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di Barbara Grazzini e Carlos Oppe

Prima di entrare nel vivo dell’Educator’s Conference di Mombasa, vogliamo raccontare il percorso che ci ha portati fin là e ciò a cui abbiamo assistito durante la nostra permanenza. Perché quei dieci giorni in Kenya non sono stati solo un viaggio professionale. È stata un’esperienza che ci è entrata sottopelle e da allora ci è rimasta dentro.

Siamo atterrati con il nostro team e con le nostre famiglie, e ci siamo lasciati avvolgere dal Paese. Prima siamo entrati nel Parco Tsavo Est e lo Tsavo Ovest: paesaggi sconfinati, natura selvaggia, il tempo che rallenta fino ad adattarsi al ritmo della savana. Il verde intenso della boscaglia, le strade di terra rossa, un orizzonte ocra che sembrava non finire mai, cieli così azzurri che le nuvole sembravano disegnate su una tela. Tramonti come fuoco. Per qualche giorno, l’unica cosa che contava era guardare, ascoltare, respirare.

Ci siamo spostati sulla costa, nella cittadina di Watamu. Un Kenya diverso. Il caos dei mercati, tuk-tuk, moto e auto con i clacson sempre accesi, che si muovono tra mucche e capre che si nutrono di plastica e rifiuti. L’odore di terra secca, il caldo, i volti, le voci, mille dinamiche nuove da assorbire tutte in una volta. Abbiamo parlato con la gente per strada. Abbiamo scoperto che molte famiglie italiane hanno costruito negli anni legami forti con la comunità.

E poi abbiamo incontrato un maestro. Un insegnante di scuola elementare conosciuto per caso, che parlava un italiano e un inglese perfetti e che ci ha semplicemente invitati a visitare la sua scuola. Abbiamo detto di sì. Quello che abbiamo trovato era una piccola scuola di villaggio piena di bambini orfani in divise immacolate, che ci hanno accolto cantando “Jambo Bwana”, la canzone keniota di benvenuto. Ci hanno abbracciati, hanno giocato con i nostri telefoni, ci hanno raccontato le loro giornate, volevano sapere cosa avevamo portato. Le loro maestre erano attente, generose, piene di energia, determinate a dare a questi bambini un futuro.

Da lì, il nostro autista di tuk-tuk ci ha portati alla scuola di suo figlio in un’altra zona della città: una scuola pubblica con classi dall’asilo alle medie. Ormai sapevamo “Jambo Bwana” a memoria e l’abbiamo cantata insieme a ogni classe che ci accoglieva; ma fuori dal cancello, abbiamo notato tre bambini che giocavano con vecchi copertoni, sbirciando nel cortile della scuola. Non potevano entrare. Alcuni erano orfani, altri avevano famiglie che non potevano permettersi la retta annuale di 25 euro.

Quell’immagine ci è rimasta dentro. E con essa la domanda: cosa possiamo fare? Una donazione non risolve le cose. I gessetti, il materiale scolastico, i piccoli regali che avevamo portato erano una goccia nell’oceano. Non garantiscono un’istruzione per tutti, non mettono un pasto sano in ogni piatto, non costruiscono il mondo sicuro che questi bambini meritano. La risposta onesta è che non abbiamo una risposta; siamo entrati alla conferenza portando con noi quella domanda, e ciò ha cambiato il modo in cui abbiamo ascoltato tutto quello che è venuto dopo.

Poi è arrivata Mombasa, dove i clacson di tuk-tuk, moto e auto sono diventati la colonna sonora della città, tra mercati coperti e negozi che si riversano nelle strade, centinaia di persone in movimento continuo da un luogo all’altro. Era la città che ci avrebbe ospitati per i tre giorni successivi.

La Conferenza

Dal 1° al 3 maggio 2026, l’Aga Khan Academy di Mombasa — partner del progetto Just Maps guidato da GAP Spain e coordinato da InEuropa — ha ospitato l’Educator’s Conference 2026, un evento internazionale che ha riunito educatori, insegnanti e dirigenti scolastici dall’Africa e da altri continenti attorno al tema “Educating for Impact: Local Roots, Global Reach” (“Educare per generare impatto: radici locali, portata globale”). Tre giorni concepiti come un unico percorso, in cui ogni sessione si costruiva sulla precedente, intrecciando riflessioni, strumenti ed esperienze per ripensare il ruolo dell’educazione in un mondo interconnesso.

L’intervento di apertura è stato affidato alla Dott.ssa Chizoba Imoka-Ubochima dalla Nigeria, che ha parlato della storia familiare come strumento per comprendere la cultura e le radici locali — un punto di partenza che ci è sembrato profondamente giusto dopo quello che avevamo appena visto lungo la strada.

Sono seguite otto sessioni, che si sono mosse dall’identità e dalla visione del leader educativo, attraverso i valori personali e le aspirazioni professionali, fino alla dimensione globale e al ruolo che le scuole africane stanno giocando nel ridisegnare i curricula a livello mondiale. Fiducia nelle comunità, pensiero sistemico, educazione ambientale esperienziale, service learning — un quadro ricco e stratificato, tutto orientato verso la stessa idea: insegnare bene significa saper leggere il proprio contesto locale e collegarlo a orizzonti più ampi.

All’interno di questo percorso, abbiamo introdotto la metodologia LEGO® Serious Play® con due sessioni intitolate Transformative Bricks: imparare facendo, pensare con le mani prima ancora che con le parole.

Barbara di InEuropa ha condotto i workshop LSP, supportata da Carlos e dai nostri colleghi Andrea Pignatti e Juan Manuel Redondo. E qui è successa una cosa speciale: le nostre cinque figlie, tra i 16 e i 26 anni, sono venute con noi e hanno lavorato come assistenti per tutto l’evento. Si sono sedute accanto ai partecipanti, hanno supportato le attività, si sono connesse con studenti e insegnanti da tutto il mondo, hanno preso parte ad altri workshop, hanno ascoltato i dibattiti su “pensare globale, agire locale”. Sono tornate a casa con qualcosa che non avremmo potuto dare loro in nessun altro modo — amicizie, prospettive e un’esperienza di vita che resterà con loro per sempre.

Attraverso il gioco e lo storytelling visivo, i partecipanti hanno trasformato grandi idee — cittadinanza globale, sostenibilità ambientale, giustizia sociale — in modelli che si potevano toccare, condividere, indicare. Insegnanti, educatori e un gruppo di studenti dell’Aga Khan Academy hanno costruito rappresentazioni delle loro comunità, dei loro valori, delle loro sfide quotidiane e delle loro speranze. Mattoncino dopo mattoncino, sono emerse storie diverse ma profondamente connesse. Inquinamento dell’acqua, gestione dei rifiuti — con la plastica come tema ricorrente — povertà energetica, necessità di proteggere le aree verdi, ripensare la mobilità, garantire un accesso equo alla città. Gli stessi temi che avevamo visto con i nostri occhi sulla costa e per le strade di Mombasa tornavano qui, plasmati in mattoncini e colori dalle mani di chi vive la propria quotidianità in queste vivaci comunità africane.

Non si è trattato solo di un esercizio creativo. Il punto era proprio il passaggio dall’astratto al concreto: rendere idee complesse legate alla Global Citizenship Education qualcosa di tridimensionale e condivisibile. Ogni costruzione aveva un posto. Ogni storia diventava parte di una narrazione collettiva.

I due workshop si sono svolti il 1° e il 2 maggio con circa 78 partecipanti suddivisi in piccoli gruppi di lavoro. La dinamica ha spinto le persone oltre la riflessione individuale: pezzi separati, messi insieme, hanno cominciato ad assomigliare a una visione condivisa di ciò che una comunità può essere.

Ciò che ci è rimasto, al di là dei modelli sui tavoli, è stato esattamente questo: la possibilità di vedere e toccare come le realtà locali possano dialogare con le sfide globali. Uno scambio sincero tra educatori provenienti per lo più dall’Africa, tutti con la stessa domanda: come educhiamo oggi, tenendo a mente il domani?

Oltre ai workshop

La conferenza ci ha dato spazio anche per qualcos’altro. Noi due, coordinatori del progetto europeo Just Maps, abbiamo incontrato i ventuno studenti del gruppo Just Mappers dell’Aga Khan Academy per rivedere le loro ricerche. Questi ragazzi stanno mappando alcune zone della loro città per individuare sfide e opportunità e trasformarle in proposte concrete da portare al governo locale e agli stakeholder. Il loro focus è la sostenibilità ambientale e stanno lavorando su tre questioni: le migliaia di tuk-tuk che intasano il traffico cittadino e aumentano l’inquinamento, che potrebbero essere convertiti all’elettrico; lo spreco alimentare prodotto dai ristoranti locali, dove un intervento reale è possibile; e l’espansione della piantumazione di mangrovie nelle aree verdi e umide della città — piante che purificano l’aria e tengono fisicamente insieme la linea costiera, proteggendola dall’erosione.

Tre proposte, diverse per portata, ma costruite tutte sulla stessa logica: partire da ciò che si conosce e si vive ogni giorno e immaginare soluzioni reali a partire da lì.

L’energia di questi giovani Just Mappers era contagiosa. Nove di loro voleranno a Saragozza nell’ottobre 2026 per l’incontro transnazionale del progetto, dove studenti da Kenya, Italia, Spagna, Irlanda e Polonia condivideranno il loro lavoro di mappatura e costruiranno insieme visioni per città più giuste e sostenibili. Mesi di ricerca locale che si trasformeranno in una conversazione globale.

Per chiudere i tre giorni, Carlos di GAP Spain è entrato in scena come giudice di un vivace dibattito: “L’educazione non riguarda più l’intelligenza; riguarda chi sa usare meglio l’IA”. Quattro studenti a favore della mozione, quattro insegnanti contro. Gli studenti sono stati così brillanti e convincenti che i quattro giudici hanno assegnato loro la vittoria all’unanimità. Un finale all’altezza di una conferenza che ha messo al centro non solo la conoscenza, ma la capacità di agire, di stare insieme e di cambiare le cose.

Siamo tornati a casa con i mattoncini riposti in valigia, le canzoni di quei bambini ancora nelle orecchie e la stessa domanda con cui eravamo entrati — cosa possiamo fare?  Non abbiamo una risposta netta, ma abbiamo un’idea più chiara di dove cominciare: dal locale, dalle relazioni, dalle mani che costruiscono. E dalla prossima generazione, la nostra e la loro, che già sa che pensare globale e agire locale non è uno slogan. È l’unica strada da percorrere.

Un’intera giornata dedicata all’apprendimento attivo e all’educazione ambientale quella organizzata lunedì 30 marzo da InEuropa, che insieme al professor Federico Corni ha incontrato le classi elementari e medie dell’Istituto Comprensivo Giacomo Leopardi di Castelnuovo Rangone. Un’iniziativa capace di coniugare innovazione didattica, partecipazione e consapevolezza sui temi climatici, coinvolgendo direttamente studenti e studentesse in un percorso esperienziale.

L’incontro si è articolato in due momenti distinti ma complementari. In una prima fase, il professor Corni ha guidato una lezione interattiva sul Pensiero Sistemico, introducendo i ragazzi e ragazze a un approccio sempre più centrale per comprendere la complessità del mondo contemporaneo. Attraverso un’attività di storytelling, gli studenti hanno potuto osservare come le relazioni tra elementi diversi costruiscano sistemi articolati, sviluppando così una prima consapevolezza critica.

La seconda parte del laboratorio ha visto invece il passaggio alla pratica, con l’utilizzo del gioco educativo SHINE, strumento pensato per applicare il Pensiero Sistemico ai temi ambientali e ai cambiamenti climatici. Confrontandosi con il formato online, i e le partecipanti hanno lavorato con la versione stampabile del gioco, concentrandosi in particolare sul ciclo dell’acqua, sperimentando in modo concreto le dinamiche appena apprese.

Fondamentale il ruolo di InEuropa, che ha accompagnato gli studenti e studentesse lungo tutto il percorso, offrendo supporto operativo e facilitando la comprensione dei meccanismi del gioco e dei concetti sottostanti. Il risultato è stata un’esperienza altamente partecipativa, in cui apprendimento e dimensione ludica si sono intrecciati per rendere accessibili temi complessi come la sostenibilità ambientale e il cambiamento climatico.

Un’iniziativa che conferma l’importanza di approcci educativi innovativi, capaci di stimolare curiosità e spirito critico fin dalle prime fasi del percorso scolastico, contribuendo alla formazione di cittadini e cittadine più consapevoli e attenti alle sfide del futuro.

La Commissione europea ha pubblicato ufficialmente la Guida Erasmus+ 2026 e il nuovo Invito a presentare proposte EAC/A12/2025, aprendo la stagione di finanziamento 2026 del programma dedicato a istruzione, formazione, gioventù e sport.

La Guida rappresenta il riferimento normativo per la partecipazione al programma: descrive requisiti, criteri di valutazione, modalità di finanziamento, ammissibilità, riconoscimento delle competenze e obblighi di comunicazione dei risultati. Rimangono confermate anche le priorità trasversali del programma, che orientano la valutazione delle proposte.

Priorità e struttura della Guida 2026

La Guida 2026 conferma le quattro priorità trasversali:

  • Inclusione e diversità
  • Transizione digitale
  • Sostenibilità ambientale in linea con il Green Deal europeo
  • Partecipazione democratica e cittadinanza attiva

La struttura rimane articolata nelle tre tradizionali Azioni Chiave:

Azione Chiave 1 – Mobilità individuale
Riguarda studenti, discenti, personale scolastico e universitario, giovani, animatori socioeducativi e personale del settore sportivo. Include mobilità di breve e lungo termine, scambi giovanili, attività di partecipazione e scambi virtuali Erasmus+. Confermati il supporto linguistico tramite OLS, le norme di sicurezza, le assicurazioni obbligatorie e il riconoscimento delle competenze acquisite tramite strumenti europei come Europass e Youthpass.

Azione Chiave 2 – Cooperazione tra organizzazioni e istituzioni
Finanzia partenariati, innovazione, capacity building e attività di sviluppo professionale. Comprende Erasmus Mundus, Alleanze per l’innovazione, Centri di eccellenza professionale, cooperazione internazionale nel settore dell’istruzione, VET, gioventù e sport, oltre agli eventi sportivi europei senza scopo di lucro.

Azione Chiave 3 – Sviluppo delle politiche e cooperazione
Sostiene reti di collaborazione, dialogo politico, European Youth Together e tutte le azioni Jean Monnet, aperte globalmente nel campo dell’istruzione e della ricerca sull’integrazione europea.

La Guida ribadisce l’obbligo di garantire accessibilità per tutti i partecipanti, l’uso del logo UE nella comunicazione, la pubblicazione dei materiali prodotti in modalità open access e il monitoraggio della qualità dei progetti.

Il nuovo bando Erasmus+ 2026

L’Invito EAC/A12/2025, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 12 novembre 2025, definisce nel dettaglio tutte le azioni finanziabili, le scadenze, i requisiti di candidatura e il budget complessivo.

Azioni aperte nel 2026

Azione Chiave 1 – Mobilità individuale

  • Mobilità nei campi istruzione, formazione e gioventù
  • Attività di partecipazione dei giovani
  • DiscoverEU – Azione per l’inclusione
  • Mobilità del personale nel settore sportivo
  • Scambi virtuali Erasmus+

Azione Chiave 2 – Cooperazione

  • Partenariati di cooperazione
  • Partenariati su scala ridotta
  • Partenariati europei per lo sviluppo scolastico
  • Partenariati per l’eccellenza
  • Centri di eccellenza professionale
  • Erasmus Mundus
  • Alleanze per l’innovazione
  • Capacity Building (istruzione superiore, VET, gioventù e sport)
  • Eventi sportivi europei senza scopo di lucro

Azione Chiave 3 – Politiche e cooperazione

  • European Youth Together
  • Azioni e reti Jean Monnet
  • Dibattito politico Jean Monnet

Chi può partecipare

Possono candidarsi organismi pubblici e privati attivi nei settori dell’istruzione, formazione, gioventù e sport. Per alcune azioni sono ammissibili anche gruppi informali di giovani.

Il programma è aperto ai 27 Stati membri, ai Paesi EFTA/SEE (Islanda, Liechtenstein e Norvegia), ai Paesi candidati (Turchia, Macedonia del Nord, Serbia) e, a seconda delle azioni, a Paesi terzi non associati.
Le Azioni Jean Monnet sono aperte a organizzazioni di qualsiasi Paese del mondo.

Budget

Il budget complessivo dell’Invito è pari a 4,473 miliardi di euro, ripartiti come segue:

  • 3.977,562 miliardi per istruzione e formazione (incluse le azioni Jean Monnet)
  • 421,8315 milioni per il settore gioventù
  • 74,053 milioni per lo sport

L’importo può essere aggiornato a seconda delle eventuali modifiche del programma di lavoro annuale Erasmus+.

Scadenze 2026 (ora di Bruxelles)

Azione Chiave 1

  • Mobilità istruzione superiore: 19 febbraio 2026, ore 12.00
  • Mobilità IFP, scuola e adulti: 19 febbraio 2026, ore 12.00
  • Mobilità personale sportivo: 12 febbraio 2026, ore 12.00
  • DiscoverEU Inclusione: 12 febbraio 2026, ore 12.00
  • Mobilità gioventù: 12 febbraio 2026, ore 12.00 e 1 ottobre 2026, ore 12.00
  • Scambi virtuali Erasmus+: 26 marzo 2026, ore 17.00
  • Accreditamenti IFP, scuola e adulti: 29 settembre 2026, ore 12.00
  • Accreditamenti gioventù: 29 settembre 2026, ore 12.00

Azione Chiave 2

  • Partenariati di cooperazione (istruzione, formazione, gioventù, escluso ONG europee): 5 marzo 2026, ore 12.00
  • Partenariati di cooperazione ONG europee e sport: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Partenariati su scala ridotta (scuola, VET, adulti, gioventù): 5 marzo 2026, ore 12.00
  • Partenariati su scala ridotta sport: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Partenariati europei per lo sviluppo scolastico: 9 aprile 2026, ore 12.00
  • Centri di eccellenza professionale: 3 settembre 2026, ore 17.00
  • Erasmus Mundus: 12 febbraio 2026, ore 17.00
  • Alleanze per l’innovazione: 10 marzo 2026, ore 17.00
  • Capacity Building istruzione superiore: 10 febbraio 2026, ore 17.00
  • Capacity Building VET: 26 marzo 2026, ore 17.00
  • Capacity Building gioventù: 26 febbraio 2026, ore 17.00
  • Capacity Building sport: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Eventi sportivi locali europei: 5 marzo 2026, ore 17.00
  • Eventi europei su larga scala: 22 gennaio 2026, ore 17.00

Azione Chiave 3

  • European Youth Together: 26 febbraio 2026, ore 17.00
  • Azioni e reti Jean Monnet: 3 febbraio 2026, ore 17.00

Per tutti i dettagli e per scaricare i documenti ufficiali, collegati qui.

Due giornate intense e piene di entusiasmo e partecipazione hanno visto 27 tra insegnanti ed educatori dell’IC Leopardi di Castelnuovo Rangone lavorare e costruire insieme per individuare e condividere strategie di comunicazione efficaci e di partecipazione attiva di tutto il personale della scuola, al fine di incentivare la collaborazione interna ed esterna e favorire il benessere di tutti gli attori all’interno di ogni ordine, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, passando dalla primaria.

Facilitata da Barbara Grazzini e Andrea Pignatti attraverso la metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®, l’esperienza ha permesso ad ogni partecipante di aprirsi, condividere i propri obiettivi e di esprimere le proprie opinioni e idee in modo creativo e concreto in un’atmosfera serena e divertente, portando utili spunti per costruire insieme una scuola migliore, organizzata, incentivante e motivante, che possa affrontare le sfide quotidiane in modo condiviso e partecipato da tutti.

Le attività di Just Maps: Schools strengthening global citizenship by mapping local communities procedono spedite verso la realizzazione dell’handbook incentrato sulla creazione e l’uso delle mappe come punto di partenza per un percorso partecipativo di Educazione alla Cittadinanza Globale. L’handbook sarà alla base del training peer to peer dei docenti e del percorso di ricerca, partecipazione e azione di studentesse e studenti della scuola primaria e secondaria (8-15 anni).

Il lavoro sull’handbook è nato dall’esperienza del training e del meeting che hanno impegnato tutti i partner, inclusi noi di InEuropa e le insegnanti dell’Istituto Comprensivo Umberto I di Lanciano, il 3 e il 4 Maggio a Dublino. 

Abbiamo raccontato l’esperienza di Dublino nella prima newsletter del progetto, che potete trovare in italiano e in inglese in due versioni: una breve e una dettagliata.

Cosa troverete nella newsletter? Il progetto e i suoi obiettivi, le scuole partecipanti, il punto di vista dei nostri partner Kenyani che hanno facilitato una delle fasi del training, e i prossimi passi. 

Il progetto. Just Maps coinvolge 9 partner e 3 partner associati di Italia, Kenya, Spagna, Polonia e Irlanda, tra cui 6 scuole. Saranno proprio le scuole le vere protagoniste del progetto, attivando direttamente studenti e studentesse nella realizzazione delle attività progettuali principali. Infatti, l’obiettivo cardine di Just Maps è quello di educare alla cittadinanza globale e rendere alunni e alunne consapevoli del proprio ruolo all’interno della comunità informandosi e, in questo caso, mappando i problemi ambientali, le disuguaglianze, criticità e opportunità di giustizia sociale e la storia dei luoghi e della comunità dove vivono.

Il 15 maggio 2025, una classe quarta del Liceo Formiggini di Sassuolo (MO) ha partecipato al workshop Io, tu, noi nell’ambito del progetto Erasmus+ Stand Up for Europe. Il progetto vede la cooperazione di università e centri di formazione di Germania, Italia, Slovenia, Ungheria e Turchia per sviluppare un percorso formativo per aiutare giovani e operatori giovanili a ragionare sui valori europei (come democrazia, cooperazione e uguaglianza) e prepararli a rispondere in modo costruttivo agli slogan antidemocratici e populisti e all’hate speech.

In linea con i materiali e percorsi educativi di Stand up for Europe e alla loro modulabilità sulla base dei temi da affrontare con i giovani, il workshop (guidato da Barbara Grazzini e Daniela Ottolini di InEuropa) si è concentrato principalmente sulla valutazione e il confronto tra i valori di studenti e studentesse: a partire dall’identificazione dei valori individuali, si è attivato un dialogo sereno e uno scambio rispettoso dei diversi punti di vista, per mettere in evidenza i punti in comune da cui partire per una collaborazione armonica all’interno del gruppo classe.

Gli studenti hanno scoperto quanto condividano valori fondamentali come l’amicizia, il rispetto e la profondità delle relazioni. Il workshop ha stimolato riflessioni preziose, creando un momento di confronto unico.

È stata un’esperienza che ha lasciato il segno sui partecipanti: grazie a Stand up for Europe, la classe ora possiede gli strumenti per rafforzare il dialogo e costruire un ambiente più inclusivo.

Il 25 marzo e il 7 Aprile, i partner del progetto Erasmus+ Just Maps – Schools strengthening global citizenship by mapping local communities si sono riuniti online per mettere insieme le basi per il lavoro da svolgere e approfondire a Dublino, durante il meeting di progetto del 3 e 4 Maggio.

Just Maps porta avanti il viaggio nell’Educazione alla Cittadinanza Globale di Just Action con un focus specifico sulla partecipazione attiva e sull’azione di bambin* e ragazz* nelle comunità locali, attraverso la costruzione di mappe digitali con un’ottica da cittadini globali. Le mappe aiuteranno a mettere in evidenza i problemi e le opportunità per migliorare le comunità locali, e saranno la base per un’azione congiunta degli studenti delle scuole coinvolte.

Nei due giorni di workshop online, le docenti e i docenti delle scuole partner hanno lavorato alla mappatura degli stakeholder scolastici e degli obiettivi formativi legati all’insegnamento della cittadinanza globale nei loro paesi e nelle loro regioni. L’obiettivo è quello di compiere i prossimi passi mettendo a sistema le diverse esigenze e prospettive, in modo da realizzare un programma formativo pratico e dinamico facilmente trasferibile e replicabile in altre scuole e paesi. 

Un valore aggiunto è dato dalla partecipazione di un’organizzazione e una scuola kenyana come partner di progetto. In questo modo, non solo gli studenti e le studentesse ma anche il gruppo docente coinvolto arricchirò il proprio lavoro con uno sguardo non eurocentrico, particolarmente importante nell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza globale. 

La partnership vede l’esperienza dei partner spagnoli, italiani e irlandesi del network internazionale Global Action Plan International (già parte del team di Just Action) rafforzata ed estesa dall’ingresso nella squadra di membri GAP da Polonia e Kenya, oltre che dalla presenza attiva di scuole spagnole, italiane e kenyane: l’Istituto Comprensivo Statale Umberto I da Lanciano e Artxandape Ikastola da Bilbao (già beneficiari di Just Action), più la Zaragoza School House da Saragozza e Aga Khan Academy da Mombasa. In Polonia e Irlanda verranno coinvolte altre scuole come associate: Just Maps coinvolgerà attivamente studenti e docenti in tutti i Paesi della partnership.

Non vediamo l’ora di lavorare con questo team variegato a Dublino!

Un piccolo reminder: da dove nasce Just Maps? 

Durante l’implementazione di Just Action (concluso a Novembre 2024, ma i cui materiali sono sempre accessibili e gratuiti sul sito ufficiale), è diventato evidente che le attività didattiche preferite dagli studenti e dalle studentesse fossero quelle che li portavano ad agire nelle comunità locali e con i suoi membri, ad essere più attivi oltre la scuola, a sentirsi parte integrante della società locale. Ed ecco Just Maps: una nuova operazione che parte proprio dalla comunità, e mette teste, mani e cuori di bambini e ragazzi dagli 8 ai 15 anni per la sua analisi e miglioramento. 

Venerdì 28 marzo il team di InEuropa, insieme con Fondazione Castello di Padernello, si è recato presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Andrea Mantegna” per conoscere in prima persona il personale, gli studenti e le studentesse che saranno coinvolti nel progetto Erasmus+ “GoodFood – Sustainability in Catering Schools”.

Il Dirigente Scolastico – Giovanni Rosa – e il professore di cucina – Marco Martinelli – hanno accompagnato il gruppo alla scoperta dell’istituto: tra laboratori di cucina e pasticceria, dal bar scolastico all’aula multimediale, è stato possibile osservare come gli e le allievi/e della scuola alberghiera Mantegna si destreggiano in sala e ai fornelli seguiti dai vari docenti, con un grande obiettivo in mente: ridurre al minimo lo spreco di cibo e ottimizzare l’utilizzo degli scarti alimentari

È proprio questo uno dei punti cardine su cui l’Istituto Mantegna si concentra, spiega il dirigente scolastico mentre racconta come la programmazione e l’acquisto metodico dei prodotti alimentari destinati ai laboratori culinari e la sensibilità di docenti e alunni/e, permette di conseguire in maniera ottimale l’obiettivo dello Zero Food Waste

L’Istituto Andrea Mantegna è dotato di un orto didattico capace di fornire alla scuola fiori ed erbe aromatiche per le preparazioni culinarie ed è in grado di gestire un piccolo compost con gli scarti alimentari non più utilizzabili. L’orto è gestito dagli e dalle alunne dell’Istituto ed è rivolto, in particolare, agli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES) che, grazie al contatto diretto con la terra e all’utilizzo di approcci didattici differenziati, riescono a sviluppare abilità e a mettere in atto pratiche intuitive volte all’autonomia dello studente. È proprio grazie a queste attività e alla messa a disposizione di aule didattiche specifiche che il Mantegna riesce ad avere uno dei tassi più alti di studenti con disabilità iscritti ai propri corsi di studio (circa il 20% sul totale degli iscritti).

L’Istituto, inoltre, è parte dell’Alleanza dei Cuochi di Slow Food, un patto tra cuochi, scuole e piccoli produttori per promuovere cibi buoni, puliti e giusti del territorio adottando alcune semplici regole per salvare la biodiversità e per sostenere i prodotti locali.

Il progetto GoodFood – che mira a portare l’alimentazione sostenibile all’interno delle scuole alberghiere – trova così terreno fertile per svilupparsi e lavorare in piena sintonia con la scuola per agire sulle scelte alimentari nel campo della ristorazione affinché diventino più sostenibili e consapevoli, partendo dagli e dalle chef del domani. 

I prossimi passi del progetto prevedono un approfondimento delle conoscenze e delle aspettative sulla sostenibilità ambientale da parte degli studenti e delle studentesse dell’Istituto Mantegna tramite ulteriori incontri sia online che in presenza.

In questo modo, InEuropa e Fondazione Castello di Padernello potranno procedere, insieme con i partner di progetto, e lavorare all’elaborazione delle metodologie e risorse di GoodFood, da implementare e testare all’interno dei vari istituti coinvolti per portare la sostenibilità ambientale nei piatti di tutti.

InEuropa non vede l’ora di approfondire questo viaggio all’insegna della consapevolezza su come l’alimentazione incide sulla salute, sull’ambiente, sulla riduzione degli sprechi, sull’etica e sulla cultura!

Si è concluso con successo il primo ciclo di laboratori destinati a studenti dagli 8 agli 11 anni della scuola primaria Anna Frank di Montale, dell’Istituto Comprensivo “Giacomo Leopardi” di Castelnuovo Rangone.

I 9 laboratori, condotti da Barbara Grazzini e Andrea Pignatti, hanno permesso ai bambini e alle bambine di mettersi in gioco per identificare e riflettere sui propri valori e sui valori del gruppo, affrontando tematiche legate alla cittadinanza globale, attraverso l’utilizzo e l’adattamento della metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®

I mattoncini lego hanno stimolato la creatività, la libertà di esprimere le proprie idee e le proprie emozioni in modo partecipativo al 100%, hanno inoltre aiutato a capire il valore di ogni individuo ed il valore aggiunto della condivisione e del lavoro di squadra avendo l’opportunità di attivare il pensiero critico del gruppo e sviluppare un approccio al problem solving. Il metodo LEGO® SERIOUS PLAY® è stato combinato con attività di team building e riflessione che InEuropa stessa ha prodotto in particolare nell’ambito del progetto europeo Just Action, a disposizione gratuitamente di ogni insegnante sul portale del progetto.

Il successo di questa iniziativa confermato dalle insegnanti che hanno seguito con attenzione ogni singolo incontro, sottolinea l’efficacia dell’uso di strumenti ludico-educativi per affrontare tematiche di grande rilevanza sociale e formativa. L’auspicio è che progetti simili possano essere estesi e replicati, contribuendo alla crescita consapevole delle nuove generazioni.

A marzo è prevista la continuazione del percorso con il secondo ciclo di laboratori, che coinvolgeranno gli studenti della scuola primaria Don Milani, ampliando così l’impatto di questa esperienza educativa.

Nell’ambito del programma Erasmus+ (Educazione Scolastica), è ufficialmente iniziato progetto Just Maps: Schools strengthening global citizenship by mapping local communities, e con esso anche il Kick-off Meeting che ha permesso ai partner non solo di conoscersi ma anche di entrare più nel vivo della gestione e implementazione del progetto.

Just Maps coinvolge 9 partner e 3 partner associati di Italia, Kenya, Spagna, Polonia e Irlanda, tra cui 6 scuole. Saranno proprio le scuole le vere protagoniste del progetto, attivando direttamente studenti e studentesse nella realizzazione delle attività progettuali principali. Infatti, l’obiettivo cardine di Just Maps è quello di educare alla cittadinanza globale e rendere alunni e alunne consapevoli del proprio ruolo all’interno della comunità informandosi e, in questo caso, mappando i problemi ambientali, le disuguaglianze, criticità e opportunità di giustizia sociale e la storia dei luoghi e della comunità dove vivono.

Per dare il via alle attività, il Kick-off del progetto è stato organizzato in diverse sessioni online incentrate ad approfondire alcune delle questioni principali del progetto: la gestione amministrativa, la comunicazione e disseminazione del progetto e l’organizzazione del primo Transnational Meeting e della formazione in Irlanda.

Questi step risultano fondamentali e tutti i partner hanno accolto i vari suggerimenti e indicazioni con entusiasmo. In particolare, l’intero team si è concentrato su come utilizzare al meglio gli strumenti di comunicazione per far conoscere e ampliare lo spettro di persone, scuole, stakeholders interessate alle attività ma anche al modo migliore per dare continuità a Just Action: teachers and students towards a sustainable transition, il progetto da cui Just Maps si erige.

Il primo passo del progetto è ora quello di allineare tutti i partner sulla preparazione della prima bozza del Training per docenti che avrà il suo clou in Irlanda a inizio maggio: tutti i partner e gli associati saranno presenti e collaboreranno per sviluppare e lanciare la sperimentazione della metodologia Just Maps. Il Transnational Meeting sarà un’ottima occasione anche per approfondire e stringere forti legami, necessari per lavorare in team al meglio, e per preparare il percorso Just Map finalizzato a sostenere studenti e studentesse nel diventare attori del cambiamento all’interno della propria comunità e a livello internazionale. Nel frattempo, i partner hanno espresso le loro paure, le loro curiosità e cosa li entusiasma di Just Maps.

L’entusiasmo e l’energia si fanno sentire e tutto il team non vede l’ora di scrivere e raccontare questa nuova avventura insieme.