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Il 20 febbraio InEuropa ha fatto tappa all’Istituto Mantegna di Brescia per proseguire il percorso del progetto Good Food insieme agli studenti e alle studentesse dell’istituto.

L’incontro si è inserito all’interno di un cammino di educazione e consapevolezza che mette al centro il rapporto tra cibo, sostenibilità e cittadinanza attiva. Durante la mattinata, gli alunni coinvolti hanno iniziato a lavorare su due aree tematiche fondamentali del progetto: Cibo & Spreco / Ambiente e Cibo & Spreco / Salute e Cultura.

Attraverso momenti di confronto, discussione e analisi, gli studenti hanno lavorato su ciò che desiderano migliorare concretamente all’interno della loro scuola. L’attenzione si è concentrata su temi come la riduzione dello spreco alimentare, l’utilizzo della plastica negli spazi scolastici e la valorizzazione dei prodotti locali, con l’obiettivo di immaginare azioni capaci di generare un cambiamento reale nella quotidianità dell’istituto. Il lavoro svolto ha permesso di far emergere esigenze, idee e prime proposte operative, favorendo un approccio attivo e orientato alla trasformazione.

Nei prossimi mesi, il progetto entrerà nella sua fase più concreta e operativa. Gli studenti saranno infatti chiamati a trasformare le riflessioni emerse in azioni, idee e pratiche capaci di incidere sul quotidiano, sperimentando in prima persona cosa significa prendersi cura del cibo, dell’ambiente e della comunità.

Quello avviato a Brescia è solo l’inizio di un percorso che punta a rendere le nuove generazioni protagoniste attive del cambiamento.

Si è svolto il 19 febbraio a Modena il workshop dal titolo “Mettiamoci in gioco per la Democrazia!”, promosso nell’ambito del progetto europeo Stand Up for Europe!

L’iniziativa, organizzata da InEuropa in collaborazione con Europe Direct Modena, Informagiovani, ha registrato un’ottima partecipazione, coinvolgendo 22 giovani, tra cui anche ragazze e ragazzi impegnati nel servizio civile del Comune.

Il workshop si è inserito nel quadro del progetto europeo Stand Up for Europe!, finanziato dal programma Erasmus+, che promuove l’educazione alla cittadinanza attiva e il rafforzamento dei valori democratici. Dopo una presentazione introduttiva a cura di Informagiovani, la cui responsabile ha illustrato le opportunità dedicate ai giovani sul territorio, i partecipanti sono stati coinvolti in una serie di attività laboratoriali sviluppate insieme ai partner europei del progetto.

Il percorso è condotto da Barbara Grazzini che, insieme ad alcuni membri dello staff di InEuropa, hanno guidato il gruppo in una riflessione partecipata sul concetto di democrazia. In un’ora e mezza di lavoro dinamico e coinvolgente, si sono alternati momenti di dialogo e attività pratiche pensate per stimolare il confronto attivo e intergenerazionale sui temi della cittadinanza europea e del ruolo di ciascuno nella costruzione di un’Europa più inclusiva e consapevole.

Il laboratorio, vivace e animato, ha saputo sorprendere gli stessi partecipanti, che si sono messi in gioco con entusiasmo e spirito critico. Sono emersi valori condivisi, ma anche punti di vista differenti, discussi apertamente e con rispetto, a testimonianza della ricchezza del confronto democratico.

Tra gli elementi più significativi emersi durante le attività, colpisce il fatto che tutti e cinque i gruppi di lavoro abbiano inserito i diritti umani al primo posto nel ranking dei valori associati alla democrazia. Un risultato tutt’altro che scontato, che restituisce l’immagine di una generazione attenta alle libertà fondamentali e alla tutela della dignità della persona.

Anche il lavoro sulle citazioni ha offerto spunti interessanti: nel selezionare la frase sulla democrazia con cui si sentivano maggiormente in accordo, diversi partecipanti si sono stupiti nello scoprire chi ne fosse l’autore o l’autrice. Un passaggio che ha aperto nuove riflessioni sul peso delle parole, sul contesto storico e su come alcune idee restino attuali al di là di chi le ha pronunciate.Particolarmente apprezzate sono state le attività in piccolo gruppo e le dinamiche di confronto durante l’attività di “speed dating”, che hanno favorito uno scambio più diretto e accessibile, permettendo a tutti di esprimersi senza la pressione di dover intervenire davanti all’altro/a interlocutore.

La serata si è conclusa in un clima conviviale con un aperitivo offerto da InEuropa, momento informale che ha favorito ulteriormente lo scambio tra i presenti e rafforzato il senso di partecipazione alla vita democratica europea.

 

InEuropa è stata ospite formatore di EUROPE LAB – strumenti, conoscenze e opportunità per il futuro dell’Europa, un percorso formativo e progettuale promosso dalla Provincia di Parma e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del bando per la cittadinanza europea. L’iniziativa è stata rivolta ai Comuni del territorio e si inserisce nel quadro delle politiche giovanili, con l’obiettivo di rafforzare le competenze degli enti locali sull’utilizzo degli strumenti europei a gestione diretta.

Nel corso del primo incontro, Andrea Pignatti e Barbara Grazzini hanno presentato le principali opportunità di finanziamento europee per il periodo 2021–2027, illustrando esempi concreti di progetti già realizzati dagli enti locali. Un momento di approfondimento pensato per fornire una visione chiara e operativa delle possibilità offerte dai programmi europei nel campo delle politiche giovanili.

Il secondo appuntamento ha invece avuto un taglio fortemente pratico, configurandosi come un vero e proprio laboratorio di progettazione. I partecipanti hanno lavorato insieme alla definizione di un potenziale progetto di interesse territoriale, simulando le fasi chiave della co-progettazione. Da questo confronto è nato un draft progettuale, destinato a essere ulteriormente sviluppato e candidato ai bandi europei del 2026.

InEuropa ha accompagnato i Comuni all’interno di EUROPE LAB, con l’obiettivo di trasformare le conoscenze acquisite in progetti concreti e candidabili, rafforzando la capacità degli enti locali di operare efficacemente nel contesto europeo.

Un sentito ringraziamento va alla Provincia di Parma per l’organizzazione e la realizzazione di questa iniziativa, alla Regione Emilia-Romagna per il sostegno, e a tutti i funzionari e amministratori degli enti locali per la partecipazione attiva, l’interesse e l’energia dimostrata durante l’intero percorso.

Cosa significa lavorare per la democrazia? Cosa significa farsi avanti per i valori europei, opporsi a slogan populisti e antidemocratici, contribuire alla salvaguardia della nostra integrità democratica?

Stand Up for Europe!” ci ha dato l’opportunità di scoprirlo.

Il 10 e l’11 dicembre 2025 abbiamo avuto l’occasione di prendere parte a una straordinaria sessione di dialogo ospitata presso l’Università di Augusta, in Baviera. Questa opportunità ci è stata offerta dai partner del progetto Stand Up for Europe!, che ci hanno permesso di viaggiare verso un luogo straordinario, permeato dall’inconfondibile atmosfera del Natale bavarese.

Lì abbiamo potuto osservare da vicino le pratiche messe in atto da tutti gli attori coinvolti in Stand Up for Europe!, che hanno presentato il loro lavoro a sostegno del dialogo democratico e nella lotta contro il populismo, grazie al sostegno del programma europeo Erasmus+ e dalla visione comune alla base dell’iniziativa.

Il nostro viaggio nel nome della democrazia si è svolto in due giornate intense, ricche di attività, intervallate da momenti di esplorazione durante i quali abbiamo scoperto le (numerose!) sorprese della città di Augusta. Tra le aule di un campus universitario all’avanguardia e le sale rococò dei palazzi asburgici, siamo stati direttamente coinvolti nell’organizzazione e nello svolgimento di una conferenza che ha segnato la conclusione di una fase cruciale del progetto.

Il primo giorno, dedicato a un incontro organizzativo tra i partner in preparazione della conferenza del giorno successivo, si è svolto presso l’Università di Augusta, un luogo vibrante di vitalità accademica e impegno giovanile. Il 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani, abbiamo avuto l’opportunità di esplorare i suoi corridoi, mentre gli studenti coglievano l’occasione per allestire una mostra interattiva, con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema per conto di diverse organizzazioni di volontariato alle quali partecipano con orgoglio e dedizione.

L’incontro con i partner, tenutosi all’interno del Dipartimento di Pedagogia, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sui rispettivi modus operandi, facendo luce sui principali risultati previsti dal progetto. Successivamente, due studenti universitari hanno presentato la loro iniziativa volta alla tutela delle minoranze all’interno della comunità accademica. I valori di questa iniziativa sono pienamente in linea con la visione del progetto e siamo rimasti particolarmente colpiti dall’entusiasmo con cui un gruppo di giovani riesce a creare spazi di dialogo e di scambio multiculturale, favorendo l’accettazione reciproca tra persone provenienti da contesti culturali profondamente diversi ma che condividono armoniosamente lo stesso ambiente.

In queste differenze, la buona volontà degli studenti ha rivelato una potente opportunità di empowerment giovanile, che noi, come loro pari, abbiamo ammirato con sincero entusiasmo.

Il fulcro dell’esperienza è stata la Conferenza Finale, tenutasi il giorno seguente, l’11 dicembre.

La sede era di per sé mozzafiato: la Sala Rococò del Distretto di Svevia, una magnifica sala barocca bianca e oro che ha offerto una cornice perfetta per l’evento.

Studenti, partner, educatori e operatori della democrazia provenienti da contesti nazionali e culturali estremamente diversi erano presenti, uniti però da un comune e profondamente sentito senso di identità europea.

Dopo una breve introduzione e un’attività di team building, la mattinata si è sviluppata in un formato interattivo e dinamico. I partner hanno organizzato tavoli tematici nei quali hanno presentato le strategie attuate nei rispettivi territori per massimizzare l’impatto del progetto, insieme ai principali risultati raggiunti: un Handbook con 40 attività pratiche pensate per aiutare i giovani a confrontarsi con slogan antidemocratici; scenari online utili a sviluppare il pensiero critico dei giovani rispetto a possibili situazioni di conflitto quotidiano; un Report contenente le ricerche condotte nel 2024 sulla condizione democratica nei cinque Paesi coinvolti nel progetto (Germania, Italia, Turchia, Ungheria e Slovenia).

Siamo rimasti colpiti dall’ampiezza delle possibilità che la cooperazione europea basata sui progetti può aprire: da formati di dibattito innovativi a strategie digitali efficaci.

Particolarmente coinvolgenti e stimolanti sono stati il tavolo dedicato all’Handbook, dove si è svolta un’asta dei valori” (a quali valori europei saresti disposto a rinunciare — e a quale prezzo?), e la sessione guidata da InEuropa sulla disseminazione dei progetti, da tempo riconosciuta come la fase più critica e impegnativa di iniziative di questo tipo: coinvolgere pubblici reali, motivati e partecipativi.

 

Sit down, Think, Talk, Stand Up and Go Forward! — uno degli slogan emersi dai tavoli.

 

Il pomeriggio ha visto l’intervento del Prof. Dr. Klaus-Peter Hufer, ideatore dell’“Argumentation Training Countering Slogans”:

«Il silenzio è consenso – dispute produttive per una società aperta».

Il Professore ha condiviso la sua esperienza, radicata nel principio di uguaglianza tra le persone e nella pratica quotidiana, impegnativa ma necessaria, della difesa dei processi democratici, a partire da workshop partecipativi con i suoi studenti.

L’importanza dell’evento è stata chiaramente riconosciuta dal pubblico: oltre 100 partecipanti erano presenti, provenienti da numerosi Stati membri dell’UE e non solo.

In sintesi, dopo giornate impegnative ma entusiasmanti dedicate all’Europa e alla democrazia — arricchite da cibo tradizionale ed esplorazioni indimenticabili — torniamo a casa come cittadini più consapevoli, portando con noi, nel nostro piccolo, i valori di uguaglianza, dignità e democrazia che rappresentano la vera forza dell’Europa.

L’Europa emerge come un baluardo democratico all’interno di un sistema globale sempre più segnato da polarizzazione ed estremismo, investendo risorse significative in iniziative di vitale importanza come Stand Up for Europe!. Questi progetti contribuiscono a plasmare nuove e giovani coscienze democratiche — quelle che con orgoglio rivendichiamo di rappresentare — pronte a raccogliere il testimone nella lotta per la democrazia.

Ci auguriamo di essere all’altezza di questa responsabilità, ma Stand Up for Europe!, attraverso la sua conferenza finale ad Augusta, ci ha dimostrato che l’Europa è al nostro fianco e che i suoi cittadini hanno il coraggio di alzarsi in piedi per Lei.

 

Matteo Zaccarelli

Elisa Pignatti

Al giorno d’oggi, quando si parla di cambiamento climatico, la mente corre subito all’inquinamento delle grandi città, alle emissioni industriali, ai trasporti e alla produzione energetica.

Tuttavia, la minaccia più silenziosa e insidiosa colpisce prima di tutto le piccole realtà rurali, le campagne e le comunità agricole, dove l’equilibrio con l’ambiente è più fragile ma anche più autentico.

È proprio su queste dimensioni, troppo spesso trascurate, che pone l’attenzione SURF – Sustainable Rural Future, un progetto che ci ha mostrato come la sfida climatica possa avere un forte impatto nella semplicità e nella forza delle zone rurali.

L’iniziativa ci ha riuniti a Palermo, dal 28 al 29 ottobre, per un workshop interattivo che ha coinvolto diversi stakeholder provenienti da Italia, Spagna, Slovenia e studenti Erasmus di varie nazionalità. Un mosaico di idee, esperienze e prospettive che ha dato vita a un dialogo costruttivo con un obiettivo comune: riflettere insieme su come rendere le nostre campagne più resilienti, sostenibili e capaci di affrontare le sfide future.

Durante la nostra esperienza di cooperazione, abbiamo contribuito ad approfondire temi fondamentali come l’economia circolare, la partecipazione attiva dei cittadini, la responsabilità individuale e collettiva e gli ostacoli che ancora frenano la transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili.

Il progetto è stato arricchito da un momento di esperienza diretta sul campo: la visita a un agriturismo locale, in cui abbiamo avuto anche l’opportunità di imparare le ricette, assistere alla preparazione di piatti tipici della cucina siciliana per poi gustarli insieme. Un’attività divertente, unica e coinvolgente, che ha unito ogni paese con grande entusiasmo. 

L’agriturismo, con le sue pratiche che si sono evolute e trasformate nel tempo,  è considerato un esempio concreto di adattamento al cambiamento climatico. Pertanto, la proprietaria ci ha illustrato come le mutate condizioni ambientali abbiano imposto scelte difficili ma innovative: nuove colture, gestione più attenta delle risorse idriche, riduzione degli sprechi e sperimentazione di tecniche agricole più resilienti. 

In quel contesto abbiamo compreso che la sostenibilità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fatta di decisioni, sacrifici e visione per il futuro.

SURF ci ha insegnato che la lotta al surriscaldamento globale non è soltanto una questione ambientale: è anche una sfida sociale, culturale e comunitaria. Significa proteggere un patrimonio di tradizioni, relazioni umane e saperi che rischiano di scomparire. Solo attraverso la cooperazione locale e internazionale possiamo garantire la continuità di queste radici e costruire insieme una prospettiva più equa e sostenibile per tutti.

In un mondo sempre più veloce e frenetico, la consapevolezza e l’aiuto reciproco diventano le nostre armi più potenti per affrontare il cambiamento. Ed è proprio dalle campagne, dall’apparente semplicità della vita rurale, che può nascere la trasformazione più autentica.

Questo è l’obiettivo di SURF: partire dal piccolo per pensare in grande, perché il futuro sostenibile del pianeta nasce proprio dove la terra incontra la cura delle persone.

 

Elisa P. e Emma L.

In occasione del 40° anniversario dell’Accordo di Schengen, la Commissione europea rilancia DiscoverEU, l’iniziativa che permette ai giovani di 18 anni di viaggiare gratuitamente in treno e scoprire la ricchezza culturale, linguistica e naturale dell’Europa.

A partire dal 30 ottobre fino al 13 novembre 2025, i ragazzi nati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2007 potranno candidarsi per ottenere uno dei pass di viaggio gratuiti messi a disposizione dall’Unione europea. L’esperienza offre la possibilità di spostarsi liberamente tra i Paesi europei per un periodo massimo di 30 giorni, tra il 1° aprile e il 31 ottobre 2026, vivendo in prima persona il significato della libertà di movimento e della cittadinanza europea.

Oltre al viaggio, DiscoverEU offre anche una carta sconto europea che consente di usufruire di riduzioni su trasporti pubblici, attività culturali, alloggi, visite guidate e gastronomia in oltre 30 Paesi. Inoltre, i partecipanti potranno unirsi a una rete di giovani viaggiatori, condividere esperienze e prendere parte agli eventi organizzati dai National Agencies Erasmus+ in tutta Europa.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere la mobilità giovanile, rafforzare il senso di appartenenza europea e incoraggiare uno stile di viaggio sostenibile e responsabile.

I giovani interessati dovranno candidarsi attraverso il portale del programma Erasmus+, rispondendo a un quiz a scelta multipla sull’Unione europea e a una domanda di spareggio.

Con DiscoverEU, l’Europa invita le nuove generazioni a salire a bordo e scoprire da vicino i valori di unità, diversità e libertà che contraddistinguono il continente.

Per tutti i dettagli, leggi qui.

Negli ultimi anni, i movimenti e i pensieri populisti e talvolta antidemocratici si sono fatti largo nel mondo online e offline, in Europa e non solo. Questi pensieri sono il frutto di un periodo di instabilità economica e sociale che, a seguito della pandemia da Covid-19, si è amplificato. In questo contesto, i giovani si ritrovano ad affrontare sempre più spesso discorsi populisti o disinformativi a cui non è facile rispondere, che polarizzano ulteriormente la società, che modellano i loro pensieri così come le politiche dei movimenti e dei partiti politici.

I giovani d’oggi e non solo, si ritirano sempre più dai dibattiti su posizioni divergenti per paura di essere vittima di discorsi d’odio. Questa paura è avallata da comportamenti reali e/o che si traducono in atti di violenza fisica o psicologica. In Italia, ad esempio, numerose sono le minacce e le intimidazioni ai danni dei giornalisti o i casi di violenza contro i manifestanti, o in generale contro chi pratica dissenso politico e attivismo che contribuiscono a favorire l’idea di insicurezza nella popolazione nonché di sfiducia nel sistema istituzionale (es. astensionismo)

L’insicurezza data da queste condizioni, insieme con il senso di impotenza e la mancanza di coraggio morale, ossia la capacità di esprimersi attivamente, necessitano di essere smantellate a favore della capacità di una “argomentazione controversa”. L’argomentazione controversa permette di reagire ad un discorso argomentando e senza cadere in stereotipi, attivando processi di apprendimento profondi nel fronteggiare conflitti cognitivi. La formazione sulle competenze argomentative è imparare a gestire incontri conflittuali politicamente esplosivi che, ad esempio, fanno utilizzo di slogan stereotipati.

Il progetto Erasmus+ Stand Up for Europe! nasce proprio dall’esigenza di saper reagire ai discorsi populisti, basati su slogan talvolta antidemocratici, indirizzandosi ai giovani e focalizzandosi su tematiche di rilevanza centrale in questi anni che sono al centro della maggior parte delle controversie: la scienza, l’identità di genere, il cambiamento climatico, i fenomeni migratori, le guerre e i diritti umani.

Ma cos’è uno slogan? Uno slogan, secondo il Dott. Peter Hufer, è un “messaggio ideologico inequivocabile, preferibilmente politico, basato su frasi […] provocatorie, razziste e antidemocratiche in situazioni specifiche (es. “le donne non sanno parcheggiare”).

Saper riconoscere un discorso populista e antidemocratico e riuscire a contrastarlo è uno degli obiettivi del Prof. Dr. Klaus-Peter Hufer che nel suo “When words fail – Arguments against slogans at the regulars’ table” (2022) esplica la metodologia per attivare l’argomentazione controversa. Partendo da qui e dall’analisi dei contesti di ogni Paese partner (Italia, Germania, Slovenia, Ungheria e Turchia), Stand Up for Europe! ha sviluppato degli strumenti e delle metodologie da poter utilizzare con i giovani e per i giovani per reagire ai discorsi populisti rispettando e ridando valore ai principi e valori della democrazia. Attraverso questa analisi comparata, pubblicata sul sito www.standup4.eu, i partner hanno identificato, per ogni contesto-paese, lo stato dell’arte delle competenze e della formazione relative ai discorsi democratici. Per quel che riguarda l’Italia, la formazione sulle competenze argomentative è fortemente legata alla metodologia del dibattito e diffusa dalla scuola secondaria, all’università, alla formazione post-laurea, mentre, l’insegnamento dei valori europei resta blindato alla materia scolastica dell’Educazione Civica o a corsi universitari o a progetti esterni di istruzione informale. Uno di questi esempi può essere il progetto Model European Parliament (MEP) rivolto agli studenti e studentesse delle scuole secondarie in Italia e in Europa che, sfidandosi prima su base regionale, nazionale e poi europea, simulano un dibattito come membri del Parlamento europeo su diverse tematiche.

Nonostante ciò, il problema principale del sistema formativo italiano resta legato al tempo a disposizione degli insegnanti e alla mancanza di lezioni pratiche e pragmatiche che li supportino nel sentirsi più sicuri nell’insegnamento di competenze legate ad un cambiamento comportamentale che abbia implicazioni socio-emotive, come può essere il dibattito incentrato sui valori e sul discorso democratico.

Stand Up for Europe! si rivolge ai giovani e a chi lavora a stretto contatto con loro e ha ideato degli scenari online e un manuale (Curriculum) con 40 attività pratiche da poter utilizzare attivamente in diversi contesti educativi per rispondere a questo bisogno. Per esempio, il Curriculum è stato pensato per essere il più operativo possibile e le attività al suo interno si distinguono in base agli argomenti chiave (1. Identità e Valori; 2. Fronteggiare i conflitti e i dilemmi; 3. Confrontarsi con gli slogan antidemocratici; 4. Strutture di potere, privilegio e discriminazione) e al tempo a disposizione degli insegnanti/formatori (workshop di 3 giorni, laboratorio di 1 giorno, attività laboratoriali da 2 ore o da 1 ora). Le attività inserite all’interno del Curriculum sono state, inoltre, testate dai partner di progetto (per l’Italia, vedi il workshop “Io, Tu, Noi”). 

I partner di Stand Up for Europe! presenteranno questi strumenti e ne approfondiranno il contenuto durante la conferenza finale del progetto prevista per giovedì 11 dicembre dalle ore 9:00 alle ore 17:00 ad Ausburg, in Germania, ospitata dal Chair for pedagogics and adult education & Network Civic Education in Bavaria dell’Università di Ausburg. Sarà, inoltre, presente il Dr. Klaus-Peter Hufer. I materiali saranno resi disponibili gratuitamente al sito del progetto.

Se vuoi saperne di più sul progetto e sull’evento, clicca qui e/o contatta InEuropa.

Oggigiorno è sovente criticare l’Europa, eppure è bene sottolineare gli aspetti positivi e le opportunità che questa ci offre quotidianamente. Prendendendo in riferimento il sito https://europa.eu/stories/10-ways-easy-life/index_en.html , mettiamo in luce 10 modi grazie ai quali l’Unione Europea migliora concretamente la vita di tutti i giorni.

Studiare all’estero
Grazie a programmi finanziati dall’UE come Erasmus+, studenti e tirocinanti possono vivere esperienze internazionali in 34 Paesi, nell’UE e oltre.
È un’opportunità per conoscere nuove culture, fare amicizie internazionali, imparare altre lingue e può avere effetti positivi sull’occupabilità futura.

Un mercato unico senza barriere
L’UE offre un mercato unico in cui beni, servizi, persone e capitali circolano liberamente, senza ostacoli tecnici o burocratici.
Vi aderiscono i 27 Stati membri e 4 Paesi extra-UE (con alcune eccezioni), rendendo gli scambi più semplici e convenienti.

Diritti dei consumatori tutelati
Le normative UE proteggono i consumatori sia online sia nei negozi fisici.
Puoi restituire un acquisto online entro 14 giorni senza fornire spiegazioni e tutti i prodotti venduti devono avere almeno due anni di garanzia.
Inoltre, sono vietate le pubblicità ingannevoli e le pratiche di vendita aggressive, e tutti gli articoli devono rispettare standard di sicurezza e limiti su sostanze nocive.

Diritti durante i tuoi viaggi
Le normative europee garantiscono una maggiore tutela dei passeggeri in tutta l’Unione. Viaggiando in aereo, treno, nave o autobus nell’UE, hai diritto a rimborsi o assistenza in caso di ritardi prolungati, cancellazioni o negato imbarco

Viaggiare senza confini
L’Area Schengen ha eliminato i controlli alle frontiere interne tra 29 Paesi, creando la più grande zona al mondo di libera circolazione.
Chiunque si trovi legalmente nello spazio Schengen può spostarsi liberamente. I cittadini UE possono vivere, lavorare, studiare o andare in pensione in qualsiasi Stato membro.

Una moneta unica
Oltre 347 milioni di persone usano quotidianamente l’euro in 20 Paesi europei: l’idea di una moneta unica elimina i costi di cambio valuta per chi viaggia, facilitando la vita e riducendo le spese sia per i cittadini che per le imprese.

Roaming senza costi aggiuntivi
Quando viaggi in un altro Paese UE, puoi usare il tuo piano tariffario nazionale senza costi extra per chiamate, SMS e internet, grazie alle regole sul “roaming like at home”.
In aggiunta, tutti i dispositivi portatili venduti nell’UE devono supportare un caricatore unico (USB-C), riducendo i rifiuti elettronici e semplificando l’uso quotidiano.

Assistenza sanitaria in tutta Europa
La Tessera europea di assicurazione malattia (TEAM) garantisce l’accesso all’assistenza sanitaria pubblica alle stesse condizioni dei cittadini locali, durante brevi soggiorni in altri Paesi UE (più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera).
La tessera è gratuita e rilasciata dal proprio ente assicurativo nazionale.

Partecipazione democratica
In quanto cittadino dell’UE, puoi partecipare attivamente alla vita politica europea: firmare petizioni, contribuire a consultazioni pubbliche e partecipare a panel cittadini.
In aggiunta si ha la possibilità di votare sia nel proprio Paese di residenza sia alle elezioni europee.

Lavorare in un altro Paese UE
Milioni di cittadini UE vivono o lavorano all’estero all’interno dell’Unione, senza bisogno di permessi.
Hai diritto a condizioni di lavoro paritarie rispetto ai cittadini locali in termini di retribuzione, sicurezza, previdenza e fisco. Inoltre, le qualifiche professionali sono riconosciute tra i Paesi UE, facilitando la ricerca di lavoro

Da gennaio a maggio InEuropa ha promosso un ciclo di laboratori rivolti a bambine e bambini tra gli 8 e 11 anni presso le scuole primarie Anna Frank di Montale e Don Milani di Castelnuovo Rangone dell’l’Istituto Comprensivo Giacomo Leopardi. Il ciclo di laboratori rientra nell’ambito del progetto “Esperti in didattica Indoor e Outdoor con Lego Serious Play” realizzato dall’Istituto Comprensivo G. Leopardi di Castelnuovo Rangone stesso – finanziato dal PNRR Missione 4: Istruzione e Ricerca – Componente 1 Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione – Investimento 3.1 Nuove competenze e nuovi linguaggi nell’ambito della Missione 4.

All’interno del progetto sono stati realizzati 20 laboratori prevalentemente incentrati sulla metodologia Lego® Serious Play® (LSP), che hanno visto la partecipazione di oltre 45 alunni e alunne. Gli incontri sono stati condotti da Barbara Grazzini e Andrea Pignatti supportati dallo staff di InEuropa, i quali hanno accompagnato i partecipanti in un percorso esperienziale volto a esplorare i propri valori e il significato del lavoro di squadra. Durante i workshop è stato dato rilievo al concetto di collaborazione, intesa come strumento per affrontare insieme — in modo creativo e partecipativo — i temi legati alla cittadinanza attiva e globale.

Attraverso la metodologia LSP gli studenti e le studentesse hanno imparato a conoscersi tra di loro e a dare un significato ai valori che li uniscono, dando forma concreta a concetti come il rispetto, la collaborazione, l’ascolto e la responsabilità. Tramite il gioco, ogni costruzione è diventata l’occasione per condividere esperienze, esprimere emozioni e riflettere sul significato di essere parte di una comunità.

L’attività è stata arricchita da esercizi di team building e momenti di riflessione ispirati al progetto Just Action, finanziato dal programma europeo Erasmus Plus, grazie al quale InEuropa ha messo a disposizione degli insegnanti materiali educativi gratuiti e replicabili.

L’entusiasmo e il coinvolgimento degli insegnanti hanno confermato il valore di questo approccio ludico-educativo, capace di affrontare temi complessi in modo accessibile e coinvolgente.

Il 15 maggio 2025, una classe quarta del Liceo Formiggini di Sassuolo (MO) ha partecipato al workshop Io, tu, noi nell’ambito del progetto Erasmus+ Stand Up for Europe. Il progetto vede la cooperazione di università e centri di formazione di Germania, Italia, Slovenia, Ungheria e Turchia per sviluppare un percorso formativo per aiutare giovani e operatori giovanili a ragionare sui valori europei (come democrazia, cooperazione e uguaglianza) e prepararli a rispondere in modo costruttivo agli slogan antidemocratici e populisti e all’hate speech.

In linea con i materiali e percorsi educativi di Stand up for Europe e alla loro modulabilità sulla base dei temi da affrontare con i giovani, il workshop (guidato da Barbara Grazzini e Daniela Ottolini di InEuropa) si è concentrato principalmente sulla valutazione e il confronto tra i valori di studenti e studentesse: a partire dall’identificazione dei valori individuali, si è attivato un dialogo sereno e uno scambio rispettoso dei diversi punti di vista, per mettere in evidenza i punti in comune da cui partire per una collaborazione armonica all’interno del gruppo classe.

Gli studenti hanno scoperto quanto condividano valori fondamentali come l’amicizia, il rispetto e la profondità delle relazioni. Il workshop ha stimolato riflessioni preziose, creando un momento di confronto unico.

È stata un’esperienza che ha lasciato il segno sui partecipanti: grazie a Stand up for Europe, la classe ora possiede gli strumenti per rafforzare il dialogo e costruire un ambiente più inclusivo.