionalità “Room Editor”. Con questa funzione, l’insegnante può progettare da zero un proprio sistema complesso ed interattivo personalizzato, cucito su misura per la propria classe e sulla o sulle materie su cui intende applicare il pensiero sistemico: dall’ecologia e dalle scienze alla storia, geografia, letteratura, lingua straniera, educazione civica, ecc.

Piena partecipazione, collaborazione, entusiasmo hanno caratterizzato la risposta delle/degli insegnanti presenti che, mettendosi in gioco, si sono trasformati in game designer dando vita a prototipi efficaci: c’è chi ha sviluppato un sistema legato al ciclo delle rocce, chi al ciclo del cuore e dell’affaticamento, chi ha voluto mappare le delicate dinamiche di un sistema preda-predatore nei laghi, chi, calandosi perfettamente nel proprio territorio, ha strutturato un sistema di migrazioni in un contesto locale.

Andando oltre il suo focus sull’ecologia e sul cambiamento climatico, il Gioco SHINE si è rivelato come strumento eclettico e olistico per sviluppare un approccio al pensiero sistemico. La sperimentazione ha permesso di raccogliere feedback e dettagli tecnici migliorativi sulla usabilità da perfezionare e suggestioni da parte dei/delle docenti.

I prossimi passi per il team SHINE prevedono l’affinamento del Game SHINE e l’aggiornamento del Toolkit Didattico nelle 5 lingue del progetto.

SHINE come progetto Erasmus+ si concluderà a fine settembre 2026 lasciando in eredità a insegnanti di tutte le scuole di ogni ordine e grado dei paesi partner e di tutta Europa, i propri strumenti, il Toolkit e il Game SHINE, promuovendo un modo nuovo, dinamico e interconnesso di guardare alla scienza e al futuro del nostro pianeta.

Siete pronti a far giocare le vostre classi con la complessità? Il futuro dell’educazione ambientale è a portata di clic.

Per sapere di più, visita la pagina di SHINE e scrivi a ineuropa@ineuropa.info.

Sono stati pubblicati sul portale Funding & Tenders Portal i nuovi bandi LIFE 2026, uno degli strumenti chiave dell’Unione europea per finanziare progetti in ambito ambientale e climatico.

Il programma LIFE, attivo dal 1992, rappresenta infatti il principale strumento UE dedicato a ambiente, clima ed energia, con migliaia di progetti finanziati in tutta Europa e un forte impatto su innovazione e sostenibilità.

I nuovi bandi si inseriscono in un contesto segnato da crisi energetiche, instabilità geopolitica e necessità di accelerare la decarbonizzazione, con l’obiettivo di rafforzare la competitività europea, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e aumentare la resilienza dei sistemi energetici. In questo quadro, LIFE 2026 punta a trasformare idee progettuali in soluzioni concrete e scalabili, capaci di incidere su ambiente, economia e società.

La struttura dei bandi resta articolata nei quattro sottoprogrammi principali, che definiscono le priorità strategiche:

  • Natura e biodiversità, per la tutela degli ecosistemi e il ripristino degli habitat
  • Economia circolare e qualità della vita, con focus su rifiuti, inquinamento e uso efficiente delle risorse
  • Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, per ridurre emissioni e vulnerabilità
  • Transizione all’energia pulita, per accelerare efficienza energetica e rinnovabili

Queste aree riflettono le grandi priorità del Green Deal europeo: protezione della natura, zero inquinamento, innovazione tecnologica e sicurezza energetica. Di seguito, l’elenco dei principali topic, organizzati per ambito e con relative scadenze:

Transizione all’energia pulita (CET) – scadenza 16 settembre 2026

  • LIFE-2026-CET-PDA – Assistenza allo sviluppo di progetti per investimenti energetici sostenibili
  • LIFE-2026-CET-DIGITAL – Digitalizzazione dei gestori di rete (Smart Grid Academy)
  • LIFE-2026-CET-ENERPOV – Contrasto alla povertà energetica
  • LIFE-2026-CET-ENERCOM – Cooperazione tra comunità energetiche
  • LIFE-2026-CET-EMPOWER – Soluzioni energetiche pulite e accessibili nelle città
  • LIFE-2026-CET-HEATCOOLPLAN – Piani locali per riscaldamento e raffrescamento
  • LIFE-2026-CET-POLICY – Attuazione della normativa sull’energia sostenibile
  • LIFE-2026-CET-BUILDSKILLS – Competenze per l’efficienza energetica
  • LIFE-2026-CET-PRIVAFIN – Mobilitazione di investimenti privati
  • LIFE-2026-CET-OSS – Sportelli unici per la riqualificazione energetica degli edifici
  • LIFE-2026-CET-BETTERRENO – Soluzioni per la riqualificazione edilizia
  • LIFE-2026-CET-INDUSTRY – Transizione energetica per industria e imprese
  • LIFE-2026-CET-RENEWHC – Sistemi di riscaldamento e raffrescamento rinnovabili

Ambiente, economia circolare e governance – scadenza 22 settembre 2026

  • LIFE-2026-SAP-ENV-GOV – Governance ambientale
  • LIFE-2026-SAP-ENV-ENVIRONMENT – Economia circolare e zero inquinamento
  • LIFE-2026-PLP-NAT-ENV – Priorità legislative su natura ed economia circolare
  • LIFE-2026-TA-PP-ENV-SIP – Assistenza tecnica per progetti integrati ambiente

Clima – mitigazione, adattamento e governance – scadenza 22 settembre 2026

  • LIFE-2026-SAP-CLIMA-GOV – Governance e informazione sul clima
  • LIFE-2026-SAP-CLIMA-CCM – Mitigazione dei cambiamenti climatici
  • LIFE-2026-SAP-CLIMA-CCA – Adattamento ai cambiamenti climatici
  • LIFE-2026-PLP-ENER-GOV – Governance energia e clima post-2030
  • LIFE-2026-PLP-ENER-COMPLIANCE – Conformità su ecodesign ed etichettatura energetica
  • LIFE-2026-TA-PP-CLIMA-SIP – Assistenza tecnica per progetti integrati clima

Natura e biodiversità – scadenza 22 settembre 2026

  • LIFE-2026-SAP-NAT-NATURE – Natura e biodiversità
  • LIFE-2026-SAP-NAT-GOV – Governance e informazione sulla natura
  • LIFE-2026-TA-PP-NAT-SNAP – Assistenza tecnica per progetti strategici natura

Progetti strategici (two-stage) – prima scadenza 3 settembre 2026

  • LIFE-2026-STRAT-NAT-SNAP-two-stage – Strategic Nature Projects
  • LIFE-2026-STRAT-ENV-SIP-two-stage – Progetti integrati ambiente
  • LIFE-2026-STRAT-CLIMA-SIP-two-stage – Progetti integrati clima

I bandi LIFE sono aperti a una platea ampia di beneficiari: enti pubblici, imprese, università, ONG e organizzazioni internazionali, purché stabiliti nell’UE o in Paesi associati al programma. I progetti possono essere nazionali o transnazionali e devono generare un valore aggiunto europeo, contribuendo a politiche e obiettivi UE.

Dal punto di vista operativo, la pubblicazione delle call è accompagnata da un importante calendario di supporto. Dal 28 al 30 aprile 2026, l’agenzia European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency (CINEA) organizzerà gli EU LIFE Info Days (#EULIFE26), sessioni online pensate per guidare i candidati nella preparazione delle proposte e chiarire criteri e priorità.

Nel complesso, i bandi LIFE 2026 rappresentano un’opportunità strategica per attori pubblici e privati che vogliono investire nella transizione verde, contribuendo a innovazione, sostenibilità e resilienza. In un contesto globale sempre più complesso, il programma conferma la sua funzione di leva finanziaria per trasformare le politiche ambientali europee in progetti concreti sul territorio.

 

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Il 10 e l’11 aprile scorsi, l’Istituto Comprensivo Umberto I di Lanciano ha ospitato un’intensa sessione di laboratori creativi che ha visto protagonisti 184 studenti e 9 insegnanti. Sotto la guida dei facilitatori Barbara Grazzini e Andrea Pignatti di InEuropa, dieci classi – ripartite tra le prime della secondaria Umberto I e le primarie dei plessi Principe di Piemonte e Rocco Carabba – hanno sperimentato un modo innovativo di osservare e ripensare il proprio territorio. Questa iniziativa rappresenta un nuovo traguardo in una collaborazione storica che dura ormai dal 2015, nata grazie all’impegno della professoressa Rosato e cresciuta nel tempo attraverso progetti internazionali come Waterexplorer e Just Action, fino all’attuale ruolo dell’IC Umberto I come partner ufficiale di Just Maps, progetto europeo su educazione alla cittadinanza globale ideata e coordinata proprio da InEuropa.

L’adozione della metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® ha permesso di trasformare il concetto di mappatura partecipativa in un’azione fisica e tridimensionale. Attraverso la costruzione di modelli con i mattoncini, ogni studente ha avuto l’opportunità di dare forma alla propria percezione degli spazi quotidiani, rendendo visibili idee che spesso faticano a trovare espressione solo con le parole. Nonostante i tempi ristretti e la numerosa partecipazione, l’entusiasmo ha contagiato anche il corpo docente, partecipe di un processo in cui la prospettiva del singolo è diventata valore collettivo per la creazione di mappe 3D. Le narrazioni emerse dai modelli hanno messo a nudo le criticità delle aree analizzate, come la scarsità di zone verdi, l’accessibilità ridotta, i rifiuti e il peso del traffico urbano, ma hanno anche saputo celebrare la ricchezza delle relazioni umane. Tra i mattoncini sono apparsi i racconti di persone che osservano il mondo dalle finestre, con gesti quotidiani come lo scuotere i panni, l’importanza dell’acqua e del verde, il valore dei collaboratori scolastici, la centralità della maestra e l’importanza di strumenti quotidiani come una penna o un banco, visti come cardini della vita scolastica.

L’efficacia del metodo si è manifestata nella capacità di coinvolgere attivamente ogni partecipante, garantendo a tutti lo spazio per contribuire e condividere. Gli insegnanti hanno evidenziato come questa esperienza abbia permesso di scoprire lati inediti della personalità degli alunni, facendo emergere in appena un’ora di workshop emozioni, timori e punti di forza individuali che spesso restano sommersi. Oltre all’aspetto pedagogico, l’attività ha confermato la potenza del “gioco serio” nel creare scenari condivisi e stimolanti, dove l’inclusione diventa una pratica naturale. Questo percorso a Lanciano si inserisce in una più ampia fase pilota che vedrà il suo culmine a ottobre 2026. In quell’occasione, a Saragozza, gli studenti dei cinque paesi partner – Italia, Spagna, Irlanda, Polonia e Kenya – si riuniranno per tre giorni di laboratorio intensivo coordinato da InEuropa, pronti a presentare le loro mappe e proposte concrete alle amministrazioni locali, trasformando l’osservazione dei ragazzi in un vero motore di cambiamento per l’intera comunità.

La Commissione europea si prepara a pubblicare il prossimo 21 aprile 2026 i nuovi bandi del programma LIFE, che saranno disponibili sul portale Funding & Tenders della Commissione. L’apertura delle LIFE Calls for Proposals 2026 segna l’avvio di una nuova fase di finanziamento destinata a sostenere progetti nei settori dell’ambiente, dell’azione per il clima e della transizione energetica, coinvolgendo enti pubblici, organizzazioni della società civile, imprese e altri stakeholder attivi a livello locale, nazionale ed europeo.

Il programma LIFE, principale strumento finanziario dell’Unione europea dedicato all’ambiente e al clima, continuerà anche nel 2026 a strutturarsi nei suoi quattro sottoprogrammi tematici.

Il sottoprogramma Nature and Biodiversity sosterrà interventi finalizzati alla tutela degli ecosistemi, alla conservazione degli habitat e delle specie e al rafforzamento della rete Natura 2000.

Circular Economy and Quality of Life sarà invece dedicato alla promozione dell’economia circolare, all’uso efficiente delle risorse, alla gestione dei rifiuti e al miglioramento della qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo.

Il sottoprogramma Climate Change Mitigation and Adaptation finanzierà azioni orientate alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e all’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici.

Infine, Clean Energy Transition supporterà iniziative volte ad accelerare la transizione verso sistemi energetici sostenibili, promuovendo efficienza energetica, fonti rinnovabili e capacity building nel settore energia.

Con la pubblicazione dei bandi, si aprirà ufficialmente la fase di presentazione delle proposte progettuali per il 2026, offrendo nuove opportunità di finanziamento per iniziative in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e delle politiche ambientali e climatiche dell’Unione.

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La Commissione europea, attraverso la European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency (CINEA), ha pubblicato il bando CEF-E-2026-CBRENEW – Cross-border Renewable Energy Projects nell’ambito del programma Connecting Europe Facility – Energy.

L’iniziativa punta a rafforzare la cooperazione energetica tra Stati membri sostenendo progetti congiunti nel settore delle energie rinnovabili, contribuendo agli obiettivi del Green Deal europeo, di REPowerEU e al rafforzamento della sicurezza energetica dell’Unione.

Il bando si rivolge esclusivamente a progetti che abbiano già ottenuto lo status ufficiale di CB RES (Cross-border Renewable Energy Project), riconosciuto dalla Commissione europea.

La call si articola in due linee di finanziamento. La prima, “CEF-E-2026-CBRENEW – STUDIES”, sostiene le attività preparatorie necessarie a portare i progetti a un livello avanzato di maturità tecnica e finanziaria. Sono ammissibili studi di fattibilità, progettazione tecnica, valutazioni di impatto ambientale, indagini geofisiche, modelli finanziari, preparazione delle procedure di appalto e attività di ingegneria, con l’obiettivo di rendere l’iniziativa pronta per la fase realizzativa.

La seconda linea, “CEF-E-2026-CBRENEW – WORKS”, finanzia invece la realizzazione concreta delle infrastrutture transfrontaliere, coprendo attività di procurement, installazione di componenti e sistemi, lavori di costruzione, test e messa in esercizio. Per accedere ai finanziamenti è necessario dimostrare benefici socio-economici e ambientali significativi, un’effettiva integrazione nel sistema energetico europeo e la sostenibilità commerciale del progetto, resa possibile anche grazie al contributo europeo.

Con questa nuova call, il programma CEF Energy rafforza il sostegno a infrastrutture rinnovabili condivise, favorendo un modello energetico europeo più integrato, resiliente e sostenibile, basato sulla cooperazione tra Stati membri e sull’accelerazione della transizione verde.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 12 marzo 2026.

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Nelle cucine dei futuri chef europei qualcosa di nuovo bolle in pentola. Non si tratta soltanto di sapori e tecniche ma di qualcosa in più…il nostro pianeta.

Con questo spirito, il progetto Erasmus+ Good Food – Sustainability in Catering Schools ha deciso di indagare come le scuole di ristorazione in Europa stanno affrontando il tema della sostenibilità, e quali passi restano ancora da fare.

Partner da Italia, Spagna, Germania e Paesi Bassi hanno appena concluso una fase di ricerca preliminare: l’obiettivo era capire quanto e come i temi della sostenibilità siano già integrati nella formazione dei futuri professionisti della ristorazione. 

Non solo numeri e statistiche: il team ha incontrato insegnanti, ascoltato studenti, osservato le lezioni e vissuto la vita scolastica dall’interno. Ne è emerso un quadro variegato: la sostenibilità è sul tavolo, ma non sempre dentro ogni ricetta.

Cosa abbiamo scoperto

  • Nei Paesi Bassi, al Koning Willem I College (KW1C) gli studenti mostrano curiosità ed entusiasmo, soprattutto nelle lezioni pratiche. Il programma integra i principi della Dutch Cuisine, ma spesso gli alunni non li collegano ai propri valori personali: le scelte quotidiane restano guidate da comodità e tendenze. Gli insegnanti sottolineano l’importanza dei tirocini per restare vicini al mondo del lavoro, ma emerge un bisogno più profondo: sviluppare una motivazione personale. Nonostante la sostenibilità sia parte della missione della scuola, il divario tra politiche e pratiche quotidiane resta evidente. Per colmare questa distanza, un modulo trasversale incentrato sul “making change happen”, sarà ideato per fornire a studenti e docenti strumenti concreti per trasformare la consapevolezza in azione.

  • In Germania, alla BSZ Ansbach,  gli studenti partecipano attivamente alle iniziative legate alla sostenibilità. Con particolare attenzione alla riduzione degli sprechi, al riciclo e all’utilizzo di ingredienti locali e di stagione. Grazie al loro impegno e al lavoro dei club ambientali, sono nati progetti creativi come giardini scolastici, eventi di scambio e riciclo delle bottiglie. Tuttavia, la sostenibilità non è ancora radicata in maniera strutturale in tutte le materie e in tutta la comunità scolastica. Docenti e studenti chiedono materiali didattici pronti all’uso, supporto da esperti esterni e maggiore cooperazione interdisciplinare, in più, alcune sfide permangono come budget ridotti, differenze di competenze e barriere linguistiche. Il progetto GoodFood interviene proprio su questi aspetti, sviluppando la creazione di materiali facili da utilizzare e visivamente accattivanti che promuovano azioni pratiche e favoriscano il coinvolgimento diretto degli studenti. L’obiettivo principale è ora quello di coltivare capacità essenziali come il critical thinking, il lavoro di squadra e la responsabilizzazione degli studenti.  Le opportunità da cogliere sono tante: più opzioni vegetariane e vegane in mensa, legami più stretti con i produttori locali e un maggiore coinvolgimento nelle iniziative sostenibili. Centrale sarà un cambio di ruolo per gli insegnanti: da istruttori a facilitatori per rendere gli studenti autonomi nel guidare il cambiamento verso la sostenibilità.

  • In Spagna, al Leioa Catering School la cultura basca è profondamente radicata e attribuisce grande valore ai prodotti locali. La scuola promuove attivamente i valori della sostenibilità in ogni ambito della ristorazione, ponendo un’attenzione speciale alla riduzione dello spreco alimentare. Un esempio? Lo studio interno che ha portato a ridurre le porzioni di pane, zucchero e sale nei pasti serviti. Inoltre, le eccedenze finiscono alla banca del cibo, grazie a una solida collaborazione. L’innovazione è un’altra parola chiave: l’istituto guarda con interesse a nuove tecnologie e, attraverso GoodFood, intende rafforzare i rapporti con produttori locali e valorizzare i prodotti stagionali.

  • In Italia, all’Istituto Superiore Mantegna di Brescia, la tradizione e l’innovazione si incontrano. L’alleanza con Slow Food rappresenta un punto di forza: studenti, docenti e dirigenza condividono una profonda consapevolezza sui temi della sostenibilità e dello spreco. L’approccio imprenditoriale adottato ha l’obiettivo di formare professionisti capaci di guidare il cambiamento. Grande attenzione è data anche all’inclusione culturale e sociale e alla riduzione dei materiali monouso. Ma il percorso non finisce qui: serve più concretezza e praticità nella didattica, più focus su pasti sani ed equilibrati, meno plastica nei laboratori e una comunicazione più visibile sull’alleanza con Slow Food. La volontà di crescere c’è: ora serve un approccio più sistematico per fare davvero la differenza.

Chi guida il cambiamento

La ricerca ha messo in luce anche i protagonisti di questa trasformazione, comuni a tutte le realtà visitate:

  • Gli studenti, cuore del percorso educativo e veri agenti di cambiamento;
  • Gli insegnanti, fondamentali nel trasmettere contenuti e pratiche sostenibili;
  • La dirigenza scolastica, chiamata a garantire politiche coerenti e di lungo periodo;
  • Il mondo del lavoro, dai fornitori agli imprenditori, ponte tra la formazione e la realtà professionale.

E ora, i prossimi passi

I dati raccolti gettano le basi per lo sviluppo dei prossimi strumenti del progetto GoodFood:

  • Un quadro metodologico e pratico replicabile in ogni scuola europea di catering;
  • Contenuti educativi che affrontano la sostenibilità alimentare da più prospettive: salute, ambiente, etica, cultura e riduzione degli sprechi;
  • Risorse per la formazione dei docenti, secondo il modello “train-the-trainer” volte alla promozione di pratiche di empowerment, awareness e di cambiamento dei comportamenti;
  • Strumenti digitali per integrare la sostenibilità in aula e nei laboratori di cucina.

Il messaggio è chiaro: le scuole europee di catering sono pronte al cambiamento. GoodFood vuole dare loro gli strumenti concreti per far sì che gli chef di domani diventino protagonisti attivi nelle loro comunità, contribuendo a un sistema alimentare più giusto, etico e sostenibile.

Stay tuned: il meglio deve ancora arrivare

 

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Il 16 settembre, dalle ore 14,00 alle 15,30, si terrà il secondo webinar internazionale del progetto europeo SURF – Sustainable Rural Future, dal titolo “Empowering Rural Europe: Final Reflections from SURF”.

L’incontro sarà l’occasione per condividere le esperienze e i risultati emersi durante il progetto in merito alla sostenibilità rurale e all’adattamento ai cambiamenti climatici. SURF si propone di rafforzare le conoscenze delle comunità rurali sui temi del cambiamento climatico, attraverso la realizzazione di un percorso formativo che integri educazione formale e non formale, con l’obiettivo di favorire l’apprendimento e accompagnare la transizione verde nelle aree rurali.

Durante il webinar, i partner presenteranno i principali output del progetto, disponibili gratuitamente sui canali di SURF, e sarà ufficialmente lanciata la Rete Rurale Europea, sviluppata nell’ambito del percorso progettuale.

L’evento si svolgerà in lingua inglese, con la possibilità di attivare i sottotitoli nella propria lingua su Zoom.

Per partecipare è necessario compilare il form.

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