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La Commissione europea si prepara a pubblicare il prossimo 21 aprile 2026 i nuovi bandi del programma LIFE, che saranno disponibili sul portale Funding & Tenders della Commissione. L’apertura delle LIFE Calls for Proposals 2026 segna l’avvio di una nuova fase di finanziamento destinata a sostenere progetti nei settori dell’ambiente, dell’azione per il clima e della transizione energetica, coinvolgendo enti pubblici, organizzazioni della società civile, imprese e altri stakeholder attivi a livello locale, nazionale ed europeo.

Il programma LIFE, principale strumento finanziario dell’Unione europea dedicato all’ambiente e al clima, continuerà anche nel 2026 a strutturarsi nei suoi quattro sottoprogrammi tematici.

Il sottoprogramma Nature and Biodiversity sosterrà interventi finalizzati alla tutela degli ecosistemi, alla conservazione degli habitat e delle specie e al rafforzamento della rete Natura 2000.

Circular Economy and Quality of Life sarà invece dedicato alla promozione dell’economia circolare, all’uso efficiente delle risorse, alla gestione dei rifiuti e al miglioramento della qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo.

Il sottoprogramma Climate Change Mitigation and Adaptation finanzierà azioni orientate alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e all’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici.

Infine, Clean Energy Transition supporterà iniziative volte ad accelerare la transizione verso sistemi energetici sostenibili, promuovendo efficienza energetica, fonti rinnovabili e capacity building nel settore energia.

Con la pubblicazione dei bandi, si aprirà ufficialmente la fase di presentazione delle proposte progettuali per il 2026, offrendo nuove opportunità di finanziamento per iniziative in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e delle politiche ambientali e climatiche dell’Unione.

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La Commissione europea, attraverso la European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency (CINEA), ha pubblicato il bando CEF-E-2026-CBRENEW – Cross-border Renewable Energy Projects nell’ambito del programma Connecting Europe Facility – Energy.

L’iniziativa punta a rafforzare la cooperazione energetica tra Stati membri sostenendo progetti congiunti nel settore delle energie rinnovabili, contribuendo agli obiettivi del Green Deal europeo, di REPowerEU e al rafforzamento della sicurezza energetica dell’Unione.

Il bando si rivolge esclusivamente a progetti che abbiano già ottenuto lo status ufficiale di CB RES (Cross-border Renewable Energy Project), riconosciuto dalla Commissione europea.

La call si articola in due linee di finanziamento. La prima, “CEF-E-2026-CBRENEW – STUDIES”, sostiene le attività preparatorie necessarie a portare i progetti a un livello avanzato di maturità tecnica e finanziaria. Sono ammissibili studi di fattibilità, progettazione tecnica, valutazioni di impatto ambientale, indagini geofisiche, modelli finanziari, preparazione delle procedure di appalto e attività di ingegneria, con l’obiettivo di rendere l’iniziativa pronta per la fase realizzativa.

La seconda linea, “CEF-E-2026-CBRENEW – WORKS”, finanzia invece la realizzazione concreta delle infrastrutture transfrontaliere, coprendo attività di procurement, installazione di componenti e sistemi, lavori di costruzione, test e messa in esercizio. Per accedere ai finanziamenti è necessario dimostrare benefici socio-economici e ambientali significativi, un’effettiva integrazione nel sistema energetico europeo e la sostenibilità commerciale del progetto, resa possibile anche grazie al contributo europeo.

Con questa nuova call, il programma CEF Energy rafforza il sostegno a infrastrutture rinnovabili condivise, favorendo un modello energetico europeo più integrato, resiliente e sostenibile, basato sulla cooperazione tra Stati membri e sull’accelerazione della transizione verde.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 12 marzo 2026.

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Nelle cucine dei futuri chef europei qualcosa di nuovo bolle in pentola. Non si tratta soltanto di sapori e tecniche ma di qualcosa in più…il nostro pianeta.

Con questo spirito, il progetto Erasmus+ Good Food – Sustainability in Catering Schools ha deciso di indagare come le scuole di ristorazione in Europa stanno affrontando il tema della sostenibilità, e quali passi restano ancora da fare.

Partner da Italia, Spagna, Germania e Paesi Bassi hanno appena concluso una fase di ricerca preliminare: l’obiettivo era capire quanto e come i temi della sostenibilità siano già integrati nella formazione dei futuri professionisti della ristorazione. 

Non solo numeri e statistiche: il team ha incontrato insegnanti, ascoltato studenti, osservato le lezioni e vissuto la vita scolastica dall’interno. Ne è emerso un quadro variegato: la sostenibilità è sul tavolo, ma non sempre dentro ogni ricetta.

Cosa abbiamo scoperto

  • Nei Paesi Bassi, al Koning Willem I College (KW1C) gli studenti mostrano curiosità ed entusiasmo, soprattutto nelle lezioni pratiche. Il programma integra i principi della Dutch Cuisine, ma spesso gli alunni non li collegano ai propri valori personali: le scelte quotidiane restano guidate da comodità e tendenze. Gli insegnanti sottolineano l’importanza dei tirocini per restare vicini al mondo del lavoro, ma emerge un bisogno più profondo: sviluppare una motivazione personale. Nonostante la sostenibilità sia parte della missione della scuola, il divario tra politiche e pratiche quotidiane resta evidente. Per colmare questa distanza, un modulo trasversale incentrato sul “making change happen”, sarà ideato per fornire a studenti e docenti strumenti concreti per trasformare la consapevolezza in azione.

  • In Germania, alla BSZ Ansbach,  gli studenti partecipano attivamente alle iniziative legate alla sostenibilità. Con particolare attenzione alla riduzione degli sprechi, al riciclo e all’utilizzo di ingredienti locali e di stagione. Grazie al loro impegno e al lavoro dei club ambientali, sono nati progetti creativi come giardini scolastici, eventi di scambio e riciclo delle bottiglie. Tuttavia, la sostenibilità non è ancora radicata in maniera strutturale in tutte le materie e in tutta la comunità scolastica. Docenti e studenti chiedono materiali didattici pronti all’uso, supporto da esperti esterni e maggiore cooperazione interdisciplinare, in più, alcune sfide permangono come budget ridotti, differenze di competenze e barriere linguistiche. Il progetto GoodFood interviene proprio su questi aspetti, sviluppando la creazione di materiali facili da utilizzare e visivamente accattivanti che promuovano azioni pratiche e favoriscano il coinvolgimento diretto degli studenti. L’obiettivo principale è ora quello di coltivare capacità essenziali come il critical thinking, il lavoro di squadra e la responsabilizzazione degli studenti.  Le opportunità da cogliere sono tante: più opzioni vegetariane e vegane in mensa, legami più stretti con i produttori locali e un maggiore coinvolgimento nelle iniziative sostenibili. Centrale sarà un cambio di ruolo per gli insegnanti: da istruttori a facilitatori per rendere gli studenti autonomi nel guidare il cambiamento verso la sostenibilità.

  • In Spagna, al Leioa Catering School la cultura basca è profondamente radicata e attribuisce grande valore ai prodotti locali. La scuola promuove attivamente i valori della sostenibilità in ogni ambito della ristorazione, ponendo un’attenzione speciale alla riduzione dello spreco alimentare. Un esempio? Lo studio interno che ha portato a ridurre le porzioni di pane, zucchero e sale nei pasti serviti. Inoltre, le eccedenze finiscono alla banca del cibo, grazie a una solida collaborazione. L’innovazione è un’altra parola chiave: l’istituto guarda con interesse a nuove tecnologie e, attraverso GoodFood, intende rafforzare i rapporti con produttori locali e valorizzare i prodotti stagionali.

  • In Italia, all’Istituto Superiore Mantegna di Brescia, la tradizione e l’innovazione si incontrano. L’alleanza con Slow Food rappresenta un punto di forza: studenti, docenti e dirigenza condividono una profonda consapevolezza sui temi della sostenibilità e dello spreco. L’approccio imprenditoriale adottato ha l’obiettivo di formare professionisti capaci di guidare il cambiamento. Grande attenzione è data anche all’inclusione culturale e sociale e alla riduzione dei materiali monouso. Ma il percorso non finisce qui: serve più concretezza e praticità nella didattica, più focus su pasti sani ed equilibrati, meno plastica nei laboratori e una comunicazione più visibile sull’alleanza con Slow Food. La volontà di crescere c’è: ora serve un approccio più sistematico per fare davvero la differenza.

Chi guida il cambiamento

La ricerca ha messo in luce anche i protagonisti di questa trasformazione, comuni a tutte le realtà visitate:

  • Gli studenti, cuore del percorso educativo e veri agenti di cambiamento;
  • Gli insegnanti, fondamentali nel trasmettere contenuti e pratiche sostenibili;
  • La dirigenza scolastica, chiamata a garantire politiche coerenti e di lungo periodo;
  • Il mondo del lavoro, dai fornitori agli imprenditori, ponte tra la formazione e la realtà professionale.

E ora, i prossimi passi

I dati raccolti gettano le basi per lo sviluppo dei prossimi strumenti del progetto GoodFood:

  • Un quadro metodologico e pratico replicabile in ogni scuola europea di catering;
  • Contenuti educativi che affrontano la sostenibilità alimentare da più prospettive: salute, ambiente, etica, cultura e riduzione degli sprechi;
  • Risorse per la formazione dei docenti, secondo il modello “train-the-trainer” volte alla promozione di pratiche di empowerment, awareness e di cambiamento dei comportamenti;
  • Strumenti digitali per integrare la sostenibilità in aula e nei laboratori di cucina.

Il messaggio è chiaro: le scuole europee di catering sono pronte al cambiamento. GoodFood vuole dare loro gli strumenti concreti per far sì che gli chef di domani diventino protagonisti attivi nelle loro comunità, contribuendo a un sistema alimentare più giusto, etico e sostenibile.

Stay tuned: il meglio deve ancora arrivare

 

Co-finanziato dall’Unione Europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione Europea o dell’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura (EACEA). Né l’Unione Europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.

Il 16 settembre, dalle ore 14,00 alle 15,30, si terrà il secondo webinar internazionale del progetto europeo SURF – Sustainable Rural Future, dal titolo “Empowering Rural Europe: Final Reflections from SURF”.

L’incontro sarà l’occasione per condividere le esperienze e i risultati emersi durante il progetto in merito alla sostenibilità rurale e all’adattamento ai cambiamenti climatici. SURF si propone di rafforzare le conoscenze delle comunità rurali sui temi del cambiamento climatico, attraverso la realizzazione di un percorso formativo che integri educazione formale e non formale, con l’obiettivo di favorire l’apprendimento e accompagnare la transizione verde nelle aree rurali.

Durante il webinar, i partner presenteranno i principali output del progetto, disponibili gratuitamente sui canali di SURF, e sarà ufficialmente lanciata la Rete Rurale Europea, sviluppata nell’ambito del percorso progettuale.

L’evento si svolgerà in lingua inglese, con la possibilità di attivare i sottotitoli nella propria lingua su Zoom.

Per partecipare è necessario compilare il form.

Scarica il programma.

La Commissione Europea ha ufficialmente aperto un nuovo bando per l’istituzione di un Partenariato Tematico nell’ambito dell’Agenda Urbana per l’Unione Europea (UAEU). Il tema scelto per questa edizione è “Città Compatte – Pianificazione Urbana Sostenibile e Mitigazione della Dispersione Edilizia”. Le candidature sono aperte dal 27 agosto e resteranno aperte fino al 1 ottobre 2025.

Questa iniziativa mira a riunire autorità pubbliche, organizzazioni della società civile, università e attori del settore privato per sviluppare politiche urbane integrate, orientate alla sostenibilità, alla rigenerazione urbana e alla limitazione dell’espansione incontrollata delle città (urban sprawl).

L’espansione urbana non regolamentata rappresenta una sfida crescente in tutta Europa: comporta un uso inefficiente del suolo, aumenta le emissioni di gas serra, riduce la biodiversità e aggrava la disuguaglianza sociale. Il modello di città compatta offre un’alternativa concreta, puntando su densificazione, rigenerazione degli spazi sottoutilizzati e contenimento dello sviluppo in aree verdi. I candidati sono invitati a:

  1. Consultare la documentazione disponibile sul sito :
    -il Background Document che descrive il tema, il processo di selezione e i criteri di ammissibilità
    – il rapporto di Valutazione ex-ante (Ex-Ante Assessment) che fornisce un’analisi dettagliata del contesto tematico, delle sfide esistenti e delle opportunità future.
  2. Compilare il modulo di candidatura tramite la piattaforma dell’European Urban Initiative (EUI). È necessario creare un account per completare la procedura e accedere alla community Portico.

Per aiutare le città interessate, il 3 settembre si è tenuto un seminario online per i candidati https://www.urbanagenda.urban-initiative.eu/events/online-applicant-seminar-call-partners-thematic-partnership-compact-cities-sustainable-urban, volto a chiarire il processo di candidatura e il funzionamento dei partenariati tematici dell’UAEU. 

Inoltre, è disponibile un video esplicativo sulle modalità operative dei Partenariati Tematici e un documento FAQ che raccoglie le risposte alle domande più comuni dei precedenti partecipanti.

OPZIONE 1: Il nuovo partenariato metterà in luce l’importanza di un approccio multilivello alla governance urbana, con una particolare attenzione al coordinamento delle politiche su trasporti, abitazioni ed ambiente. Un focus specifico sarà dedicato alle città di piccole e medie dimensioni, spesso trascurate nei grandi piani urbanistici, ma fondamentali per una transizione sostenibile.

“Questo partenariato vuole fornire strumenti concreti a chi lavora sul territorio – amministrazioni locali, enti regionali, pianificatori – per costruire città più vivibili, inclusive e resilienti,” afferma l’esperto autore del rapporto Ex-Ante, intervistato sul tema.

Per chi volesse approfondire ulteriormente, l’intervista completa all’esperto è disponibile online sul sito https://www.urbanagenda.urban-initiative.eu/news/exploring-concept-compact-cities-insights-ex-ante-assessment-expert

È ufficialmente aperto il bando SoilTribes – Spreading Open and Inclusive Literacy and Soil Culture through Artistic Practices and Education, un’opportunità promossa nell’ambito della EU Mission “A Soil Deal for Europe”, volta a sostenere iniziative capaci di valorizzare il suolo come risorsa fondamentale attraverso percorsi educativi, artistici e di cittadinanza attiva.

Il bando si rivolge a una vasta platea di soggetti – enti pubblici e privati, organizzazioni non governative, università, centri di ricerca, startup, PMI e think tank – con una particolare attenzione al coinvolgimento del settore culturale e creativo, che dovrà essere rappresentato da almeno uno dei partner principali.

Con una dotazione complessiva di 1,75 milioni di euro, il programma prevede due linee di finanziamento distinte:

  • Lot 1, dedicato alla sperimentazione di nuove idee progettuali, per iniziative creative ancora in fase iniziale;
  • Lot 2, finalizzato al consolidamento e all’ampliamento di progetti già esistenti, con l’obiettivo di aumentarne la portata e l’impatto.

Oltre al sostegno economico, SoilTribes offre anche un ciclo di webinar informativi per guidare i potenziali candidati nella preparazione delle proposte. Gli incontri si terranno online nelle seguenti date: 22 agosto, 8 settembre, 23 settembre e 6 ottobre 2025, e forniranno indicazioni pratiche e spazi di confronto con gli organizzatori.

Attraverso il bando, la Commissione Europea intende promuovere una vera e propria alfabetizzazione culturale del suolo (soil literacy), incentivando la creazione di progetti interdisciplinari capaci di sensibilizzare le comunità locali e di generare nuove narrazioni intorno al rapporto tra uomo e ambiente.

Le candidature potranno essere presentate entro il 10 ottobre 2025, mentre l’esito della selezione è atteso per metà dicembre. I progetti selezionati potranno essere avviati a partire da febbraio 2026.

 

Per tutti i dettagli relativi al bando, collegati qui.

Il valore aggiunto di un progetto europeo consiste nell’individuare iniziative già attive che possano arricchire il percorso in via di sviluppo, favorendo la creazione di sinergie. In questo contesto, GoodFood ha riconosciuto il progetto europeo CASKClimate Aware Seasonal Kitchen come un’opportunità significativa.

Partito nel 2023 e sviluppato nell’ambito del programma Erasmus+, il progetto CASK ha coinvolto professionisti della ristorazione in Irlanda con l’obiettivo di promuovere un approccio più sostenibile e inclusivo al cibo. L’iniziativa nasce dal dato di EUROSTAT che stabilisce che gli irlandesi spendono oltre il doppio della media europea in ristoranti e take-away, rendendo fondamentale il ruolo dei Food Service Industry Professionals (FSIPs) nella scelta degli ingredienti e nella definizione dei menu.

CASK ha voluto sensibilizzare questi attori chiave, offrendo un percorso di formazione su come utilizzare prodotti locali, stagionali e a basso impatto climatico senza rinunciare alla varietà richiesta da una società sempre più multiculturale. In questo modo il progetto si inserisce negli obiettivi del Green Deal europeo, che pone i sistemi alimentari sostenibili al centro della transizione ecologica.

Il partenariato ha sviluppato un percorso formativo dedicato ai FSIPs, organizzando workshop in presenza e online, creando un ricettario digitale sostenibile e una guida agli ingredienti alternativi (SCIAG), oltre a un sito web che raccoglie materiali, ricette e risorse per il settore. Grazie a questo lavoro sono stati coinvolti 12 professionisti della ristorazione, sono stati rilasciati 278 certificati di completamento del corso online e sono stati organizzati due eventi pubblici di grande successo, a Sonairte, nell’agosto e nel dicembre 2023.

L’esperienza e i risultati conseguiti costituiranno la base per un futuro progetto Erasmus+ di scala maggiore, coinvolgendo un consorzio più ampio di partner europei.

Il tema della sostenibilità alimentare, centrale in CASK, è anche al cuore del progetto GOOD FOOD di cui InEuropa è partner. Se CASK ha puntato a responsabilizzare i professionisti già attivi nella ristorazione, GOOD FOOD si concentra sui futuri cuochi e professionisti del settore, creando risorse e materiali didattici per le scuole alberghiere in Spagna, Paesi Bassi, Germania e Italia. L’obiettivo è quello di formare una nuova generazione di lavoratori consapevoli dell’impatto delle loro scelte, capaci di integrare abitudini sostenibili sia nella vita quotidiana sia nei futuri posti di lavoro. Tra i risultati attesi ci sono un framework metodologico e un piano di azioni replicabile in tutte le scuole europee, una piattaforma online con contenuti formativi e strumenti basati sul metodo “train-the-trainer”, oltre a casi di studio da condividere a livello europeo.

CASK e GOOD FOOD rappresentano due facce della stessa sfida: rendere il sistema alimentare più equo, sostenibile e resiliente, lavorando da un lato con i professionisti della ristorazione già in attività e dall’altro con le nuove generazioni che entreranno presto nel settore. Insieme, i due progetti contribuiscono a costruire un futuro in cui la cultura del cibo sia al tempo stesso inclusiva e rispettosa del pianeta.

Dal 1° settembre 2025 sarà possibile presentare le proposte per il nuovo bando del programma europeo DUT (Driving Urban Transitions), volto a sostenere la trasformazione urbana verso la neutralità climatica, la resilienza ambientale e l’inclusione sociale.

La Driving Urban Transitions (DUT) Call 2025 rappresenta il quarto bando promosso nell’ambito della Partnership Europea DUT, cofinanziata dalla Commissione Europea tramite il programma Horizon Europe. L’obiettivo è finanziare progetti di ricerca e innovazione transnazionali per guidare le città europee verso un futuro sostenibile, resiliente e inclusivo.

Il bando è rivolto a un’ampia gamma di soggetti, purché organizzati in consorzi transnazionali composti da almeno tre partner di tre Paesi diversi.

I Soggetti ammissibili sono: Università, enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, PMI e grandi imprese(con alcune condizioni), ONG e attori sociali e culturali.

Il Requisito obbligatorio richiesto prevede la presenza nel consorzio di almeno un’autorità locale o un soggetto urbano rilevante.

Ogni progetto potrà includere anche elementi trasversali tra più TP e dovrà riferirsi ad almeno una delle seguenti tre aree strategiche:

  1. 15-minute City: mobilità di prossimità, riduzione dell’uso dell’auto privata, promozione di trasporto pubblico e mobilità attiva.
  2. Circular Urban Economies: economia circolare urbana, uso efficiente delle risorse, rigenerazione degli spazi e benessere comunitario.
  3. Positive Energy Districts (PED): quartieri a energia positiva, produzione locale da fonti rinnovabili, efficienza energetica e coinvolgimento dei cittadini.

Per il bando sono previsti i seguenti contributi:

  • Contributi per progetto: 1–2 milioni di euro
  • Cofinanziamento UE: fino al 30% del budget nazionale ammissibile
  • I fondi saranno erogati dalle agenzie nazionali o regionali dei Paesi partecipanti

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) partecipa con 1 milione di euro, destinati alle regioni target del Sud Italia tramite fondi PN RIC 2021–2027 (linea MUR–ERDF).

Il contributo massimo per ogni singolo progetto é di € 200.000,00.

Il contributo previsto è il seguente: il 70% per ricerca industriale e il 25% per sviluppo sperimentale

I soggetti ammissibili al MUR sono: PMI, Università, enti e organismi di ricerca e grandi imprese (solo congiuntamente a una PMI).

La Domanda nazionale obbligatoria è da presentare entro il 17 novembre 2025 (solo per partner italiani). L’ avviso integrativo è disponibile prossimamente sul sito MUR.

Le scadenze del bando sono le seguenti:

 Fase 1- Pre-proposte
  • Apertura: 01/09/2025
  • Chiusura: 17/11/2025

Fase 2 – Proposte complete

  • Apertura: 20/02/2026
  • Chiusura: 23/04/2026

Nei prossimi mesi è previsto un Infoday ufficiale dedicato al bando per avere maggiori dettagli rispetto alle modalità di partecipazione

 

Sabato 14 Giugno 2025 si è svolto, presso la Fondazione Castello di Padernello, il workshop “La crisi climatica nelle zone rurali – strategie di adattamento ed opportunità per il futuro”, parte del progetto SURF – Sustainable Rural Future

Il workshop rientra in un percorso iniziato a Dicembre 2024 con la comunità della Bassa Bresciana, con un primo workshop mirato ad approfondire il concetto di adattamento alla crisi climatica nelle comunità rurali, andando ad identificare rischi e specifiche vulnerabilità sia in termini di sensibilità che di capacità di adattamento.

In questo secondo incontro siamo partiti dai rischi predominanti individuati e abbiamo lavorato insieme condividendo strategie e buone pratiche che offrono soluzioni praticabili per adattarsi al cambiamento climatico nella zona della Pianura Bresciana, analizzandone punti deboli e forti, e andando ad identificare opportunità e nuove azioni mirate per il futuro.

Abbiamo lavorato con 8 rappresentanti di associazioni locali, da Legambiente, alla Condotta TerreAcque Bresciane di Slow Food, a CuoreAmico, alla Fondazione Castello di Padernello e di amministrazioni pubbliche locali e provinciali.

Dopo un’attività iniziale di ice breaking e un breve riepilogo sullo stato dell’arte del progetto SURF (prodotti sviluppati a oggi) e sui risultati dell’attività svolta durante il workshop precedente sia in Italia che negli altri paesi partner, siamo entrati nel vivo della discussione sulle buone pratiche esistenti e sui progetti attivi nell’area in tema di adattamento ai cambiamenti climatici.

Attraverso il dialogo e il confronto aperto, sono state condivise buone pratiche e iniziative già attive sul territorio (il progetto di Ri-valorizzazione del Fiume Mella, Greenway del Mella, progetto europeo GoodFood, iniziative locali sui rifiuti e buona alimentazione, la Fondazione Castello di Padernello come progetto di azione partecipativa “dal basso”), analizzandone congiuntamente punti di forza e di debolezza, ostacoli e opportunità.

Tra le barriere e difficoltà si delineano la mancanza di competenze e volontà a livello di amministrazioni locali, gli ostacoli burocratici, la scarsa partecipazione giovanile, la mancanza di supporto e di continuità nei progetti ambientali a causa del turnover del personale e la mancanza di una visione a lungo termine. Tra le esigenze da cui partire per lavorare per il futuro, emergono: la necessità di offrire ai giovani opportunità di incontro e dialogo informali e un maggiore coinvolgimento attivo; il bisogno di creare un supporto comunicativo efficace per promuovere i progetti e cambiare la percezione delle persone ascoltando i loro punti di vista per avere una visione più ampia e completa; la necessità di organizzare eventi che affrontino temi specifici e promuovano la partecipazione attiva; l’importanza di credere nei valori e di lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni.

Il workshop si è concluso con un pranzo condiviso, durante il quale i partecipanti hanno continuato a confrontarsi, scambiando opinioni, suggerimenti e punti di vista sui temi trattati.

La mattinata è stata ricca di spunti preziosi e i partecipanti hanno contribuito con esperienze concrete a costruire una visione collettiva per affrontare le sfide del cambiamento climatico con creatività e collaborazione.

La Commissione europea ha presentato il progetto di bilancio annuale dell’Unione per il 2026. Un piano da 193,26 miliardi di euro, a cui si aggiungono 105,32 miliardi provenienti da NextGenerationEU, il fondo straordinario lanciato dopo la pandemia. Una proposta che riflette le esigenze di un’Europa che si confronta oggi con nuove priorità: guerra in Ucraina, crisi energetica, difesa comune, migrazioni e competitività industriale.

Il progetto nasce sulla scia della revisione intermedia del bilancio pluriennale 2021-2027, adattata dopo tre anni segnati da emergenze globali e tensioni geopolitiche. Obiettivo dichiarato: tenere insieme ripresa, sicurezza e transizioni verdi e digitali, in un contesto economico e politico sempre più instabile.

Come saranno distribuiti i fondi

Il bilancio propone una ripartizione che punta su alcune aree chiave:

  • Coesione, resilienza e valori: 71,7 miliardi €
  • Risorse naturali e ambiente: 57 miliardi €
  • Mercato unico, innovazione e digitale: 22 miliardi €
  • Vicinato e relazioni internazionali: 15,5 miliardi €
  • Migrazione e gestione delle frontiere: 5 miliardi €
  • Sicurezza e difesa: 2,8 miliardi €

Più flessibilità sulla coesione

Una novità importante riguarda la politica di coesione, tradizionalmente legata allo sviluppo regionale. La Commissione propone di riprogrammare parte dei fondi per sostenere nuove priorità emergenti: dalla resilienza idrica agli alloggi accessibili, passando per la transizione energetica e la difesa.

Prossimi passaggi

Il bilancio sarà ora al centro del confronto tra Parlamento europeo e Consiglio, che dovranno approvarlo entro la fine dell’anno. I negoziati si annunciano complessi, tra richieste di rigore da parte di alcuni Stati membri e le pressioni per rafforzare il ruolo geopolitico dell’Unione.

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