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Si è concluso SHINE – Mainstreaming Systems Thinking in Natural Sciences and Environmental Education, il progetto Erasmus+ nato per promuovere l’applicazione del pensiero sistemico nell’insegnamento delle scienze naturali.

Il pensiero sistemico aiuta a osservare i fenomeni non come elementi isolati, ma come parti di una rete di relazioni. Attraverso questo approccio, studenti e studentesse possono comprendere meglio i rapporti di causa ed effetto, i meccanismi di retroazione e le conseguenze che un cambiamento può generare nel tempo all’interno di un ecosistema.

Nel corso dei tre anni di attività, InEuropa, insieme alla Libera Università di Bolzano e ai partner di Germania, Estonia e Portogallo – ha sviluppato due risorse gratuite rivolte a insegnanti e studenti dagli 8 ai 16 anni: lo SHINE Game e il Toolkit didattico.

Il gioco può essere utilizzato online oppure in classe attraverso materiali cartacei. Propone attività e livelli di difficoltà differenti per esplorare in modo collaborativo temi quali i cicli dell’acqua, dell’azoto, del metano e dell’anidride carbonica. Il Toolkit accompagna invece gli insegnanti con moduli didattici, approfondimenti scientifici, strumenti di valutazione e indicazioni pratiche all’uso del game per introdurre il pensiero sistemico nelle lezioni.

Le risorse sono state sperimentate con 119 insegnanti e 254 studenti nei quattro Paesi partner. I loro contributi hanno permesso di migliorare gli strumenti e renderli più vicini alle esigenze concrete delle scuole. Gli insegnanti coinvolti hanno evidenziato in particolare la capacità dell’approccio ludico di favorire la partecipazione, il confronto tra pari e una comprensione più profonda dei fenomeni naturali.

Per garantire continuità all’iniziativa, è stata creata una community per gli insegnanti su Google Classroom. Si tratta di uno spazio condiviso pensato per supportare chiunque sia interessato a utilizzare il game ed il toolkit SHINE e l’approccio del Systems Thinking nelle sue classi. Questo ambiente offre agli insegnanti un punto di riferimento aperto per il networking, permettendo loro di dialogare, scambiare idee e condividere le proprie esperienze e materiali con altri docenti.

SHINE è stato inoltre inserito in Scientix, la comunità europea per l’educazione scientifica. Anche dopo la conclusione del progetto, il gioco e il Toolkit resteranno disponibili gratuitamente, affinché scuole e docenti possano continuare a utilizzarli e adattarli ai propri contesti educativi.

Scopri le risorse di SHINE:

Il 14 e 15 novembre 2026, l’Italia si prepara ad ospitare l’evento internazionale di disseminazione del progetto Good Food. Le giornate, che si svolgeranno tra la città di Brescia e il borgo di Padernello, sono un’occasione preziosa per intrecciare lo scambio culturale tra le scuole europee e per far conoscere il progetto alla comunità locale. Tutto questo in piena sintonia con i valori di Good Food: trasformare la consapevolezza in azione e rendere le nuove generazioni protagoniste attive del cambiamento verso la sostenibilità.

Sabato 14 novembre, insegnanti e studenti provenienti da Olanda, Germania, Spagna e Italia si ritroveranno presso l’Istituto Mantegna di Brescia, dove scambio culturale (e culinario!) e networking saranno il fulcro della giornata. La mattina vedrà i ragazzi e le ragazze impegnati/e in un laboratorio di cucina interattivo, mentre i/le docenti si confronteranno in un workshop a loro dedicato. La costruzione di queste relazioni internazionali è vitale: formare i futuri professionisti della ristorazione significa anche insegnare loro il valore della diversità, della collaborazione a livello europeo e della ricerca condivisa per soluzioni concrete ad un’alimentazione più consapevole.

Domenica 15 novembre, il progetto uscirà dalle aule scolastiche per abbracciare la cittadinanza al Castello di Padernello (partner del progetto), dove InEuropa porterà la voce di Good Food attraverso attività di disseminazione all’interno del Mercato della Terra. La scelta di presentarsi al Mercato della Terra è inoltre simbolo della sinergia tra la visione del progetto e la filosofia di Slow Food. Parlare di sostenibilità nelle scuole alberghiere significa, infatti, promuovere il legame tra il cibo, chi lo produce nel rispetto dell’ambiente e le comunità locali. Per l’occasione, sarà allestito uno stand interamente dedicato a Good Food, animato da giochi, quiz e materiali informativi. Sotto la facilitazione di InEuropa, studenti e docenti potranno dialogare direttamente con i produttori agricoli e i consumatori in un confronto vivo, trasformando i valori di Good Food in un’esperienza concreta e condivisa con l’intera comunità.

La Commissione europea compie un nuovo passo nella definizione della futura strategia europea per la ricerca e l’innovazione applicata ai sistemi alimentari con la pubblicazione del rapporto “Building Food 2040: stakeholder input for the new EU Strategic Research & Innovation Agenda for Food Systems”. Il documento restituisce una fotografia delle esigenze e delle aspettative emerse dalla consultazione pubblica avviata per costruire la prossima agenda strategica dell’Unione.

L’iniziativa ha coinvolto un’ampia gamma di attori del settore, raccogliendo 631 risposte al questionario e 63 contributi di approfondimento tra position paper, roadmap, documenti strategici e policy brief. Al processo hanno preso parte università, enti di ricerca, imprese, organizzazioni agricole, amministrazioni pubbliche, organizzazioni della società civile, ONG e cittadini, offrendo una visione condivisa sulle priorità che dovranno orientare le future politiche europee.

Tra i principali messaggi emersi vi è il riconoscimento del ruolo svolto da Food 2030, che ha favorito un approccio sistemico alla ricerca e all’innovazione nel comparto alimentare. Gli stakeholder chiedono però che la futura iniziativa Food 2040 rafforzi il passaggio dalla ricerca all’applicazione concreta, rendendo più efficace il collegamento tra attività scientifica, politiche pubbliche, innovazione industriale e impatti misurabili.

Le indicazioni raccolte convergono su alcuni ambiti ritenuti prioritari per i prossimi anni: ridurre l’impronta ambientale dei sistemi alimentari, promuovere modelli alimentari più salutari, aumentare la capacità di risposta alle crisi, rafforzare l’autonomia strategica europea, favorire la circolarità nell’uso delle risorse, sostenere lo sviluppo di fonti proteiche diversificate, valorizzare le filiere corte e creare condizioni più favorevoli alla diffusione su larga scala delle innovazioni.

Il rapporto rappresenta quindi una base di lavoro per la definizione di Food 2040, la nuova agenda europea destinata a orientare le future iniziative di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare. L’obiettivo è sostenere la transizione verso sistemi alimentari sempre più sostenibili, resilienti, competitivi e capaci di rispondere alle sfide ambientali, economiche e sociali dei prossimi decenni.

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La Commissione europea ha aperto un nuovo bando nell’ambito del programma Single Market Programme (SMP Food) per finanziare progetti dedicati alla prevenzione dello spreco alimentare e al recupero delle eccedenze alimentari, mettendo a disposizione un budget complessivo di 4 milioni di euro.

L’iniziativa si inserisce nel percorso europeo verso il raggiungimento degli obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030 e punta a promuovere modelli più sostenibili lungo l’intera filiera agroalimentare.

Il bando finanzierà progetti capaci di applicare su larga scala soluzioni già mature, favorendo la collaborazione tra imprese, organizzazioni del terzo settore, innovatori e soggetti impegnati nella redistribuzione degli alimenti. Particolare attenzione sarà riservata alle azioni che consentono di prevenire lo spreco alla fonte e di recuperare gli alimenti ancora destinabili al consumo umano.

Tra le attività ammissibili figurano lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi, l’introduzione di tecnologie e strumenti digitali innovativi, il miglioramento dei sistemi di confezionamento ed etichettatura, nonché iniziative per valorizzare sottoprodotti ed eccedenze alimentari. Sono inoltre previste misure di sostegno per banche alimentari e organizzazioni di redistribuzione, con interventi dedicati a logistica, tracciabilità, stoccaggio e formazione.

Possono partecipare enti pubblici e privati con sede negli Stati membri dell’Unione europea. I progetti dovranno avere una durata compresa tra 18 e 24 mesi e potranno beneficiare di un contributo europeo pari al 50% dei costi ammissibili, per un importo indicativo di 300.000 euro per progetto.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 15 ottobre 2026.

 

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L’istruzione si conferma uno degli strumenti più efficaci per affrontare le grandi sfide ambientali del nostro tempo. È questo il messaggio centrale della nuova pubblicazione “Erasmus+: Global Links for a Green Future”, che analizza il contributo del programma Erasmus+ alla transizione verde globale, mettendo in evidenza il ruolo sempre più strategico della formazione, della mobilità internazionale e della cooperazione educativa nel promuovere uno sviluppo sostenibile.

Il documento sottolinea come Erasmus+, nato nel 1987 come programma dedicato alla mobilità accademica europea, si sia progressivamente trasformato in una piattaforma globale capace di collegare studenti, docenti, ricercatori e istituzioni di tutto il mondo. Oggi il programma rappresenta uno dei principali strumenti dell’Unione europea per sviluppare competenze verdi, sostenere l’innovazione e favorire la diffusione di pratiche sostenibili nei sistemi educativi.

La pubblicazione evidenzia il forte legame tra Erasmus+, il Green Deal europeo e la strategia Global Gateway. Mentre il Green Deal punta a rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050, il Global Gateway estende questa visione a livello internazionale attraverso investimenti in energia pulita, connettività, digitalizzazione e sviluppo del capitale umano. In questo contesto, Erasmus+ svolge un ruolo fondamentale nel trasformare gli obiettivi politici in opportunità concrete di apprendimento e cooperazione.

La sostenibilità è ormai una priorità trasversale del programma. I progetti finanziati sono incoraggiati a ridurre il proprio impatto ambientale, integrare l’educazione alla sostenibilità nei curricula e promuovere competenze legate alla transizione ecologica. Un ruolo importante è svolto anche dal quadro europeo delle competenze per la sostenibilità, GreenComp, e dalle iniziative dedicate alla mobilità sostenibile, che incentivano modalità di viaggio a minore impatto ambientale e nuovi modelli di collaborazione digitale.

Particolare attenzione viene riservata alla dimensione internazionale del programma. Attraverso partenariati con Paesi dell’Africa subsahariana, dell’Asia, dell’America Latina e Caraibi, del Medio Oriente e del Pacifico, Erasmus+ sostiene la modernizzazione dei sistemi educativi, lo sviluppo di competenze verdi e la costruzione di reti di ricerca e innovazione. Lo scambio di conoscenze avviene in entrambe le direzioni, consentendo anche all’Europa di apprendere da esperienze e soluzioni sviluppate in contesti particolarmente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici.

Secondo il rapporto, la transizione verso un futuro più sostenibile non dipende soltanto da nuove tecnologie o da investimenti infrastrutturali, ma soprattutto dalla capacità delle persone di acquisire competenze, condividere conoscenze e collaborare oltre i confini nazionali. In questa prospettiva, Erasmus+ viene presentato come un ponte globale capace di connettere educazione, innovazione e sostenibilità, contribuendo alla costruzione di società più resilienti, inclusive e preparate alle sfide climatiche del futuro.

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La Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA) ha pubblicato Tracing Constellations – Stories of Culture, Cooperation and Impact across Creative Europe Cooperation Projects 2021-2024, una raccolta che mette in luce l’impatto dei progetti di cooperazione sostenuti dal programma Europa Creativa nel periodo 2021-2024. La pubblicazione presenta 50 iniziative selezionate tra le 589 finanziate, offrendo una panoramica concreta di come la cooperazione culturale transnazionale contribuisca al raggiungimento delle priorità europee.

Il volume evidenzia come i progetti culturali europei siano diventati strumenti fondamentali per promuovere innovazione, inclusione sociale, partecipazione democratica, sostenibilità ambientale e trasformazione digitale, oltre a rafforzare la circolazione degli artisti e delle opere a livello internazionale. Attraverso reti di collaborazione che coinvolgono organizzazioni provenienti da tutta Europa, le iniziative finanziate hanno favorito lo sviluppo di nuove competenze, modelli di business innovativi, pratiche artistiche sperimentali e un maggiore coinvolgimento dei cittadini.

La pubblicazione individua cinque grandi aree tematiche, definite “costellazioni”, che rappresentano le principali tendenze emerse dai progetti: Valori europei e democrazia, Nuove pratiche e modelli, Trasformazione digitale, Transizione verde e sostenibilità e Giovani. Questi ambiti mostrano come il settore culturale stia affrontando sfide contemporanee quali l’inclusione, il cambiamento climatico, l’impatto delle tecnologie digitali e il coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita culturale europea.

Tra il 2021 e il 2024, i bandi dedicati ai progetti di cooperazione hanno ricevuto 2.948 candidature, finanziando 589 progetti con un budget complessivo di 251 milioni di euro e coinvolgendo oltre 3.000 organizzazioni culturali e creative provenienti dai 40 Paesi partecipanti al programma.

Secondo l’EACEA, l’esperienza maturata nella prima metà dell’attuale programmazione 2021-2027 dimostra come la cooperazione culturale europea rappresenti un elemento strategico per rafforzare la competitività del settore, promuovere la coesione sociale e contribuire agli obiettivi dell’Unione europea, trasformando le priorità politiche in risultati concreti sul territorio.

Per scaricare il documento completo, collegati qui.

In tutto il mondo, le persone e le comunità si stanno unendo alla lotta per la giustizia climatica, chiedendo urgentemente azioni  indirizzate a diminuire l’impatto del cambiamento climatico sulle loro vite e sul pianeta. Questo movimento vuole soluzioni che non solo proteggano l’ambiente, ma che sostengano anche l’uguaglianza e i diritti umani. 

Tuttavia, in questo contesto, la voce delle persone con disabilità è spesso assente, nonostante siano tra i soggetti più colpiti dalle conseguenze del cambiamento climatico.

Il nuovo progetto ‘ChangeABLE – Out and About for Climate Ability’ co-finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea mira a cambiare questo stato di fatto.

Il team di progetto, formato da Global Action Plan Ireland, InEuropa SRL, agado – Gesellschaft für nachhaltige Entwicklung sarà affiancato da tre organizzazioni che lavorano con esperienza insieme alle persone con disabilità: Prosper Social Care Services CLG in Irlanda, COOPATTIVA Cooperativa Sociale Onlus in Italia e die reha e.V. in Germania. Insieme, hanno ideato questo progetto per mettere la disabilità al  centro del discorso e delle azioni di difesa del clima. 

Durante i prossimi 3 anni, i partner lavoreranno nei 3 paesi per:

  • Creare momenti di condivisione di idee e conoscenze durante gli incontri transnazionali;
  • Creare una valutazione dei bisogni per comprendere al meglio le necessità e il supporto richiesto legato alla formazione;
  • Svolgere un programma formativo personalizzato per rafforzare le competenze nella messa a punto di campagne di advocacy;
  • Co-creare campagne di difesa del clima inclusive basate su priorità locali ed esperienze personali.

Inoltre, il progetto vorrebbe aumentare la partecipazione del gruppo target nei forum pubblici e negli eventi di comunità, in modo che le persone con disabilità abbiano più opportunità per condividere le proprie prospettive e di proporre soluzioni sul dibattito climatico. 

Entro la fine del progetto, i e le partecipanti avranno gli strumenti, la fiducia e le reti per creare e sostenere in maniera effettiva azioni climatiche che coinvolgano chiunque, indistintamente. Inoltre, delle linee guida pratiche e dei report sulle buone pratiche aiuteranno le altre organizzazioni a promuovere campagne di advocacy che coinvolgano attivamente le persone con disabilità.

Un movimento si crea lì dove la voce di chiunque conta nel modellare un futuro giusto e sostenibile.

 

Per maggiori informazioni, rivolgersi al team di InEuropa: ineuropa@ineuropa.info

L’8 e il 9 ottobre 2025, il team italiano del progetto Erasmus+ Good Food: Sustainability in Catering Schools, composto da InEuropa, Fondazione Castello di Padernello e due docenti dell’Istituto Superiore Andrea Mantegna di Brescia, si è recato nel comune di ‘s-Hertogenbosch, nei Paesi Bassi, per l’incontro transnazionale di formazione che ha coinvolto tutti i partner. 

Ospiti della scuola alberghiera Koning Willelm I, gli insegnanti di cucina dei vari Istituti coinvolti (da Spagna, Germania oltre che Italia e Olanda) sono stati protagonisti dei due giorni di formazione all’insegna della sostenibilità, del buon cibo e non solo. 

L’intera squadra di lavoro, infatti, ha avuto la possibilità di scambiare conoscenze ed esperienze nel campo della sostenibilità in cucina e di lavorare insieme per accrescere il proprio impatto nelle scuole relativamente alle 5 aree tematiche di Good Food (Cibo e: Cultura, Salute, Etica, Ambiente e Spreco). Gli insegnanti e i partner di GAP I hanno così ragionato insieme sui punti di forza e debolezza di ogni Istituto, riflettendo sui limiti e sulle opportunità per insegnare ai cuochi del domani come affrontare e promuovere una maggiore sostenibilità in cucina.

Attraverso una “Caccia al Tesoro”, l’intero team di progetto, suddiviso in squadre, è andato alla scoperta del College Koning Willelm I, cercando opportunità di miglioramento per la propria scuola prendendo spunto da errori e buoni esempi dell’Istituto ospitante. Durante l’attività, i partecipanti hanno visitato i laboratori di cucina, i ristoranti didattici, la dispensa, e i luoghi di smaltimento dei rifiuti.

Con questa ed altre attività è stato possibile iniziare a costruire insieme un piano d’azione su misura per ogni scuola da attuare al proprio rientro con l’obiettivo di innescare un processo che renda gli e le insegnanti insieme a studenti e studentesse portatori e portatrici attivi/e del cambiamento (veri e propri changemakers) a scuola e nei futuri luoghi di lavoro. 

Durante i due giorni, non potevano inoltre mancare momenti dedicati interamente al cibo. È così che il College Koning Willelm I ha fatto scoprire le meraviglie della Dutch Cuisine: una cucina all’insegna della sostenibilità che utilizza solo ed esclusivamente prodotti locali e di stagione e che tenta, attraverso creatività e innovazione, di limitare il più possibile l’utilizzo delle proteine animali, prediligendo frutta e verdura in ogni singolo piatto, senza rinunciare al gusto.

Ecco uno dei pensieri degli insegnanti di cucina nonché Chef italiani che hanno deciso di unirsi al percorso di Good Food:

“Davvero una scoperta la Dutch Cuisine. Noi siamo molto legati alla tradizione e facciamo fatica ad innovare ma l’incontro in Olanda e con la Dutch Cuisine è una bella opportunità per uscire fuori dagli schemi e unire tradizione, risorse locali, innovazione e creatività!”

InEuropa, Fondazione Castello di Padernello e gli insegnanti dell’Istituto di Istruzione Superiore Andrea Mantegna di Brescia hanno preso molti spunti da questa esperienza e si incontreranno nuovamente per portare a termine il Piano d’Azione e avviare insieme il processo di cambiamento verso una visione di scuola alberghiera dedita ad un’alimentazione e una cucina sempre più sostenibile, in linea anche con la filosofia Slow Food, di cui l’Istituto Mantegna è portavoce in quanto membro dell’Alleanza dei Cuochi.

Ringraziamo GAP Nederland e il Koning Willelm I College per l’ospitalità, per averci fatto scoprire la Dutch Cuisine e i suoi principi e per averci accolto a braccia aperte! Il team italiano porta con sé tantissimi spunti e un grande esempio a cui fare riferimento.

Nelle cucine dei futuri chef europei qualcosa di nuovo bolle in pentola. Non si tratta soltanto di sapori e tecniche ma di qualcosa in più…il nostro pianeta.

Con questo spirito, il progetto Erasmus+ Good Food – Sustainability in Catering Schools ha deciso di indagare come le scuole di ristorazione in Europa stanno affrontando il tema della sostenibilità, e quali passi restano ancora da fare.

Partner da Italia, Spagna, Germania e Paesi Bassi hanno appena concluso una fase di ricerca preliminare: l’obiettivo era capire quanto e come i temi della sostenibilità siano già integrati nella formazione dei futuri professionisti della ristorazione. 

Non solo numeri e statistiche: il team ha incontrato insegnanti, ascoltato studenti, osservato le lezioni e vissuto la vita scolastica dall’interno. Ne è emerso un quadro variegato: la sostenibilità è sul tavolo, ma non sempre dentro ogni ricetta.

Cosa abbiamo scoperto

  • Nei Paesi Bassi, al Koning Willem I College (KW1C) gli studenti mostrano curiosità ed entusiasmo, soprattutto nelle lezioni pratiche. Il programma integra i principi della Dutch Cuisine, ma spesso gli alunni non li collegano ai propri valori personali: le scelte quotidiane restano guidate da comodità e tendenze. Gli insegnanti sottolineano l’importanza dei tirocini per restare vicini al mondo del lavoro, ma emerge un bisogno più profondo: sviluppare una motivazione personale. Nonostante la sostenibilità sia parte della missione della scuola, il divario tra politiche e pratiche quotidiane resta evidente. Per colmare questa distanza, un modulo trasversale incentrato sul “making change happen”, sarà ideato per fornire a studenti e docenti strumenti concreti per trasformare la consapevolezza in azione.

  • In Germania, alla BSZ Ansbach,  gli studenti partecipano attivamente alle iniziative legate alla sostenibilità. Con particolare attenzione alla riduzione degli sprechi, al riciclo e all’utilizzo di ingredienti locali e di stagione. Grazie al loro impegno e al lavoro dei club ambientali, sono nati progetti creativi come giardini scolastici, eventi di scambio e riciclo delle bottiglie. Tuttavia, la sostenibilità non è ancora radicata in maniera strutturale in tutte le materie e in tutta la comunità scolastica. Docenti e studenti chiedono materiali didattici pronti all’uso, supporto da esperti esterni e maggiore cooperazione interdisciplinare, in più, alcune sfide permangono come budget ridotti, differenze di competenze e barriere linguistiche. Il progetto GoodFood interviene proprio su questi aspetti, sviluppando la creazione di materiali facili da utilizzare e visivamente accattivanti che promuovano azioni pratiche e favoriscano il coinvolgimento diretto degli studenti. L’obiettivo principale è ora quello di coltivare capacità essenziali come il critical thinking, il lavoro di squadra e la responsabilizzazione degli studenti.  Le opportunità da cogliere sono tante: più opzioni vegetariane e vegane in mensa, legami più stretti con i produttori locali e un maggiore coinvolgimento nelle iniziative sostenibili. Centrale sarà un cambio di ruolo per gli insegnanti: da istruttori a facilitatori per rendere gli studenti autonomi nel guidare il cambiamento verso la sostenibilità.

  • In Spagna, al Leioa Catering School la cultura basca è profondamente radicata e attribuisce grande valore ai prodotti locali. La scuola promuove attivamente i valori della sostenibilità in ogni ambito della ristorazione, ponendo un’attenzione speciale alla riduzione dello spreco alimentare. Un esempio? Lo studio interno che ha portato a ridurre le porzioni di pane, zucchero e sale nei pasti serviti. Inoltre, le eccedenze finiscono alla banca del cibo, grazie a una solida collaborazione. L’innovazione è un’altra parola chiave: l’istituto guarda con interesse a nuove tecnologie e, attraverso GoodFood, intende rafforzare i rapporti con produttori locali e valorizzare i prodotti stagionali.

  • In Italia, all’Istituto Superiore Mantegna di Brescia, la tradizione e l’innovazione si incontrano. L’alleanza con Slow Food rappresenta un punto di forza: studenti, docenti e dirigenza condividono una profonda consapevolezza sui temi della sostenibilità e dello spreco. L’approccio imprenditoriale adottato ha l’obiettivo di formare professionisti capaci di guidare il cambiamento. Grande attenzione è data anche all’inclusione culturale e sociale e alla riduzione dei materiali monouso. Ma il percorso non finisce qui: serve più concretezza e praticità nella didattica, più focus su pasti sani ed equilibrati, meno plastica nei laboratori e una comunicazione più visibile sull’alleanza con Slow Food. La volontà di crescere c’è: ora serve un approccio più sistematico per fare davvero la differenza.

Chi guida il cambiamento

La ricerca ha messo in luce anche i protagonisti di questa trasformazione, comuni a tutte le realtà visitate:

  • Gli studenti, cuore del percorso educativo e veri agenti di cambiamento;
  • Gli insegnanti, fondamentali nel trasmettere contenuti e pratiche sostenibili;
  • La dirigenza scolastica, chiamata a garantire politiche coerenti e di lungo periodo;
  • Il mondo del lavoro, dai fornitori agli imprenditori, ponte tra la formazione e la realtà professionale.

E ora, i prossimi passi

I dati raccolti gettano le basi per lo sviluppo dei prossimi strumenti del progetto GoodFood:

  • Un quadro metodologico e pratico replicabile in ogni scuola europea di catering;
  • Contenuti educativi che affrontano la sostenibilità alimentare da più prospettive: salute, ambiente, etica, cultura e riduzione degli sprechi;
  • Risorse per la formazione dei docenti, secondo il modello “train-the-trainer” volte alla promozione di pratiche di empowerment, awareness e di cambiamento dei comportamenti;
  • Strumenti digitali per integrare la sostenibilità in aula e nei laboratori di cucina.

Il messaggio è chiaro: le scuole europee di catering sono pronte al cambiamento. GoodFood vuole dare loro gli strumenti concreti per far sì che gli chef di domani diventino protagonisti attivi nelle loro comunità, contribuendo a un sistema alimentare più giusto, etico e sostenibile.

Stay tuned: il meglio deve ancora arrivare

 

Co-finanziato dall’Unione Europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione Europea o dell’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura (EACEA). Né l’Unione Europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.

La Commissione Europea ha ufficialmente aperto un nuovo bando per l’istituzione di un Partenariato Tematico nell’ambito dell’Agenda Urbana per l’Unione Europea (UAEU). Il tema scelto per questa edizione è “Città Compatte – Pianificazione Urbana Sostenibile e Mitigazione della Dispersione Edilizia”. Le candidature sono aperte dal 27 agosto e resteranno aperte fino al 1 ottobre 2025.

Questa iniziativa mira a riunire autorità pubbliche, organizzazioni della società civile, università e attori del settore privato per sviluppare politiche urbane integrate, orientate alla sostenibilità, alla rigenerazione urbana e alla limitazione dell’espansione incontrollata delle città (urban sprawl).

L’espansione urbana non regolamentata rappresenta una sfida crescente in tutta Europa: comporta un uso inefficiente del suolo, aumenta le emissioni di gas serra, riduce la biodiversità e aggrava la disuguaglianza sociale. Il modello di città compatta offre un’alternativa concreta, puntando su densificazione, rigenerazione degli spazi sottoutilizzati e contenimento dello sviluppo in aree verdi. I candidati sono invitati a:

  1. Consultare la documentazione disponibile sul sito :
    -il Background Document che descrive il tema, il processo di selezione e i criteri di ammissibilità
    – il rapporto di Valutazione ex-ante (Ex-Ante Assessment) che fornisce un’analisi dettagliata del contesto tematico, delle sfide esistenti e delle opportunità future.
  2. Compilare il modulo di candidatura tramite la piattaforma dell’European Urban Initiative (EUI). È necessario creare un account per completare la procedura e accedere alla community Portico.

Per aiutare le città interessate, il 3 settembre si è tenuto un seminario online per i candidati https://www.urbanagenda.urban-initiative.eu/events/online-applicant-seminar-call-partners-thematic-partnership-compact-cities-sustainable-urban, volto a chiarire il processo di candidatura e il funzionamento dei partenariati tematici dell’UAEU. 

Inoltre, è disponibile un video esplicativo sulle modalità operative dei Partenariati Tematici e un documento FAQ che raccoglie le risposte alle domande più comuni dei precedenti partecipanti.

OPZIONE 1: Il nuovo partenariato metterà in luce l’importanza di un approccio multilivello alla governance urbana, con una particolare attenzione al coordinamento delle politiche su trasporti, abitazioni ed ambiente. Un focus specifico sarà dedicato alle città di piccole e medie dimensioni, spesso trascurate nei grandi piani urbanistici, ma fondamentali per una transizione sostenibile.

“Questo partenariato vuole fornire strumenti concreti a chi lavora sul territorio – amministrazioni locali, enti regionali, pianificatori – per costruire città più vivibili, inclusive e resilienti,” afferma l’esperto autore del rapporto Ex-Ante, intervistato sul tema.

Per chi volesse approfondire ulteriormente, l’intervista completa all’esperto è disponibile online sul sito https://www.urbanagenda.urban-initiative.eu/news/exploring-concept-compact-cities-insights-ex-ante-assessment-expert