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La Commissione europea ha aperto un nuovo bando nell’ambito del programma Single Market Programme (SMP Food) per finanziare progetti dedicati alla prevenzione dello spreco alimentare e al recupero delle eccedenze alimentari, mettendo a disposizione un budget complessivo di 4 milioni di euro.

L’iniziativa si inserisce nel percorso europeo verso il raggiungimento degli obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030 e punta a promuovere modelli più sostenibili lungo l’intera filiera agroalimentare.

Il bando finanzierà progetti capaci di applicare su larga scala soluzioni già mature, favorendo la collaborazione tra imprese, organizzazioni del terzo settore, innovatori e soggetti impegnati nella redistribuzione degli alimenti. Particolare attenzione sarà riservata alle azioni che consentono di prevenire lo spreco alla fonte e di recuperare gli alimenti ancora destinabili al consumo umano.

Tra le attività ammissibili figurano lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi, l’introduzione di tecnologie e strumenti digitali innovativi, il miglioramento dei sistemi di confezionamento ed etichettatura, nonché iniziative per valorizzare sottoprodotti ed eccedenze alimentari. Sono inoltre previste misure di sostegno per banche alimentari e organizzazioni di redistribuzione, con interventi dedicati a logistica, tracciabilità, stoccaggio e formazione.

Possono partecipare enti pubblici e privati con sede negli Stati membri dell’Unione europea. I progetti dovranno avere una durata compresa tra 18 e 24 mesi e potranno beneficiare di un contributo europeo pari al 50% dei costi ammissibili, per un importo indicativo di 300.000 euro per progetto.

La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 15 ottobre 2026.

 

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L’istruzione si conferma uno degli strumenti più efficaci per affrontare le grandi sfide ambientali del nostro tempo. È questo il messaggio centrale della nuova pubblicazione “Erasmus+: Global Links for a Green Future”, che analizza il contributo del programma Erasmus+ alla transizione verde globale, mettendo in evidenza il ruolo sempre più strategico della formazione, della mobilità internazionale e della cooperazione educativa nel promuovere uno sviluppo sostenibile.

Il documento sottolinea come Erasmus+, nato nel 1987 come programma dedicato alla mobilità accademica europea, si sia progressivamente trasformato in una piattaforma globale capace di collegare studenti, docenti, ricercatori e istituzioni di tutto il mondo. Oggi il programma rappresenta uno dei principali strumenti dell’Unione europea per sviluppare competenze verdi, sostenere l’innovazione e favorire la diffusione di pratiche sostenibili nei sistemi educativi.

La pubblicazione evidenzia il forte legame tra Erasmus+, il Green Deal europeo e la strategia Global Gateway. Mentre il Green Deal punta a rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050, il Global Gateway estende questa visione a livello internazionale attraverso investimenti in energia pulita, connettività, digitalizzazione e sviluppo del capitale umano. In questo contesto, Erasmus+ svolge un ruolo fondamentale nel trasformare gli obiettivi politici in opportunità concrete di apprendimento e cooperazione.

La sostenibilità è ormai una priorità trasversale del programma. I progetti finanziati sono incoraggiati a ridurre il proprio impatto ambientale, integrare l’educazione alla sostenibilità nei curricula e promuovere competenze legate alla transizione ecologica. Un ruolo importante è svolto anche dal quadro europeo delle competenze per la sostenibilità, GreenComp, e dalle iniziative dedicate alla mobilità sostenibile, che incentivano modalità di viaggio a minore impatto ambientale e nuovi modelli di collaborazione digitale.

Particolare attenzione viene riservata alla dimensione internazionale del programma. Attraverso partenariati con Paesi dell’Africa subsahariana, dell’Asia, dell’America Latina e Caraibi, del Medio Oriente e del Pacifico, Erasmus+ sostiene la modernizzazione dei sistemi educativi, lo sviluppo di competenze verdi e la costruzione di reti di ricerca e innovazione. Lo scambio di conoscenze avviene in entrambe le direzioni, consentendo anche all’Europa di apprendere da esperienze e soluzioni sviluppate in contesti particolarmente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici.

Secondo il rapporto, la transizione verso un futuro più sostenibile non dipende soltanto da nuove tecnologie o da investimenti infrastrutturali, ma soprattutto dalla capacità delle persone di acquisire competenze, condividere conoscenze e collaborare oltre i confini nazionali. In questa prospettiva, Erasmus+ viene presentato come un ponte globale capace di connettere educazione, innovazione e sostenibilità, contribuendo alla costruzione di società più resilienti, inclusive e preparate alle sfide climatiche del futuro.

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La Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA) ha pubblicato Tracing Constellations – Stories of Culture, Cooperation and Impact across Creative Europe Cooperation Projects 2021-2024, una raccolta che mette in luce l’impatto dei progetti di cooperazione sostenuti dal programma Europa Creativa nel periodo 2021-2024. La pubblicazione presenta 50 iniziative selezionate tra le 589 finanziate, offrendo una panoramica concreta di come la cooperazione culturale transnazionale contribuisca al raggiungimento delle priorità europee.

Il volume evidenzia come i progetti culturali europei siano diventati strumenti fondamentali per promuovere innovazione, inclusione sociale, partecipazione democratica, sostenibilità ambientale e trasformazione digitale, oltre a rafforzare la circolazione degli artisti e delle opere a livello internazionale. Attraverso reti di collaborazione che coinvolgono organizzazioni provenienti da tutta Europa, le iniziative finanziate hanno favorito lo sviluppo di nuove competenze, modelli di business innovativi, pratiche artistiche sperimentali e un maggiore coinvolgimento dei cittadini.

La pubblicazione individua cinque grandi aree tematiche, definite “costellazioni”, che rappresentano le principali tendenze emerse dai progetti: Valori europei e democrazia, Nuove pratiche e modelli, Trasformazione digitale, Transizione verde e sostenibilità e Giovani. Questi ambiti mostrano come il settore culturale stia affrontando sfide contemporanee quali l’inclusione, il cambiamento climatico, l’impatto delle tecnologie digitali e il coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita culturale europea.

Tra il 2021 e il 2024, i bandi dedicati ai progetti di cooperazione hanno ricevuto 2.948 candidature, finanziando 589 progetti con un budget complessivo di 251 milioni di euro e coinvolgendo oltre 3.000 organizzazioni culturali e creative provenienti dai 40 Paesi partecipanti al programma.

Secondo l’EACEA, l’esperienza maturata nella prima metà dell’attuale programmazione 2021-2027 dimostra come la cooperazione culturale europea rappresenti un elemento strategico per rafforzare la competitività del settore, promuovere la coesione sociale e contribuire agli obiettivi dell’Unione europea, trasformando le priorità politiche in risultati concreti sul territorio.

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In tutto il mondo, le persone e le comunità si stanno unendo alla lotta per la giustizia climatica, chiedendo urgentemente azioni  indirizzate a diminuire l’impatto del cambiamento climatico sulle loro vite e sul pianeta. Questo movimento vuole soluzioni che non solo proteggano l’ambiente, ma che sostengano anche l’uguaglianza e i diritti umani. 

Tuttavia, in questo contesto, la voce delle persone con disabilità è spesso assente, nonostante siano tra i soggetti più colpiti dalle conseguenze del cambiamento climatico.

Il nuovo progetto ‘ChangeABLE – Out and About for Climate Ability’ co-finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea mira a cambiare questo stato di fatto.

Il team di progetto, formato da Global Action Plan Ireland, InEuropa SRL, agado – Gesellschaft für nachhaltige Entwicklung sarà affiancato da tre organizzazioni che lavorano con esperienza insieme alle persone con disabilità: Prosper Social Care Services CLG in Irlanda, COOPATTIVA Cooperativa Sociale Onlus in Italia e die reha e.V. in Germania. Insieme, hanno ideato questo progetto per mettere la disabilità al  centro del discorso e delle azioni di difesa del clima

Durante i prossimi 3 anni, i partner lavoreranno nei 3 paesi per:

  • Creare momenti di condivisione di idee e conoscenze durante gli incontri transnazionali;
  • Creare una valutazione dei bisogni per comprendere al meglio le necessità e il supporto richiesto legato alla formazione;
  • Svolgere un programma formativo personalizzato per rafforzare le competenze nella messa a punto di campagne di advocacy;
  • Co-creare campagne di difesa del clima inclusive basate su priorità locali ed esperienze personali.

Inoltre, il progetto vorrebbe aumentare la partecipazione del gruppo target nei forum pubblici e negli eventi di comunità, in modo che le persone con disabilità abbiano più opportunità per condividere le proprie prospettive e di proporre soluzioni sul dibattito climatico. 

Entro la fine del progetto, i e le partecipanti avranno gli strumenti, la fiducia e le reti per creare e sostenere in maniera effettiva azioni climatiche che coinvolgano chiunque, indistintamente. Inoltre, delle linee guida pratiche e dei report sulle buone pratiche aiuteranno le altre organizzazioni a promuovere campagne di advocacy che coinvolgano attivamente le persone con disabilità.

Un movimento si crea lì dove la voce di chiunque conta nel modellare un futuro giusto e sostenibile.

 

Per maggiori informazioni, rivolgersi al team di InEuropa: ineuropa@ineuropa.info

L’8 e il 9 ottobre 2025, il team italiano del progetto Erasmus+ Good Food: Sustainability in Catering Schools, composto da InEuropa, Fondazione Castello di Padernello e due docenti dell’Istituto Superiore Andrea Mantegna di Brescia, si è recato nel comune di ‘s-Hertogenbosch, nei Paesi Bassi, per l’incontro transnazionale di formazione che ha coinvolto tutti i partner. 

Ospiti della scuola alberghiera Koning Willelm I, gli insegnanti di cucina dei vari Istituti coinvolti (da Spagna, Germania oltre che Italia e Olanda) sono stati protagonisti dei due giorni di formazione all’insegna della sostenibilità, del buon cibo e non solo. 

L’intera squadra di lavoro, infatti, ha avuto la possibilità di scambiare conoscenze ed esperienze nel campo della sostenibilità in cucina e di lavorare insieme per accrescere il proprio impatto nelle scuole relativamente alle 5 aree tematiche di Good Food (Cibo e: Cultura, Salute, Etica, Ambiente e Spreco). Gli insegnanti e i partner di GAP I hanno così ragionato insieme sui punti di forza e debolezza di ogni Istituto, riflettendo sui limiti e sulle opportunità per insegnare ai cuochi del domani come affrontare e promuovere una maggiore sostenibilità in cucina.

Attraverso una “Caccia al Tesoro”, l’intero team di progetto, suddiviso in squadre, è andato alla scoperta del College Koning Willelm I, cercando opportunità di miglioramento per la propria scuola prendendo spunto da errori e buoni esempi dell’Istituto ospitante. Durante l’attività, i partecipanti hanno visitato i laboratori di cucina, i ristoranti didattici, la dispensa, e i luoghi di smaltimento dei rifiuti.

Con questa ed altre attività è stato possibile iniziare a costruire insieme un piano d’azione su misura per ogni scuola da attuare al proprio rientro con l’obiettivo di innescare un processo che renda gli e le insegnanti insieme a studenti e studentesse portatori e portatrici attivi/e del cambiamento (veri e propri changemakers) a scuola e nei futuri luoghi di lavoro. 

Durante i due giorni, non potevano inoltre mancare momenti dedicati interamente al cibo. È così che il College Koning Willelm I ha fatto scoprire le meraviglie della Dutch Cuisine: una cucina all’insegna della sostenibilità che utilizza solo ed esclusivamente prodotti locali e di stagione e che tenta, attraverso creatività e innovazione, di limitare il più possibile l’utilizzo delle proteine animali, prediligendo frutta e verdura in ogni singolo piatto, senza rinunciare al gusto.

Ecco uno dei pensieri degli insegnanti di cucina nonché Chef italiani che hanno deciso di unirsi al percorso di Good Food:

“Davvero una scoperta la Dutch Cuisine. Noi siamo molto legati alla tradizione e facciamo fatica ad innovare ma l’incontro in Olanda e con la Dutch Cuisine è una bella opportunità per uscire fuori dagli schemi e unire tradizione, risorse locali, innovazione e creatività!”

InEuropa, Fondazione Castello di Padernello e gli insegnanti dell’Istituto di Istruzione Superiore Andrea Mantegna di Brescia hanno preso molti spunti da questa esperienza e si incontreranno nuovamente per portare a termine il Piano d’Azione e avviare insieme il processo di cambiamento verso una visione di scuola alberghiera dedita ad un’alimentazione e una cucina sempre più sostenibile, in linea anche con la filosofia Slow Food, di cui l’Istituto Mantegna è portavoce in quanto membro dell’Alleanza dei Cuochi.

Ringraziamo GAP Nederland e il Koning Willelm I College per l’ospitalità, per averci fatto scoprire la Dutch Cuisine e i suoi principi e per averci accolto a braccia aperte! Il team italiano porta con sé tantissimi spunti e un grande esempio a cui fare riferimento.

Nelle cucine dei futuri chef europei qualcosa di nuovo bolle in pentola. Non si tratta soltanto di sapori e tecniche ma di qualcosa in più…il nostro pianeta.

Con questo spirito, il progetto Erasmus+ Good Food – Sustainability in Catering Schools ha deciso di indagare come le scuole di ristorazione in Europa stanno affrontando il tema della sostenibilità, e quali passi restano ancora da fare.

Partner da Italia, Spagna, Germania e Paesi Bassi hanno appena concluso una fase di ricerca preliminare: l’obiettivo era capire quanto e come i temi della sostenibilità siano già integrati nella formazione dei futuri professionisti della ristorazione. 

Non solo numeri e statistiche: il team ha incontrato insegnanti, ascoltato studenti, osservato le lezioni e vissuto la vita scolastica dall’interno. Ne è emerso un quadro variegato: la sostenibilità è sul tavolo, ma non sempre dentro ogni ricetta.

Cosa abbiamo scoperto

  • Nei Paesi Bassi, al Koning Willem I College (KW1C) gli studenti mostrano curiosità ed entusiasmo, soprattutto nelle lezioni pratiche. Il programma integra i principi della Dutch Cuisine, ma spesso gli alunni non li collegano ai propri valori personali: le scelte quotidiane restano guidate da comodità e tendenze. Gli insegnanti sottolineano l’importanza dei tirocini per restare vicini al mondo del lavoro, ma emerge un bisogno più profondo: sviluppare una motivazione personale. Nonostante la sostenibilità sia parte della missione della scuola, il divario tra politiche e pratiche quotidiane resta evidente. Per colmare questa distanza, un modulo trasversale incentrato sul “making change happen”, sarà ideato per fornire a studenti e docenti strumenti concreti per trasformare la consapevolezza in azione.

  • In Germania, alla BSZ Ansbach,  gli studenti partecipano attivamente alle iniziative legate alla sostenibilità. Con particolare attenzione alla riduzione degli sprechi, al riciclo e all’utilizzo di ingredienti locali e di stagione. Grazie al loro impegno e al lavoro dei club ambientali, sono nati progetti creativi come giardini scolastici, eventi di scambio e riciclo delle bottiglie. Tuttavia, la sostenibilità non è ancora radicata in maniera strutturale in tutte le materie e in tutta la comunità scolastica. Docenti e studenti chiedono materiali didattici pronti all’uso, supporto da esperti esterni e maggiore cooperazione interdisciplinare, in più, alcune sfide permangono come budget ridotti, differenze di competenze e barriere linguistiche. Il progetto GoodFood interviene proprio su questi aspetti, sviluppando la creazione di materiali facili da utilizzare e visivamente accattivanti che promuovano azioni pratiche e favoriscano il coinvolgimento diretto degli studenti. L’obiettivo principale è ora quello di coltivare capacità essenziali come il critical thinking, il lavoro di squadra e la responsabilizzazione degli studenti.  Le opportunità da cogliere sono tante: più opzioni vegetariane e vegane in mensa, legami più stretti con i produttori locali e un maggiore coinvolgimento nelle iniziative sostenibili. Centrale sarà un cambio di ruolo per gli insegnanti: da istruttori a facilitatori per rendere gli studenti autonomi nel guidare il cambiamento verso la sostenibilità.

  • In Spagna, al Leioa Catering School la cultura basca è profondamente radicata e attribuisce grande valore ai prodotti locali. La scuola promuove attivamente i valori della sostenibilità in ogni ambito della ristorazione, ponendo un’attenzione speciale alla riduzione dello spreco alimentare. Un esempio? Lo studio interno che ha portato a ridurre le porzioni di pane, zucchero e sale nei pasti serviti. Inoltre, le eccedenze finiscono alla banca del cibo, grazie a una solida collaborazione. L’innovazione è un’altra parola chiave: l’istituto guarda con interesse a nuove tecnologie e, attraverso GoodFood, intende rafforzare i rapporti con produttori locali e valorizzare i prodotti stagionali.

  • In Italia, all’Istituto Superiore Mantegna di Brescia, la tradizione e l’innovazione si incontrano. L’alleanza con Slow Food rappresenta un punto di forza: studenti, docenti e dirigenza condividono una profonda consapevolezza sui temi della sostenibilità e dello spreco. L’approccio imprenditoriale adottato ha l’obiettivo di formare professionisti capaci di guidare il cambiamento. Grande attenzione è data anche all’inclusione culturale e sociale e alla riduzione dei materiali monouso. Ma il percorso non finisce qui: serve più concretezza e praticità nella didattica, più focus su pasti sani ed equilibrati, meno plastica nei laboratori e una comunicazione più visibile sull’alleanza con Slow Food. La volontà di crescere c’è: ora serve un approccio più sistematico per fare davvero la differenza.

Chi guida il cambiamento

La ricerca ha messo in luce anche i protagonisti di questa trasformazione, comuni a tutte le realtà visitate:

  • Gli studenti, cuore del percorso educativo e veri agenti di cambiamento;
  • Gli insegnanti, fondamentali nel trasmettere contenuti e pratiche sostenibili;
  • La dirigenza scolastica, chiamata a garantire politiche coerenti e di lungo periodo;
  • Il mondo del lavoro, dai fornitori agli imprenditori, ponte tra la formazione e la realtà professionale.

E ora, i prossimi passi

I dati raccolti gettano le basi per lo sviluppo dei prossimi strumenti del progetto GoodFood:

  • Un quadro metodologico e pratico replicabile in ogni scuola europea di catering;
  • Contenuti educativi che affrontano la sostenibilità alimentare da più prospettive: salute, ambiente, etica, cultura e riduzione degli sprechi;
  • Risorse per la formazione dei docenti, secondo il modello “train-the-trainer” volte alla promozione di pratiche di empowerment, awareness e di cambiamento dei comportamenti;
  • Strumenti digitali per integrare la sostenibilità in aula e nei laboratori di cucina.

Il messaggio è chiaro: le scuole europee di catering sono pronte al cambiamento. GoodFood vuole dare loro gli strumenti concreti per far sì che gli chef di domani diventino protagonisti attivi nelle loro comunità, contribuendo a un sistema alimentare più giusto, etico e sostenibile.

Stay tuned: il meglio deve ancora arrivare

 

Co-finanziato dall’Unione Europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione Europea o dell’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura (EACEA). Né l’Unione Europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.

La Commissione Europea ha ufficialmente aperto un nuovo bando per l’istituzione di un Partenariato Tematico nell’ambito dell’Agenda Urbana per l’Unione Europea (UAEU). Il tema scelto per questa edizione è “Città Compatte – Pianificazione Urbana Sostenibile e Mitigazione della Dispersione Edilizia”. Le candidature sono aperte dal 27 agosto e resteranno aperte fino al 1 ottobre 2025.

Questa iniziativa mira a riunire autorità pubbliche, organizzazioni della società civile, università e attori del settore privato per sviluppare politiche urbane integrate, orientate alla sostenibilità, alla rigenerazione urbana e alla limitazione dell’espansione incontrollata delle città (urban sprawl).

L’espansione urbana non regolamentata rappresenta una sfida crescente in tutta Europa: comporta un uso inefficiente del suolo, aumenta le emissioni di gas serra, riduce la biodiversità e aggrava la disuguaglianza sociale. Il modello di città compatta offre un’alternativa concreta, puntando su densificazione, rigenerazione degli spazi sottoutilizzati e contenimento dello sviluppo in aree verdi. I candidati sono invitati a:

  1. Consultare la documentazione disponibile sul sito :
    -il Background Document che descrive il tema, il processo di selezione e i criteri di ammissibilità
    – il rapporto di Valutazione ex-ante (Ex-Ante Assessment) che fornisce un’analisi dettagliata del contesto tematico, delle sfide esistenti e delle opportunità future.
  2. Compilare il modulo di candidatura tramite la piattaforma dell’European Urban Initiative (EUI). È necessario creare un account per completare la procedura e accedere alla community Portico.

Per aiutare le città interessate, il 3 settembre si è tenuto un seminario online per i candidati https://www.urbanagenda.urban-initiative.eu/events/online-applicant-seminar-call-partners-thematic-partnership-compact-cities-sustainable-urban, volto a chiarire il processo di candidatura e il funzionamento dei partenariati tematici dell’UAEU. 

Inoltre, è disponibile un video esplicativo sulle modalità operative dei Partenariati Tematici e un documento FAQ che raccoglie le risposte alle domande più comuni dei precedenti partecipanti.

OPZIONE 1: Il nuovo partenariato metterà in luce l’importanza di un approccio multilivello alla governance urbana, con una particolare attenzione al coordinamento delle politiche su trasporti, abitazioni ed ambiente. Un focus specifico sarà dedicato alle città di piccole e medie dimensioni, spesso trascurate nei grandi piani urbanistici, ma fondamentali per una transizione sostenibile.

“Questo partenariato vuole fornire strumenti concreti a chi lavora sul territorio – amministrazioni locali, enti regionali, pianificatori – per costruire città più vivibili, inclusive e resilienti,” afferma l’esperto autore del rapporto Ex-Ante, intervistato sul tema.

Per chi volesse approfondire ulteriormente, l’intervista completa all’esperto è disponibile online sul sito https://www.urbanagenda.urban-initiative.eu/news/exploring-concept-compact-cities-insights-ex-ante-assessment-expert

Il progetto e^4 — tools in higher Education for an Embodied & creative Energy Education volge al termine e il 16 e 17 febbraio 2025 tutti i partner si sono incontrati a Valencia, ospiti della Facultat de Magisteri dell’Università di Valencia, per celebrare questi tre anni di lavoro e solida collaborazione e finalizzare i prodotti finali del progetto indirizzati a insegnanti di scuola primaria e secondaria e professori universitari. Sono state 2 giornate di confronto e lavoro intenso, in particolare il secondo giorno abbiamo lavorato fianco a fianco guidati da InEuropa e dal capofila UniBZ, facilitando un confronto utile a tirare le fila dell’esperienza, guidare ogni organizzazione alla finalizzazione delle questioni  amministrative e rendicontuali e confrontarsi sulla disseminazione e sostenibilità futura del progetto, oltre a cogliere  l’occasione di revisionare i materiali ed il percorso creato sull’ecampus che è ufficialmente disponibile online nella versione finale.

La sostenibilità futura del progetto è stata argomento centrale del nostro incontro, infatti abbiamo definito insieme come integrare il percorso di e^4 all’interno dei curricula delle cinque università partner, in modo che il metodo proposto da e^4 attraverso i materiali prodotti continui ad avere un impatto, integrandosi nei corsi e nelle lezioni dei docenti di Scienze della Formazione sia all’interno dei partner accademici coinvolti che in altri atenei in Europa. In Italia, l’approccio immaginativo è di grande valore all’interno del corso di Didattica della Fisica della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bolzano e all’interno del corso di Biologia del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Il meeting ha inoltre permesso alla partnership di condividere i propri feedback in merito a tutte le fasi del progetto e ai suoi risultati, all’efficacia della collaborazione, evidenziando in modo costruttivo i punti di forza e di debolezza riscontrati.

La giornata si è chiusa con soddisfazione e riconoscenza, grati di aver potuto lavorare insieme in questi anni per rendere le conoscenze scientifiche legate all’energia accessibili e di facile comprensione a tutti, promuovendo un approccio all’insegnamento basato sugli strumenti dell’immaginazione e sulla creatività, offrendo opportunità di apprendimento professionale per i docenti accademici incaricati della formazione degli insegnanti, che a loro volta potranno implementare nelle loro lezioni pratiche di insegnamento-apprendimento questi approcci pedagogici e didattici innovativi.

Tutti i risultati del progetto sono disponibili online nel sito: https://energy4teachers.eu/risorse/

Numero Progetto: 2024-1-DE02-KA220-VET-000248007

Programmi e bando

KA220 VET – Cooperation partnership in vocational education and training (VET)
Call 2024, round 1

Il progetto: obiettivi e risultati

Il cibo è uno dei temi centrali dell’agenda contro il cambiamento climatico. È diventato sempre più evidente che, affinché la produzione e distribuzione evolvano in direzione sostenibile, anche le scelte alimentari debbano diventare più consapevoli. Anche i mercati iniziano a cambiare: i consumatori dell’industria alimentare si fanno più sensibili alle implicazioni etiche e ambientali dei propri comportamenti, e le aziende di ristorazione hanno bisogno di professionisti pronti a rispondere a queste esigenze. È fondamentale che i futuri professionisti del settore siano pienamente consapevoli dell’importanza delle loro scelte e che acquisiscano abitudini sostenibili e le portino sul luogo di lavoro.

Per questo motivo, GoodFood si propone di creare risorse e materiali didattici che aiutino le scuole alberghiere nella formazione sostenibile dei futuri cuochi. L’obiettivo è aiutare gli studenti a sviluppare abitudini sostenibili da applicare non solo a scuola, ma anche nei loro futuri posti di lavoro, attraverso la costruzione di conoscenze e abilità specifiche, oltre che all’implementazione di una vera e propria azione per la sostenibilità. GoodFood mira ad aiutare gli studenti a diventare membri attivi della società, contribuendo allo sviluppo equo e sostenibile delle loro comunità.

La partnership vede la collaborazione di 4 membri del network internazionale per la sostenibilità Global Action Plan International (già parte del progetto Erasmus+ Foodtalks dedicato alla sostenibilità delle mense), 3 scuole alberghiere di Spagna, Paesi Bassi e Germania, e una fondazione italiana molto attiva nel settore della sostenibilità alimentare che aiuterà a raggiungere anche alcune scuole alberghiere italiane.

 

Tra i risultati del progetto:

– un framework metodologico applicabile in qualunque scuola alberghiera e di catering europea

– un framework di azioni dedicate alle scuole alberghiere, replicabile in qualsiasi scuola europea

– una piattaforma online con contenuti formativi sulla salute, l’ambiente, la giustizia sociale e economia (manuali, questionari e altre risorse) 

– strumenti online basati sul metodo train-the-trainer (formazione dei formatori), incentrati sull’empowerment, il cambiamento comportamentale e le scelte consapevoli in termini di ricadute ambientali e sociali

– Casi di studio relativi alle scuole alberghiere di ciascun Paese partner, che possano essere d’ispirazione per altre scuole 

 

Beneficiari del progetto

Beneficiari diretti:

    • Studenti
      Grazie al progetto, impareranno a integrare abitudini sostenibili nelle loro attività a scuola, nei progetti extrascolastici e sul futuro posto di lavoro.
    • Insegnanti
      GoodFood li sosterrà nell’arricchimento del loro curriculum tramite l’approfondimento di temi come l’empowerment, il cambiamento comportamentale e la scelta consapevole, con un approccio critico volto ad affrontare i temi alimentari in maniera olistica.
  • Organizzazione scolastica

Il progetto aiuterà anche dirigenti e staff nello sviluppo di strategie e prospettive basate su un sistema alimentare equo e sostenibile, capaci di superare le barriere esistenti e sostenere l’esperienza educativa degli studenti.

  • Aziende del settore della ristorazione (non solo ristoranti, ma anche hotel), interessate direttamente in quanto ospiti di tirocinanti dalle scuole alberghiere e futuri posti di lavoro per studentesse e studenti. Sarà qui che gli studenti metteranno in pratica le conoscenze sostenibili acquisite a scuola.

Beneficiari indiretti:

  • Stakeholders locali attivi in termini di sviluppo sostenibile

Diventeranno i partner naturali delle scuole alberghiere attraverso delle azioni concrete, progetti specifici e partnership mirate

  • Fornitori alimentari del sistema scolastico (produttori e distributori locali)

Verranno invitati a partecipare direttamente al percorso sostenibile della scuola.

  • Le famiglie 

Studenti, insegnanti e dirigenti saranno i loro punti di riferimento per le abitudini sostenibili in termini alimentari.

 

Le fasi del progetto

Sviluppo del programma (metodologia, contenuti e piattaforma)

  • Coinvolgimento degli stakeholder
  • Progettazione e sviluppo dei contenuti
  • Progettazione e sviluppo della piattaforma online
  • Meeting transnazionale, LTTA

 

Implementazione e valutazione

  • Testing dei contenuti e workshop
  • Implementazione dei materiali nei 4 Paesi partner
  • Valutazione

 

Capofila

agado Gesellschaft für nachhaltige Entwicklung UG (Germania)

 

Partenariato 

  • Stichting Global Action Plan Nederland (Paesi Bassi)
  • InEuropa SRL (Italia)
  • ASOCIACION PLAN DE ACCION GLOBAL PARA LA TIERRA GAP ESPANA (Spagna)
  • Berufsschulzentrum Ansbach-Triesdorf (Germania)
  • Fondazione Castello di Padernello (Italia)
  • IES ESCUELA DE HOSTELERIA DE LEIOA BHI (Spagna)
  • Stichting Regionaal Onderwijs Centrum Noord-Oost Brabant (Paesi Bassi)

 

Durata

24 mesi (1° dicembre 2024-30 Novembre 2026)

 

Contributo

400,000 €

Il partenariato Biodiversa+ ha lanciato un nuovo bando di ricerca congiunto transnazionale dal titolo ‘Biodiversity and Transformative Change’ (#BiodivTransform).

Lo scopo è quello di sostenere progetti di ricerca e innovazione interdisciplinari, transdisciplinari e/o intersettoriali per identificare, analizzare e comprendere i processi di trasformazione che possono arrestare e invertire il declino della biodiversità.

I progetti dovranno dimostrare l’eccellenza accademica con un potenziale impatto sociale e politico sulla biodiversità, con il fine ultimo di collegare scienza, società, politica e pratiche per un cambiamento trasformativo.

L’invito non è limitato in termini di ambienti specifici o aree geografiche, ma comprende tutti i contesti (terrestri, marini, costieri e d’acqua dolce) e gli ecosistemi che sperimentano vari livelli e fonti di disturbo, comprese le zone di transizione e le interfacce (costiere, zone umide, urbane-rurali, forestali-agricole, ecc.

Per essere ammissibili, i consorzi di ricerca dovranno includere team provenienti da un minimo di 3 Paesi che partecipano finanziariamente all’invito, di cui almeno 2 da Stati membri dell’UE o da Paesi associati all’UE.

Il budget totale del bando ammonta a € 40.000.000. Per quanto riguarda l’Italia, il MUR, partner di Biodiversa-plus, ha impegnato, per la call “Societal Transformation – BiodivTransform” € 1.500.000 nella forma del contributo a fondo perduto (max € 150.000 per progetto). In aggiunta, la provincia autonoma di Bolzano ha previsto un budget di € 250.000.

Il bando prevede una scadenza in due fasi per l’8 novembre 2024 (prima fase) e l’11 aprile 2025 (proposte complete).

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